Urban nerds Russell Davies è preoccupato che “ci ritroveremo in città ricoperte dall’equivalente di flash banner e micrositi.”

“I tecnologi si tengono occupati trasformando edifici in display, o almeno ricoprendoli di elementi di informatica (fisici o tramite varie forme di realtà allargata). Tutto ciò è molto emozionante e profondo con tonnellate di prototipi e schizzi accattivanti, mi ricorda di una prima webiness. Dato che, a meno che non mia sia perso qualcosa, non ci sono molte riflessioni sofisticate riguardo il come questo intersechi il commercio, il marketing e la pubblicità. (E sono molto disposto a credere di essermi perso qualcosa, questo è il perchè questo è un po’ simile ad un viaggio in esplorazione. E ho notato oggi che Adam Green ne parla qui.) La città è già decorata con persuasione, gli schermi stanno già parlando ai telefoni e ai sistemi di trasporto ma non è fatto da esperti di user interface ma da imprenditori in capo ad agenzie pubblicitarie.” [...]

“C’è qualche connessione con la (dichiaratamente immatura) nozione di pre-experience design? Quanto sarebbe bello se i dati sparsi per la città fuoriuscissero di nuovo nelle comunicazioni, e se queste comunicazioni aiutassero a spiegare e contestualizzare quei dati.”

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(via AHOi)