Awareness Il prossimo New York Times Magazine contiene un lungo articolo sugli effetti di News Feed, Twitter ed altre forme di contatto online incessante.

“Gli scienziati sociali hanno dato un nome a questo genere di incessante contatto online. L’hanno chiamato “ambient awareness.” È, dicono, molto simile all’essere fisicamente vicino a qualcuno e cogliere il suo stato d’animo ossrvando i suoi piccoli gesti  — linguaggio corporale, sospiri, commenti — dalla coda dell’occhio. Facebook non è più il solo ad offrire questo genere di interazione online. Nel corso dell’ultimo anno, c’è stato un boom degli strumenti per il “microblogging”: pubblicare frequentemente piccoli aggiornamenti su quello che si sta facendo. Il fenomeno è abbastanza diverso da quello che consideriamo blogging, dato che il post di un blog è normalmente un testo scritto, a volte piuttosto lungo: l’affermazione di un opinione, una storia, un’analisi. Ma questi nuovi aggiornamenti sono qualcosa di diverso. Sono molto più brevi, molto più frequenti e molto meno ragionate. Uno degli strumenti più popolari è Twitter, un sito e servizio di messaggistica che permette ai suoi più di due milioni di utenti di trasmettere ai loro amici degli aggiornamenti dalla lunghezza di uno haiku — limitati a 140 caratteri, breve come un SMS — riguardo a quello che stai facendo. Ci sono altri servizi per riferire dove stai viaggiando (Dopplr) o per mettere velocemente online una sfilza delle immagini, video o siti che stai visitando (Tumblr). E ci sono persino strumenti che riferiscono la tua posizione. Quando il nuovo iPhone, con indicatore di posizione incorporato, è stato presentato a Luglio, un miolione di persone hanno iniato ad usare Loopt, un software che automaticamente riferisci ad i vostri amici dove vi trovare.”

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