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  Articoli della categoria 'Australia'
19 ottobre 2009
Un punto di vista australiano sul design utente-centrico
Outside in Damian Kernahan (di cui ho parlato qualche giorno fa) ha appena pubblicato il suo secondo articolo su Fast Thinking, una pubblicazione trimestrale australiana — questa volta sul design utente-centrico.

“I web designer si sono concentrati sul design utente-centrico e l’hanno utilizzato con successo per molti anni e qualunque ricerca intraprendiate su Google verrà ingombrata da riferimenti a siti e digitali. Quindi cos’è il ‘design utente-centrico’ e perché non è diventato popolare tra i business austrliani? Perché i business australiani non hanno abbracciato una metodologia che li permetta di avvicinarsi  ai loro clienti e di capire vermante quali siano le loro necessitpa e desideri per quanto riguarda i prodotti e servizi? “

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10 ottobre 2009
Al vostro servizio
At your service Damian Kernahan di Proto Partners chiede su Fast Thinking, un trimestrale australiano sull’innovazione, perché le organizzazioni di servizi non trasmettano ai loro clienti un’ottima esperienza, quando tutto quello che ci vuole è un po’ di pianificazione e design.

“In questo articolo cercheremo di capire perché così spesso riceviamo queste esperienze del cliente così mediocri, perché i servizi vengono ancora sviluppati usando una mentalità da prodotto industriale e come si potrebbe migliorare tutto questo. Forniremo anche un nuovo approccio per assicurare che i servizi vengano progettati con l’utente finale in mente più regolarmente piuttosto che come un processo organico, che ha poca connessione con l’importanza della corrente di reddito cruciale che deve apportare per come è stata programmata.”

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24 giugno 2009
Genevieve Bell di Intel sull’umanizzare la tecnologia
Genevieve Bell Il giornale malaysiano The Star dedica un grande spazio al design utente-centrico con tre articoli che presentano il lavoro di Genevieve Bell, la direttrice di esperienza dell’utente di Intel.

“Marrying” anthropology and science

“Scrivo e pubblico ancora i miei lavori su giornali accademici. Per me, quel che facciamo in aziende come Intel è l’avanguardia dello studio antropologico.

Formiamo una relazione con cliente e rappresentiamo le sue necessità. E’ un obbligo morale raccontare le loro storie.

“Troviamo quel che fa attira l’attenzione della gente, non solo per vendere loro cose, ma per rendere la loro vita migliore assicurandoci che le persone nelle piccole cittadine e nei mercati emergenti se lo possano permettere. Vogliamo aiutare a creare tecnologia per più gente.”

Cose fastidiose che fanno gli utenti di dispositivi

“Le principali risposte sui comportamenti strani col cellulare vanno dal far aspettare un cassiere fino alla fine della chiamata allo scrivere mentre si è alla guida.

Altre risposte comprendono l’utilizzo di un laptop nei bagni pubblici, e sentire scrivere o conversare in chiesa, durante un funerale e nell’ufficio del dottore.”

Better television

“I miei colleghi ingegneri erano disperatamente convinti che tutto fosse un computer in attesa di accadere.

“Quello di cui si ha bisogno è di mescolare significativamente la televisione ed Internet. LA conclusione della mia ricerca è stata chiara – i consumatori adorano la televisione e utilizzano i loro computer perché vogliono connettersi ad Internet.
“’E chiaro che alla gente interessa il social networking e le sue tecnologie, quindi come trasportiamo quello alla TV?
“Immaginate accedere a Flicker o Twitter sulla vostra televisione senza farla diventare un PC? Desideriamo che la televisione faccia di più ma non dev’essere troppo complicato. La sfida è creare tecnologia che possa accomodare contenuti locali,” dice, notando che c’è un ampiospazio per migliorare nell’elettronica per computer, specialmente per “rendere migliore la televisione”.

20 marzo 2009
Sentire il contesto nel design di cellulare
Gabriel White Gabriel White, direttore di interaction design di Punchcut a San Francisco, ha dichiarato che il contesto è il re del design di cellulari e delle tecnologie informatiche location-aware, lo scorso settembre nel corso della conferenza di quattro giorni Web Directions South in Australia.

Ho visto la presentazione solo ora, quindi, eccola, un po’ in ritardo:

I dispositivi cellulari sono carichi di sensori. Questi dispositivi si possono usare per creare esperienze fatte su misura, in grado di adattarsi e di rispodere al modo in cui la gente vive e lavora. La consapevolezza della posizione permette ai dispositivi di rispondere al luogo, le rubriche in rete permettono esperienze di comunicazione socialmente ricche, e i sensori di movimento e di gesti abilitano i designer a rispondere ai contesti di utilizzo. Tutti questi elementi stanno creando un “ecosistema sensibile”; dispositivi cellulari che si adattano elegantemente al contesto e all’uso.

Questa presentazione esplorerà alcune delle tendenze di design e di tecnologia che stanno dando forma al design di cellulari, mostrerà esempi di dispositivi e servizi che stanno iniziando a trarre vantaggio da queste tendenze, e poi spiegherà come i designer abbiano bisogno di riconsiderare i problemi di design e di trarre vantaggio da questo cambiamento di terreno tecnologico.

Guarda le slide ed ascolta il podcast

1 marzo 2009
Cosa potrebbe insegnare Margaret Mead ai tecnici
Genevieve Bell Fortune Magazine descrive Dr Genevieve Bell, un’antropologa ed etnografa Australiana, e Direttrice dell’Esperienza dell’Utente presso il Digital Home Group di Intel.

Parte del lavoro di Bell è di aiutare l’azienda a capire le stranezze del comportamento umano che potrebbero determinare il successo o il fallimento di una strategia.

Con le nuove forme che stanno assumendo i computer ed i nuovi posti in cui stanno comparendo [...], quel lavoro è più difficile che mai.

In questi giorni il panorama tecnologico è una confusione imprevedibile. Un esempio: i consumatori (specialmente in Europa) chiedono PC rimpiccioliti e più limitati chiamati netbook, sorprendendo la maggior parte dei principali fabbricanti di PC.

Il Kindle 2 wireless e-book reader di Amazon è così richiesto da occupare il primo posto nelle cassifiche dei negozi di elettronica — superando l’iPod Touch. (Non male considerando che Steve Jobs ha sminuito le possibilità del Kindle perché “la gente non legge più.”)

I pignoramenti stanno raggiungendo picchi storici — tuttavia nelle profondità della peggior recessione nella memoria recente, i consumatori stanno ancora ordinando film da Netflix, comprando software per l’iPhone, e spendendo per piani di dati wireless.

Avete bisogno di antropologhi per trovare un senso a tutto questo.

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1 marzo 2009
Web 2.0: uno schema Ponzi magico da un mondo infestato dai demoni
Bruce Sterling at Webstock Bruce Sterling ha fatto da relatore settimana scorsa su “The Short but Glorious Life of Web 2.0 and What Comes Afterward” a Webstock in Wellington.

Non c’è (ancora) alcun video, ma la giornalista Americana Annalee Newitz era lì e ha scritto:

Sterling ha iniziato il suo discorso prendendo in giro il Web 2.0, definendolo un social network di investitori e sviluppatori. Si è lamentato del fatto che non sia un’ideologia o un set di valori estetici; è solo un piccolo network – “un piccolo network per il network”. Ha parlato sul come il Web 2.0 usi il Web come “piattaforma” per i servizi, e poi ha scartato quello come “una totale violazione del buon senso” basata sul tipo di pensiero, tradotto nel regno finanziario, che ha causato l’odierna crisi economica, in cui le ipoteche si aggregano e diventano una specie di piattaforma basata sullo schema Ponzi.

Sterling ovviamente riconosce che il Web 2.0 non sia la stessa cosa che il sistema finanziario, “ma quel sistema fragile e problematico è quello che ha fondato il Web 2.0. Dopotutto si suppone che il Web 2.0 dovev essere un business.”

Leggi tutto l’articol

Anche altri blogger locali come Ben Kepes e Daniel Nations hanno scritto sul discorso di Sterling ma non sembrano aver gradito quel che hanno sentito.

AGGIORNAMENTO:
Ecco la trascrizione del discorso.

1 dicembre 2008
I numerosi futuri delle nostre vite digitali
Genevieve Bell Tutti noi viviamo in un mondo digitale, anche se questo ha diversi significati per gente diversa. Nella sua lezione pubblica inaugurale come Pensatrice Residente di Adelaide, Genevieve Bell di Intel esplorerà come le tecnlogie digitali stanno dando forma alle nostre vite, alle nostre culture e al nostro futuro.

La Dott.essa Genevieve Bell è un’antropologa ed etnografa con un passato sia accademico che industriale. La sua ricerca ha fornito considerazioni importanti sull’importanza della cultura nell’adozione e l’adattamento della tecnologia. Lei è attualmente la Direttrice dell’esperienza dell’utente nel Digital Home Group di Intel negli Stati Uniti.

Ascolta la lezione (mp3, 48 min, 16.5 mb)

22 novembre 2008
La antropologa Genevieve Bell diventa la pensatrice residente di Adelaide
Genevieve Bell Adelaide, Australia ha un programma Thinker in Residence che “porta i principali pensatori del mondo a vivere e lavorare in Adelaide per assistere allo sviluppo strategico e la promozione del Sud dell’Australia.”

[Oppure, quel che le città e le regioni devono fare per attrarre la "classe creativa".]

L’attuale ospite di Adelaide è la Dott.essa Genevieve Bell, un’antropologa ed etnografa Australiana, attualmente direttrice dell’esperienza dell’utente del Digital Home Group dell’Intel Corporation.

Dureante la sua residenza, Bell esaminerà cosa fa la gente con la tecnologia, quali sono le sue aspirazioni e frustrazioni, cosa vuole fare da grande la gente, e come introdurre la tecnologia in questo. Lei dice che internet, TiVo e i cellulari ci stanno dando più preoccupazioni di prima e che la genre sta ancora cercando di capire i problemi e i limiti.

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26 agosto 2008
Intervista sulla radio con Dori Tunstall riguardo l’antropologia e il design
Elizabeth Tunstall Qualche giorno fa Dori Tunstall, Professoressa di Antropologia presso l’University of Illinois a Chicago, è stata intervistata sul programma radiofonico Australiano By Design.  

Cosa possono imparare i designer dagli antropologhi?

Il nostro ospite di oggi crede che possano imparare un bel po’. Infatti, ha sposato le due discipline ed è un importante esponente di quello che è conosciuto come antropologia del design.

Lei crede che un design efficiente abbia inizio dall’attenta osservazione della natura umana, che sia il come camminare sui tacchi influenzi il modo naturale di camminare  o come la partecipazione nel processo di design potenzi le comunità emarginate.

Ascolta l’intervista (inizia al min 39:52)

(via Culture Matters)

11 febbraio 2008
La strada come piattaforma
The street as platform Dan Hill, precedente capo di tecnologia interattiva e design presso la BBC e attualmente direttore di web e trasmissione presso Monocle, ha pubblicato un lungo artivolo sulle strade del fututo. Ecco l’introduzione:

“Mi hanno chiesto di recente di commentare sulle ‘strade del futuro’; in risposta per il il responsabile dell’organizzazione  quasi non governamentale per l’ambiente costruito e per il responsabile del dipartimento del governo per i trasporti, le strade e così via. Non ho avuto tempo a sufficienza per scrivere qualcosa di corto, così ho buttato giù il seguente, è lo sto pubblicando qui come un appunto personale, più che come un tentativo di discutere in modo approfondito la via  giornaliera dell’informazione attorno al 2008. Nonostante ciò, spero che troviate utile o interessante. Le foto non sono direttamente in relazione ma creano in ogni caso una specie di città illustrativa.

E’ basato deliberatamente sul ‘qui e ora’, più o meno, quindi  sembreranno notizie piuttosto vecchie per alcuni di voi. Che in certo senso sono. E in altro senso, no. Ma in ogni caso, questa era una strategia migliore per il compito che abbiamo tra le mani, e nell’immaginare la scena sottostante, attraverso una specie di narrazione, è ancora degno di nota anche solo il  considerare sommariamente quanti dati si trovino già attorno a noi, e siano quasi invisibili alle perspettive di pianificazione urbana tradizionale. Suggerirei che questi dati stanno cominciando ad avere effetti rilevanti sul modo di sentire la strada. Alcune analisi veloci seguono la narrazione, sollevando una serie di domande per le autorità, la legislazione e le associazioni pubbliche-private che costituiscono la strada contemporanea.”

2 ottobre 2007
Video del discorso di Bill Buxton sull’esperienza dell’utente di Microsoft
Bill Buxton Bill Buxton, pioniere dell’interazione uomo-macchina e del computer graphic, ha preso parte alla Ricerca di Microsoft due anni fa come ricercatore capo per collaborare allo sviluppo della cultura di design della Microsoft.

In questa intervista con Charles Torre, Buxton spiega il pensiero di design, l’experience design, e come legare insieme design, tecnologia e business focalizzandosi sugli utenti finali.

(via UX Connection Canada)

17 settembre 2007
La Terza conferenza sul Living Knowledge sulla ricerca basata sulla comunità e sulla ricerca co-creativa
Living Knowledge 3 La recente Terza Conferenza Internazionale di Living Knowledge (3LK) ha fornito un forum in cui è possibile condividere e sviluppare informazioni sulle ricerche sulla comunitò, condotte sia all’interno della comunità stessa che in ambiente accademico, sulle nuove forme di collaborazione tra ricerca e società civile e su nuove modalità di innovazione. Questo mira a diffondere e a favorire lo scambio sulla ricerca basata sulla comunità e sulla ricerca di tipo aprtecipativo, nonchè sulla scienza dei cittadini e sull’innovazione cooperativa.

La conferenza ha avuto luogo presso École Nationale Supérieure des Mines de Paris, dal 30 agosto August all’1 settembre 2007, ed è stata organizzata dal Network Internazionale di Negozi di Scienza, dalla Fondazione delle Scienze dei Cittadini, dal Network Internazionale di Ingegneri e Scienziati per la responsabilità globale, dal Centro di Sociologia e di Innovazione della Ecole des Mines, e dall’Unità dell’Istituto Nazionale di Ricerca sull’Agricoltura (INRA), “Trasformazioni Sociali e Politiche collegate alle Scienze della Vita ed alle Forme di Vita” (TSV).

Darren Sharp di Smart Internet CRC (Australia) era lì per presentare un paper accademico inerente l’organizzazione della sua ricerca sull’innovazione guidata dall’utente, sul Web 2.0 e sui participatory media.

Il suo paper intitolato “L’innovazione del Cittadino: usare la ricerca partecipativa per scoprire la conoscenza”, ha discusso su come l’innovazione guidata dall’utente fornisca nuovi concetti e metodi capaci di estendere il campo della conoscenza sulla ricerca partecipativa. Indaga come alcuni metodi basati sulla pratica come la Ricerca ad Azione Partecipativa e la Ricerca bsata sulla Comunità abbiano facilitato la diffusione dell’Innovazione del Cittadino che fornisce opportunità utili al potenziamento del cittadino; sostiene la co-creazione di nuovi servizi del settore pubblico e la scoperta scientifica; ed utilizza la conoscenza che è compresa, empirica e prodotta in collaborazione. La presentazione ha inoltre esaminato l’opinione delle organizzazioni del settore pubblico per aumentare la partecipazione dei cittadini e degli scienziati nell’interesse della co-creazione di nuove forme di conoscenza.

Nella parte del suo blog dedicato alla conferenza, Sharp menziona anche il suo incontro con Eric Seulliet, un consulente previsionale di Parigi e fondatore della La Fabrique du Futur (La Fabbrica del Futuro), e della conversazione sul suo nuovo progetto di libro sull’innovazione guidata dall’utente.

La Quarta Conferenza sul Living Knowledge avrà luogo a Dublino, Irlanda, nel 2009.

- Leggi la storia (link alternativo)
- Guarda il video della conferenza

3 aprile 2007
The Vodafone journey
The Vodafone Journey Una delle sezioni del nuovo sito web di Vodafone intitolata The Vodafone Journey ["The Vodafone Journey"]. Il primo item del menu è dedicato ai consumatori di Vodafone ed alle loro storie, raccontate nella loro lingua madre, che spiegano come Vodafone abbia cambiato il modo di lavorare e di tracorrere il tempo: pur trattandosi di storie promozionali, queste non enfatizzano mai l’approccio centrato sul cliente dell’azienda.
5 marzo 2007
Design led futuri
Design led futures Nik Baerten nel suo blog “A Thousand Tomorrows” spiega come la prototipazione consenta alle persone di interagire con un futuro immaginabile che viene realizzato nella vita reale. Attraverso la prototipazione non solo spinge ad evocare riflessioni qualitative degli stakeholder più approfondite, ma sono utili per individuare la strada corretta per intraprendere cambiamenti strategici al fine di creare nuovi valori.
18 febbraio 2007
High technology incontra l’antropologia culturale: Dr Genevieve Bell
Professor Genevieve Bell takes questions Genevieve Bell, capo antropologa presso l’Intel, ha partecipato ad una discussione in occasione della Settimana Australiana della Scienza del Computer come principale speaker. L’antropologa ha focalizzato il suo discorso sull’evoluzione e sulle possibili prospettive della tecnologia wireless nei diversi paesi e nelle diverse generazioni.

- Leggi la storia

- Ascolta la discussione con Genevieve Bell su come proceda il suo lavoro, quanto le tecnologie differiscano a livello mondiale, e come i babyboomers costituiscano la più capace generazione della moderna civiiazzazione che io abbia mai visto. Durata dell’MP: 13minuti e 15secondi

- Ascolta la versione ufficiale dei punti chiave del discorso di Genevieve Bell in occasione dell’Australasian Computer Science Conference, iniziata con le implicazioni culturali della tecnologia base del broadband wirelessin America verso le case dell’Asia. MP3, duration: 55minuti 38secondi

2 febbraio 2007
Intervista a Genevieve Bell, direttore della user experience presso l’Intel
Genevieve Bell In un’intervista, Genevieve Bell, antropologa, nonchè direttrice della user experience presso l’Intel, dopo aver affrontato temi inerenti la tecnologia, quali le influenze esercitate su di essa dalla cultura, e la connessione tra la tecnologia e la religione, afferma che ciò che rileva per gli utenti, più che il potere computazionale dei prodotti tecnologici, è l’esperienza.

Ascolta l’intervista (mp3, 11.6 mb, 25:20)

23 gennaio 2007
Risorse sulla user experience design [Dey Alexander Consulting]
Dey Alexander Consulting David Geerts e Greet Jans, sul blog “For Users Only” del Centre for Usability Research (Katholieke Universiteit Leuven, Belgio) segnalano una pagina web di risorse sulla user experience design fornita da Day Alexander Consulting, e il blog di Steve Mulder, autore del libro “The User is Always Right: A practical guide to creating and using personas for the web”.
28 settembre 2006
Mai più SMS da Gesù: l’uso della tecnologia a supporto della pratica religiosa
Prayer times application In un interessante articolo, il dott. Genevieve Bell, antropologo e direttore della user experience di Intel, analizza l’uso della tecnologia a supporto della pratica religiosa.

Scarica l’articolo (pdf, 216 kb, 18 pagine).

5 settembre 2006
Una presentazione sull’utilizzo della ricerca etnografica nel Web design
Intuity on corporate ethnography Stephen Cox (Intuity), in occasione della conferenza Web Direction in Australia ha realizzato una presentazione (pdf, 2.4 mb) sull’utilizzo della ricerca etnografica nel Web design, citando come esempio il sito australiano Fox sports.