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  Articoli della categoria 'Architettura'
12 Maggio 2008
Numero di Maggio/Giugno di Interactions Magazine
Interactions Il numero di Maggio/Giugno di Interactions Magazine è appena uscito e alcuni dei contenuti sono disponibili online (e presto ne seguiranno altri).

Il numero è tutto dedicato ai “mondi in collisione” con “le discipline dell’interazione” diventando “pià appropriatamente integrati in altre discipline creative (per esempio l’architettura e la musica), nei business, e nei nuovi modelli di business che daranno forma ai secoli XXI e XXII”, come descritto dai redattori Richard Anderson e Jon Kolko nell’editoriale.

Presenta anche contributi di Allison Arieff (Sunset), Eli Blevis (Indiana University a Bloomington), Shunying Blevis (Indiana University a Bloomington), Benjamin H. Bratton, Valerie Casey (IDEO), Elizabeth Churchill (Yahoo! Research), Dave Cronin (Cooper), Allison Druin (Human-Computer Interaction Lab), Hugh Dubberly, Shelley Evenson (Carnegie Mellon University), Jonathan Grudin (Microsoft Adaptive Systems e Interaction group), Zhiwei Guo (Adobe Systems Inc.), John Hopson (Microsoft’s Games User Research group), Steve Howard (University of Melbourne), Tuck Leong (University of Melbourne), Zhengjie Liu Dalian Marine University), Bob Moore, Donald Norman, Steve Portigal, Scott Palmer (University of Leeds), Sita Popat (University of Leeds), Kai Qian, Laura Seargeant Richardson (M3 Design Inc.), Richard Seymour (Seymourpowell), Frank Vetere (University of Melbourne), Huiling Wei, e Ning Zhang (Dalian Marine University)

Interactions Magazine è la pubblicazione bimensile dell’ACM [Association of Computing Machinery] ed è distribuita a tutti i membri del SIGCHI [Special Interest Group on Computer-Human Interaction].

Recentemente si è sottoposta ad un restauro completo sotto la ispirata e volontaria (!) guida di Richard Anderson e Jon Kolko che l’hanno resa una pubblicazione piena di articoli, storie e contenuti attuali e riguardanti le interazioni tra esperienze, gente e tecnologia — una rivista d’obbligo per la comunità dell’esperienza d’utente!

25 Marzo 2008
Tentando di iscrivermi al Congresso Mondiale di Architettura
UIA World Congress logo Tra pochi mesi, Torino ospiterà il Congresso mondiale dell’Unione Internazionale degli Architetti, il più importante evento dell’architettura al mondo.

Hanno un programma interessante, con alcuni speaker che apprezzo molto come Peter Eisenman, Massimiliano Fuksas, Adam Greenfield, Jeffrey Huang, Nicolas Nova, Dominique Perrault, Renzo Piano, e Hani Rashid. Per nominarne alcuni.

L’iscrizione è economica. 100 euro. Quindi voglio andarci. Ma è qui che iniziano i problemi.

Prima devi andare al sito dove non c’è traccia di un bottone “Iscrizione”. Ok, scopri che è chiamata “Partecipazione”.

A questo punto devi creare un account personale. Naturalmente, avevo completamente dimenticato di averlo fatto mesi prima per ricevere una newsletter. Quindi ho ricevuto un messaggio di errore in Italiano - sul sito inglese di un evento internazionale - quando ho inserito il mio indirizzo email usuale.
Prossimo passo: un mucchio di informazioni personali. Tuttavia, per inserire il nome della tua azienda devi premere un bottone radio che naturalmente ho mancato. Quindi ho inserito la mia informazione come individuo, e ho cliccato “Update data”, che non ha fatto altro che aggiornare la pagina con i dati che ho appena inserito.
Hmmm. E ora? Il menu a sinistra ha 16 opzioni cliccabili. Clicco su quella più ovvia: “Registration and Payment”.
Sbagliato, naturalmente. Giungo ad una grossa schermata con un sacco di informazioni. Nessuna delle quali mi è utile. Al fondo di quella schermata c’è “Go to subscription”. Clicco quella.
Nuova schermata: “Add partecipants” (Quello è lo spelling!).
Ma mi sono iscritto come individuo! Non come un’azienda. Ho semplicemente aggiunto la mia informazione individuale e non voglio aggiungere un altro “partecipant”.
Questa chiaramente non è una buona scelta. La seguente: “Your registered members”. Interessante! Sono curioso di sapere cosa può essere la membership di un individuo. Non ho altra scelta quindi clicco quello.
Adesso il sistema mi dice che non ho membri registrati. Strano: mi sono appena registrato!
Forse è una cosa buona. In ogni caso non voglio avere “membri” di me stesso. Voglio solo iscrivermi. Fatemi pagare i miei 100 euro, per piacere.
Quindi clicco su “Proceed to payment”.
Ritorno alla grossa schermata con un mucchio di informazione di cui non ho bisogno.

Sta diventando tremendamente irritante.

Immagino che il sistema richieda che io sia un “membro registrato” di me stesso. Quindi adesso devo aggiungere dati ancora più personali, come la mia carta di identità o il numero del passaporto. Devo anche scegliere un paese (non sono sicuro quale: il paese di cittadinanza o quello in cui abito). Scelgo Italia. Ora devo anche scegliere a quale “Professional bodies of architect” (sic) appartengo. E’ obbligatorio. Ma quello che ne viene fuori è un po’ sconcertante: una serie di province italiane e la parola “Nessuno” di cui io conosco il significato, ma buona fortuna ai tedeschi o agli americani! Forse, è stata colpa mia che ho messo Italia come il mio paese di residenza.

Una volta finito tutto quello (ricordate che mi sono iscritto da individuo), il sistema mi chiede di nuovo “add partecipants”. Sì, lo so: lo spelling. In ogni caso non voglio “aggiungere partecipanti”.

A questo punto, ho capito che questo stupido sistema richiede che clicchi di nuovo su “Registered members” nel menu a sinistra, per scoprire che ora sono un membro registrato di me stesso.

Ma come faccio a pagare? E’ sconcertante. Sono riuscito a capirlo questo pomeriggio — dopo 20 minuti di profonda frustrazione. Ho provato di nuovo per scrivere questo post, usando diversi indirizzi email ma, per la mia vita, non riesco più a trovare la soluzione. NON RIESCO A PAGARE. Non ho più idea di come si faccia.

La procedura che sono riuscito a trovare questo pomeriggio è scomparsa. Ho ricordato che in qualche modo ho trovato un check box vicino al mio nome, che era la chiaver per entrare nell’effettivo sistema di pagamento, ma ora non c’è più.

Ragazzi, questo è senza speranza. Come puoi gestire un congresso internazionale in questo modo? E per lo più è anche uno interessante! Il vostro sistema di iscrizione è orribile. ORRIBLE! Non c’è da sorprendersi che voi abbiate così poche iscrizioni. DOVETE SISTEMARE QUESTO AL PIU’ PRESTO!!!

In breve, sono più che un po’ arrabbiato.

(E qualcuno potrebbe togliere la mia doppia pre-iscrizione, così da non ricevere due volte le vostre email?).

27 Dicembre 2007
Torino puntando al 2008, 2009, 2010 e 2011
I Love To Torino, Italia apre ufficialmente l’Anno di Capitale Mondiale de Design la prossima settimana con una estraordinaria Vigilia di Capodanno, organizzata specialmente per festeggiare Torino 2008 World Design Capital.

Il centro degli eventi per il 31 dicembre 2007 è Piazza Castello, il cuore barocco della città, vista negli schermi televisivi di tutto il mondo come la “Medals Plaza” dei XX Giochi Olimpici Invernali del 2006.

A parte i numerosi eventi pianificati durante il primo World Design Capital nel 2008 — alcuni richiedenti la tua partecipazione — tieni anche un occhio aperto per quello che verrà nei prossimi anni:

2008 - Congresso mondiale dell’Unione Internazionale degli Architetti UIA (29 giugno - 3 luglio)

2009 - CamEuropean Athletics Indoor Championships (6-8 marzo) e gli World Air Games (7-13 giugno).

2010 - Euroscience City (2-7 luglio)

2011 - Italy 150 (17 marzo- 31 ottobre)
Nel 2011 l’Italia festeggierà i suoi 150 anni di unità e molti degli eventi avranno luogo a Torino. Lo slogan: “Experience Italy!”

17 Dicembre 2007
Un designer all’intersezione tra architettura fisica e i sistemi di informazione
Jeffrey Huang Bruno Giussani ha pubblicato i suoi appunti sulla lezione inaugurale di Jeffrey Huang presso EPFL, l’Istituto Svizzero di Tecnologia a Losanna.

“L’architettura e il design, dice il mio amico Jeffrey Huang (photo), stanno diventando l’interfaccia tra la vita fisica e virtuale. E quello è il suo campo di studi: come possono incorporare le strutture (edifici, città e paesaggi) sistemi di comunicazione digitale? Quali sono gli effetti della digitalizzazione sulle tipologie delle città al giorno d’oggi?

Settimana scorsa, il professor Huang — che tra le altre cose ha avuto un ruolo importante nella creazione della Swiss House a Boston, chiamata adesso Swissnex — ha tenuto la sua lezione inaugurale presso l’EPFL, l’Istituto Svizzero di Tecnologia a Losanna, dove lui conduce il Media and Design Lab (lui era precedentemente alla Harvard School of Design). Ecco i miei appunti.”

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5 Dicembre 2007
L’informatica urbana e i suoi malcontenti
Urban Computing Una conversazione tra gli scrittori Adam Greenfield e Mark Shepard fornisce una visione di insieme degli argomenti chiave, gli antecedenti storici e gli approcci contemporanei al design di tecnologie situate e l’abitare città popolate da queste.

“Le serie di Situated Technologies Pamphlet esplorano le implicazioni dell’ubiquitous computing per l’architettura e l’urbanistica: Com’è la nostra esperienza di città e come le scelte che effettuiamo all’interno di essa vengono influenzate dalle comunicazioni mobili, i media pervasivi, l’informatica dell’ambiente e altre tecnologie “situate”? Come l’abilità di progettare ambienti sempre più reattivi muterà il modo in cui gli architetti concepiscono lo spazio? Cosa hanno bisogno di sapere gli architetti sull’informatica urbana e cosa devono sapere gli informatici sulle città? Il Situated Technologies Pamphlets verrà pubblicato in nove numeri e verrà editato a rotazione da una serie di esperti ricercatori e professionisti di architettura, arte, filosofia della tecnologia, media comparativi e ingegneria.”

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(via Régine Debatty)

30 Novembre 2007
InterSections 07: un dibattito sul design
Intersections La conferenza sponsorizzata dall’UK Design Council InterSections 07 ha riunito 34 esperti di design per analizzare come il design si stia evolvendo e come questo stia influenzando le sue relazioni con altri settori.

La conferenza, tenutasi a NewcastleGateshead nell’Ottobre 2007, ha analizzato le trasformazioni del design che si adatta a un mondo in transizione. Due giorni di dibattiti stimolanti e vivaci hanno considerato come i designer si stiano adattando al nuovo scenario acquisendo nuovo know-how.

Le registrazioni audio e le trascrizioni sono ora online e propongono una serie di presentazioni chiave:

Ci sono inoltre delle tavole rotonde e delle sessioni con sotto-gruppi:

7 Novembre 2007
Abitare i luoghi: i valori degli utenti nell’ambiente costruito
Places I teorici hanno discusso a lungo sul fatto che ci siano due diversi concetti di valore a guidare la produzione dell’ambiente costruito: valore di scambio e valore d’uso.

In questo articolo Joost Beunderman, un ricercatore presso Demos argomenta che, “se volessimo favorire il valore d’uso dei luoghi per il pubblico risperro al valore finanziario che uno spazio genera, allora non possiamo essere soddisfatti con i nostri modi attuali di pianficare le città. Abitare un posto implica un rapporto attivo, creativo ed in costante cambiamento dell’utente con il suo ambiente - una categoria diversa dallo shopping, o dal comprare una casa. Ci sono ragioni importanti per cui noi dovremmo rendere centrale questo concetto d’uso, e fare passi concreti per arricchire la relazione tra gente e luoghi.”

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20 Luglio 2007
Il discorso di Nicolas Nova adesso su Google Video
Nicolas Nova video Il video della conferenza tenuta la scorsa settimana da Nicolas Nova a Torino è ora disponibile su Google Video. Le slide sono disponili qui (pdf, 1.36mb, 90 slide).

Nicolas Nova è un ricercatore del Media and Design Lab dell’Istituo Svizzero di Tecnologie di Losanna ed uno degli organizzatori della conferenza LIFT.

Il suo discorso “Progettare una nuova ecologia mista di ambienti digitali e fisici” ha costituito una riflessione critica sull’ubiquitous computing basata sulla attuale ricerca sul campo (mostrando ciò di cui discutono Paul Dourish, Genevieve Bell o Stephen Graham), arte/start-up/progetti di ricerca e prospettive alternative come quella che Nicolas sta realizzando con Julian Bleecker.

Il discorso è stato organizzato da Experientia e dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Torino.

(Ringraziamo il collaboratore di Experientia Haraldur Már Unnarsson per aver reso tutto questo possibile).

10 Luglio 2007
Cameron Sinclair dell’Open Architecture Network [Business Week]
OAN Come AdSense, che ha trasmesso ai dirigenti di Madison Avenue un generale nervosismo, l’Open Architecture Network (OAN) suggerisce che il cocktail di tecnologie collaborative 2.0 assuma una influenza nel business di radicale imnportanza. Nel caso dell’OAN, il settore interessato è quello dell’architettura.

L’OAN è un network nato sul web che costituisce un database di progetti architettonici, ma anche di strumenti di design, nonchè una community. Il suo obiettivo più ambizioso è quello di migliorare gli standard di vita di 5 miliardi di persone- una cifra che include non solo 1 miliardo di persone che vivono in condizioni di povertà, ma anche di una persona su tre che dal 2020, vivrà in condizioni disagiate. Questo è l’obiettivo che Cameron Sinclair, l’architetto attivista che gestisce il sito web, ritiene di poter conseguire solamente colpendo l’intelligenza collettiva sul web.

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2 Luglio 2007
Lettura di Nicolas Nova a Torino, Italia - 12 Luglio
Nicolas Nova Nicolas Nova, Swiss Federal Research Institute (CH)
Progettare una nuova ecologia con ambienti digitali e fisici

12 Luglio 2007 - 19:00
Ordine degli Architetti della Provincia di Torino
via G. Giolitti 1 – Torino - 3^piano

Questo discorso di Nicholas Nova offrirà un punto di vista critico dell’evoluzione attraverso gli “ambienti ibridi”, come ad esempio le ecologie miste fisiche e digitali, qualche volta anche identificate come media space, realtà miste, ubiquitous computing, e realtà lifelogging.
Nova descriverà sia i sistemi che le tecnologie volte a supportarli, ponendo particolare enfasi sulle modalità capaci di soddisfare i bisogni degli utenti e di migliorare la loro vita.
Esempi come progetti di laboratorio, prodotti start-up e pezzi d’arte aiuteranno a delineare i trend e le applicazioni principali del prossimo futuro.
Nova discuterà, inoltre, le implicazioni che queste evoluzioni comporteranno per i designer, per gli architetti e per gli ingegneri su vari temi, quali quelli inerenti l’esperienza dell’utente, il cambiamento delle pratiche e le sfide da fronteggiare.

Nicolas Nova è un ricercatore del Media and Design Lab dell’Istituto Federale Svizzero della Tecnologia con sede a Losanna, presso il quale ha compiuto un PH.D in interazione uomo-macchina. La sua ricerca si focalizza sulla consapevolezza spaziale e di locazione, location-based, e su esperienze di gioco virtuali e tangibili, nonchè sulla forma ibrida di ambienti digitali e fisici. Lui è co-produttore notevolmente acclamato della conferenza internazionalmente riconosciuta e prestigiosa che si tiene a Ginevra, LIFT, che questo anno ha visto partecipare ben 500 persone. Lui gestisce il blog Pasta and Vinegar in merito all’uso ed alle previsioni di tecnologie emergenti.

La ettura sarà in lingua inglese ed è organizzata da congiutamente daExperientia e dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Torino - l’organizzazione che è anche responsable del Congresso mondiale dell’Architettura UIA del prossimo anno. Ulteriori supporti alla comunicazione sono forniti dalla comunità di design TURN.

RSVP: architettitorino at awn dot it

2 Luglio 2007
Jyske, l’esperienza della banca danese
Jyske Bank Jyske Bank, la terza istituzione finanzaria danese, ha investito l’equivalente di 54 milioni di euro nella riprogettazione dell’esperienza fornita al consumatore e nella propria marca.

Un saggio elaborato dall’Istituto di Copenhagen per gli Studi sul Futuro:

Jyske Bank ha recentemente cambiato radicalmente il proprio concetto di business, in questo modo il consumatore può combinare insieme le proprie soluzioni bancarie. La banca si è focalizzata sull’esperienza del prodotto, in forma virtuale e non. La banca definisce la propria iniziativa “Jyske Difference” [”Jyske Forskelle”] e lo slogan è “Jyske è la banca che fa la differenza.”

Nel breve processo (quattro mesi) in cui è stato sviluppato e parzialmente implementato il nuovo concetto di business, la banca è stata inspirata dalle riflessioni sull’Uomo Creativo e sul trend dell’individualizzazione elaborate dall’Istituto di Copenhagen per gli Studi sul Futuro‘. Come scritto nel FO/futureorientation:

“Molti consumatori vedono le banche ed i relativi prodotti come uniformi - ed un po’ noiosi. Nello stesso tempo, noi notiamo che il consumatore sta cambiando il proprio comportamento. Desidera più influenza, è più fiducioso in se stesso nel momento in cui chiede un serizio personale. Il consumatore creativo, che desidera realizzare le proprie soluzioni, è il prossimo stadio. I consumatori vogliono realizzare ed ottenere prodotti e servizi fatti su misura per le loro specifiche necessità, e questo vale anche per per i prodotti bancari. Con la nuova iniziativa, la banca potrà incontrare più facilmente le richieste del consumatore moderno. Con Jyske Difference, la Jyske Bank vuole far capire che si tratta di molto più di una semplice banca: Jyske Bank è una banca, uno store, una moderna biblioteca. Jyske Bank è il luogo in cui i consumatori possono divenire più astuti, inspirati, e vivere l’esperienza di un’atmosfera chiara e diretta.”

Vedi anche questo video di presentazione del concept (2:49).

Alla fine di agosto Frank Pedersen, direttore di comunicazione e marketing presso la Jyske Bank, spiegherà coa hanno fatto e cosa hanno ottenuto nello scorso anno, in occasione di Motion, la nuova conferenza in tema di economia sulla nuova esperienza del brand che si terrà in Norvegia.

26 Giugno 2007
Il movimento Slow Home
Slow Home In seguito alla recente espansione del movimento Slow Food all’area dell’urbanistica (”Città Slow“) e del design (”Slow Design“), ora viene investita anche quella dell’abitazione. Il WorldChanging riferisce:

La filosofia di Slow Food giunge oggi alla creazione del movimento Slow Home, una community di design basata sul web e una biblioteca di risorse dedicate a dare nuova vita al concetto di abitazione, allontanando l’architettura di recente sviluppo basata sulle necessità di vicinanza e di una società orientata al cieco sviluppo e ponendo, invece, maggiore enfasi alla presenza di un buon design e del potenziamento dell’individuo in modo da creare case che lo supportino nel lungo periodo. Si tratta di un approccio sostenibile — simile a quello applicato ai prodotti — che investe sia la scelta della qualità dei materiali che l’evoluzione del gusto personale, elementi questi che possono contribuire ad impedire gli sprechi ed a migliorare il rapporto esistente fra la gente e l’ambiente.

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11 Giugno 2007
Telling story negli spazi pubblici, musei, e oltre internet - spesso simultaneamente
Miners Jake Barton gestisce un marchio di design nella città di New York, Progetti Locali. Loro si definiscono ‘media designer’, in quanto lavorano sulla connessione di broadcast media, media interattivi, architettura e spazi fisici, esplorando interfacce innovative, e realizzando prodotti ibridi a metà starda tra interfacce fisiche ed online. Loro sono, inoltre, particolarmente coinvolti nei progetti di storytelling collaborativi.

Barton è stato uno dei principali speaker in occasione del Postopolis!, un evento della durata di cinque giorni sui temi dell’architettura, dello sviluppo urbano, del pasaggio, e del design, presso lo Storefront for Art and Architecture di New York. Postopolis! è stato organizzato da: BLDDBLOG, City of Sound, Inhabitat, Subtopia e Storefront for Art and Architecture di New York. L’evento si è svolto dal 20 Maggio al 2 Giugno del 2007.

Dan Hill, già capo della tecnologia interattiva e del design presso la BBC ed attualmente direttore del web e broadcast presso Monocle, ha realizzato uno straordinario report sulle presentazioni di Postopolis! (tutti i post) all’interno del suo blog City of Sound.

Nel suo discorso, Barton descrive vari concetti dei suoi recenti progetti guidati dal consumatore che mi sembra importante approfondire all’interno di questo blog di experience design:

  • Miners Story Project - per preservare e condividere le storie relative a vite condotte in miniera e delle comunità del sud-ovest americano;
  • Storycorps - un progetto nazionale statunitense volto ad istruire e incentivare le persone a registrare altre storie in sound;
  • Timescapes - uno schermo gigante composto da tre parti che consente alle persone di approcciare la città di New York da diverse angolazioni simultaneamente;
  • Public Information Exchange - un’iniziativa del New York Chapter dell’Istituto Americano di Architettura volto a incoraggiare il dialogo proattivo tra tutti coloro che siano interessati all’architettura pubblica.

Nel commento finale, Hill descrive l’approccio di Progetti Locali come senza radici, aperto, elegante, e specifico per il problema proposto, capace di fornire un’ illustrazione immaginativa e tuttavia pragmatica del potenziale nella sovrapposizione fra gli spazi fisici e digitali.

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4 Giugno 2007
Web 2.0 è il web che fu originariamente concepito- l’internet delle cose è la reale partenza
The interactive city Il termine Web 2.0 è stato coniato per descrivere il fenomeno delle community come blog, wiki ed i bussiness di grande valore ispirati da questi. Ma non tutto è incluso in questo termine, afferma David Reid di BBC News.

I partecipanti alla recente conferenza sul Web 2.0 organizzata da Nomades Advanced Technologies Interactive Workshops (NATIW) [blog] a Ginevra, Scizzera, in Geneva, hanno ragionato su tutto ciò che questo termine può significare.

Tra gli intervenuti alla conferenza vi erano alcuni veterani del web, incluso un membro del team del Centro di Ricerca Nucleare Europeo (Cern) che realmente ha inventato il web.

Il Web 2.0 è qualcosa che loro avevano in mente sin dall’inizio.

“Lo slogan originale consisteva nell’ottenere un web facile pr scrivere quanto da leggere”, sostiene Robert Cailliau del Consorzio World Wide Web.

Egli continua affermando che dopo un’era buia in cui le idee esistevano e la tecnologia cercava di raggiungerle, siamo giunti ad uno stato in cui la gente ha preso il controllo del web, crea da sè i suoi input: e questo è ciò che si era originariamente pensato.

L’articolo prosegue, poi, con l’approfondimento del conceto di contenuto generato dagli utenti e del suo impatto anche al di fuori della rete, con particolare riguardo all’influenza da questi esercitata sull’architettura, con la presenza di designer che pongono la gente incaricata di cambiare l’aspetto delle costruzione.

Esempi di tale approccio riportati nell’articolo sono:

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26 Aprile 2007
L’infrastruttura dell’esperienza e l’esperienza dell’infrastruttura
Planning and Design In “L’infrastruttura dell’esperienza e l’esperienza dell’infrastruttura: significato e struttura degli incontri quotdiani con lo spazio”, Genevieve Bell, capo antropologa dell’Intel, e Paul Dourish, professore di UC Irvine, esplorano lo spazio quale infrastruttura per le nostre esperienze di vita nel mondo, e discutono le modalità attraverso le quali il computing pervasivo possa trasformare l’esperienza.

Il paper è stato pubblicato nell’ultimo numero di Planning and Design - dedicato a “spazio, socialità, e computing pervasivo“.

Scarica il paper (pdf, 173 kb, 18 pagine)

(via Peter Dalsgaard)

30 Marzo 2007
Yale symposium sull’experience design e sull’architettura da una prospettiva critica
Market of Effects Symposium Il Yale symposium realizzerà il forum Market of Effects volto all’approfondimento della storia, dell’articolazione e delle prospettive di evoluzione dell’experience economy in relazione al design di architettura e di sviluppo urbano. Verranno sollecitate proposte in merito alla combinazione di vari fattori, quali gli effetti d’interazione, le sensazioni extra-visuali, la stratificazione dei dati, e l’appealing della personalizzazione del punto vendita.

Programma e registrazione dell’informazione

(Io spero che Molly pubblicherà qualcosa online in seguito, come presentazioni, audio o video, così tutti potremo divertirci.)

20 Marzo 2007
Management University di Singapore progetta un campus IT attorno all’utente
Singapore Management University Jonathan Hopfner scrive sul Managing Information Systems (MIS) di come la Singapore Management University abbia sfruttato un impedimento di movimento per creare un nuovo campus IT attorno all’utente, al fine di realizzare un’esperienza positiva, partecipativa, tecnologica e d’apprendimento. Questo studio ha consentito di progettare prototipi sperimenentali di classi, valutati da gruppi di professori di particolare interesse.

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23 Gennaio 2007
Catching the Bus: Studiare le Persone e le pratiche all’Intel
Ken Anderson Nel dibattito tenutosi presso l’UCI Laboratory for Ubiquitous Computing and Interaction, Ken Anderson, antropologo e manager di People and Practices Research, gruppo di lavoro di Intel Research, ha parlato degli studi condotti sulla spazialità e sulla mobilità negli ambienti urbani e transnazionali, al fine di supportare i crescenti interessi di Intel nell’ubiquitous computing.

La presentazione può essere vista su video scaricaabile dal sito web di UCI ma siete avvisati: è molto grande (387.4 mb) e bisogna scaricare interamente il file per poterlo vedere. Sfortunatamente la qualità dell’audio e del video lascia a desiderare.

(via blog di Fabien Girardin 7.5th Floor)

3 Ottobre 2006
Congresso mondiale dell’Unione Internazionale degli Architetti a Torino nel 2008
UIA World Congress logo Dopo Barcellona, Berlino, Beijing e Istanbul la comunità mondiale degli architetti si dà appuntamento in Italia, a Torino, dal 29 giugno al 3 luglio 2008 per celebrare il XXIII Congresso mondiale dell’Unione Internazionale degli Architetti. Per la prima volta dal 1948 una città italiana ospita la grande manifestazione internazionale e sceglie come tema Transmitting Architecture.

- Sito dell’evento
- Leggi il background

1 Ottobre 2006
Libro: ‘Creativity and the City’
Creativity and the City Creativity and the City è il titolo di un nuovo libro edito da Simon Frank e Evert Verhagen. Il libro illustra come l’economia creativa sia cambiata nelle città e soprattutto in Olanda.