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  Articoli della categoria 'Anziani'
31 ottobre 2009
Applicare la TV digitale in Italia: l’altra faccia della rivoluzione digitale
Decoder L’Italia è nel processo di spostamento verso la TV digitale, e la sua applicazione è piuttosto disastrosa, per quel che posso dire dalle reazioni nella regione in cui vivo (Piemonte). Molti dei problemi sono tecnologici, ma non tutti. Una forza di ‘angeli’ volontari sta facendo quel che può.

Ne parla oggi un articolo di Repubblica.

12 maggio 2009
Business Innovation Factory lancia lo Student Experience Lab
BIF Il Business Innovation Factory (BIF) non profit ha lanciato ieri un nuovo laboratorio per abilitare l’innovazione nell’educazione superiore. Il laboratorio supporterà il design di soluzioni che aumenteranno i risultati dei college, miglioreranno l’esperienza degli studenti e la qualità e l’effettività del sistema educativo superiore americano. L’inaugurazione del BIF Student Experience Lab è supportata da un sussidio di $280,000 della Fondazione Lumina per l’Educazione.

Il Student Experience Lab è il secondo laboratorio BIF online, preceduto dall’Elder Experience Lab e la sua riuscita iniziativa Nursing Home of the Future del 2008.

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11 febbraio 2009
Cambiamento sismico dell’età della massa di Internet
PEW_logo Secondo alcuni sondaggi svolti nel corso del 2008 dal Pew Internet and American Life Project, ora [negli Stati Uniti] è aumentato il numero di vecchie generazioni che vanno online, rispetto al passato, e questi nuovi utenti compiono anche più attività online. La generazione X (non Y) è il gruppo con più probabilità di fare attività finanziarie, spese, e cercare informazioni sulla salute online. I boomer hanno le stesse probabilità di quelli della generazione Y di prenotare voli online. E persino gli utenti della Silent Generation sono competitivi quando si tratta di email.

Il maggior aumento nell’utilizzo di internet dal 2005 è nel gruppo di utenti con un’età compresa fra i 70 e i 75 anni. Mentre appena un quarto (26%) della gente tra i 70 e i 75 anni era online nel 2005, attualmente il 45% di quella fascia d’età è online, ed esegue più attività online.

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(via Customer Experience Crossroads)

24 novembre 2008
Tecnologie intelligenti e facili da usare per ampliare la vita indipendente degli anziani
Episodic memory Comunicato stampa:

IBM ha annunciato una collaborazione con i partner dell’Unione Europea per sviluppare una nuova tecnologia che aiuterà a supportare l’attività durante invecchiamento e a prevenire il declino della cognizione nella popolazione anziana.

Basato sull’elaborazione e ragionamento audio-visivo, il progetto “HERMES Cognitive Care for Active Aging” svilupperà una combinazione di soluzioni basate sulla casa e sul cellulare per aiutare agli anziani a combattere la riduzione naturale delle capacità cognitive. Il progetto di tre anni comprende un’attenzione particolare nello sviluppo di un’interfaccia che sia confortevole per gli utenti avversi alla tecnologia.

Il progetto HERMES mette insieme esperti che vanno dalla gerontologia ed elaborazione del discorso, all’integrazione di hardware e design utente-centrico per raggiungere l’obiettivo comune di supportare la cognizione dei più anziani.

Leggi il comunicato stampa

12 novembre 2008
Usare il design per affrontare i problemi della società
Hilary Cottam Hilary Cottam è la Designer of the Year britannica del 2005 ed ex-direttrice di RED [sito di archivio], la ormai chiusa unità di innovazione del Design Council britannico. L’ho intervistata l’anno scorso per il sito di Torino World Design Capital. E ora lei è improvvisamente popolare.

Settimana scorsa ce l’ha fatta nell’International Herald Tribune, e ora potete leggere un altro articolo su di lei e la sua azienda PArticiple sulla rivista Fast Company magazine. Entrambi gli articoli sono scritti dalla stessa autrice, Alice Rawsthorn, ma hanno diversi punti di vista.

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23 agosto 2008
Il cimitero virtuale viene giudicato troppo freddo
Turin cemetery Ancora delle notizie Italiane su come le tecnologie di comunicazione stiano penetrando la vita quotidiana della gente, e a volte creino attriti: 

Il quotidiano La Stampa scrive sui piani per un cimitero virtuale a Torino per commemorare chi viene cremato, apparentemente sviluppato senza consultazione del pubblico.

17 luglio 2008
Invecchiare in Gran Bretagna
Ageing Se siete interessati agli anziani, questa settimana sono stati pubblicati due studi interessanti in Gran Bretagna. 

Il primo report, “Living in the 21st century: older people in England” (comunicato stampascarica lo studio) presenta un importante studio longitudinale (316 pagine) sulla realtà dell’invecchiare in Gran Bretagna. Esso tratta dell’occupazione, il benessere materiale e la povertà, la salute la qualità di vita e l’indipendenza.

(via FutureLab)

Il secondo studio, intitolato “Don’t stop me now – Preparing for an ageing population“, (comunicato stampa - scarica lo studio) illustrare quanto siano impreparate le amministrazioni comunali britanniche nei confronti della popolazione che invecchia.

“Il report ha chiesto a degli anziani ‘acquirenti misteriosi’ di identificare le sfide quotidiane che devono affrontare nell’accedere ai servizi comunali. Essi si sono rivolti a 49 consigli chidendo una serie di domandeed hanno trovato che la maggior parte dei consigli hanno bisogo di migliorare il modo in cui forniscono informazione a proposito di aree chiave come il volontariato, tempo libero, opportunità di apprendimento e trasporto.”

24 giugno 2008
Il Consiglio Europeo dei Ministri approva un progetto di 600 milioni di euro per lo sviluppo di nuove soluzioni digitali per gli anziani
Ageing Ora anche il Consiglio Europeo dei Ministri ha approvato l’utilizzo di €600m per lo sviluppo di nuove soluzioni digitali per la popolazione anziana Europea.

“Entro il 2020, il 25% della popolazione dell’UE sarà over 65. In risposta a questa crescente sfida demografica, il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi un piano della Commissione per rendere l’Europa un fulcro per lo sviluppo di tecnologie digitali progettate per aiutare la popolazione anziana a continuare a vivere in modo indipendente a casa.

La proposta, presentata dalla Commissione il 14 Giugno del 2007 [vedi il post precedente], fornirà un ulteriore fondo di €150 milioni al nuovo European Joint Research Programme, risultando in un investimento totale di oltre €600 milioni.

Attraverso questo nuovo programma le aziende saranno in grado di sviluppare prodotti e servizi digitali altamente innovativi per migliorare le vite domestiche, lavorative ed in generale sociale degli anziani. Dispositivi intelligenti per migliorare la sicurezza a casa, soluzioni mobili per il monitoraggio dei segnali vitali e ed altre interfacce user friendly per quelli con problemi di vista ed udito – i quali miglioreranno la qualità di vita degli anziani e delle loro famiglie. [...]

20 Stati Membri dell’UE, così come l’Israele, la Norvegia e la Svizzera parteciperanno in questo Joint Research Programme.”

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24 giugno 2008
Mito Akiyoshi: il digital divide non scompare col cellulare
Mito Akiyoshi La gente dello splendido blog francese InternetActu hanno condotto un intervista con la sociologa giapponese Mito Akiyoshi. Dal momento che InterActu viene pubblicato in francese, e li spingo da tempo a rendere i ricchi contenuti del loro blog disponibili anche in Inglese, loro ci hanno offerto di co-pubblicare questa intervista in Inglese — la lingua in cui è stata portata a termine. Non è stato difficile accettare l’offerta e ringrazio in particolare Hubert Guillaud per questa opportunità. Se leggete il francese, guardatela qui.

Mito Akiyoshi (blog) è una sociologa giapponese presso la Senshu University. Lei ha anche collaborato con la sociologa Izumi Aizu sul programma di ricerca NTT sulla privacy e l’identità. L’intervista ci fornisce l’opportunità di dare uno sguardo unico a quel che sta accadendo in Giappone: ci permette di non focalizzarci sulla tecnologia, come accade spesso, ma sul come questa tecnologia viene utilizzata, che spesso è più vario e complesso di quello che si potrebbe pensare.

IL DIGITAL DIVIDE IN GIAPPONE?

InternetActu.net: Hai lavorato sul digital divide in Giappone. Noi in Occidente abbiamo spesso l’impressione che il digital divide non esista nel tuo paese dove il cellulare è così pervasivo. Ma è veramente così? Hanno tutti la stessa accessibilità?

Mito Akiyoshi: C’è un consenso crescente tra i ricercatori in Giappone e all’estero sul fatto che il digital divide non riguardi esclusivamente l’accesso o meno ad Internet. Riguarda anche il genere di utilizzo delle Tecnologie di Informazione e Comunicazione (ICT) e gli obiettivi di quell’utilizzo. Per capire le implicazioni del cellulare nel digital divide, dobbiamo partire da una definizione più ampia del digital divide stesso, che deve comprendere tutte le attività mediate da tecnologie. A causa del cellulare stiamo affrontando una realtà mista: è un bicchiere che è sia mezzo pieno sia mezzo vuoto.

Il Giappone è sicuramente un leader globale nella telefonia mobile: il cellulare a portato le ICT a quelli che altrimenti non avrebebro fatto uso della tecnologia. Tuttavia il cellulare non ha affatto eliminato il digital divide. La mia ricerca mostra che i modelli esistenti di diseguaglianza influenzano fortemente il genere di tecnologia e di utilizzo della tecnologia che certa gente esibisce. Parlando in generale, ci sono tre tipi di utenti di ICT in termini di accesso al hardware: i “Literati” sono qurlli che usano sia i computer che i cellulari. Un secondo gruppo consiste in un numero piuttosto ampio di gente che utilizza cellulari ma fa raro uso del PC. Il terzo gruppo consiste in quelli che non usano nessuno dei due. L’ultimo gruppo sta ovviamente diminuendo per via dell’attuale pervasività di internet, ma persino il secondo gruppo potrebbe considerarsi sul lato sbagliato del digital divide — incapace di accedere alla maggior parte delle ICT.

UNIVORI ED ONNIVORI

Tutto questo andrebbe bene se la scelta fosse solo quello: una questione di scelta. Ma spesso non è così. I contenuti Web a cui ha accesso un computer sono parecchio diversi da quelli a cui si accede da un dispositivo movile. Per esempio, la mia ricerca mostra che gli interrogati utilizzano il PC per questioni di lavoro e per accedere ai servizi del governo. L’utilizzo di un cellulare tuttavia è per lo più limitato ad attività relazionate con lo svago. Quelli che utilizzano il cellulare e non il PC tendono ad essere meno educati, meno benestanti, e/o di sesso femminile. Quindi, il loro affidamento al cellulare ed il non utilizzo del PC potrebbe interpretarsi anche come il perpetuarsi di uno status meno privilegiato.

Sto ancora cercando delle buone etichette per identificare questi diversi tipi di utenti, ed in particolare quelli che utilizzano il cellulare ma non il PC. La distinzione tra “univoro” ed “onnivoro” come utilizzata nella sociologia culturale sarebbe utile. Gli “univori” si riferiscono alla gente con risorse culturali limitate che consumano un solo tipo di genere, per esempio hip hop. Gli “onnivori” d’altro canto sono dotati di risorse ricche: apprezzano molteplici generi. Stando a questo punto di vista, la distinzione tra classe media e classe lavoratrice non si basa sulla loro preferenza per dei generi particolari, ma piuttosto sulla loro capacità di consumare un’ampia gamma di prodotti culturali. Quindi basandomi su questa logica, potrei probabilmente utilizzare il termine “univoro cellulare”.

InternetActu.net: Cosa impedisce il cellulare che la combinazione di internet e cellulare permette?

Mito Akiyoshi: Degli studi hanno dimostrato che gli utenti di Internet su PC acquisiscono nuove abilità ICT mano a mano diventano più familiari con web. E’ un circolo virtuoso. Inizialmente vai online per affrontare un particolare bisogno, ma poi scopri altri servizi ed applicazioni e fai un sacco di “learning by doing”, Internet su PC incoraggia la gente ad esplorare. Internet su cellulare d’altro canto fornisce solo servizi internet basici, che spesso si limitano all’intrattenimento e ad attività di svago. Internet su cellulare è di di rado un canale per attività serie e produttive. Persino la qualità del contenuto e dei servizi cambia. Nonostante uno possa leggere le notizie sia sul computer che sul cellulare, gli articoli nel cellulare tendono ad essere brevi ed abbozzati, per via dei limiti di spazio. Se leggi le notizie e gli articoli di opinione sul giornale o su un PC, puoi imparare un sacco. Ma se leggi i sommari delle notizie sul cellulare, perdi questa opportunità di imparare.

UNA QUESTIONE DI POLITICA

InternetActu.net: Come promuovere il passaggio dagli strumenti del cellulare a quelli di internet, quando gli utilizzi non sono esattamente gli stessi?

Mito Akiyoshi: Innanzitutto, credo che dovrebbemmo riconoscere che sia la qualità sia la quantità dei contenuti e dei servizi siano di massima importanza. L’accesso ad essi è una questione di politica globale, nazionale e locale legittima, ma difficilmente viene riconosciuta come tale. Per esempio se si sa che gli utenti di cellulare non ricevono informazione della stessa qualità che quelli di internet su PC, si potrebbe modificare il modo in cui si presenta l’informazione. Se si volesse usare il cellulare per attività produttive, si potrebbe migliorare il design, l’interfaccia, ed i servizi. Internet su cellulare è stato indirizzato verso lo svago perché i provider dei servzi hanno visto che i servizi relazionati con l’intrattenimento erano il business più lucrativo. Ma i politici possono intervenire ed incoraggiare lo sviluppo di una tecnologia che contribuisca ad una maggiore partecipazione ed inclusione sociale.

IL FASCINO DEL CELLULARE GIAPPONESE

InternetActu.net: L’Occidente ha una determinata immagine dell’utilizzo della tecnologia in Giappone: onnipresente, focalizzata sul cellulare, con una popolazione appassionata di tutto ciò che è innovativo. Quest’immagine corrisponde alla realtà?

Mito Akiyoshi: Dunque, i Giapponesi sono appasionati di certe innovazioni. Ma bisognerebbe notare anche che il Giappone restò indietro agli altri paesi industrializzati rispetto alla connettività basica ad internet durante i ‘90. Quindi la mia risposta breve per questa domanda è sì e no. L’esplosione della telefonia mobile dev’essere messa in perspettiva, piuttosto che essere presa come un segnale di entusiasmo generale per tute le innovazioni. Alcune innovazioni radicano ad una velocità fenomenale mentre altre vengono tristemente abbandonate.

Mail fascino del Giappone per la tecnologia potrebbe essere tipico loro. L’ossessione per la mobilità, le cose graziose, la miniaturizzazione vengono fuori ripetutamente nei discorsi popolari come parte dell’essenza della cultura giapponese. Ma come scienziata sociale, voglio spiegarli. Il fascino per la mobilità è un conseguenza del nostro stile di vita. Gli abitanti di Tokyo passano diverse ore facendo i pendolari sui treni con un sacco di tempo per giocare con i propri cellulari. Al contrario della gente in Europa e negli Stati Uniti, la maggior parte dei Giapponesi non ha provato un transito liscio dalla macchina da scrivere al computer. Alcuni utenti preferiscono il cellulare semplicemente perché non si sentono comodi a lavorare con una tastiera. Questa gente usa il cellulari per motivi che hanno poco a che fare con la loro transportabilità. La popolarità del cellulare in Giappone è effettivamente un fenomeno piuttosto complesso.

Detto questo, i loro strani gusti potrebbero aiutare a scoprire e popolarizzare certe innovazioni in un modo inaspettato. I video telefonini è uno degli esempi che mi viene in mente. Inizialmente, l’idea sembrò strana. Ma i Giapponesi per qualche ragione li hanno adorati e li hanno resi popolari in altre parti del mondo.

IL FUTURO DEL CELLULARE

InternetActu.net: Il Giapponese sembra essere avanti perché usano già l’accesso ai contenuti online dal cellulare, e questo sarà il futuro ovunque. Ma tu sembri essere più scettica.

Mito Akiyoshi: Il Giappone è in effetti uno dei leader nel servizi Internet su cellulare. Anche se ho sollevato qualche questione a proposito delle cause e dell’attuale utilizzo di Internet su cellulare, ci sono molteplici motivi per credere che un più ampio utilizzo della tecnologia mobile e ubiquitaria creerà ambienti comunicativi migliori in Giappone ed ovunque. Ma è semplicistico assumere che il cellulare di per sé possa risolvere i problemi profondamenti radicati della diseguaglianza digitale. Ma aiuta alla gente ad andare online e a mantenere i loro network sociali. I Giapponesi hanno accolto entusiasticamente Internet su cellulare quando è stato reso diponibile per la prima volta a fine anni ‘90, perché credettero che avrebbe soddisfatto le loro necessità.

Ora dobbiamo ridefinire queste “necessità” o “richieste” in vista della società futura che intendiamo creare. Fino ad ora ci sono state poche discussioni a proposito dei valori basici su cui le ICT si dovrebbero concentrare. La tecnologia mobile sostiene la chiave per la realizzazione di valori sociali fondamentali, come lo sviluppo del capitale umano, uguaglianza, sviluppo sostenibile, democrazia, ecc., ma non li realizza automaticamente.

Non sono scettica, ma piuttosto ottimista con cautela perché abbiamo bisogno di capire meglio i problemi esistenti e di una migliore visione del futuro per comprendere pienamente le possibilità comunicative offerte dalla tecnologia mobile.

LE NOSTRE VITE UBIQUITARIE MA LOCALMENTE RADICATE

InternetActu.net: Al giorno d’oggi si parla molto di geolocation come il futuro del cellulare, permettendo una sistesi di network sociali e mobilità. L’uso di geolocation è esploso in Giappone?

Mito Akiyoshi: Ci sono alcuni utilizzi interessanti della tecnologia geolocation in Giappone come la otetsudai network che è basicamente un servizio di ricerca di lavoro accessibile tramite cellulare, e permette alla gente di trovare un lavoro o un impiegato “nell’area”. I servizi di geolocation permettono la microgestione di tempo, spazio, luoghi di lavoro e persino dei lavoratori. Persino nell’era della globalizzazione, la nostra vita quotidiana è radicata localmente e la tecnologia mobile serve necessità radicate localmente.

InternetActu.net: In termini di azione governativa, il fulcro sembra essersi evoluto da e-Japan (un approccio piuttosto classico all’accesso e l’utilizzo di Internet) a u-Japan, visto come un piano più futuristico focalizzato sulla disponibilità di informazione ubiquitaria. Qual è attualmente la realtà di questo programma?

Mito Akiyoshi: Per rispondere ad una tale domanda, la prima cosa che uno potrebbe voler fare è andare ad in sito del governo per fare qualche ricerca sul progetto u-Japan. Ma se fai così, ti accorgerai che la funzione di ricerca dei siti del governo è un vero caos. Provate a cercare dell’informazione su qualsiasi argomento specifico su un sito del governo Giapponese e condividerete la mia frustrazione. Non si riesce a trovare l’informazione che si cerca. Questo fatto influenza la mia valutazione del progetto u-Japan.

U-Japan ha avuto successo nel fornire alla nazione una connessione internet veloce e nel migliorare i servizi del governo. Nelle aree come la preparazione delle tasse e l’archiviazione dei business, sono stati fatti grandi progressi e parte del merito è di u-Japan.

Ma ci sono ancora alcuni obiettivi da raggiungere come viene dimostrato dalla mediocre funzione di ricerca.

Ti faccio un esempio: Quando consulto le statistiche del governo, spesso ottengo un sacco di tabelle di Excel. Piuttosto avrei bisogno di un sistema di ricerca decente che mi permetta di combinare variabili e creare i risultati di cui ho bisogno su tabella.

L’ubiquità è una cosa buona, ma le soluzioni ubiquitarie devono inoltre essere anche user-friendly.

LA DIFFICOLTA’ DI COMPRENDERE LE SFIDE DELLA PRIVACY E DELL’IDENTITA’

InternetActu.net: Lavori con Izumi Aizu su un programma di ricerca NTT sulla privacy e l’identità. Puoi raccontarci di più sugli obiettivi di questo programma ed i suoi primi risultati?

Mito Akiyoshi: NTT è un’organizzazione molto interessante. Non ci hanno chiesto di fare ricerca per massimizzare i loro profitti su una base di breve periodo. Si sono rivolti a noi senza alcuna tabella di marcia specifica e ci hanno chiesto di raccontare loro “qualcosa di interessante sulla privacy e l’identità”. Quindi abbiamo escogitato i nostri obiettivi in volo.

Abbiamo investigato progetti di identità azionale e progetti di gestione dell’identità dei business. Mi piace pensare che il fatto che non abbiamo trovato forti tendenze sia una delle nostre principali scoperte. Non che siamo tornati a mani vuote: c’è una grossa asimmetria dell’informazione tra i diversi gruppi coinvolti. Per esempio, ho contattrato un’azienda di reclutamento per la mia ricerca, ma non sono riusciti a venirsene fuori con alcun intervistato buono perché l’argomento è troppo tecnico. Solo uno degli intervistati con cui ho parlato ha detto di essere interessato al tema della gestione dell’identità.

Il tema della privacy e dell’identità è molto importante per tutti ma è difficile far capire a tutti la sua importanza quando sono coinvolti così tanti dettagli tecnici. Sfortunatamente molte decisioni che hanno effettive applicazioni sociali vengono rimosse dal discorso pubblico e ridotte a questioni tecniche. Come si spiega la nozione di privacy di un motore di ricerca a tua nonna o persino al tuo capo? O la possibile breccia della privacy con l’introduzione del IPv6 dovuta al suo meccanismo di indirizzamento? Potrebbero non comprendere i temi, anche se sono di importanza per loro. Abbiamo trovato che non c’è un linguaggio comune per avviare una discussione produttiva sul modo in cui questi temi sono maneggiati dai governi, business, ricercatori e leader di comunità.

InternetActu.net: Punti il dito nei confronti delle forti questioni a proposito della privacy, anche se noi in Francia tendiamo a credere che queste tematiche non abbiano lo stesso impatto in Giappone per via delle differenze culturali. Le questioi di privacy in Giappone sono simili a quelle dell’Occidente?

Mito Akiyoshi: This is an interesting question. Of course Francia e Giappone sono parecchio diverse culturalmente, ma la Francia è anche molto diversa dalla Gran Bretagna, gli USA, la Germania, ed altri paesi che suppostamente costituiscono “l’Occidente”. Non voglio ignorare le differenze tra Paesi, ma vorrei bilanciare le differenze “tra paesi” e “all’interno dei paesi”. Non so se sia appropriato portare le questioni di privacy alle “differenze culturali”, ma il tema della privacy si manifesta in modo diverso in diverse società. Per esempio la creazione di profili razziali è un grosso problema nelle società con diverse minoranze. Non dico che non esista in Giappone. Ma è meno centrale qui rispetto agli USA, per esempio.

Un modo di affrontare le differenze culturali è quello di cercare problemi sociali che affliggono una società in particolare.Se i Giapponesi hanno riserve a proposito di un sistema di carta di identità nazionale, potrebbe essere perché la loro fiducia nel modo di manipolare le informazioni personali del governo è bassa. Il sistema di pensioni nazionale è mal gestito ed il suo fallimento è un grosso scandalo attualmente. Quelli a cui erano destinati i soldi della pensione non li hanno ricevuti perché l’ufficio incaricato non ha maneggiato bene i registri.

Quale genere di attitudine prevale in Francia riguardo alla tematica della privacy e quali generi di fattori — culturali, sociali, politici, o economici — possono spiegare questa attitudine? Credo di avere più domande che risposte per quanto riguarda questa domanda.

18 maggio 2008
Programma danese per l’innovazione impulsata dall’utente
Danish programme for user-driven innovation Il Danish programme for user-driven innovation (sommario Inglese) mira a rafforzare la diffusione di metodi di innovazione impulsata dall’utente, ed a contribuire a far aumentare la crescita nelle aziende partecipanti, la soddisfazione nei clienti e/o l’efficienza nelle istituzioni pubbliche partecipanti.

Il programa dovrebbe anche risultare nello sviluppo di nuovi prodotti, servizi e concetti. Finalmente, il programma dovrebbe aumentare le qualifiche degli impiegati per renderli partecipi dei processi di innovazione nelle aziende e nelle istituzioni pubbliche partecipanti.

Il programma, che ha un budget annuale di 100 milioni di DKK (13.4 milioni di euro o 20.9 milioni di USD) e dura quattro anni, dal 2007 al 2010, è amministrato da Danish Enterprise and Construction Authority, che è parte del Ministero dell’Economia danese.

Le attività sono raggruppate in tre aree: strategica, regionala, e altre aree importanti.

L’ impegno strategico riguarda tre ampie aree tematiche: (1) aree dove la Danimarca ha particolari qualità di business (per esempio tecnologia dell’ambiente e dell’energia, costruzioni, sanità, design e alimentari); (2) tematiche inter-settoriali relazionate con problemi sociali con potenziale di mercato promettente (per esempio costruzioni che risparmino energia, o la lotta contro l’obesità); e (3) aree di benessere, in particolare quelle dove il cittadino interagisce col settore pubblico (per esempio cura dei bambini e degli anziani e setorre sanitario). Sono attualmente in corso quindici progetti:

  • Indoor climate and quality of life – ulteriori informazioni in Danese
  • Service renewal in practice – user-driven service innovation in small artisanal companies – ulteriori informazioni in Danese
  • Accessible packaging for the elderly and the functionally impaired – ulteriori informazioni in Danese
  • Innofood – employee and user driven innovation in value chains – ulteriori informazioni in Danese
  • User-driven mobile community – ulteriori informazioni in Danese
  • User-driven innovation and communication of textile qualities – ulteriori informazioni in Danese
  • The future’s interactive convenience store – ulteriori informazioni in Danese
  • Future waste systems – ulteriori informazioni in Danese
  • Coherent patient process – ulteriori informazioni in Danese
  • A good life for the elderly – ulteriori informazioni in Danese
  • The healthy way – ulteriori informazioni in Danese
  • Lead user-based entrepreneurship (in collaborazione con Lego e MIT) – ulteriori informazioni in Danese
  • New product development with lead users (in collaborazione con Grundfos e MIT) – ulteriori informazioni in Danese
  • Intelligent utility – ulteriori informazioni in Danese
  • User-driven innovation and strategic design – ulteriori informazioni in Danese | Inglese

Desinova è il nome di quest’ultimo progetto, uno studio storico, sistematico e longitudinale del design strategico e dell’innovazione co-creativa nei servizi che è in corso ora in Danimarca. Si conta che i risultati del progetto abbiano implicazioni globali per l’innovazione nell’industria e nella società civile.

Gli obiettivi del progetto Desinova sono:

  • generare tre progetti di innovazione di servizi di successo;
  • rendere le aziende di servizi partecipanti più capaci di innovare nei servizi;
  • sviluppare un Service Innovation Model che spieghi come co-creano con successo il personale delle aziende di servizi, gli strateghi, la gente che si occupa di marketing, i designer, gli antropologhi e gli utenti;
  • per evolvere la raccomandazioni di politica nei business, l’educazione e la ricerca.

L’impegno regionale assicura che la conoscenza e l’esperienza con metodi per l’innovazione impulsata dall’utente viene distribuita attraverso il paese. Gli attori regionali in ognuna delle sei regioni geografiche organizzano un progetto annuale nelle regioni:

  • Copenhagen Innovation Center (Regione della Capitale) – ulteriori informazioni in Danese | Inglese
  • Handicaps – a knowledge resource to better aids (Regione del Jutland Centrale) – ulteriori informazioni in Danese
  • Tele home care – chronic patients and the collaborating health services (Regione del Nord Jutland) – ulteriori informazioni in Danese
  • Healthy meals for hospital patients (Regione del Sud della Danimarca) – ulteriori informazioni in Danese
  • Bornholm’s harbour – the hidden treasures (Isola di Bornholm) – ulteriori informazioni in Danese
  • User-driven innovation in value chains (Regione di Zealand) – ulteriori informazioni in Danese

La terza area di impegno copre applicazioni dai progetti che trattano con qualsiasi altra tematica, business ed istituzione importante, non coperta dagli impegni strategici o regionali, come la 180º Academy e il Copenhagen Institute of Interaction Design.

Ulteriori informazioni:

- Presentazione di Dorte Nøhr Andersen, Capo di Division, Danish Enterprise and Construction Authority – (pdf)

- Presentazione di Lars Bo Jeppesen, Direttore, Danish User-Centered Innovation Lab, Copenhagen Business School – (pdf)

30 aprile 2008
Microsoft sviluppa il ’senior PC’
senior PC Microsoft UK sta sviluppando un “senior PC”, che avrà un’interfaccia semplice e sarà mirato agli utenti più anziani, scrive Jane Wakefield su BBC News.

La macchina conterrà software che permette agli utenti di gestire ricette mediche così come strumenti simplificati per l’uso quotidiano, come la gestione delle foto.

La macchina, che si sta sviluppando in collaborazione con gli enti di beneficenza Age Concern e Help the Aged, è uno dei diversi progetti a cui sta lavorando l’azienda.

I progetti sono stati rivelati alla conferenza Digital Inclusion a Londra.

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24 aprile 2008
La Germania vuole diventare leader mondiale nel design per gli anziani
Stanford iTunes U Il governo Tedesco ha appena annunciato un’iniziativa di alto livello affinché il design universale e transgenerazionale raggiunga la leadership mondiale nella produzione di prodotti innovativi per gli anziani tra cui prodotti innovativi per gli anziani tra cui strategie di innovazione, sviluppo di prodotti e servizi, progetti di scuole di design, e un network di design universale.

Come indicato sul sito del Ministero Tedesco della Famiglia, gli Anziani, le Donne e i Giovani, l’obiettivo è quello di ampliare il potenziale che gli anziani possono fornire all’economia, sviluppando nuovi prodotti e servizi per gli anziani, che in cambio possono garantire lavori esistenti e creare dei nuovi, e rendendo le aziende (in costruzione, design di interni, tecnologia, design dell’informazione, turismo, ecc.) consapevoli delle enormi opportunità di questa tendenza futura e di supportarle con nuove idee.

Un comunicato stampa del 23 Aprile 2008, fornisce più dettagli sulle iniziative in programma:

Le aziende, gli esperti e le organizzazioni per i cittadini e consumatori più anziani saranno in grado di scambiarsi continuamente esperienze e idee su una nuova piattaforma nazionale, con l’obiettivo di creare una più forte integrazione dell’esperienza degli anziani, e di conseguenza prodotti migliori, che saranno utili e piacevoli per tutte le generazioni.

  • Le aziende di piccole-medie dimensioni verranno rese consapevoli delle opportunità del mercato dei cittadini più anziani attraverso workshop e forum regionali;
  • Per aumentare in numero di nuove aziende fondate da cittadini anziani, essi offriranno informazioni personalizzate e opportunità di addrestramento in collaborazione con le Camere di Commercio e le istituzioni pubbliche;
  • Una collezione di esempi “best practice” di idee di business promettenti fornirà buone idee e incoraggiamento agli anziani per aiutarli a fare il salto verso l’indipendenza.

La Germania diventerà leader nel design “trans-generational”.

  • Un network di competenze sul “design universale” raccoglie informazione e compentenze riguardanti lo sviluppo dei prodotti;
  • Le competizioni di design nelle istituzioni di istruzione forniranno ispirazione per il tipo di prodotti e di imballaggio che sono attrattivi ed utilizzabili da gente di ogni fascia d’età;
  • Una mostra itinerante mirata al grande pubblico mostrerà nel particolare esempi di prodotti ed idee di successo che sono andati oltre le generazioni.

I consumatori più anziani troveranno più facilmente prodotti e servizi che si basino sui loro bisogni e requisiti.

  • Il Governo Tedesco sta investigando se un’azienda di qualità di prodotti inclusivi per l’età possa fornire supporto agli anziani durante gli acquisti, e se possa stimolare lo svilupopo di questi tipi di prodotti;
  • Materiali di informazione, come le checklist, renderanno più facile per i consumatori più anziani il trovare i prdotti e i servizi utili all’interno dell’offerta di mercato.

L’iniziativa inizialmente andrà avanti fino al 2010.

Ecco alcuni altri link in Tedesco: – Wirtschaftskraft Alter (sito del progetto) – Project backgrounder (pdf, 12 pagine) – Design competition “Von Kopf bis Fuß” [Da capo a piedi]

11 dicembre 2007
Intervista a Hilary Cottam
Hilary Cottam Mi è costato parecchio fissare un’intervista con Hilary Cottam, Designer of the Year 2005 britannica e precedente direttrice di RED [sito archiviato], l’unità d’innovazione del Consiglio del Design del Regno Unito chiusa nel frattempo, e ora uno dei partner fondatori di Participle. Ma ne è valsa la pena.

Nei 30 minuti di intervista abbiamo discusso diverse aree che stanno a cuore a questo, incluse co-creazione con gli utenti finali, il potere del design di trasformare i servizi pubblici e provvedere un nuovo approccio all’affrontare problemi difficili come il diabete, e che ora ha a che fare in modo costruttivo con una popolazione che invecchia. Naturalmente ha anche parlato della sua nuova avventura Participle.

L’intervista è stata pubblicata sul sito di Torino World Design Capital, dove l’autore di questo blog partecipa mensilmente.

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21 settembre 2007
I robot spengono gli anziani cittadini giapponesi
ifbot Probabilmente con l’applicazione dei principi di design utente-centrico si sarebbe potuta prevenire questa sconfitta:

I dispositivi high-tech ed i robot futuristici che il Giappone aveva sperato potessero andare essere d’aiuto nella fase di invecchiamento della popolazione ha fatto presa sugli anziani, che secondo le previsioni costituiranno il 40% della popolazione a metà del secolo.

“Molte persone (anziane) non sono interessate ai robot. Loro vedono i robot troppo complicati e poco pratici. Vogliono essere liberi di girare per casa, fare il bagno, andare in bagno, tutto qui” dice Ruth Campbell, un’assistente sociale geriatrica presso l’Università di Tokyo.

La produzione giapponese ha dovuto quindi apprendere duramente che gli anziani vogliono prodotti quotidiani adatti ai loro bisogni — facilità di lettura per coloro che hanno problemi di vista, grandi tasti per persone con tremore alle mani e suoni chiari per coloro che soffrono di problemi all’udito.

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13 settembre 2007
Progettare per gli anziani: puntando sulla voce dell’esperienza
Designing for the elderly Tramite Core77, ho visitato il sito web Modern Plastics Worldwide, che contiene un ottimo articolo sul Design Universale, o “Design Inclusivo,” come lo chiamano adesso.

Data la continua crescita, mai registrata prima, del tasso di invecchiamento delle popolazioni di America, Asia ed Europa, si rendono necessari molti oggetti progettati per gli anziani.

“Come progettare per questo crescente gruppo di consumatori? Bene, suggerisce in modo non specifico Davin Stowell, CEO di product design di Smart Design (New York). Lui sostiene che i designer non dovrebbero limitarsi a produrre beni specificamente progettati per la fascia di consumatori anziani, eccetto che per prodotti specifici. “Stiamo diventando una società più giovane,” precisa, non in termini di età ma riferendosi a come le persone percepiscono se stessi.

La sua raccomandazione: pensare in termini di design ‘universale’, o meglio ancora di ‘inclusivo’. Utilizzando materiali più leggeri, combinando materiali con grandi contrasti per rendere gli oggetti più facili da vedere o in controluce, che utilizzino il soft-touch o tramite altri semplici prese: tutti esempi di aspetti di design che sono apprezzati dagli anziani ma che offrono benefici anche a tutti gli altri utenti.”

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31 agosto 2007
Insight per la società che sta invecchiando
Ageing society Riconoscendo l’importanza dell’anzianità e delle sfide ad essa connesse per il benessere di tutto il mondo, le aziende danesi TrygFonden, INDEX: e CIID hanno avviato uno studio sulla vita delle persone anziane per raggiungere una più profonda comprensione dell’anzianità e per basare su tale acquisita conoscenza la progettazione di possibili soluzioni di design.

La ricerca indaga le comuni concezioni relative alla gente anziana e sposta il focus del pensiero del design come facilitatore di sussidi e di apparecchi di intervento speciali alla ricerca di opportunità nella prospettiva socio-economica e in quella macroeconomica. I risultati cui è pervenuto lo studio, indicano la presenza di vari trend nell’area dell’occupazione secondaria, della dignità e del modo in cui gli anziani percepiscono il tempo e lo spazio.

Attraverso l’impiego di metodologie di osservazione dell’utente, di design thinking e di sintesi, abbiamo osservato e filmato, all’interno della propria casa, le persone anziane di diversi paesi: UK, US, Danimarca, India, Taiwan, Italia, Israele, Sud Africa e Colombia.

Aneddoti informativi: Insight sulla società dell’anzianità (pdf, 11.9 mb, 19 pagine)
Questo articolo inserisce i risultati nel contesto delle persone e ne estrapola le possibili soluzioni da applicare agli individui.

Aneddoti Informativi II: Design per la società dell’anzianità (pdf, 3.5 mb, 12 pagine)
Il secondo articolo si occupa di tematiche macro inerenti l’anzianità e descrive come il pensiero di design possa contribuire alla formazione di una società in cui gli anziani siano integrati in modo migliore e alla trasformazione delle difficoltà teoriche in opportunità.

In conclusione:
“La qualità della vita nell’anzianità va ben oltre il desiderrio di mere comodità per avere una vita sana, sicura e significativa. La salute e la casa sono solo una faccia delle loro necessità. Costruire e fortificare un senso di inclusione e di dignità, questo dovrebbe essere l’obiettivo dell’iniziativa pubblica così come una responsabilità sociale.”

25 agosto 2007
Una ricerca britannica mostra che i vecchi utenti del web trascorrono più tempo degli altri online
UK elderly I vecchi utenti del web sono coloro che trascorrono più tempo online di altri gruppi di utenti, secondo quanto affermato dal report annuale dell’Office of Communications britannico.

Il report di 330 pagine fornisce un’ampia visione di come gli inglesi utilizzino i vecchi ed i nuovi media, e scopre una nazione che ama i propri media, i propri gadget ed i propri ingranaggi hi-tech.

Il 16% degli inglesi oltre i 65 anni spendono circa 42 ore al mese online – più di qualsiasi altra fascia d’età.

Un altro risultato sorprendente, specialmente per i managere dei media tradizionali che guardano al futuro con i propri consumatori, consiste nel fatto che i ragazzi stiano abbandonando i vecchi media per i nuovi. Mentre fino due anni fa i ragazzi tra gli 8 ed i 15 anni guardavano i video, ora solo il 38% lo fa. Fino a due anni fa il 61% giocava abitualmente con i video game, ed oggi solo il 53%. I media che oggi riscuotno maggior successo sono internet ed in particolare i siti web di social-networking. Questo trend sembra assumere un’accellerazione quando i ragazzi entrano nell’adolescenza. Circa i due terzi dei ragazzi tra i 12 ed i 15 anni usa internet, mentre i bambini che navigano sul web tra gli 8 e gli 11 anni sono solo il 41%.”

- Leggi l’articolo della BBC
- Leggi l’articolo dell’Economist

7 agosto 2007
Fing: la prossima generazione di fondazioni internet dalla Francia
Fing Qualche volta ho seguito il blog francese di innovazione ACTU, ma solo recentemente ho saputo che questo rientra in una più grande iniziativa chiamata “Fing“. Fing (Fondation Internet Nouvelle Generation) mira a stimolare e promuovere la ricerca e sviluppo e l’innovazione nell’uso e nei servizi dell’ICT.

La presentazione di Fing è molto centrata non tanto sull’aspetto dell’innovazione tecnologica, quanto sull’obiettivo del loro progetto, ovvero quello di realizzare ed apportare miglioramenti sull’utilizzo di internet e sui servizi da questo forniti, che siano capaci di rispondere realmente alle necessità degli utenti, al loro stile di vita ed ai loro desideri.

Fing intende aiutare le corporazioni, le agenzie pubbliche, le organizzazioni educative e di ricerca a proporsi come pionieri di tale nuovo approccio all’internet del futuro.
Attraverso la collaborazione, la creatività e la sperimentazione Fing cerca, infatti, di migliorare l’efficienza del processo innovativo e, al tempo stesso, di ridurre i rischi delle parti coivolte.

Fing collabora con altre simili iniziative avviate in Europa e nel mondo. Il CEO di Fing, Daniel Kaplan, è membro dello eEurope Advisory Group della Commissione Europea.

Attualmente Fing conta più di 165 membri, tra cui: BNP Paribas, EDF, Ericsson, Eutelsat, France Telecom/Orange, Galeries Lafayette, HP, INRIA, Microsoft, i Ministeri di Educazione e Ricerca, Toshiba, etc.

Ricercando ancora informazioni su argomenti simili ho scoperto l’esistenza di altre interessanti iniziative come:

  • Villes 2.0 (Città 2.0), che mira ad aiutare stakeholder tradizionali dell’ambiente cittadino (aziende, istituzioni, enti sociali) e “attori digitali” a progettare e realizzare trasformazioni urbane e mobili attraverso la collaborazione.
     
  • Active Identities, focalizzato sull’identificazione e stimolazione delle azioni necessarie per rendere la gestione attiva delle identità digitali parte di una risorsa capace di consentire agli utenti il controllo della loro vita e realizzare progetti, divenendo fonte di innovazione e di creazione del valore.
     
  • Innovative Interfaces, progetto che mira a sviluppare interazioni dirette o indirettecon macchine o servizi digitali capaci di soddisfare le necessità di persone con “difficoltà”.
     

Sono disponibili anche numerosi video della presentazione tenuta dal Ceo di Fing, Daniel Kaplan, nel corso della conferenza LIFT07.

18 luglio 2007
Le aziende snobbano il ‘telefonino per anziani’
Life Phone La BBC riferisce che i magazzini britannici si stanno rifiutando di fornire telefonini diretti ad anziani perchè non rientranti nel proprio target di consumatori, secondo quanto affermato da un distributore di telefonini.

Stewart Smith, capo di Communic8, afferma che non ha trovato alcun network operator preparato ad associarsi con i produttori dell’Emporia Life handset.

Il telefonino dal costo di 170 sterline (320 dollari, 230 euro) presenta tasti semplici da utilizzare, un facile display ed un ben visibile interruttore rosso sul retro.

Gli enti di beneficenza per anziani hanno accusato l’industria del mobile di andare contro gli interessi degli anziani.

Il produttore Emporia, con sede principale in Austria, sta indirizzando i propri prodotti di telefonia agli over-50 ma, a dispetto di un grande e potenziale mercato, ha incontrato delle resistenze alla vendita in UK.

“Stiamo discutendo con molti rivenditori, il problema è che loro non credono che questo tipo di prodotti si adatti al loro brand,” dice Mr Smith, direttore manager del distributore britannico Communic8.

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- Guarda il video del report
- Guarda il video dei pensionati che utilizzano il telefono

18 giugno 2007
1mld di euro nelle tecnologie digitali perchè gli europei invecchino meglio
Ageing Comunicato stampa della Commissione Europea:

In risposta alle necessità della popolazione di persone smpre più anziane europee, la Commissione ha oggi adottato un Piano di Azione Europeo per “Invecchiare Bene nella Società dell’Informazione”. Questo piano è accompagnato da un nuovo programma di ricerca europeo che solleva ad oltre 1mld di euro l’investimento nella ricerca di tecnologie di comunicazione einformazione (ICT) dirette a migliorare la qualità della vita delle persone anziane all’interno della propria casa, sul posto di lavoro e nella società in generale.

Questa iniziativa contribuirà a consentire agli europei anziani di rimanere attivi più a lungo e di vivere indipendentemente. Loro promettono tre vincite per l’Europa: miglioramento della qualità della vitae partecipazione socilae per europei anziani, nuove opportunità di business per le aziende europee e servizi sociali più efficenti e personalizzati.

Nel 2020 il 25% della popolazione europea sarà composta da over 65. La spesa sulle pensioni, sulla salute e sulla cura di lungo termine si prevede che aumenti dal 4 all’8% del PIL nei prossimi decenni, triplicandosi nel 2050.

ICT contribuirà a rendere gli anziani più attivi e produttivi; a coinvolgerli nella società attraverso servizi online più accessibili; ed a migliorare la loro qualità della vita.

La maggiorparte degli anziani, tuttavia, non apprezza ancora i benefici dell’era digitale, solo il 10% sa utilizzare internet. Gravi problemi di vista, di udito o di abilità, comportano frustrazione per gli sforzi impiegati.

In risposta il Piano d’Azione di oggi mira a:

  • Superare le barriere tecniche e regolatorie allo sviluppo del mercato, tramite valutazioni di mercato e agevolando lo scambio di best practice tra gli Stati Membri;
  • far crescere la consapevolezza, e costruire un consenso attraverso la cooperazione nel 2007 degli stakeholder e grazie alla creazione di un portale internet di best practice,
  • accelerare la raccolta attraverso una serie di progetti pilota ed uno schema europeoper case intelligenti e applicazioni indipendenti;
  • amplificazione di ricerca e di innovazione supportando sin da subito il programma di ricerca dedicato allo “ambiente di vita assistito”.

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(via eGov monitor)