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  Articoli della categoria 'Blogging'
27 ottobre 2009
Synchronicity, un libro di Julian Bleecker e Nicholas Nova
A Synchronicity A synchronicity:
Design Fictions for Asynchronous Urban Computing

di Julian Bleecker e Nicolas Nova

Disponibile come libro stampato su richiesta da lulu.com. Cliccate qui per ordinarlo.
Disponibile da scaricare gratis qui.

La serie Situated Technologies Pamphlets, pubblicata dalla  Architectural League, esplora le implicazioni dell’ubiquitous computing nell’architettura e nell’urbanismo. Come vengono influenzate la nostra esperienza della città e le scelte che effettuiamo al suo interno dalle comunicazioni cellualri, i media pervasivi, l’informatica dell’ambiente ed altre tecnologie “situate”? Come modificherà la capacità di progettare ambienti sempre più reattivi il modo di concepire gli spazi degli architetti? Cosa hanno bisogno di sapere gli architetti riguardo all’informatica urbana e cosa devono sapere i tecnici sulle città?

Nel corso degli ultimi cinque anni, il campo dell’informatica urbana era caratterizzata da una grande enfasi sulla cosiddetta “real-time, database-enabled city” che è sincronizzata con l’Internet delle Cose. In Situated Technologies Pamphlets 5, Julian Bleecker e Nicholas Nova discutono di invertire questo punto di vista comune e speculare sull’esistenza di una “città asincrona.” Loro prevedono tecnologie situate basate su segnali deboli che mostrano l’importanza del tempo nelle pratiche umane. Loro immaginano l’emergenza delle tecnologie veramente sociali che attraverso una meditata provocazione possono invertire e dirompere la prospettiva comune.

Situated Technologies Pamphlets verrà pubblicato in nove piccoli numeri nel corso di tre anni e verrà editato da una lista a rotazione di importanti ricercatori e professionisti  dell’architettura, arte, filosofia della tecnologia, studi di media comparativi, studi di performance ed ingegneria.

1 marzo 2009
Le connessioni in tempo reale sono “intimità ambientale”, come in un villaggio
Laura Fitton In un’intervista con l’innovatrice di media sociali di IdeasProject della Nokia, Laura Fitton parla delle più basilari connessioni umane: la nostra comunità fisica immediata.

Questo è il genere di intimità che si basa su diverse piccole interazioni ’senza importanza’… i vicini che lavano la macchina, il ragazzo che lavora al bar, o la signora che porta il cane a passeggio. Risulta che queste interazioni hanno un valore molto importante; ci ancorano al mondo, e sono compontenti critiche per la fiducia e la connessione.

“Fitton racconta nel dettaglio il profondo impatto che ha la connettività fra gli individui e i i loro network, sul lavoro e sulla vita della gente. La natura triviale e basilare di queste interazioni rappresenta anche il loro potere. In modo simile agli scambi che la gente fa col proprio vicinato, Fitton documenta come operano per creare un tessuto di fiducia.”

- Guarda il video
- Leggi la trascrizione

Collegamenti:
- Intervista con il CEO di Twitter Evan Williams
- Intervista di SAP Global Survey con Laura Fitton

1 marzo 2009
Dolce Twitter
FT Il Financial Times ha pubblicato una lunga nalisi su Twitter come fenomeno sociale:

“Nella sua forma ingannevolmente semplice, Twitter è giunto ad una formula che un’intera generazione di start-up web cerca da tempo: un modo per connettere con amici, esprimersi e cercare informazioni che ha la possibilità di diventare popolare quanto altre tendenze online come il blogging ed il social networking.”

Leggi tutto l’articolo

Se siete su Twitter, date uno sguardo al Twitter feed dell’autore di Putting People First.

1 marzo 2009
Web 2.0: uno schema Ponzi magico da un mondo infestato dai demoni
Bruce Sterling at Webstock Bruce Sterling ha fatto da relatore settimana scorsa su “The Short but Glorious Life of Web 2.0 and What Comes Afterward” a Webstock in Wellington.

Non c’è (ancora) alcun video, ma la giornalista Americana Annalee Newitz era lì e ha scritto:

Sterling ha iniziato il suo discorso prendendo in giro il Web 2.0, definendolo un social network di investitori e sviluppatori. Si è lamentato del fatto che non sia un’ideologia o un set di valori estetici; è solo un piccolo network – “un piccolo network per il network”. Ha parlato sul come il Web 2.0 usi il Web come “piattaforma” per i servizi, e poi ha scartato quello come “una totale violazione del buon senso” basata sul tipo di pensiero, tradotto nel regno finanziario, che ha causato l’odierna crisi economica, in cui le ipoteche si aggregano e diventano una specie di piattaforma basata sullo schema Ponzi.

Sterling ovviamente riconosce che il Web 2.0 non sia la stessa cosa che il sistema finanziario, “ma quel sistema fragile e problematico è quello che ha fondato il Web 2.0. Dopotutto si suppone che il Web 2.0 dovev essere un business.”

Leggi tutto l’articol

Anche altri blogger locali come Ben Kepes e Daniel Nations hanno scritto sul discorso di Sterling ma non sembrano aver gradito quel che hanno sentito.

AGGIORNAMENTO:
Ecco la trascrizione del discorso.

7 dicembre 2008
Esperimentando con i gruppi di Facebook
Facebook Come esperimento, ho creato due nuovi gruppi di Facebook:

Interaction Design Institute Ivrea

Questo gruppo è aperto a tutti quelli che hanno lavorato, studiato, consultato o visitato l’Interaction Design Institute di Ivrea e hanno apprezzato quanto successo lì. Questo gruppo  complementa un’esistente e popolare email list.

Putting People First

Questa nuova piattaforma Facebook per i lettori di Putting People First è nata dalla necessità di alcuni di voi di scrivere qualcosa velocemente e condividerla all’interno della nostra comunità professionale. Questo nuovo spazio di Putting People First è vostro. Usatelo per condividere, annunciare, pubblicare, connettere.

Fatemi sapere se trovate Facebook in sè utile.

7 dicembre 2008
Intervista audio con Adam Greenfield di Nokia
Adam Greenfield Chris Pinchen di Podcamp Barcelona ha intervistato Adam Greenfield di Nokia presso Visualizar ‘08 (Madrid) il giorno dopo le elezioni Americane.

La loro conversazione ha trattato diversi argomenti tra cui il Situazionismo aziendale, la paura dell’ubicomp, la disparità tecnologia tra la vita quotidiana negli Stati Uniti e nel resto del mondo, e le strane ed occasionalmente scomode libertà permesse a chi vive in una cultura di cui non sono nativi.

Ascolta l’intervista: parte 1 | parte 2

(via Adam Greenfield)

29 novembre 2008
I social media nelle società chiuse
closed societies Ethan Zuckerman, un ricercatore sull’impatto delle tecnologie dell’informazione nei paesi in via di sviluppo, scrive sul suo blog circa una recente discussione tra esperti, organizzata dall’Open Society Institute, sui nuovi media nelle società autoritarie.

La discussione è inizata dalla premessa che la nostra comprensione degli effetti dei media online sulla società “si basino ampiamente sulla ricerca nelle società aperte, specialmente negli Stati Uniti. Ma ci sono molti meno lavori sugli effetti dei nuovi media in altre parti del mondo, specialmente nelle società chiuse, e gran parte del lavoro svolto è incompleto e qualche volta impreciso.”

A parte Zuckerman, tra gli esperti c’erano John Kelly, fondatore di Morningside Analytics, che ha parlato della sfera pubblica emergente nella rete e ha presentato le sue mappe dei social network online in Iran, Egitto, Russia e China; Evgeny Morozov, che sta scrivendo un libro su Internet nei paesi autoritari; e Porochista Khakpour, uno scrittore Iraniano-Americano che ha discusso su come la diaspora Iraniana usi Internet.

Leggi tutto l’articolo

(via Worldchanging)

19 novembre 2008
Come svaligiare una banca senza soldi?
KashKlash “Come potete svaligiare una banca in un mondo senza soldi?” Si domanda lo scrittore di fantascienza Bruce Sterling, uno dei collaboratori del nuov progetto di previsione KashKlash.

KashKlash è una piattaforma vivace dove potete discutere su scenari futuri dello scambio economico e culturale. Dopo l’attuale tumulto finanziario, quali nuovi sistemi potrebbero comparire? Globale/locale, tangibile/intangibile, digitale/fisico? Sul sito di KashKlash, potete esplorare potenziali mondi dove le transazioni finanziarie tradizionali sono scomparse, mescolate, o mutate in forme inattese. Capite il futuro prossimo, ed aiutate a dargli forma!

Immaginatevi privati di qualsiasi delle risorse finanziari convenzionali di oggi. Forse siete dei rifugiati o senza stato — o forse sono i sistemi stessi ad essere andati smarriti.  Tuttavia avete ancora un laptop, Internet, ed una connessione internet sul cellulare. Cosa fareste per creare una nuova economia informale che vi aiutasse a  cavarvela? Di cosa vivreste? Baratto elettronico? Rationamento? Gadgets? Google juice? Minuti al telefono? Immaginate che l’intero mondo si trovi in quelle condizioni. Quali dei principali attori nel gioco del potere del giorno d’oggi vincerebbero o perderebbero, prospererebbero o cadrebbero? Quali strani nuovi ruoli acquisirà la tecnologia del domani?

Oltre a Bruce Sterling, i collaboratori iniziali sono Régine Debatty (of we-make-money-not-art), Nicolas Nova (LIFT) e Joshua Klein (scrittore e hacker), che hanno collaborato alla discussione iniziale.

KashKlash si sta aprendo ora per voi. Potete partecipare e seguire il dibattito dei nostri esperti e contribuire voi stessi lasciando un commento sui diversi argomenti o compilare il nostro questionario KashKlash.

Questo progetto di dominio pubblico è stato concepito e diretto da Heather Moore del Global User Experience Team della Vodafone e gestito da Experientia, un’azienda di design di esperienza dell’utente internazionale con base a Torino.

Date un’occhiata alla descrizione del progetto per ulteriori informazioni.

4 ottobre 2008
Mobile Revolutions
Mobile revolutions Mobile Revolutions è un bel blog riguardante i cellulari, i giovani e il cambiamento sociale di Lisa Campbell, che ho scoperto tramite Mobile Active. Oltretutto, lei si è presa il tempo per scrivere un lungo, serio e approfondito paper per trattare di questi argomenti che le stanno a cuore (e che sono importanti per noi).

“In questo paper descrivo il potere di trasformazione delle nuove tecnologie mediatiche nei contesti latino americani come strumenti di cambiamento sociale, comparando esempi di attivismo digitale dei giovani della Costa Rica e Panama. Focalizzando su due tipi di Media Sociale, i Social Network e la Comunicazione tramite cellulare vengono esaminati come strumenti per i giovani attivisti dell’America Centrale. Nella mia conclusione sommarizzo gli effetti deile politiche nazionali sui media nella democrazia mediatica. La potente natura di Citizen Media illustra come il superamento del digital divide possa produrre un accesso democratico ai media ed alle maggiori isituzioni per il cambiamento sociale.”

Puoi leggerlo in un blocco unico, o diviso in quattro capitoli:

2 ottobre 2008
Scrivendo per Core77
Core77 Nel caso non lo sapeste, scrivo anche per Core77, la rivista di design online. Assumo un punto di vista un po’ diverso e pubblico oggetti su “Core” che non rientrano del tutto tra i temi trattati su Putting People First.

Il mio ultimo post riguarda un nuovo concetto di desktop concepito a Milano (il quale è effettivamente rilevante anche per Putting People First). Si può accedere ai post precedenti da questa pagina (la quale esibisce ancora il vecchio logo di Core77).

20 giugno 2008
Collegando le comunità attraverso interactions
Elizabeth Churchill and Mark Vanderbeeken Richard Anderson scrive su un dibattito in cui abbiamo partecipato io ed Elizabeth Churchill, che si ha avuto luogo presso la recente conferenza CHI a Firenze, riguardante il ruolo di interactions magazine nel collegare le comunità – “qualcosa di essenziale affinché l’”esperienza dell’utente” giochi il ruolo che dovrebbe negli affari”.

“Jon Kolko ha facilitato un’importante discussione tra Elizabeth l’ospite speciale Mark Vanderbeeken sul concetto di libero accesso ad i contenuti intellettuali e la sua importanza per interactions magazine. (Mi dispiace che la testa di Mark sia coperta da quella di Elizabeth nella foto.) Qualcuno potrebbe sostenere che l’accesso online libero — per esempio gratuito — ad i contenuti di interactions magazine aiuterebbe di per sé a collegare le comunità per le quali interactions magazine è di rilievo. Tuttavia… (Dei frammenti e delle estensioni del dibattito del CHI 2008 saranno presenti nella colonna di Elizabeth e nell’”interactions cafe” nel numero di Settembre+Ottobre; entrambi questi articoli saranno disponibili per tutti tramite il sito interactionsl, facilitando l’opportunità a tutti di rispondere e si condividere il proprio punto di vista.)”

Leggi tutto l’articolo (con presentazione SlideShare)

3 maggio 2008
Recensione della conferenza CHI 2008
CHI 2008 Qualche settimana fa sono andato alla conferenza CHI a Firenze.

Sono stato lì solo un giorno e mezzo, ed essendo questa la mia prima conferenza CHI, non sono nella posizione di darle una recensione solida.

Una cosa che è certamente emersa è il suo punto di vista fortemente accademico, che può rendere alcune delle presentazioni e discussioni abbastanza irrilevanti per i professionisti come me. D’altro canto, c’era molta enfasi nel termine “user experience”, che appariva in titoli, astratti, presentazioni e paper.

Esplorando il DVD della conferenza (non compatibile con Mac), ho trovato alcuni tesori, e ho selezionato 40 paper su un totale di 556, che presenterò in dieci post separati, coi titoli: mercati emergenti, mobile banking, mobilità, product design, sicurezza, applicazioni sociali, contesto sociale, tematiche di strategia, sostenibilità, e usabilità (in Inglese).

La conferenza non è disposta per aiutarti a conoscere nuova gente, e questo è un vero peccato. Si tende a incontrare chi già conosci , o quelli di cui hai seguito le presentazioni. (A meno che tu non sia abbastanza fortunato da essere uno speaker di una sessione ben seguita, quindi tutti gli altri ti conoscono.)

Nel corso del CHI, ho condotto interviste con Bill Buxton (Microsoft), Elizabeth Churchill (Yahoo!) e Mike Kuniavsky (ThingM), sulle quali scriverò nelle settimane a seguire. Inoltre durante le prossime settimane pubblicherò recensioni dei libri: Sketching the User Experience di Bill Buxton e Keeping Found Things Found di William Jones.

Per via di questo blog, ed in particolare di questo post di lode, ho fatto parte di un pannello (assieme a Elizabeth Churchill, Richard Anderson e Jon Kolko) sul rilancio di Interactions Magazine, ora sotto la ispirata e volontaria (!) guida degli ultimi due. Date un’occhiata alla rivista!

31 marzo 2008
Oltre il blog: la conversazione si sposta nel flusso
Stowe Boyd Stowe Boyd, un’ autorità internazionalmente rinomata nelle applicazioni sociali ed il loro impatto negli affari, media e la società, ha pubblicato oggi un’interessante riflessione sul fatto che le conversazioni online si siano spostate dai blog che una volta sembravano essere il nesso:

“Basicamente, la conversazione si sta muovendo da una forma di conversazione molto statica e lenta — i commenti sui blog — ad una forma molto più dinamica e veloce: nel flusso in Twitter, Friendfeed, ed altri. Credo che questa direzionalità possa essere una legge dell’universo: la conversazione si muove verso dove è più sociale.

Personalmente, non credo che si possa far ritornare il genio alla lampada. Twitter e simili sono semplicemente mezzi di conversazione più trainanti rispetto ai commenti su blog. Mentre la stretta relazione tra post su blog e i commenti associati ad essi può sembrare un attributo positivo, è in realtà molto chiuso e limitativo. In generale, la gente deve capitare su un post interessante, aprire il link per i rispettivi commenti ed scorrerli manualmente. Molto tempo, tutto basato sulla metafora di vagare sulla rete di pagine. E’ come andare in biblioteca.

Twitter e altre applicazioni simili si basano sul web del flusso: le informazioni di nostro interesse vengono a noi, non il contrario. E fluisce attraverso la gente, attraverso le relazioni: non è qualche click sugli URL, scorrere e così via. E’ un allontanarsi dalla caccia e raccolta verso l’agricoltura delle relazioni. Le informazioni crescono sulle nostre applicazioni flusso così noi non dobbiamo più passare del tempo a cercarle.” [...]

Le tecnologie blog di oggi non sono state progettate col flusso in mente: erano basate sui proncipi Web 1.0 principles, e nonostante abbiano contribuito a generare una rivoluzione nella socialità e nel flusso, non la sostengono molto bene.

 

Leggi tutto l’articolo

Jason Kaneshiro ha pubblicato una riflessione simile di recente.

(via Bruce Sterling)

Ma — forse — la situazione non è così chiara: BBC News ha lanciato una nuova home page oggi e l’articolo di inaugurazione ha già più di 500 commenti.

18 marzo 2008
Una breve intervista sull’identità
Trendbuero La società di consulenza tedesca Trendbüro ha pubblicato una breve intervista con me sul tema dell’identità.

E’ parte della loro strategia per pubblicizzare il loro prossimo Trend Day, dal tema: “Identity Management – Recognition replaces attention”.

Sono in ottima compagnia: hanno anche pubblicato interviste con Richard Florida, Willem Velthoven di Mediamatic, Hartmut Esslinger di frog design, e Dick Hardt di identity 2.0.

Leggi l’intervista

7 marzo 2008
Conversazione su Torino con Bruce Sterling
Bruce Sterling Oggi Torino World Design Capital ha pubblicato un’intervista che ho fatto di recente con Bruce Sterling. Questa volta non sugli spimes, ubiquitous computing o la fabbricazione digitale, ma sulla sua esperienza con la città dove ha passato gli ultimi sei mesi.

A Bruce piace Torino e in questa intervista lui racconta alcuni dei motivi. Lui va nel dettaglio sul perchè “Torino è a pieno titolo una città del XXI secolo” e come “in qualche modo è riuscita ad affrontare problemi con cui moltissime altre città, regioni, culture e nazioni non hanno ancora fatto i conti.”

“Torino,” dice, “è uno di quei posti affini al mio carattere. Se fossi italiano e non texano, sarei probabilmente nato a Torino.”

Lui ha anche condiviso con noi il contenuto di una nuova storia che ha scritto:

“Sì, è una storia fantasy ambientata a Torino. Il protagonista è un direttore FIAT, ma è anche un negromante. Il racconto si svolge in una Torino esoterica, in cui tutte le storie di magia che i seguaci della New Age narrano su Torino sono assunte come dati di fatto.

Torino racchiude un pezzo della Nuova Croce e anche il Sacro Gral. La Sindone è davvero imbevuta del sangue di Gesù Cristo; e tutte queste ley-lines e gli assi dei poteri mistici si intersecano. L’eroe della storia è un investitore del reparto R&D in FIAT, e viene convocato all’inferno alla presenza di Gianni Agnelli, che è morto, eppure ancora infervorato dai problemi di sviluppo urbano di Torino. Quindi l’ex-presidente lo manda a chiamare all’inferno per convocare un consiglio di amministrazione.

L’eroe, il negromante, viene accompagnato dal suo consulente spirituale, una mummia egizia del Museo Egizio, che ha riportato in vita dal mondo dei morti. La mummia lo scorta e svolge il ruolo di saggio consigliere. Lui e la mummia sono un po’ come i protagonisti della serie “Lone Ranger and Tonto”. È un racconto comico, esagerato e satirico, una favola su Torino e sui suoi problemi. Non avrei mai potuto scriverla se non qui.”

Bruce si trova ora negli ultim igiorni di preparazione del Share Festival che sta curando. Venite a vederlo se potete.

L’intervista soffre un pò di un layout povero e non è facile vedere quali siano le mie domande, per esempio. Tutti i link sono magicamente scomparsi. Spero venga aggiustato presto.

Leggi l’intervista

13 gennaio 2008
Il nostro contributo a Core77
Core77 Come molti di voi sapere, scrivo anche per Core77.

Ecco l’elenco dei contributi pubblicati di recente, attualmente costituita da 70 oggetti.

20 dicembre 2007
Nuovo blog: Neuroanthropology
Anthropology at Macquarie Neuroanthropology è un weblog collaborativo creato per incoraggiare gli scamba tra antropologia, filosofia, teorie sociali, e le scienze del cervello.
6 dicembre 2007
Il blog dell’EPIC non è quel che pensate
Tony Salvador La conferenza EPIC 2007 sulla prassi etnografica nell’industria ha un blog, ma non è quello che pensate.

Il formato è quello della colonna dei consigli di un giornale o una rivista dove i lettori possono fare domande a uno specialista. Ogni settimana il “dottore” seglierà una delle domande per analizzarla.

Il dottore questa volta è Tony Salvador, direttore della ricerca per l’Emerging Markets Platforms Group (EMPG) all’interno della Intel Corporation. In precedenza lui è stato un ricercatore e co-fondatore del Preactices Group dell’Intel’s People.

2 dicembre 2007
UXnet lancia un nuovo sito
UXnet UXnet, il network dellìesperienza dell’utente, ha lanciato questa settimana il suo nuovo sito, con alcuni importanti miglioramenti.

UXnet è un’organizzazione che fornisce strumenti e risorse alla comunità dell’esperienza dell’utente. Questa lavora con una rete diffusa su tutto il mondo di ambasciatori locali.

Il nuovo sito, il quale ormai ha più di un anno e che adesso gira su Wordpress, rende molto più facile agli ambasciatori locali il descrivere le attività e il panorama di esperienza dell’utente delle loro aree locali.

E’ stata posta grande attenzione nel calendario degli eventi, il quale è adesso la principale caratteristica del sito: è diventato un’applicazione che riunisce eventi da tutte le discipline dell’ esperienza dell’utente e da qualsiasi parte del mondo.

Alcuni post selezionati dal blog di Putting People First sono anche — automaticmente — inclusi nelle UXnet news. Più avanti verranno incluse anche notizie da altre fonti.

Anche se in quanto membro del consiglio di UXnet, sono stato in qualche modo coinvolto in questo ri-design, il sito è basato sul duro lavoro di Keith Instone, il quale ha infilato gran parte del lavoro di rilancio nella sua stretta agenda. Come Lou Rosenfeld ha scritto (e sono completamente d’accordo con lui): “Keith è incredibile nel lavoro di squadra e un gran lavoratore che, nella sua maniera positiva e moderata, collabora con successo con una serie di diverse situazioni e individui. Keith è realmente il modello di quello che dovrebbe essere un professionista dell’esperienza dell’utente. Quindi non c’è da meravigliarsi se l’UXnet ha dato il suo nome al suo premio al volontario. Grazie, Keith!”

UXnet si trova attualmente nel processo di espansione della sua visione, e il sito è progettato per migliorare le future attività dell’organizzazione.

Quindi — è qui sto di nuovo citando Lou Rosenfeld — se hai un’attitudine di “aspetto a vedere” nei confronti di UXnet, questa è la volta giusta per andare a rivederlo. E se sei interessato a partecipare come “ambasciatore” della tua area, fai per noi.

2 ottobre 2007
The Experientia feeds
Rss_icon Regolarmente aggiornati tutti i feed di Experientia:

Inglese:
- Putting People First
- Experientia news
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Italiano:
- Putting People First
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