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 ottobre 2009
31 ottobre 2009
Applicare la TV digitale in Italia: l’altra faccia della rivoluzione digitale
Decoder L’Italia è nel processo di spostamento verso la TV digitale, e la sua applicazione è piuttosto disastrosa, per quel che posso dire dalle reazioni nella regione in cui vivo (Piemonte). Molti dei problemi sono tecnologici, ma non tutti. Una forza di ‘angeli’ volontari sta facendo quel che può.

Ne parla oggi un articolo di Repubblica.

30 ottobre 2009
È online l’edizione di nov-dic 2009 di Interactions magazine
Interactions È online l’edizione di novembre-dicembre di Interactions Magazine e alcuni articoli sono disponibili senza iscrizione.

Purtroppo, la pagina del menu principale non dice quali articoli sono disponibili pubblicamente (anche se senza immagini) e quali no, quindi ho selezionato i sei che lo sono:

interactions: social, authentic, and interdisciplinary
Jon Kolko

Catalyzing a perfect storm: mobile phone-based HIV-prevention behavioral interventions
Woodrow W. Winchester, III

Implications of user choice: the cultural logic of “MySpace or Facebook?”
danah boyd

On authenticity
Steve Portigal, Stokes Jones

When security gets in the way
Don Norman

The authenticity problem
John Kolko

Un settimo, del mio partner aziendale Michele Visciola, può scaricarsi nella versione pre-pubblicazione da questo blog.

30 ottobre 2009
Il partner di Experientia Michele Visciola sull’innovazione centrata sulla gente come evoluzione della cultura
Michele Visciola Il mio partner aziendale Michele Visciola, che è anche il presidente di Experientia, ha scritto un articolo intitolato “People-centered innovation or culture evolution?” che stato pubblicato nell’edizione di Novembre-Dicembre di Interactions magazine.

Ecco l’astratto:

“La teoria biologica dell’evoluzione e la sua applicazione all’antropologia culturale (Cavalli Sforza, 2006) creano una struttura interessante con cui affrontare le pratiche di ricerca sull’utente e le strategie di innovazione. La mutazione (cioè un brusco cambiamento significativo in un dato sistema di valori) è un evento raro ma può accadere in qualsiasi cultura. La selezione naturale è la pressione che opera su un dato sistema di valori e credenze col fine di selezionare quei comportamenti che sono adeguati alle condizioni d’uso ambientali. La migrazione è l’intreccio di comportamenti ed atteggiamenti che può portare ad un cambiamento di valori. Finalmente, il cambiamento è la barriera all’ingresso dei nuovi valori in un dato sistema culturale. Una profonda comprensione di queste forme di evoluzione culturale permetterà alle aziende di inquadrare meglio i modelli di innovazione. Che si basi sugli spostamenti partecipatori e volontari nelle condizioni d’uso (cioè la mutazione) o nell’integrazione di nuovi servizi e caratteristiche nei prodotti esistenti (creando condizioni per la migrazione ed il cambiamento), l’innovazione dovrebbe favorire la selezione naturale della selezione delle idee della gente in modo che resista e perduri.”

L’articolo completo è disponibile solo per gli iscritti, ma potete scaricare la versione pre-pubblicazione qui.

30 ottobre 2009
Il partner di Experientia Jan-Christoph Zoels parlerà presso il IxD Fall Summit
IxD Fall Summit Il 6 Novembre il partner di Experientia Jan-Christoph Zoels parlerà presso il IxD Fall Summit 2009 organizzato dall’Umeå Institute of Design.

Gli altri relatori saranno German Leon (Vodafone User Experience, Germania), David Rose (Vitality, USA), Karsten Schmidt (PostSpectacular, GB), Reto Wettach & André Knörig (Potsdam, Interaction Design Lab and Fritzing, Germania) e Clive Van Heerden (Philips Design, Olanda).

29 ottobre 2009
Computerworld New Zealand sul web design utente-centrico
Computerworld Computerworld New Zealand presenta il web design utente-centrico.

Introducing user-centred web design
Il primo articolo di questa serie presenta l’idea di User-Centred Design (UCD) — un processo di design che si concentra sulla progettazione di siti per la gente che gli userà; piuttosto che rappresentare le ultime tendenze di tecnologia del web, o semplicemente soddisfare la gestione dell’azienda.

User experience: What it is and how to get some
Il secondo articolo della serie osserva il concetto di esperienza dell’utente. Oltre allo spiegare in dettaglio l’esperienza dell’utente, l’articolo definisce quali capacità sono richieste per incorporarlo in un buon web design.

User experience in action
Questo articolo riguarda alcuni dei metodi che possono essere utilizzati per applicare l’UCD nei siti reali. Considerà alcuni studi di casi tratti dall’esperienza del Wired Internet Group, un’azienda ubicata a Christchurch che si impegna nella promozione dei principi dell’UCD all’interno dell’industria del web locale. Questi studi di casi riveleranno alcuni dei problemi di usabilità del “mondo reale” che si possono incontrare, ed i passi, talvolta semplici, che potete seguire per porvi rimedio, per dare al vostro sito l’esperieza dell’utente che meritano i vostri clienti.

27 ottobre 2009
Arianna Huffington e Peter Thiel sulla rivoluzione digitale
Digital revolution Ancora due frammenti di video sul sito Digital Revolution.

Arianna Huffington interview – USA
Arianna Huffington è la co-fondatrice dell’influente blog The Huffington Post. Aleks Krotoski e l’équipe del programma Digital Revolution si sono incontrati con Arianna per discutere sul sorgere dei blog e del giornalismo cittadino, e degli effetti che il web ha sulla politica e l’attivismo politico. Lei discute anche sullo sviluppo delle gerarchie e dei ‘relatori di fiducia’ per i contenuti online.

Peter Thiel interview – USA
Peter Thiel è un imprenditore, capitalista speculatore e co-fondatore di PayPal. Aleks Krotoski e l’équipe del programma Digital Revolution hanno incontrato Peter per discutere sullo sviluppo della rete dai suoi inizi liberali, ad i suoi effetti attuali sulle nazioni, comunicazioni ed il futuro degli stati-nazione.

Digital Revolution (titolo provvisorio), un documentario open source, previsto per la BBC Two nel 2010, che prenderà in considerazione i 20 anni di cambiamento apportati dalla World Wide Web.

27 ottobre 2009
Tim Berners-Lee ed Einar Kvaran sulla rivoluzione digitale
Digital revolution Altri frammenti di video sul sito Digital Revolution (titolo provvisorio), un documentario open source, previsto per la BBC Two nel 2010, che prenderà in considerazione i 20 anni di cambiamento apportati dalla World Wide Web.

Tim Berners-Lee interview – Ghana
Tim Berners-Lee è conosciuto meglio come l’inventore della World Wide Web. Ha viaggiato a Ghana con l’équipe del programma Digital Revolution ed il presentatore Aleks Krotoski per vedere i progressi online in corso in Ghana, ed i modi in cui la gente ghanese stanno utilizzando le connessioni fornite dalla rete. Durante questa visita, Tim ha discusso sul suo passato e le avventure nel CERN che l’hanno portato a creare la rete.

Einar Kvaran – Wikipedian interview – USA
Einar Kvaran è uno scrupoloso scrittore di Wikipedia che contribuisce con articoli su Wikipedia (principalmente) sul tema dell’arte della scultura Americana. Aleks Krotoski e l’équipe di Digital Revolution hanno incontrato ed intervistato Einar per discutere sulle sue considerazioni su Wikipedia, la democrazia in un ambiente collaborativo online, e l’emergenza delle gerarchie nelle comunità online.

Con Digital Revolution, la BBC ha intenzione di raccontare la storia della rete in quattro programmi di un’ora. Il primo programma — Power on the web — illustrerà l’esplosione dei contenuti generati dagli utenti nel web dai primi alla metà dei 2000. Il secondo programma — The fate of nations — analizza la relazione tra la rete e lo stato-nazione. The cost of free è il titolo del terzo programma che chiede se stiamo scambiando la nostra privacy per una rete ‘libera’. Finalmente il quarto programma — The web and us — esplora l’impatto della rete su chi siamo.

27 ottobre 2009
Synchronicity, un libro di Julian Bleecker e Nicholas Nova
A Synchronicity A synchronicity:
Design Fictions for Asynchronous Urban Computing

di Julian Bleecker e Nicolas Nova

Disponibile come libro stampato su richiesta da lulu.com. Cliccate qui per ordinarlo.
Disponibile da scaricare gratis qui.

La serie Situated Technologies Pamphlets, pubblicata dalla  Architectural League, esplora le implicazioni dell’ubiquitous computing nell’architettura e nell’urbanismo. Come vengono influenzate la nostra esperienza della città e le scelte che effettuiamo al suo interno dalle comunicazioni cellualri, i media pervasivi, l’informatica dell’ambiente ed altre tecnologie “situate”? Come modificherà la capacità di progettare ambienti sempre più reattivi il modo di concepire gli spazi degli architetti? Cosa hanno bisogno di sapere gli architetti riguardo all’informatica urbana e cosa devono sapere i tecnici sulle città?

Nel corso degli ultimi cinque anni, il campo dell’informatica urbana era caratterizzata da una grande enfasi sulla cosiddetta “real-time, database-enabled city” che è sincronizzata con l’Internet delle Cose. In Situated Technologies Pamphlets 5, Julian Bleecker e Nicholas Nova discutono di invertire questo punto di vista comune e speculare sull’esistenza di una “città asincrona.” Loro prevedono tecnologie situate basate su segnali deboli che mostrano l’importanza del tempo nelle pratiche umane. Loro immaginano l’emergenza delle tecnologie veramente sociali che attraverso una meditata provocazione possono invertire e dirompere la prospettiva comune.

Situated Technologies Pamphlets verrà pubblicato in nove piccoli numeri nel corso di tre anni e verrà editato da una lista a rotazione di importanti ricercatori e professionisti  dell’architettura, arte, filosofia della tecnologia, studi di media comparativi, studi di performance ed ingegneria.

27 ottobre 2009
Data mines and ideas of time
BERG I ragazzi dell’azienda di consulenza sul design BERG sono prolifici questa settimana:

Toiling in the data-mines: what data exploration feels like
di Tom Armitage

“Ci sono diversi aspetti di questo post. In parte, riguarda l’aspetto delle esplorazioni materiali quando vengono eseguite con dati. In parte, è sul ruolo del codice come strumento per esplorare i dati.  Non scriviamo molto sul codice nel sito, perché siamo principalmente interessati nei prodotti che produciamo e nell’invenzione che comportano, ma qualche volta è importante parlare dei processi e gli strumeti, e questo, credo, sia uno di quei momenti.”

“All the time in the world” talk at Design By Fire 2009, Utrecht
di Matt Jones

“Quello di cui volevo parlare oggi è come noi, come culture umane – abbiamo COSTRUITO il tempo, e come noi, come designer, possiamo DE-COSTRUIRLO e RI-COSTRUIRLO.”

26 ottobre 2009
Fermate i vostri motori di ricerca
offline Peggy Orenstein si è costretta a stare offline, e riflette sul New York Times Magazine se quello sia il percorso per la vera conscenza:

“Non tanto tempo fa, ho iniziato un’esperimento di auto-costrizione: creando intenzionalmente un ostacolo ad un comportamento che non ero in grado di controllare, un po’ come Ulisse quando si legò all’albero della sua nave per evitare du soccombere al canto delle Sirene. Nel mio caso, però, la tentazione irresistibile era Internet.”

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26 ottobre 2009
La memoria ed il dimenticare nell’era digitale
Unforgettable Yadin Dudai scrive sul New Scientist su due libri sulla memoria ed il dimenticare nell’era digitale — Total Recall: How the e-memory revolution will change everything di Gordon Bell e Jim Gemmell, e Delete: The virtue of forgetting in the digital age di Viktor Mayer-Schönberger — e conclude:

“Per la condizione umana, il dimenticare è importante almeno quanto il ricordare – a volte persino di più. Senza esso, siamo tutti condannati a condurre la vita miserabile di Solomon Shereshevsky, paziente di A. R. Luria, che era schiacciato dalla sua memorio illimitata ed indelebile, o la sua controparte digitale, Funes di Jorge Luis Borges. Non dimenticare implica non generalizzare, nessun vero tempo presente, nessun miglioramento da un trauma, e non poter tessere narrazioni di vite significative.”

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22 ottobre 2009
La pazza corsa verso le tecnologie tattili
Watches I veri innovatori devono sapere tanto su quando, perché e come non usare tecnologie alla moda quanto sul quando farlo, dice il principale scienziato di Microsoft Research Bill Buxton.

“Piuttosto che meravigliarci di fronte a quello che qualcun altro sta proponendo oggi, e poi cercare di copiarlo, i veri innovatori sono quelli che capiscono e sanno come sondare sotto la superficie alla ricerca di considerazioni e la comprensione che li permetterà di saltare in testa alla competizione. Dio si trova nei dettagli, ed in dettagli stanno lì, aspettando di essere colti da chiunque abbia l’intelligenza di cercarli.”

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22 ottobre 2009
Comportamento umano: la chiave per lo sviluppo tecnlogico futuro
Ka-torchi Come esperti osservatori di come vive la gente in una società, gli etnografi possono aiutare le aziende a capire di cosa ha bisogno la gente e poi lavorare con i designer per andare incontro a queste necessità con nuovi (o più spesso modificato) prodotti e servizi. Scrive la CNN.

“Microsoft e molte altre aziende si sono accorte che dal momento che, dopotutto, è la gente ad usare la tecnologia, è vitale per l’azienda capire come la gente si adatta alla tecnologia,” nota Kentaro Toyama, che è a capo del gruppo di ricerca Technology for Emerging Markets presso Microsoft Research India.

Questo aiuta a spiegare perché, come nota il professore [Michael] Wesch [, un antropologo culturale della Kansas State University], l’etnografia digitale sta diventato sempre più integrata in altre discipline alle università.

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22 ottobre 2009
Sulla sicurezza, la programmazione, privacy, e… gente
Communications Tre articoli sull’ultimo numero di Communications dell’ACM sono parecchio importanti per i lettori di questo blog:

Usable security: how to get it
Perché il vostro computer vi fa preoccupare così tanto riguardo la sicurezza, ma non è ancora sicuro? È perché gli utenti non hanno un modello di sicurezza o un modo semplice di mantenere le cose importanti al sicuro.

Scratch: programming for all
“La fluidità digitale” dovrebbe significare progettare, creare e rimixare, non solo navigare, chattare ed interagire.

Four billion Little Brothers?: privacy, mobile phones, and ubiquitous data collection
Le tecnolgie di percezione partecipatorie possono migliorare le nostre vite e le nostre comunità, ma a che prezzo per la nostra privacy?

20 ottobre 2009
Clay Shirky e Stephen Fry sulla rivoluzione digitale
Digital revolution La gente che sta dietro a Digital Revolution (titolo provvisorio), un documentario open source, previsto per la BBC Two nel 2010, che prenderà in considerazione i 20 anni di cambiamento apportati dalla World Wide Web, ha publicato nuovi astratti online:

Clay Shirky interview – USA (astratto)
Clay Shirky insegna, è consulente e scrive sugli effetti sociali ed economici di internet. Il gruppo Digital Revolution Programme One ha incontrato ed intervistato Clay per discutere sui cambiamenti fenomenali che sono avvenuti nel mondo dall’avvento della rete. Discute sulle difficoltà di abbinare termini come ‘democratizzazione’ alla rete, e la riduzione delle relazioni da ‘legami forti’, con l’incremento dei ‘legami deboli’.

Stephen Fry interview – London (astratto)
Stephen Fry è uno scrittore, comico, attore ed entusiasta della tecnologia – e si trova spesso online. Aleks Krotoski ed il gruppo Digital Revolution hanno incontrato ed intervistato Stephen per discutere sulla rete, i cambiamenti che ha apportato al mondo, i suoi benefici ed i possibili pericoli.

Con Digital Revolution, la BBC ha intenzione di raccontare la storia della rete in quattro programmi di un’ora. Il primo programma — Power on the web — illustrerà l’esplosione dei contenuti generati dagli utenti nel web dai primi alla metà dei 2000. Il secondo programma — The fate of nations — analizza la relazione  tra la rete e lo stato-nazione. The cost of free è il titolo del terzo programma che chiede se stiamo scambiando la nostra privacy per una rete ‘libera’. Finalmente il quarto programma — The web and us — esplora l’impatto della rete su chi siamo.

20 ottobre 2009
La fiducia nella vita digitale
Kim Cameron Denise Deveau, scrittore sulla tecnologia presso il The Globe and Mail parla con Kim Cameron, Microsoft guru dell’identità della Microsoft su quel che ci vorrà affinché i consumatori ed i business si sentano sicuri per condividere informazioni online.

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19 ottobre 2009
Un punto di vista australiano sul design utente-centrico
Outside in Damian Kernahan (di cui ho parlato qualche giorno fa) ha appena pubblicato il suo secondo articolo su Fast Thinking, una pubblicazione trimestrale australiana — questa volta sul design utente-centrico.

“I web designer si sono concentrati sul design utente-centrico e l’hanno utilizzato con successo per molti anni e qualunque ricerca intraprendiate su Google verrà ingombrata da riferimenti a siti e digitali. Quindi cos’è il ‘design utente-centrico’ e perché non è diventato popolare tra i business austrliani? Perché i business australiani non hanno abbracciato una metodologia che li permetta di avvicinarsi  ai loro clienti e di capire vermante quali siano le loro necessitpa e desideri per quanto riguarda i prodotti e servizi? “

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17 ottobre 2009
Mito e realtà sulle donne ed i cellulari
Women and mobile phones I cellulari sono stati una benedizione per i paesi in via di sviluppo e per lo sviluppo sociale. L’accesso ai cellulari può permettere un miglior accesso all’informazione medica, cambiare il modo in cui i contadini coltivano e vendono i raccolti, espandere il modo in cui interagiscono le famiglie, influenzare il modo in cui i governi trattano i loro cittadini, e migliorare il modo in cui gli studenti imparano nelle scuole.

Ma, chiede MobileActive nella sua serie Mobile Myths and Realities: Deconstructing Mobile, qual è la vera storia dietro a questi benefici? E chi li riceve in realtà?

Nel suo contributo alla serie, Anne-Ryan Heatwole osserva “come le donne si beneficiano o meno dell’onnipresenza della telefonia mobile”.

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13 ottobre 2009
10/GUI, un nuovo concetto di interfaccia multitouch
10/GUI MG Siegler scrive su ReadWriteWeb sul fatto che gli schermi tattili desktop non funzionano del tutto bene per gli uomini, e presentano il video di un concetto brillante “per qualcosa chiamato 10/GUI.”

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13 ottobre 2009
Sulla differenza tra personalisation e customisation
Eggs Qual è la differenza tra personalization e customization? I clienti sono veramente al controllo? I brand (ed i designer) vogliono che lo siano? Nick de la Mare di Creativity considera il mito e la realtà del controllo.

“Qualche settimana fa mi sono sentito dire, “vogliamo che gli utenti si sentano come se controllassero l’esperienza” e ho ripensato all’implicazione del concetto. Stiamo facendo credere alla gente di avere più potere di quel che hanno? In quanto designer di esperienze dell’utente da che parte siamo? “

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