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  Articoli della categoria 'Asia'
22 aprile 2009
Racconti ispiratori al LIFT09
LIFT 2009 L’ultimo giorno della conferenza LIFT è iniziata con una sessione dedicata ai racconti ispiratori di persone che conducono vite e si occupano di progetti straordinari.

Il designer Matt Webb ha parlato della relazione tra fantascienza e design, seguito da Joerg Jelden, un analista di tendenze di Trend Buero che ha affrontato l’influenza dei prodotti e dei servizi falsi, in un futuro non lontano. Il veterano del web James Gillies ci ha raccontato il suo punto di vista sulla storia del web, e l’artista dei nuovi media Natalie Jeremijenko ha discusso l’opportunità per il cambiamento ambientale e sociale che le nuove tecnologie apportano.

Matt Webb

Matt Webb (blog) è uno dei responsabili del negozio di design Schulze & Webb, che presta particolare attenzione alla vita sociale delle cose. I progetti comprendono prototipi materiali per Nokia, una strategia Web per la BBC, e un pupazzo elettronico che ci fa avvicinare ai nostri amici. Matt armeggia con le novelle di fizione e i giocattoli web, parla di design e tecnologia, è il co-autore dell’acclamato libro Mind Hacks – Cognitive Psychology for a General Audience – e, se doveste raggruppare i suoi interessi di design in una sola parola, questa sarebbe “cortesia”.

Matt ha parlato in merito alla fizione scientifica e al design. Inizia da un libro chiamato World War Z, il miglior romanzo di zombie del secolo XXI. Quando lo leggete, riuscite a dargli un senso scientifico. E’ credibile.

Nonostante la stravaganza di alcuni romanzi di fantascienza, è stata mantenuta costante la credibilità, la plausibilità.

Nella fizione scientifica ci sono tre cose che devono coadiuvarsi: la natura umana, la società e le cose.

Potete osservare le stesse cose nella fisica: pressione, temperatura e volume sono collegati intimamente nell’acqua.

La finzione scientifica esplora il prospetto di possibili mondi futuri. Non si può semplicemente inventare un prodotto e aspettarsi che le cose cambino. Anche la società e la natura umana devono cambiare.

Quali sono i prodotti che funzioneranno nel panorama di possibili mondi?

La ricerca di mercato rappresenta una soluzione. L’economia ne rappresenta un’altra. L’evoluzione è un altro simile modo di esplorare il prospetto di possibili mondi.

Questo tipo di pensiero evoluzionario è stato attuato nel processo di design iterativo utilizzato per creare Olinda, un prototipo di radio digitale sociale che Schulze & Webb hanno sviluppato per la BBC.

La radio poi evolve in una serie di prototipi ed è finita “dove siamo finiti noi.”

Il passato è un altro scenario di mondi possibili, e altrettanto difficile da leggere. Matt pone l’attenzione sull’anti-effettivo: “Cosa se?”. Popper lo spiega in questo modo: provate a immaginare le condizioni alle quali le tendenze della storia in questione sparirebbero. ”

Questo è evidente nei telefoni cellulari anti-effettivi, un progetto sviluppato da Nokia nel 2005, che si scioglie a 47 gradi Celsius. Cos’è collegato ai telefoni cellulari, a dispetto di questa violenta evoluzione in forme diverse? Che hanno portato a un approfondimento dei tessuti e dei telefoni, e alle possibilità di modificare il proprio telefono, creando in tal modo l’agognato valore di super accessorio.

Per Matt, “il design è un modo per camminare su paesaggi di mondi possibili.”

Joerg Jelden

Joerg Jelden (blog) un analista di trend presso Trendbuero – Consultancy for Social Change, ad Amburgo e a Pechino. A Trendbuero, Jeorg dà la propria consulenza a società quali eBay, Deutsche Post, O2, OTTo o ECCO, circa le opportiunità di cambiamento sociale. Il suo maggiore campo d’interesse è incentrato attorno alla Network Economy: L’ascesa di internet come cambierà la nostra società? Come muterà il comportamento dei consumatori? Come faremo business in futuro? Quali saranno i nuovi modelli di business che risponderanno a questi cambiamenti?

Durante la sua permanenza presso la sede di Trenndbuero in Asia-Zona del Pacifico, a Pechino, Jeorg ha esaminato il “Future of Fake or Fakesumption”. Ha cercato di scoprire perché i falsi hanno un tale successo, cosa fanno di diverso e cosa possono imparare i marchi dall’industria dei falsi. Il progetto verrà pubblicato all’inizio del 2009 e lui ne ha dato un’anteprima al Lift.

Joerg ha esordito raccontando una storia sui falsi, ed esponendo alcuni insight di un’intervista che è stata fatta sul modo in cui i tedeschi avvertono i falsi e facendo una descrizione dell’industria dei falsi nel 2009

Ebbene, cosa possiamo imparare dai loro successi? (Autori di falsi)

1. Consumatori: i falsi esprimono qualcosa ai consumatori che gli originali non esprimono, eppure questi consumatori si considerano consumatori di brand. Spiare, far causa e punire questi consumatori potrebbe rivelarsi non essere la migliore idea. Esiste un modo per educare i consumatori invece di dichiararli illegali? Possiamo dare ai consumatori una ragione convincente per spendere molto di più per l’originale?

2. Brand: i falsi espongono veramente la lacuna del brand. Le società sopravvalutano il brand e i brand sovrastimano se stessi. Ma i consumatori non abboccano. La fiducia nei brand è diminuita del 50% negli ultimi 50 anni. I brand si concentrano troppo sui prodotti, ma ciò che fa la differenza sono le relazioni forti. Una delle modalità di affrontare questo è una solidarietà più detreminata.

3. Falsari: Gli originali guardano ai falsi e ne sono ispirati. Tuttavia, i falsari attaccano il brand dall’interno. Trasformano gli originali in falsi. Vendono pezzi falsificati ai produttori, mischiano i falsi agli originali e aprono negozi online per poter vendere direttamente. Così, gli originali non riescono più a trovare i falsi. Perché i brand non collaborano con i migliori falsari? In altri termini, il modo che abbiamo di affrontare il mondo dei falsi ha bisogno di essere riconsiderata.

James Gillies

James Gillies è a capo della cominicazione al CERN. Nel 2000, ha pubblicato un libro in collaborazione con Robert Cailliau, il primo partner di Tim Berners-Lee nel Web project, e, attraverso questo libro, ha raccontato una storia di internet vista attraverso gli occhi del CERN. Il fatto che il Web sia stato inventato al CERN “non è casuale”.

E’ stato chiesto a James di scrivere un racconto sulla storia del Web, quando ha cominciato a lavorare per il CERN nel 1995.

La sua presentazione, che è preferibilmente consultabile attraverso il video, narra dei principali fondatori storici – Vannevar Bush (che, nel luglio del 1945 scrisse a proposito del calcolatore Memex), Donald Davies (che ha sviluppato il concept di packet switching) e Louis Pouzin (al quale la rete nazionale di ricerca francese, INRIA, ha commissionato la creazione del primo internet).

Ebbene, come si colloca il CERN? E’ sempre stato uno spazio molto aperto e uno spazio di ricerca. Nei primi anni 80, internet era già in nuce.

Tim Berners-Lee è approdato al CERN nel 1980 come consulente, con il compito di informatizzare il sistema di controllo dell’acceleratore di particelle. Notò che nessuno dei programmi poteva comunicare con gli altri. Di conseguenza, scrisse un saggio nel quale sosteneva che internet dovrebbe essere un’emulazione su una piattaforma di un computer del modo in cui il nostro cervello funziona. Ha successivamente lasciato il CERN ed è tornato, nel 1989, a mettere in atto la propria visione. Entro Natale del 1990, la rete era attiva e funzionante.  Funzionava solamente su Next e consentiva un fluire di collaborazione. Tim ha sempre visto la rete come un mezzo di collaborazione, non come un fluire di informazioni a senso unico.

Poi, ci sono stati una serie di sviluppi (il primo browser, il primo server non europeo nel 1991 e la ripresa economica del potenziale della rete, nel 1994).

L’opera probabilmente più significativa che il CERN può aver sviluppato istituzionalmente per la rete, si è rivelata il 30 aprile 1993. La rete è diventata di dominio pubblico attraverso l’emissione di un documento legale.

James è assolutamente convinto che questo

James is absolutely convinced that this single act is the only reason why we have a single web, and not an Apple web, a Microsoft web, etcetera. Another main factor was that all the people James interviewed were altruists in the best sense of the world. In the words of Tim Berners-Lee: “It’s not always what you get out of society, but what you put in.”

Natalie Jeremijenko

(Note that the video stops a few minutes early, which is a pity.)

Natalie Jeremijenko is a new media artist who works at the intersection of contemporary art, science, and engineering. Her work takes the form of large-scale public art works, tangible media installations, single channel tapes, and critical writing. It investigates the theme of the transformative potential of new technologies—particularly information technologies. Specific issues addressed in her work include information politics, the examination and development of new modes of particulation in the production of knowledge, tangible media, and distributed (or ubiquitous) computing elements.

Natalie, who started her career at the computer science labs of Xerox Park, has always been concerned with the question what the opportunities for change are that new technologies represent and how might we seize that to build the kind of social change that we want.

She introduces the audience to a future where environmental issues are “no longer out there” but right here, in our cities and houses. It is a future where global media and global discourse has crumbled.

Whereas environmentalism used to be driven by the “sue the polluter” approach, now the biggest polluters of an urban centre are you and me (because of the city’s many impermeable services).

Natalie then introduced us to a different strategy in the light of this transformed environmental discourse. An example is the environmental health clinic which is in the East River, and thereby externalises health (as health is not only internal and pharmaceutical, but external and something that can be shared).

Another strategy are the pet tadpoles — named after local bureaucrats whose decisions affect water quality — a species which is very sensitive to industrial contaminants.

Finally, she showed the mouse trap that self-administers anti depressants.

4 aprile 2009
Tecnologie di informazione ed sviluppo internazionale
ITID Information Technologies and International Development, una pubblicazione trimestrale dedicata all’intersezione tra le tecnologie di informazione e comunicazione (ICT) con lo sviluppo economico e sociale, è una gemma.

E tutti i contenuti sono disponibili online gratuitamente.

Ecco alcuni degli ultimi contributi:
- Digital Green: participatory video and mediated instruction for agricultural extension [in India]
- Constructing Class Boundaries: gender, aspirations, and shared computing [basato su una ricerca in India e Cile]
- A Peer-to-Peer Internet for the Developing World
- The Case of the Occasionally Cheap Computer: low-cost devices and classrooms in the developing regions
- Why Don’t People Use Nepali Language Software?
- Warana Unwired: replacing PCs with mobile phones in a rural sugar cane cooperative
- Problematic Empowerment: West African internet scams as strategic misrepresentation
- Sustainability Failures of Rural Telecentres: challenges from the sustainable sccess in rural India (SARI) project
- The Impact of Mobile Telephony on Developing Country Micro-Enterprise: a Nigerian case study
- ICT in Education Reform in Cambodia: problems, politics, and policies impacting implementation

Lo studio sulla Nigeria ha recentemente ricevuto una grande quantità di feedback, in quanto sottolinea come effettivamente i cellulari stiano escludendo milioni nel mondo in via di sviluppo.

10 marzo 2009
SustainIT – un supplemento che merita di essere letto
SustainIT L’Independent ha presentato oggi SustainIT, il primo di una serie di tre supplementi mensili sulle ICT e la globalizzazione. Alcuni degli articoli sul supplemento (specialmente quelli non scritti dallo sponsor BT) sono un piacere:

Corporate social responsibility is vital for business survival
Una volta la responsabilità sociale aziendale veniva vista come un lusso. Adesso non è più così. Nell’ambiente di oggi, guardare oltre al profitto in breve termine è sempre più importante – e le ICT possono aiutare, spiega Roger Trapp.

Diane Coyle: For new networking technologies, there are boom times ahead
L’intero mondo dovrebbe sentire il beneficio.

Closing the digital divide
Come la diffusione delle ICT stia migliorando la qualità di vita di milioni nel Terzo Mondo.

Dreaming up a connected world
Adrian Turpin è uno degli ‘imagineers’ le cui visioni determineranno la natura delle future tecnologie di comunicazione.

Modern networker: using ICT to change Kenyan life for the better
Ory Okolloh, 32 anni, potrebbe essere il volto del futuro connesso dell’Africa.

10 marzo 2009
Un antropologo per la tecnologia
Jukka Jouhki Jukka Jouhki (blog), antropologo e ricercatore post dottorato presso il Dipartimento di Storia ed Etnologia presso l’Università di Jyväskylä, Finlandia, ha un particolare interesse per la tecnologia.

Sta attualmente conducendo una ricerca sulla cultura dei media in Corea del Sud (2006-2009), sull’interazione uomo-tecnologia, sugli aspetti culturali dei nuovi media e sugli scenari di onnipresenti società.

Date un’occhiata a questi due recenti paper:

A Modern Fetish: The Value of the Mobile Phone in South Korean Youth Culture
DRAFT for a paper to be presented at IADIS Multi Conference on Computer Science and Information Systems, 17 – 23 June 2009, Algarve.
Questo saggio cerca di analizzare il significato culturale dei cellulari per i giovani abitanti di Seoul. Si basa sui dati di osservazione ricavati da un gruppo di studenti di comunicazione della Seoul National University. Il saggio descrive le osservazioni degli studenti sull’utilizzo dei cellulari in un contesto pubblico e urbano dell’area di Seoul, nonché le riflessioni personali degli studenti stessi sull’argomento. Il saggio esamina ulteriormente il cellulare come elemento significativo della cultura giovanile coreana e della società moderna contemporanea.

Keeping in Touch: Notes on the Mobile Communication Culture of Korean Youth
DRAFT ONLY for Sonja Kangas (ed.): Communication Acrobatics, forthcoming in 2009
Esamina i giovani coreani e la loro cultura della comunicazione mobile. Sio basa sull’osservazione dei partecipanti e sulle interviste condotte da alcuni studenti universitari coreani.

6 marzo 2009
La rivista Expanding Horizons di Nokia
Expanding Horizons Expanding Horizons è una pubblicazione trimestrale mirata ai decision-maker di ICT nei settori pubblici e privati. Esplora i benefici socio-economici che le tecnologie cellulari offrono, con le best practice di tutto il mondo, per incoraggiare le comunicazioni mobili accessibili e portare Internet al prossimo miliardo di consumatori. Mostra anche come creare un ambiente favorevole alla crescita del mercato. (via Nokia Conversations)
6 marzo 2009
Il gruppo “Technology for Emerging Markets” di Microsoft Research
Technology for Emerging Markets Il gruppo Technology for Emerging Markets di Microsoft Research India cerca di affrontare le necessità e le aspirazioni delle popolazioni nei paesi emergenti, compresi quelli che stanno usando sempre più tecnologie e servizi informatici, allo stesso modo di quelli per cui l’accesso ai computer resta generalmente fuori portata.

“La ricerca in questo gruppo consiste di una componente tecnica e di una componente di scienza sociale. Lavoriamo nelle aree dell’etnografia, della sociologia, delle scienze politiche e dell’economia, e queste aree ci aiutano a capire il contesto sociale della tecnologia; facciamo anche ricerca tecnica sull’ hardware ed sul software per escogitare soluzioni progettate per i mercati emergenti e mal forniti, in ambienti sia rurali sia urbani.”

Date uno sguardo ad alcuni dei loro progetti.

2 marzo 2009
I poveri del mondo sono alla testa della crescita dell’utilizzo globale del cellulare
Alaburu Maiga, right, tries to use the camera on his cellphone with the help of an unidentified boy in the village of Gono, Mali, last year. Più della metà della popolazione mondiale ora paga per utilizzare un cellulare e quasi un quarto utilizza internet, secondo un report ITU, come r Associated Press.

Sei persone su 10 nel mondo hanno un abbonamento di telefonia cellulare, questo evidenzia che i cellulari sono la tecnologia di comunicazione preferita, specialmente nei paesi poveri, secondo un report delle N.U. pubblicato lunedì.

Verso la fine dello scorso anno sono stati calcolati globalmente 4,1 miliardi di abbonamenti, mentre nel 2002 erano un miliardo, ha detto la International Telecommunication Union.

Gli abbonamenti alla linea fissa sono cresciuti a un ritmo molto più lento: da 1 miliardo a 1,27 miliardi, durante lo stesso arco di tempo.

“C’è stato un chiaro passaggio alla telefonia cellulare,” dice l’agenzia, notando che i paesi in via di sviluppo ora rappresentano i due terzi degli utenti di cellulari in uso. Nel 2002, meno della metà degli abbonamenti erano nel mondo in via di sviluppo, dicono.

L’uso di Internet è più che raddoppiato. Circa il 23% della gente sul pianeta ha usato Internet, rispetto all’11% del 2002. I paesi poveri sono rimasti ancora indietro per quanto riguarda l’accesso a Internet, con solamente una persona su 20 online nel 2007 — l’anno più recente di cui sono disponibili i dati delle aziende.

- Leggi tutto l’articolo: San Francisco Chronicle | The Guardian | USA Today
- Leggi il comunicato stampa ITU
- Scarica il report

1 marzo 2009
Ramesh Srinivasan e Juliana Rotich sul potere dell’innovazione locale al LIFT09
LIFT 2009 La solidarietà è stata il primo tema del pomeriggio presso la conferenza LIFT.

Uno dei piccoli cambiamenti negli ultimi quindici anni gira intorno a come l’azione collettiva e la solidarietà siano cambiati. Ramesh Srinivasan e Juliana Rotich, due speaker da diverse parti del mondo, mostrano come le tecnologie come i dispositivi cellulari rifromano le regole della convivenza.

Ramesh Srinivasan

Ramesh Srinivasan (pagina personale) è un Professore presso il dipartimento di Studi sull’informazione e Design|Media Arts presso l’Università di California Los Angeles. Gli interessi della sua ricerca e i suoi seminari si basano sul suo passato interdisciplinare come ingegnere, design, scienziato sociale, ed etnografo. La sua ricerca colloca l’attenzione sulle questioni convergenti tra le tecnologie dei nuovi media e le comunità e culture globali; l’uso del design e dei punti di vista sociologici per analizzare l’impatto della tecnologia dell’informazione.

Ramesh ha cominciato con alcune domande di base:
- Come  is an understanding of how different cultures see the world in different ways fundamental for how technology is conceived and how would a culturally diverse web look like?
- In che modi stanno impattando le tecnologie, che sono esse stesse artefatti culturali, gli altri mondi culturali?

Dopo ha continuano con diversi racconti ed osservazioni che illustrano l’appropiazione culturale, e il potere dell’innovazione della gente – la gente è capace ad adattare le tecnologie agli usi che la beneficiano, basandosi sulle proprie ontologie.

Per fare in modo che la tecnologia importi davvero, dobbiamo riflettere su come i policy maker vedono il mondo. Qual è la loro ontologia in confronto a quella dell’abitante di un villaggio? E come si può riempire questo vuoto?

Juliana Rotich

Juliana Rotich (blog | profilo) è proveniente dal Kenya ed è un’autrice, blogger, ed attivista digitale con Global Voices Online. Lei pone particolare attenzione all’ambiente. Lei è anche la direttrice del programma di Ushahidi, una piattaforma online non-profit con una mappatura dell’informazione sulla crisi. Di recente è stata anche selezionata come una dei soci TED.

La conferenza di Juliana è stata intitolata “Globalism, Mobiles and The Cloud”, ed è iniziata con l’evidenziamento del lavoro svolto da Global Voices, che da spazio agli eventi che non sono seguiti dai media globali.

Uno dei problemi più importanti in Africa è la traduzione. Questo è il motivo per cui Global Voices ha avviato il progetto Lingua, con traduzioni in più di 18 lingue, grazie all’aiuto di traduttori volontari.

Il cellulare è diventato ora la piattaforma di sviluppo in Africa. Buoni esempi di applicazioni per cellulare che sono importanti in Africa sono Mobinfo (sviluppato da un Keniota per i Kenioti), Google SMS Search (lanciato in Kenya), MXit instant messaging su cellulare, LiveQuotes (informazione sulla borsa di Nairobi), m-Pesa (trasferenze di soldi tramite cellulare), ed informazione sulla salute messaggi “please call me”.

Lei ha concluso la sua conferenza con informazioni sui siti di Sokwanele.com (mashups di mappe e notizie politiche) e Ushahidi.com (che aggrega e localizza).

1 marzo 2009
Il team di interaction design della Nissan soffre per semplificare le auto del futuro
Nissan prototype Con l’aiuto di una “tuta invecchiante” brevettata che imita la mobilità e le facoltà di un guidatore anziano, i designer di interazione del Nissan Design Center sono stati in grado di creare un prototipo di interni per auto unico.

“È quasi doloroso vedere il designer Nissan Naoki Yamamoto uscire da un test car. Per capire le sfide che i guidatori anziani devono affrontare, lo specialista di interazione trentanovenne si è rivestito di una “tuta invecchiante” brevettata che gli da la mobilità e le facoltà di un guidatore del doppio della sua età. “Certo, è scomodo,” dice Yamamoto, “ma per capire veramente un problema devi sentirlo sulla tua pelle”.

All’”Interaction Design Workshop” oggi presso il Nissan Design Center di Atsugi, Giappone, Yamamoto ha dimostrato ai reporter uno dei molti metodi che il team di Interaction Design della Nissan impiega nel continuo sforzo di rendere gli interni dell’auto del futuro  più semplici da comprendere e più comodi da utilizzare.”

Leggi tutto l’articolo

22 febbraio 2009
Nokia Siemens Network punta a “putting people first”
Unite Il sito Nokia Siemens Network e il suo forum “Unite” sono ricchi di articoli di grande valore e di paper:

10 febbraio 2009
Conferenza di Jan-Christoph Zoels presso il National Institute of Design dell’India
NID Il partner di Experientia Jan-Christoph Zoels si trova attualmente ad Ahmedabad, in India, per un progetto.

Tuttavia, ha trovato il tempo per una conferenza informale presso il famoso National Institute of Design, programmata per mercoledì 11 Febbraio alle 17:15.

“Unitevi a noi per la sessione Baatein con Jan-Christoph Zoels mercoledì alle 17:15, presso l’auditorium. Per favore, siate puntuali per assistere a come le nuove forme di media interattivi possano creare meraviglie dal forte valore funzionale.

Jumping jack flash – new forms of interactions

Questa conferenza presenta alcune delle principali tendenze e idee di design per le nostre interazioni con i dispositivi, i servizi o le applicazioni. Con un numero sempre crescente di dispositivi in grado di supportare media consapevoli della posizione o media contestuali, come interagiremo con essi, come ne sceglieremo i contenuti, come navigheremo o riusciremo a connettere molteplici fonti di informazione? La presentazione esplora le interfacce gestuali, tattili e altri generi di interfaccia sensoriali per una molteplicità di applicazioni.

Jan-Christoph Zoels è un responsabile del design dell’ esperienza dell’utente presso Experientia, con base a Torino. Fino a poco tempo fa è stato professore associato presso l’Istituto di Interaction Design di Ivrea, dove ha condotto i workshop di innovazione delle aziende chiamati Applied Dreams.

Nel suo lavoro, Jan-Christoph si focalizza specificamente sull’esperienza della gente di servizi di telefonia cellulare, sulle applicazioni e sull’utilizzo della tecnologia di informazione per sostenere la semplicità.

In precedenza, è stato direttore dell’architettura dell’informazione per Sapient (New York), e senior designer presso il Sony Design Center USA. È titolare di quattro brevetti. Ha insegnato presso la Rhode Island School of Design, Jan van Eyck Academy a Maastricht, Samsung’s Innovative Design Laboratory a Seoul, e Domus Academy, Milano.”

1 febbraio 2009
Nuovo report: I cellulari come piattaforme media nel sud globale
The Promise of Ubiquity Il report Promise of Ubiquity è stato commissionato da Internews Europe per aiutare ai media a capire il potenziale, le incredibili sfide ed i pericoli di rifiutarsi di cambiare. Che genere di servizi di informazione possono portarsi oggi e nei prossimi cinque anni sul cellulare? Il cellulare è possibile come canale di informazione anche quando molti dei nuovi utenti potrebbero essere analfabeti? Potrebbero esserci poche risposte corrette, ma l’autore John West fornisce una mappa sul come orientarsi attraverso il nuovo mondo della telefonia mobile. West propone una lista di domande utili e di suggerimenti pratici che sono emersi fino ad adesso.

Attraverso interviste con i leader del settore – ingegneri e designer di software, giornalisti, e uomini di affari – il libro esamina le tendenze attuali e future, dal predominio degli SMS al Web su cellulare, e consiglia approcci su come i punti di vendita di mesia possono negoziare con gli operatori delle reti e su quali servizi offrire.

- Leggi tutto l’articolo
- Scarica il sommario esecutivo | tutto il report

28 gennaio 2009
Nuova serie di blog sulle pratiche media in contesti internazionali
China Una nuova serie di blog, New Media Practices in International Contexts, tratta dell’intersezione tra giovani, new media e apprendimento in una serie di paesi fuori dall’America del Nord e l’Europa dell’Ovest.

Gli autori, un gruppo di gente che gira attorno a Mimi Ito, pensano che esaminare le pratiche dei nuovi media da una prospettiva internazionale (e in alcuni casi transnazionale) migliorerà i loro attuali sforzi di teorizzare i giovani, i new media e l’apprendimento authors, a group of people around Mimi Ito, believe that examining new media practices from an international (and, in some cases, transnational) perspective will enhance their current efforts to theorise youth, new media and learning, un’iniziativa della MacArthur Foundation Digital Media and Learning.

Nel corso dei prossimi tre o quattro mesi loro presenteranno tre casi di studio – Brasile, Cina, Corea, Ghana, Giappone ed India.

Cina (di Cara Wallis): introductionmobile phonesgaminginternetnew media productionconclusion
Corea (di HyeRyoung Ok): introductioninternetgamingmobile phonesnew media productionconclusion
India (di Anke Schwittay): introduction – mobile phones – gaming – internet – new media production – conclusion
Brasile (di Heather Horst): introduction – mobile phones – gaming – internet – new media production – conclusion
Giappone (di Mimi Ito e Daisuke Okabe): introduction – mobile phones – gaming – internet – new media production – conclusion
Ghana (di Araba Sey): introduction – mobile phones – gaming – internet – new media production – conclusion

Ognuno di questi studi di casi si concentrerà sul panorama delle telecomunicazioni, le pratiche di internet e cellulari, giochi, e la produzione di nuovi media, e forniranno una prospettiva unica sui modi in cui infrastrutture, istituzioni e cultura (tra gli altri fattori) modellano le pratiche di nuovi media contemporanei.

(via Mimi Ito)

19 gennaio 2009
India: L’impatto dei cellulari
India: The Impact of Mobile Phones Vodafone pubblica un’ottima, sebbene scarsamente comunicata, serie di Public Policy. L’obiettivo della serie è di “fornire una piattaforma che permetta ai principali esperti di scrivere di argomenti che risultino rilevanti per Vodafone e che allo stesso tempo autino i policy maker nella loro lotta per fornire un ambiente regolativo che stimoli la crescita e lo sviluppo economico”.L’ultimo report: “India: The Impact of Mobile Phones” (pdf) contiene cinque consistenti ricerche che contengono moltissime informazioni:

  • A policy overview del Dr. Rajiv Kumar
  • An econometric analysis of the impact of mobile del Professor Rajat Kathuria, Dr. Mahesh Uppal e Mamta
  • The impact of mobiles on agricultural productivity di Sanjay Gandhi, Dr. Surabhi Mittal e Gaurav Tripathi
  • A survey of usage of mobile in poor urban areas del Professor Ankur Sarin ed il Professor Rekha Jain
  • The impact of mobiles in the SME sector del Dr. Mahesh Uppal ed il Professor Rajat Kathuria
6 gennaio 2009
Le 5 D del marketing BoP
BoP marketing Niti Bhan ha scritto un lungo articolo su Core77 sul marketing alla base della piramide (BoP)

“La premessa della fortuna alla base della Piramide (BoP) si basa sulla nozione di come fare affari in modo redditizio con i poveri. Ma pochi di questi tentativi sono diventati business sostenibili, cadendo prede di cattive supposizioni, marketing mal consigliato, o scarsa ricerca.” [...]

“Usare le ‘5 D’—development, design, distribution, demand e dignity—può fornire una mappa per una strategia centrata sull’essere umano e coesa per prodotti ben progettati che vendono, servizi di successo, e programmi con bassi tassi di ritiro. L’osservazione e la ricerca sull’utente condotta per capire il vostro nuovo target di pubblico è cruciale per stabilire le proposte di valore rilevanti.”

Read full story

3 gennaio 2009
M.banking e sviluppo economico
m-banking Jonathan Donner di Microsoft Research India e Camilo Andres Tellez del London School of Economics and Political Science hanno collaborato nella stesura di un paper sul mobile banking e lo sviluppo economico che è stato appena pubblicato nel numero di Dicembre dell’Asian Journal of Communication.

- Leggi il paper (preprint version)
- Leggi la recensione

11 dicembre 2008
Mobile banking per la gente povera: prospettive pioneristiche
cgap Sto guardando un webcast in diretto dalla Banca Mondiale a Washington riguardante il mobile marketing nei mercati emergenti. Se siete vicino ad un computer , potreste voler vederlo anche voi (mancano ancora due ore – il webcast va dalle 14 alle 15, tempo di Washington, l’11 Dicembre).

Mobile Banking for Poor People: Pioneer Perspectives

Dec. 11, 2008 | 2:00pm – 5:00pm

Sede della Banca Mondiale, Washington DC | online su http://technology.cgap.org

Unitevi a CGAP per una vivace discussione sul come il mobile banking possa fornire una gamma di servizi finanziari alla gente povera e cambiare in meglio le loro vite.

Verso la fine del 2008, le Nazioni Unite dicono che ci saranno quattro miliardi di connessioni cellulari nel mondo. Milioni di rivenditori di ait-time e agenti di retail nei paesi in via di sviluppo hanno reso possibile la distribuzione dei servizi finanziari ad un prezzo molto più basso che attraverso i canali tradizionali.

Tuttavia per molti versi, siamo ancora agli inizi del mobile banking. Esempi di miglioramenti in ampia scala che riguardano i clienti poveri, e consegnano prodotti oltre che pagamenti e trasferenze sono rari. CGAP, con il supporto della fondazione Bill e Melinda Gates Foundation, sta lavorando per aumentare i numeri di quest genere di progetti di m-banking di successo. CGAP ha fornito suggerimenti tecnici, ricerca di mercato e fondi alle seguenti organizzazioni. L’obiettivo è di migliorare la portata e la scala dei servizi finanziari per la gente povera nel mondo.

Partecipanti

  • Nick Hughes, Vodafone Group
  • Rizza Maniego-Eala, Globe Telecom (Filippines)
  • Sam Kamiti, Equity Bank (Kenya)
  • Ali Abbas Sikander, Tameer Bank (Pakistan)
  • Bold (Mongolia)
  • Brian Richardson, Wizzit (Sud Africa)
  • Carl Johan Rosenquist, c/o Maldives Monetary Authority (Maldive)

Aggiornamento del 20 Dicembre: i video sono online.

7 dicembre 2008
Cellulari per il sostegno dei diritti umani
Moiab Il Tactical Technology Collective, un ONG internazionale che sostiene i diritti umani promuove l’utilizzo dell’informazione, la comuncazione e le tecnologie digitali per massimizzare l’impatto del loro lavoro di sostegno, ha appena lanciato “Mobiles in-a-Box“, una collezione di strumenti, tattiche, guide, e studi di casi progettati per aiutare le organizzazioni di sostegno ad utilizzare la tecnologia nel loro lavoro.

Sono incluse delle sezioni sul condurre indagini e petizioni, raccolta di fondi attraverso il cellulare, la crezione di un sito per cellulare, impostare una centro di attività per gli SMS, e altro ancora.

(via ShareIdeas)

7 dicembre 2008
Una conferenza di Johannesburg mostra le innovazioni bottom-up nell’utilizzo del cellulare
MobileActive08 Se siete interessati all’innovazione bottom-up nell’utilizzo dei cellulari all’interno dei mercati emergenti, la recente conferenza MobileActive08 (ulteriori informazioni qui) a Johannesburg, Africa del Sud, ha generato una grande ricchezza di materiale. Ecco l’elenco dei video.
7 dicembre 2008
Human Centered Design per i piccoli agricoltori
Small holder Un gruppo presso IDEO guidato da Tatyana Mamout e Jessica Hastings ha recentemente lavorato con la Bill & Melinda Gates Foundation per sviluppare una serie di strumenti che aiutino le ONG ad applicare metodologie al lavoro che eseguono con i piccoli agricoltori.

IDE, una delle ONG supportate da Gates, ha collaborato strettamente col team e hanno co-sviluppato il toolkit e l’hanno provato sul campo.

Il toolkit si può scaricare qui e anche se potrebbe aver bisogno di essere adattato per essere usato in altre categorie, può essere un buon punto di inizio per altri che stanno lavorando su questoni di design per i più poveri e trascurati dai servizi.

(via Tim Brown)