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  Articoli della categoria 'Africa'
15 Maggio 2008
EMweekly /2
EMweekly Le iniziative di Sanità che utilizzano i cellulari in maniera innovativa stanno aumentando attraverso l’Africa Sub Sahariana. Innanzitutto, ci sono notizie su un servizio gratuito grazie al quale la gente senza accesso immediato ad un consiglio medico può chiamare e parlare con un dottore in determinate aree remote. A supportare questa iniziativa in Kenya, Tanzania e Uganda c’è la filiale della Zain Celtel in collaborazione con Ericsson, il cui programma include l’addestramento di operatori sanitari per la raccolta di informazioni basiche utilizzando dispositivi gratuiti ricarcabili tramite energia solare e contenenti informazioni sul pronto soccorso, sul parto ed altro. Ericsson ha avviato un programma simile focalizzandosi sulla mortalità infantile in collaborazione con MTN in Rwanda. A Ghana, un studente di medicina della NYU ha avviato un network sociale per medici sul network dei cellulari per poter collaborare tra di loro velocemente e con facilità per scambiarsi seconde opinioni e le ultime informazioni sulla sanità..

La crescita economica del Brasile tra i mercati emergenti del BRIC è stata spesso oscurata da quella della Cina e dell’India ma le ultime notizie la collocano fermamente di nuovo in primo piano. Da un esuberante report del Guardian:

La valuta brasiliana ha recentemente raggiunto un picco di nove anni contro il dollaro, l’inflazione è sotto controllo e milioni di brasiliani sono stati spinti verso una nuova classe media. Settimana scorsa, nel frattempo, il Brasile è stato premiato con lo status di “investment grade” dall’agenzia di valutazione finanziaria Standard & Poor’s, mandando le azioni del paese al loro picco più alto di sempre.

In seguito all’annuncio, il presidente brasiliano, Luiz Inácio Lula da Silva, ha detto: “Se traduciamo questo in un linguaggio che la gente brasiliana capisca, significa che il Brasile è stato dichiarato un paese serio, che ha politiche serie, che si cura delle sue finanze con serietà e per questo meritiamo fiducia internazionale.”

In molti dei villaggi e delle cittadine dell’Africa, delle fumose lampade di kerosene sono tutto quello che tiene a bada l’oscurità dopo il tramonto. Tuttavia, il kerosene è una fonte di luce pericolosa e costoso per gli africani che non hanno accesso all’elettricità — circa tre quarti degli abitanti del continente, stando alla Banca Mondiale. La conferenza Lighting Africa 2008 ha appena avuto luogo ad Accra, Ghana la scorsa settimana e tra diverse altre soluzioni di energia rinnovabile c’era un’utilizzo innovativo dei rifiuti per generare energia elettrica prposto da un gruppo di studenti africani di Harvard.

Immaginate che il più grande operatore di telefonia mobile indiano si unisse a quello africano. L’Economist suggerisce che Bharti Airtel di Sunil Mittal potrebbe stare avviando dei dialoghi esplorativi con MTN di Sud Africa. Mentre Arun Sarin della Vodafone nega tutti i rumori sul considerare un legame di competenza, tenete a mente che anche Mittal li aveva negati appena settimana scorsa. In ogni caso, sembra indicare ad una convergenza globale che va oltre il semplice apperecchio telefonico.

L’OLPC (One Laptop per Child o il laptop da $100) è stato molto discusso ultimamente in particolare dal momento che potrebbe non essere più ‘open source’. Teemu Leinonen fa un passo indietro dal paradigma PC/software ed esplora approcci alternativi all’educazione mentre Jon Camfield discute un approccio completamente nuovo alla sua distribuzione. Chiamandolo approccio dal fondo della piramide che è meno top down e più focalizzato sugli utenti finali stessi, Camfield pone una domanda interessante,

Tutto questo va bene ed è buono, ma continua una supposizione che sto cercando di aprire per dibattere — il sistema educativo è il miglior modo di distribuire i laptop OLPC XO per creare sviluppo sostenuto?  Cosa diventerebbe il progetto OLPC se passasse ad un approccio di fondo della piramide di distribuzione della tecnologia con l’obiettivo complessivo di migliorare le comunità chiudento il “digital divide”?

EMweekly (edizioni precedenti) è una raccolta di notizie sui Mercati Emergenti curata da  Niti Bhan e David Tait (di Emerging Futures Lab).

EMweekly si focalizza su un’ampia selezione di notizie, link e articoli così come analisi e articoli di approfondimento sul mondo in via di sviluppo. Potete leggerlo su Putting People First, o ricevere EMweekly via rss o email.

Gli aggiornamenti sulle notizie dei mercati emergenti riflettono la estesa ricerca e le capacità di Experientia nei mercati di consumatori emergenti nelle nazioni in via di sviluppo come l’Africa Sud Sahariana, e Asia del Sud/Sud Est ecc.

Questa nuova offerta si fonda su una recente collaborazione strutturale tra Experientia e tre specialisti dei mercati emergenti  — Niti Bhan (base a Singapore), Claude Martin (base in Francia), e David Tait (base in Sud Africa) — e su un ampio progetto di ricerca in Africa che abbiamo appena portato a termine per una grande azienda di tecnologia.

1 Maggio 2008
Come gli utenti della Nokia impulsano l’innovazione
Nokia Beta Labs Business Week scrive su come le applicazioni online come Sports Tracker e Nokia Beta Lab, permettano al gigante Finlandese della telefonia di raccogliere idee degli utenti di tutto il mondo, e virtualmente gratis.

“Sports Tracker è un esempio di come Nokia abbia iniziato a esperimentare con l’innovazione generata dall’utente. Questa è la premessa dietro a Nokia Beta Labs, un sito dove il produttore di telefoni Finlandese permette agli utenti di testare gli ultimi software smartphone. Anziché avere gente che registri video sciocchi per YouTube o che inventi frivoli gruppi di pressione su Facebook, possono aiutare a rendere l’Internet mobile più utile.

“Beta Labs è parte di una più ampia spinta da parte della Nokia per collaborare con i clienti e i partner al servizio dell’innovazione. Su Nokia.com l’azienda permette agli utenti di condividere e valutare le applicazioni che hanno creato comer screen-saver e giochi. E lungo lo scorso anno, i designer Nokia sono andati nel mondo in via di sviluppo per chiedere agli utenti di abbozzare i loro cellulari ideali. Entro la fine dell’anno, ci si aspetta che più della metà della popolazione mondiale abiti in aree urbane, quindi per sfruttare questa mega-tendenza i ricercatori della Nokia hanno visitato le bidonville a Mumbai, Rio de Janeiro, e Accra a Ghana.”

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12 Aprile 2008
Jan Chipchase sul New York Times Magazine
Jan Chipchase Chipchase sbarca sulle pagine del New York Times Magazine.

L’antropologo dell’utente della Nokia Jan Chipchase sta diventando molto popolare. Un giorno dopo il The Economist, uno dei più grandi quotidiani al mondo ha appena pubblicato uno speciale di 6.000 parole su du lui, nella sua rinomata Magazine.

“Chipchase ha 38 anni, uno slanciato nativo della Gran Bretagna la cui ampia fronte e le sue alte sopracciglie si combinano per dargli l’aria di qualcuno che si sorprende facilmente, il che nel suo lavoro è di certo vantaggio. Negli ultimi sette anni, ha lavorato per l’azienda di telefonia finlandese Nokia come “ricercatore sul comportamento umano”. Viene anche definito “antropologo dell’utente”. Per uno straneo, il lavoro può sembrare decisamente obliquo. La sua missione, definita a grandi linee, è quella di osservare la vita di altra gente, accumulare tutta l’informazione possibile sul comportamento umano per poter fornire informazioni utili all’azienda — alle squadre di designer e tecnologi e gente che si occupa di marketing che potrebbero non aver mai messo piede da un barbiere Vietnamita ma che apprezzerebbero immensamente che quel barbiere un giorno comprasse un Nokia.”

Jan, complimenti!

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6 Aprile 2008
Progettare per il prossimo miliardo di consumatori
Next billion Niti Bhan e David Tait, che sono specializzati in ricerca e strategia per i mercati emergenti, hanno collaborato recentemente con Experientia su un’approfondita ricerca etnografica in Africa.

Anche se non possiamo rivelare il nome del cliente ne il tipo di ricerca, Niti e Dave hanno condensato le loro considerazioni su quello che significa progettare per i mercati emergenti su un lungo articolo per Core77.

“Recenti osservazioni sul settore dello stile di vita e del comportamento degli acquirenti dei gruppi socio-economici più poveri dell’Africa ci hanno portato alla conclusione che i loro criteri nella scelta dei prodotti e nelle decisioni si basano  su un set di valori completamente diverso da quello che influenzano il design della maggior parte dei prodotti per il consumo di oggi. Una combinazione di fattori come la cultura e la storia locale, così come l’esperienza quotidiana di  fare i conti con una vita di avversità, portano ad un punto di vista diverso nel fare acquisti.” […]

“Semplicemente adattare tecniche e strumenti provenienti dai mercati esistenti non servirà; devi costruire da zero e aggiornare tutte le tue supposizioni. Cominciare dall’inizio significa progettare prodotti ed strategie che siano rilevanti ed enfatizzino i valori importanti per il tuo nuovo cliente.”

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Non vediamo l’ora di collaborare di nuovo con loro in futuro.

12 Marzo 2008
L’Art Center College apre un dialogo globale
Global Dialogues Il mondo del design e dell’innovazione è cambiato molto nell’ultima decade. Le sfide sono più complesse, intricate e sistemiche, e di conseguenza richiedono un approccio sempre più olistico e multidisciplinare, specialmente nell’educazione.

O nelle parole di Richard Koshalek, presidente dell’ Art Center College of Design:

“I requisiti educazionali di settori complessi come il design, assieme ai progressi della tecnologia e delle comunicazioni, richiedono che i college e le università distribuiscano conoscenza ed esperienza a livello globale.”

La rinomata Art Center College of Design sta puntando a qualcosa di molto ambizioso - sta uscendo dal suo spazio fisico, e sta creando una serie di quello che definirei “open innovation forums” su scala globale, tutti con l’obiettivo di “sviluppare la gente”.

Settimana scorsa sono stato invitato (grazie, Rudy) a prendere parte ad uno di essi: l’evento Disruptive Thinking a Barcellona.

L’evento di Barcellona, organizzato in collaborazione con la scuola di economia ESADE, è il primo di una serie di dialoghi globali che l’Art Center sta organizzando in diversi continenti e online.

Un impegno sociale

L’Art Center ha un iniziativa che mi piace molto: designmatters. Inaugurata nel Dicembre del 2001, Designmatters presso Art Center esplora i benefici sociali e umanitari del designe e del business responsabile.

Designmatters è una parte cruciale del Progetto Barcellona: le collaborazioni con le istituzioni educative, civiche e culturali specialmente nei temi sociali ed umanitari sono un obiettivo chiave.

Uno dei temi che il progetto Barcellona vuole affrontare in particolare è quello del ruolo del desgin nelle città, che “dev’essere ridefinito d’accordo ai principi della sostenibilità — non solo in relazione con l’ambiente, ma anche in termini di produzione e condumo di energia, prosperità economica, giustizia sociale e sviluppo culturale”. E così dovrebbe essere.

Cercare di pensare in modo dirompente

Gli organizzatori hanno cercato “pensatori e professionisti ‘dirompenti’ che — nonostante comporti diversi rischi — portino energia vitale da incidere a questi argomenti e li spingano in nuove e produttive direzioni per la società.”

L’evento è stato presieduto dal giornalista britannico Richard Addis, che ha selezionato principalmente presentatori britannici per ognuna delle sei sessioni.

Josh Nakaya, uno studente di product design dell’Art Center ha fatto davvero un ottimo laboro nel mettere su blog la conferenza, e poi aggiungendo le risposte. Sono disponibili anche dei video streams. Quindi faro riferimento a questi riassunti e video sui miei commenti in seguito. C’è anche un sito con l’intero schieramento di speakers.

Ecco le sei sessioni:

Cambiamento climatico [riassunto - risposte - video]

In questa prima sessione Harry Eyers del Financial Times ha conversato con Peter Head di ARUP e Sara Wheeler, una scrittice sull’ambiente.

Harry Eyres ha iniziato con la domanda: “La minaccia e la realtà del cambiamento climatico possono essere di ispirazione per riprogettare il modo in cui viviamo?”

Alla fine non è stato detto niente di nuovo o dirompente, ma Sara Wheeler ha fatto una forte dichiarazione che ho apprezzato molto: “Il cambiamento climatico è ormai parte dell’esperienza umana, di quello che è essere umano. Bisogna riflettere veramente su questo.” Ha anche dato il tono giusto per avviare la conferenza con questo tema ambientale.

Geopolitica [riassunto - risposte - video]

Richard Addis ha presieduto la sessione di geoplitica. La sua scelta degli ospiti è stata inusuale ma sicuramente difendibile: Ron Haviv che è un fotografo giornalista di guerra (con un sito degno di nota), e Bernard Tabaire, il coraggioso, considerato ed altamente eloquente redattore del giornale dell Uganda The Monitor, che continua a finire nei guai con le autorità dell’Uganda. Mi è piaciuta l’idea di parlare di geopolitica con gente che vive gli effetti di queste scelte nelle loro vite quotidiane.

Nonostante Richard sia partito con la giusta dichiarazione (”la politica riguarda la leadership”), la discussione è degradata velocemente in idee piuttosto (forse dirompenti ma decisamente) irrealistiche di cambiamento, come abolire gli eserciti o i politici, sottolineate da taglienti critiche sui comportamenti dei governi.

Riflettendoci, sono completamente d’accordo con quello che Josh Nakaya ha scritto nella sua risposta.

Business [riassunto - risposte - video]

Questo è stato il dialogo più breve: Lynda Sale, partner di Sale Owen, consulente di marketing e artista ha discusso di pensiero dirompente nel business con Alfons Sauquet, preside della scuola di economia ESADE.

Sauquet sostiene che le aziende devono riconsiderare se stesse in modo da provvedere un ambiente che attragga la gente migliore in modo di dare luogo all’innovazione.

Scienza [riuassunto - risposte - video]

Questa è stata senz’altro la sezione migliore, se c’è un video che dovete vedere è questo. La sessione è stata presieduta dallo scrittore Robert Matthews che ha portato come ospiti la fisica teoretica Fotini Markopoulou, l’astronomo David Hughes e il matematico David Orell.

A parte alcuni pensieri più dirompenti (perchè non ci dovrebbe essere un conferenza sul pensiero dirompente su un pianeta distante 400 anni luce da noi?), i tre scienziati hanno sottolineato quanto poco sappiano adesso di quello che credevano di sapere agli inizi delle loro carriere. Questo certamente implica, come ha detto l’astronomo David Hughes , un profondo senso di umiltà, una lezione non solo per i scienziati.

Fede [riassunto - risposte - video]

Bigna Pfenninger, redattore fondatore di The Drawbridge, ha invitato lo scienziato accademico Charles Pasternak e la cordiale egittologa Joann Fletcher.

Da questa sessione si sono sviluppate principalmente tre linee di pensiero: la spiritualità non può essere messa da parte semplicemente come illusione; è impossibile capire molte parti del nostro mondo e della nostra storia senza capire o apprezzare i nostri sistemi di credenze; e la fede - che sia considerata un placebo o meno - è così forte da condizionare le circostanze.

Sono d’accordo con i commenti di Josh Nakaya su questa sessione, vorrei aggiungere che la fede qui è stata interpretata in modo piuttosto ristretto esclusivamente come credo religioso o spiritualità. Tuttavia ognuno di noi ha delle credenze, convinzioni, presupposti, che non sono giustificati dai fatti. Costruiamo credenze per gestire il nostro mondo. Ma il nostro mondo spesso cambia più velocemente di queste credenze, il che porta a tutti i tipi di frizioni, con gente che lotta battaglie del passato, o politici che fanno decisioni sul futuro basandosi su sistemi di credenze che sono stati definiti da fatti ed esperienze passati da decine di anni.

Design [riassunto - risposte - video]

Finalmente, Stephen Bayley, il quale è un commentatore di design e fondatore del Design Museum, ha avuto tre ospiti: Blaise Agüera y Arcas, un architetto presso Microsoft Live Labs, architetto di Seadragon, e co-creatore di Photosynth, Chris Lefteri, un esperto di materiali e product designer, e Thom Mayne, architetto e fondatore di Morphosis.

Si è dedicato molto tempo alla discussione di concetti astratti come la bellezza o la permanenza, mentre altr idee — la rilevanza del pensare in termini di ecosistema al design, concetti come il coinvolgimento o il mistero, e come al giorno d’oggi siamo sempre più guidati dall’esperienza dell’interazione — sono stati toccati ma non approfonditi.

In breve

L’andamento dell’evento non è stato l’ideale: alcuni dei presentatori non hanno condotto molto bene le loro sessioni, non tutti avevano idee rilevanti da contribuire, e non sempre c’era un collegamento tra il pensiero dirompente ed l’argomento discusso, e non sempre era chiara la direzione che si voleva seguire.

Ho anche riflettuto su fino a quale punto ho effettivamente sentito dei temi innovativi, o sul fatto che le cose che ho sentito si potessero trovare facilmente su un libro o una buona rivista.

La risposta è probabilmente sì. Ma il libri e le riviste sono monologhi per natura. Questo era nella teoria e nella pratica una serie di dialoghi. All’inizio di questo articolo ho scritto che questo evento di Barcellona fa parte di un’ampia strategia di collaborazioni aperte, comunicazioni aperte e di impegno sociale. Questo non solo è un’approccio lodevole e di valore, ma è anche altemente rilevante e opportuno nella società contemporanea. Abbiamo bisogno di più di queste iniziative. Certo, devono essere messe a punto e migliorate, ma in sostanza abbiamo bisogno di dialogo e collaborazione tra le discipline, tra le diverse parti della società, tra le diverse parti del mondo. Il mondo è diventato troppo complesso per permettere ad ognuno di noi di capire le cose da soli.

E secondo me questo era il vero significato di queste Conversazioni Globali.

Spero anche che l’Art Center porti a termine il suo impegno di continuare le conversazioni online, per avere un dialogo continuo. Il blog dell’evento per adesso è basicamente morto. Probabilmente questo non è lo strumento giusto - bisogna sviluppare uno nuovo.

E gli Stati Uniti?

L’Art Center è una scuola americana, con base a California. Come posso partecipare alle conversazioni globali? Molti degli eventi si svolgono in California: il recente summit di due giorni su Sistemi, Città e Mobilità Sostenibile e la prossimaconferenza Serious Play.

24 Febbraio 2008
I nostri cellulari, noi
Disruptive Thinking Il Washington Post riflette sul cosa significhi che attualmente ci siano un cellulare per ogni due persone sulla Terra.

“Da essenzialmente zero, siamo passati allo spartiacque di più di 3.3 miliardi di cellulari attivi su un pianeta di circa 6.6 miliardi di abitanti in 26 anni. Questa è la più veloce diffusione globale di qualsiasi tecnologia nella storia dell’uomo — persino più veloce del vaccino antipolio.” […]

“Il cellulare è la maniera in cui sta avendo luogo la coesione sociale. Esso stringe i legami tra noi”, dice Ling, un americano che fa ricerca sulle conseguenze sociali della telefonia mobile per la Telenor, l’azienda di telefonia globale di Oslo. […]

“Il cellulare ci permette di creare quella sfera locale” che era il marchio di fabbrica dei villaggi pre-industriali, dice Ling. Le cerchie del cellulare tendono ad essere piccole e piene di gente che “sanno che cosa fai, chi sei, cosa c’è nel tuo frigo. Questa è una forma di essere unito alla società. Ha un effetto socializzante.”

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4 Febbraio 2008
Il portale Internet africano
Cell phones keep Kenyans in touch Nicole Ferraro investiga in un lungo articolo per Information Week se i cellulari e altri dispositivi wireless economici possono chiudere la divisione digitale nei paesi più poveri del mondo.

“Per il mondo in via di sviluppo, l’esperienza Internet sarà wireless”, dice Susan Schorr, alla testa del International Telecommunication Union’s Regulatory and Market Environment Division. Il 61% dei 2.7 miliardi di utenti del cellulare si trovano nei paesi in via di sviluppo, rispetto al 10% del miliardo di utenti di Internet, dice Schorr.

Le comunità e i mercati online stanno emergendo in Africa, che conta con più della metà dei paesi più poveri al mondo, con gente che usa cellulari low-cost anzichè PC per connettersi. Loro stanno fornendo informazioni essenziali per i lavoratori basati nella comunità, connettendo i contadini con le reti di scambio per i loro raccolti e merci, e più in generale, provvedendo accesso ad informazioni politiche e sociali che stanno cambiando la vita della gente.

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L’articolo sembra essere la sistesi di un articolo più lungo, “The Internet and the Developing World“, pubblicato su InternetEvolution, come parte di una serie di otto articoli riguardanti il futuro di Internet.

22 Gennaio 2008
Resoconti di ricerca sull’utente della Nokia per i mercati emergenti
Phone in Kenya Nokia ha annunciato oggi il lancio di due cellulari che offrono una gamma di funzioni e colori mirati ai consumatori dei mercati emergenti. E’ interessante come loro siano stati progettati dietro ad una estesa ricerca sugli utenti.

Nokia 2600 classic per la personalizzazione

Il Nokia 2600 classic permette ai consumatori di caratterizzare il loro cellulari con cover colorate e Xpress-on completamente variabili e con suonerie MP3, e presenta anche un buon numero di funzioni per l’intrattenimento, incluse una radio FM e una camera VGA.

“Mentre la sensibilità ai costi e un elemento importante nella creazione di dispositivi mobili per i mercati emergenti, la risposta travolgente che riceviamo dai consumatori di questi mercati è che loro vogliono che i loro cellulari complementino la loro personalità e che offrano una certa varietà di colori e di funzioni di intrattenimento”, dice Alex Lambeek, Vice Presidentw, Entry Devices, Nokia.

Nokia 1209 per la condivisione del telefono

Stando a una recente inchiesta della Nokia tra i consumatori dei mercati emergenti [portata a termine in India, Cina, Brasile, Pakistan, Vietnam, Russia ed Egitto], sta emergendo una nuova tendenza: la condivisione di telefoni. Più del 50% degli intervistati in India, Pakistan e circa il 30% in Vietnam ha risposto che condivide o condividerebbe il proprio cellulare con la famiglia o gli amici - una cifra che contrasta col comportamento di consumatori dei mercati più maturi.

“La condivisione del telefono è una tendenza logica - sempre più famiglie stanno comprando un cellulare da condividere e non solo per il capo famiglia. In più, le fotocamere digitali stanno velocemente diventanto popolari in questi mercati, e fare e condividere immagini digitali sta diventando comune”, aggiunge Lambeek. “In risposta, Nokia ha sviluppato diverse qualità innovative come la rubrica multipla per supportare la condivisione di cellulari, e abbiamo aggiunto tecnologie come il Bluetooth ad alcuni modelli per rendere il trasferimento delle immagini e delle suonerie facile e accessibile.”

Il secondo modello introdotto oggi, il Nokia 1209, offre una funzione di gestione delle spese per rendere la condivisione facile e conveniente. Le innovazioni includono un idicatore prepagato, un’applicazione che segue le spese e la rubrica multipla - che permette la creazione elenchi di contatti personali di duecento numeri per un massimo di cinque persone.

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Nokia adesso ha anche un apposito sito dedicato alla ricerca sull’utente e al design di cellulari per i mercati emergenti, con PDF da scaricare e materiale video.

14 Gennaio 2008
I cellulari portano il :-) nell’Africa remota
Namibia Stephanie Hanes, una corrispondente del Christian Science Monitor, scrive su come la determinata industria della Namibia riesca a gestire qualsiasi disastro col cellulare.

“I cellulari si trovano nelle più profonde aree rurali dell’Africa”, dice Saadhna Panday, del South Africa’s Human Sciences Research Council. “Più gente ha maggiore accesso al cellulare piuttosto che alla linea fissa.”

Il modo in cui la gente usa e si preoccupa dei suoi cellulari è diversa da quella del facoltoso occidente BlackBerry-dipendente. Qui, la gente manda sms ai suoi amici, ma usa anche i cellulari per effettuare operazioni bancarie e organizzare manifestazioni politiche. Nelle aree in cui non c’è la TV, gli agricoltori usano i telefoni per ottenere notizie sull’agricoltura e sul meteo. (Il Kenya Agricultural Commodity Exchange, per esempio, manda messaggi con gli aggiornamenti dei prezzi sul mercato). Nelle cittadine, gli imprenditori monteranno cabine per telefoni cellulari, dove i passanti potranno utilizzare il servizio per un prezzo un pò più elevato.

In tutti questi modi, dice Panday, i cellulari hanno aumentato il networking tra gli africani e hanno abbassato “la divisione digitale” globale tra i più e meno abbienti.”

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11 Dicembre 2007
Cosa succede ad un laptop di 100$ quando viene veramente utilizzato?
The face of the $100 laptop A quanto pare ogni genere di cose, come viene descritto su questo articolo rivelatore sulla BBC, commentato poi da Bruce Nussbaum di Business Week:

- Leggi l’articolo della BBC
- Leggi il commento di Nussbaum

Il progetto chiaramente soffre di un approccio top-dow, dove “progettare per” è il paradigma piuttosto che “progettare con” o “progettare da”. Per quanto ne so non c’è stato nessun analisi dei bisogni strutturati, nessuno studio contestuale, niente etnografia ne ricerca qualitativa. Un apporccio del genere non può che portare a conseguenze inattese e potrebbe potenzialmente mettere a repentaglio il progetto stesso. Ci sono molte lezioni da imparare qui HERE, dal team OLPC (”un laptop per bambino”), ma anche da qualunque azienda che cerchi di portare soluzioni progettate per “utenti finali” che poi risultano avere bisogni diversi.

Ma certamente, possiamo sempre dare la colpa a quegli “utenti finali” anzichè imparare alcune importanti lezioni, e ho paura che questo farà parte sicuramente del dibattito che seguirà.

11 Dicembre 2007
Niti Bhan: design per i mercati emergenti
Phone use in Africa Niti Bhan è una regolare fonte di ispirazione per questo blog col suo sito, su Core77, e altrove. Lei è una pensatrice profonda e ha fatto delle considerazioni di molto valore sul contributo del design ai mercati emergenti.

Per questo motivo le ho chiesto di scrivere un piccolo articolo per il sito di Torino 2008 World Design Capital precisamente sul quell’argomento. Lei ha accettato e ha scritto un gran articolo.

Leggi l’articolo

3 Dicembre 2007
Jan Chipchase presso la conferenza TED
Jan Chipchase La conferenza TED ha pubblicato il video dell’intervento dell’ “antropologo dell’utente” della Nokia Jan Chipchase nel Marzo di quest’anno:

Guarda il video

3 Dicembre 2007
Nokia prevede che controllerete il 25% dell’intrattenimento entro il 2012
Nokia L’ultimo studio della Nokia, ‘A Glimpse of the Next Episode’ (trad. ‘Una Sbirciata alla Prossima Puntata), prevede che entro cinque anni un quarto di tutto l’intrattetimento verrà creato, editato e condiviso all’interno di gruppi di persone con interessi comuni invece che venire dai tradizionali gruppi di media.

- Leggi tutto l’articolo (MobileCrunch)
- Leggi il comunicato stampa (Nokia)

3 Dicembre 2007
La rete mobile NON sta aiutando il mondo in fase di sviluppo… e cosa possiamo fare noi a proposito di questo
Africa phone Secondo Niti Bhan, il post di Nathan Eagle sulle limitazioni dell’attuale percezione dell’esperienza di internet mobile per il mondo in via di sviluppo “colpisce sul segno ed è il più perspicace che abbia mai incontrato”.

Leggi l’articolo

A proposito, assicurati di dare uno sguardo al sito di EPROM:

EPROM (Entrepreneurial Programming and Research On Mobiles), parte del Programma per l’Imprenditoria dello Sviluppo all’interno del laboratorio del MIT, che mira a promuovere la ricerca e l’imprenditoria legate alla telefonia mobile. I telefoni cellulari di oggi sono progettati per andare incontro alle necessità del mondo occidentale. Nonostante ciò, gli usuari dei paesi in via di sviluppo rappresentano oggigiorno la maggior parte degli utenti dei cellulari al mondo. Crediamo che l’adozione di nuove tecnologie e servizi all’interno di questo vasto, emergente mercato guiderà l’innovazione e aiuterà a dare forma al futuro della telefonia mobile.

27 Novembre 2007
Web cellulare: così vicino eppure ancora così lontano [The New York Times]
Mobile web Un articolo del New York Times cita recenti sondaggi che sfidano l’idea che gli smartphones siano pronti per il loro grande momento da protagonisti:

Lo Yankee Group, una società di ricerca di Boston, ha condotto alcuni sondaggi da cui risulta che solo il 13% degli utenti di telefoni cellulari nel Nord America utilizzano i loro telefoni per navigare in internet più di una volta al mese, mentre il 70% dei fruitori di computer visitano siti web ogni giorno.

“L’esperienza dell’utente è stata disastrosa,” dichiara Tony Davis, socio amministratore di Brightspark, una azienda a capitale di rischio di Toronto che ha investito in due società di web cellulare.

Nonostante molti telefoni cellulari abbiano una qualche forma di accesso ad internet, sono perlopiù difficili da usare - solo il trovare uno spazio in cui digitare un indirizzo internet può essere una sfida. E una volta trovato, si noterà che la maggiorparte dei contenuti web non rendono bene sullo schermo dei telefoni.

Leggi l’articolo

28 Settembre 2007
Una rivoluzione del settore mobile sta avvenendo nei paesi in via di sviluppo
Phone use in Africa La mobile platform sta assitendo ad una rivoluzione nei paesi in via di sviluppo — come la vita delle persone — con l’Africa adesso più avanzata rispetto al resto del mondo per quanto concerne il mobile banking. Le sfide dell’esperienza dell’utente stanno cominciando solo ora ad essere indirizzate.

Qualora si desiderasse tenere il passo sullo sviluppo di tale settore, sarebbe utile consultare queste storie risalenti solamente all’ultima settimana:

Un recente reportspeciale sul Business Week tratta di come i telefoni cellulari stiano accendendo speranze e crescita dell’economia nelle nazioni emergenti e non. Il report analizza in particolare l’impatto micro- e macro-economico di questo sviluppo, e cosa questo comporti per gli imprenditori locali ed i maggiori operatori mobili. Il report inoltre mostra un online extra sull’utilizzo del telefono cellulare oda parte di artigiani e commercianti nell’India rurale, una sintesi grafica ed uno slideshow;

Il Reuters dedica spazio ad una storia sul boom del beeping in Africa, quali sono le pratiche sociali, e come questo fenomeno stia spingendo gli operatori mobili ad innovare i propri servizi;

Un post sul blog di Vodafone R&D Betavine relativo al servizio Mukuru Kash che come Paypal immagazzinerà i crediti pagati loro oline per poi fornire un voucher che può essere fornito come pagamento al distributore di benzina;

Il prossimo: colmare il digital divide, un post recente di Niti Bhan, in cui sviluppa un quadro completo sullle attività volte a colmare i digital divide tra coloro che dispongono di tecnologia digitale e coloro che invece non la posseggono, e si chiede cosa accadrebbe se tutte le persone dei paesi in via di sviluppo potessero accedere ad internet dai loro dispositivi mobili;

In un post recente sul mobile banking, Barbara Ballard di Little Springs Design ci guida attraverso tre blog su questo tema: Mobile Banking (news ed analisi di Brandon McGee, VP incaricato di mobile banking), Mobile Money & Banking, e Mobile Banking, il blog di Hannes van Rensburg, CEO di Fundamo, fornitore di mobile banking provider nel Sud-Africa.

Da notare che tutti i lavori di ricerca sull’utente di Jan Chipchase ed altri sembrano avere ripagato: Nokia domina il settore del mobile handset in India con una straordinaria quota di mercato del 74%.

17 Settembre 2007
L’antica tradizione dello storytelling marocchino, minacciata dalla tecnologia dell’intrattenimento
Moroccan story-teller BBC News riporta un breve video molto interessante su come la tradizione dello storytelling delle strade del Marocco sia minacciata dalla tecnolgia di intrattenimento domestico e della mancaza di giovani che mandino conservino tale usanza.

La diffusione della tecnologia di intrattenimento - DVD, TV satellitare, giochi del computer - costituisce la peggiore minaccia per l’antica tradizione, l’unica salvezza sembra essere costituita da un progetto di conservazione dell’Unesco, accessibile dal web.

Con tutta l’importanza che oggi viene attribuita allo storytelling all’interno dell’experience design, come mai le sue origini storiche rischiano di andare perdute? Non esiste un modo per salvaguardare l’importanza di queste persone anche attraverso la tecnologia di intrattenimento così da rendere tale attività nuovamente attraente per la nuova generazione?

Guarda il video (2:32)

11 Agosto 2007
Il direttore della Nokia design sui mercati emergenti
Nokia 1208 Antti Kujala, direttore design della sezione di Espoo di Nokia, in Finlandia, è responsabile dello sviluppo strategico e di design dell’azienda. In un’intervista a Nuova Delhi con Nandini Lakshman del Business Week, tratta le sfumature del design nei mercati emergenti e dei futuri trend del design del mobile.

Alla domanda in merito al ruolo ricoperto dall’etnografia all’interno della grande aziende di telefonia presso cui lavora, Antti Kujala risponde che questa metodologia si innesta nella prima fase del processo e prevede che antropologi e psicologi trascorrano del tempo con le persone per studiarne il comportamentop ed il modo di comunicare, in modo da rilevare trend emergenti.

Gli stessi design spesso ricercano il contatto con le persone, per comprendere il mondo per cui stanno progettando un determinato prodotto. Questa pratica consente di modellare il design basandosi sulle necessità delle persone.

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20 Luglio 2007
Approfonditi report etnografici sull’uso dell’ICT nelle comunità a basso reddito
Internet cafe in Ghana Il Dipartimento per lo Sviluppo britannico ha pubblicato un studio approfondito, realizzato da ricercatori di Università britanniche ed australiane, in merito ai benefici sociali ed economici dell’Information and Communication Technology (ICT) nelle comunità a basso reddito di paesi come Jamaica, India, Sud Africa e Ghana.

Il sito di antropologia australiano Culture Matters riferisce che “i working paper realizzati rinforzano i benefici dell’approccio etnografico applicato nel mondo,” ma questo approccio è anche “sempre interpretato come un utile contributo per la realizzazione di sane politiche di sviluppo.”

“Uno dei più convincenti è lo studio effettuato in Jamaica da Daniel Miller e Heather Horst, che “giustappone la realizzazione delle tradizionali politiche di ICT in Jamaica con i risultati etnografici, e svela che le assunzioni fatte sull’utilizzo di internet dai governi e dall’NGOs internazionali divergono significativamente dalla realtà. […] L’intero report è colmo di esempi sull’abilità dell’etnografia di controllare (e spesso di smentire) il senso comune dei benefici percepiti sulle nuove tecnologie.”

I report del Ghana di Don Slater e Janet Kwami svelano pure un “gap significativo tra le assunzioni politiche e l’utilizzo reale. […] Da un lato vi è una diffusa convinzione tra i governi e NGOs che internet costituisca uno strumento di sviluppo per la distribuzione dell’informazione. Mentre tutti gli utenti internet di un quartiere povero di Accra utilizzavano internet solo per chattare con gli stranieri. C’era un eccezionalmente bassa consapevolezza persino dell’esistenza dei siti web.”

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29 Maggio 2007
BBC News parla di Jan Chipchase della Nokia Design
Phone straps BBC News ha appena pubblicato il profilo di Jan Chipchase, ricercatore principale presso il Nokia Design e spesso richiamato su questo blog.

“Jan Chipchase gira il mondo osservando le persone, le loro modalità d’uso dei teleoni cellulari nella vita di ogni giorno e la loro vita.

Mr Chipchase si focalizza sull’uso che la gente fa dei telefonini; dove li portano, come rispondono, ed una miriade di ulteriori dettagli inerenti la loro relazione con questi dispositivi.

Per strada, a casa, in ufficio, in tasca, in borsa, nel mercato ed in comunità- Mr Chipchase cerca di analizzare l’uso del telefonino all’interno di un contesto culturale e del paesaggio in cui si trova.”

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