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Interactive Screen 0.9: The Makers (dal 10 al 15 agosto 2009) è la quattordicesima edizione dell’acclamato summit sui nuovi media del Banff New Media Institute, dove i prodduttori di media dal Canada e dal mondo si radunano per riflettere sull’attuale stato dei nuovi media e sulla forma delle cose che verranno. Alla fine di ogni estate i produttori, investitori e policy maker si radunano con gli artisti, tecnologi e ricercatori culturali di diversi orizzonti nella maestosa località di montagna di Banff.
Il partner di Experientia Jan-Christoph Zoels è un membro della facoltà del programma, così come Kate Armstrong, Natalie Bachand, Daniel Canty, Raphaël Daudelin, Andrée Duchaine, Sarah Hamilton, Melissa Mongiat, Jacob Wren, e Adam Zaretsky. Potete ancora registrarvi. |
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30 giugno 2009
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30 giugno 2009
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Samuel Greengard scrive sull’ultimo numero di Communications dell’ACM sul come alcuni esperti credono che la tecnologia informatica stia influenzando la capacità della gent edi pensare in profondità.
Leggi tutto l’articolo (iscrizione richiesta) Notate che l’editoriale della rivista riguarda l’accesso libero ai contenuti online della rivista, e persino per leggere l’editoria è necessaria l’iscrizione. |
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26 giugno 2009
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L’iniziativa Drivers of Change di Arup è un programma di ricerca che esplora quei temi che più probabilmente hanno un importante impatto sulla società, sugli affari di Arup e su quelli dei loro clienti.
In seguito al successo della pubblicazione drivers of change 2006, Arup Foresight ha pubblicato di recente un aggiornamento. Questo nuovo set di 175 carte investigai profondità i principali elementi che hanno particolare importanza per il lavoro di Arup. Questi comprendono energia, rifiuti, cambiamento climatico, acqua, demografia, urbanizzazione e povertà. Le carte possono essere utilizzate per sviluppare una strategia di business, brainstorming, formazione e per aiutare al lettore ad ottenere una maggiore conoscenza sugli argomenti che stanno guidando il cambiamento globale. La pubblicazione ci incoraggia anche a pensare in modo olistico e creativo. Date uno sguardo anche ai vari blog di Arup Foresight: |
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26 giugno 2009
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Navi Radjou scrive su HarvardBusiness.org che ha recentemente visitato il laboratorio di Microsoft Research India a Bangalore, descrive cosa ha imparato riguardo la loro unità Technology for Emerging Markets (TEM), e trae alcune conclusioni interessanti.
Navi Radjou è il direttore esecutivo del Centre for India & Global Business presso il Judge Business School all’Università di Cambridge. |
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26 giugno 2009
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25 giugno 2009
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24 giugno 2009
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Charles Leadbeater esplora quel che significa l’avvento dei metodi di lavoro del web, della pratica collaborativa e dell’open source per le organizzazioni di arte in questo eccellente saggio di 20 pagine commissionato da Cornerhouse.
Una lettura consigliata, in quanto le sue implicazioni vanno oltre il mondo delle arti. |
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24 giugno 2009
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Il giornale malaysiano The Star dedica un grande spazio al design utente-centrico con tre articoli che presentano il lavoro di Genevieve Bell, la direttrice di esperienza dell’utente di Intel.
“Marrying” anthropology and science
Cose fastidiose che fanno gli utenti di dispositivi
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23 giugno 2009
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23 giugno 2009
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In un articolo con una stupida illustrazione, MobileCrunch scrive su un breve articolo comparso sulla versione tedesca di Technology Review, che sostiene che Gesche Joost, capo del Design Research Lab dei Deutsche Telekom Laboratories, dice che “rendere le cose piccole e rosa non è sufficiente”.
Per fortuna è disponibile, anche in inglese, un riassunto molto più dettagliato della ricerca stessa: Woman’s Phone |
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23 giugno 2009
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Anne Galloway è stata una delle eccellenti presentatrici alla recente conferenza LIFT di Ginevra. Quindi è con molto piacere che noto che lei ha scritto l’ultimo contributo alla Receiver Magazine della Vodafone.
Nel suo importante contributo ‘The rise of the sensor citizen – community mapping projects and locative media‘, lei da uno sguardo ravvicinato alla mappatura della comunità ed ai progetti di rilevamento, e segnala sia le opportunità che le sfide dell’attivismo reso possibile dalle tecnologie locative. Anne Galloway (sito | blog) ha recentemente completato un PhD in sociologia ed antropologia presso l’Università di Carleton University, Ottawa, Canada, che includeva condurre uno studio etnografico sul design delle tecnologie mobili e pervasive. Lei è interessata alle ricerca attuale esplora il design come attività sociale e culturale e si chiede come le relazioni sociali e culturali siano progettate. Il lavoro della Galloway è stato presentato al pubblico internazionale della tecnologia, il design, l’arte, l’architettura, studi sociali e culturali, e ha pubblicato su diversi libri e riviste. Attualmente insegna design e arti informatiche alla Concordia University in Montréal, Canada. |
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23 giugno 2009
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Il design del social business è un nuovo concetto che potenzialmente potrebbe acquistare importanza per le aziende e le corporazioni:
In “From Social Media To Social Business Design, David Armano esplora come sarebbero i business se fossero veramente sociali. L’azienda di Armano Dachis Corp. sta attualmente lavorando sul lanciamento di un set di offerte per aiutare i business a capire ed applicare questi costrutti per ottenere risultati che siano misurabili. Bruce Nussbaum lo adora. Nel frattempo Jevon MacDonald, della stessa azienda, sta dando una maggiore base all’idea sul suo blog personale e sul blog Fast Forward blog. Leggete i suoi contributi: -Understanding the role of Enterprise 2.0 and moving towards a Social Business |
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23 giugno 2009
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Ora che i ritornelli della ” Rivoluzione Twitter” e “della prima rivolta abilitata dai media sociali” stanno svanendo nel lontano ricordo di 24 ore fa, possiamo cominciare a discutere, dice Jonathan Salem Baskin, quale impatto, se c’è stato, ha avuto (o ha ancora) sugli eventi in Iran.
(via FutureLab) Un’altra riflessione sullo stesso argomento proveniente da un articolo sull’International Herald Tribune:
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23 giugno 2009
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Il fondatore e CEO di LinkedIn Reid Hoffman dice in un intervista su Ideas Project della Nokia che l’accumulazione senza precedenti di dati di social network fornisce un terreno fertile per la coltivazione di prodotti ed applicazioni che facciano leva e producano analitaca dalle identità e le relazioni degli utenti.
In relazione a questo c’è un post di Jenna Wortham la quale nel suo blog del New York Times dal SXSW presenta diverse applicazioni web che danno significato al mucchio di media sociale. Ideas Project contiene anche un nuovo articolo, intitolato “Besting the Human Brain“. Esplora il fatto che la distinzione tra intelligenza artificiale ed umana potrebbe presto scomparire completamente, e presenta il pensiero dell’autore di fantascienza e professore di matematica Vernor Vinge, dello studioso di diritto del cyberspazio Jonathan Zittrain, del neurobiologo e fondatore di Whyville James Bower, del pioniere delle comunicazioni Dewayne Hendricks, e dell’osservatore della tecnologia Jerry Michalski. |
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23 giugno 2009
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23 giugno 2009
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21 giugno 2009
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La scorsa settimana ho citato un contributo di Robert Fabricant ad una discussione di Fast Company sull’impatto del cellulare.
Robert nel frattempo ha pubblicato l’intero testo delle sue risposte alle domande. |
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19 giugno 2009
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La mia ricerca per capire la diffusione della cultura degli hacker adesso è stata abbracciata anche dalla BBC:
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19 giugno 2009
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19 giugno 2009
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Il Consiglio del Design britannico ha appena pubblicato — con un po’ di ritardo — quattro studi di casi basati sull’esperienza di Dott07, un anno di progetti, eventi e mostre comunitari, svolti nel Nord Est dell’Inghilterra e curati da John Thackara, che ha esplorato come potrebbe essere la vita in una regione sostenibile – e come il design potrebbe portarci là. |
Notizie di Experientia
Experientia, la società internazionale di User Experience con sede a
Helsinki, Finlandia. Nella mattinata di oggi, è stato dato
Il 21 luglio 2009, Experientia compie quattro anni. Da quattro amici e
Il 19 marzo, Area onlus, l’organizzazione a sostegno delle famiglie
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