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Oggi, il direttore di Cooper-Hewitt Paul Warwick Thompson ha annunciato i vincitori e i finalisti del National Design Awards 2009, che riconosce il primato, fra una varietà di discipline.
Il Lifetime Achievement Award 2009 – in riconoscimento a un individuo che ha dato un profondo e duraturo contributo alla pratica del design contemporaneo – è andato a Bill Moggridge, un vero pioniere del design utente-centrico e del design di interazione. “Bill Moggridge è co-fondatore di IDEO, una società di consulenza globale di design, che crea impatto attraverso il design. Un Royal Designer per l’Industria, Moggridge ha progettato il primo laptop del mondo. E’ stato un pioniere dell’interaction design e ed è stata una delle prime persone a integrare il fattore umano nel design di software e di hardware. E’stato curatore presso il Design Museum; professore ospite di design dell’interazione preso il Royal College of Art a Londra, lettore di design alla London Business School e membro del Comitato Direttivo per l’istituto di interaction design di Ivrea, in Italia. Attualmente è professore consulente associato in seno al programma di design all’università di Stanford. Il suo libro, il DVD e il website “Designing Interactions” narrano del modo in cui il design sta trasformando le nostre esistenze.” Bill, complimenti da tutti noi di Experientia! |
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30 aprile 2009
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30 aprile 2009
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Tim McCoy di Cooper pensa che lo sia, almeno per quanto riguarda l’offerta di servizi e percorso di carriera.
C’è anche una ricca discussione in corso tra i commenti. |
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30 aprile 2009
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anthrodesign è un gruppo di Yahoo! composto da (attualmente 1693) individui interessati al ruolo dell’antropologia applicata al contesto aziendale e pubblico e al settore medico.
Una recente collaborazione di Russ Nelson di Conifer Research merita di essere riportato qui:
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29 aprile 2009
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Newspaper Association of America (NAA) ha pubblicato un report di uno studio sul modo in cui i giovani usano i siti di notizie. - Sommario esecutivo - Report completo - Presentazione alla NAA Annual Convention ad Aprile 2009 “La NAA Foundation e il Media Management Center alla Northwestern University si sono unite per esaminare e testare metodi migliori che incontrino le preferenze dei teenagers. Abbiamo sviluppato prototipi di home page e pagine di livello di storia, poi le abbiamo testate in focus group negli Stati Uniti. La risposta dei teenager è stata notevolmente e straordinariamente coerente, indipendentemente dalle dimensioni del mercato o dalla posizione. Abbiamo scoperto che esistono modalità migliori per fornire ai teenager notizie online. La soluzione non sta nel diluire le notizie, ma nell’essere più audaci. Il termine ” Website di notizie per un pubblico giovane” evoca l’immagine di un sito carico di contenuti sullo stile di vita e sull’intrattenimento, con a lato un piccolo spazio dedicato alle notizie. Tuttavia, ciò che i teenager interpellati dicono di dsiderare, sono nuovi siti che trasmettano notizie bene, non abbassando il livello culturale o atteggiandosi a esperti della cultura adolescenziale. Siccome queste risposte si sono rivelate essere del tutto simili a quelle date da adulti con una moderata propensione alla lettura, consigliamo di creare un nuovo tipo di sito, rivolto non solamente agli adolescenti, ma anche a coloro che possiedono una scarsa esperienza in fatto di notizie e hanno poco tempo per occuparsene.” |
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29 aprile 2009
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La collaboratrice di Experientia ed esperta di mercati emergenti Niti Bhan, che attualmente abita a Helsinki, Finlandia (dove l’abbiamo incontrata ieri), è coinvolta in diversi interessanti progetti di ricerca centrata sull’utente, rivolti alle tematiche della base della piramide.
Uno dei progetti riguarda l’analisi della ricerca esplorativa sull’utente su un Progetto di Economia Prepagata – in questo progetto si cerca di capire come coloro che vivono con redditi irregolari e incerti gesticano le finanze domestiche. Qui trovate un breve riassunto delle prime scoperte. Sul blog del progetto trovate dei post su: Apparentemente, ci ha detto Niti, Helsinki ha l’ambizione di diventare un centro di conoscenza sulle tematiche della Base della Piramide, e ci si può aspettare ulteriori ricerche, probabilmente coinvolgendo anche la nuova Università di Alvar Aalto attraverso la sua nuovissima Design Factory. |
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26 aprile 2009
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Dopo una breve pausa, Receiver Magazine della Vodafone è di nuovo stata aggiornata con una serie di articoli sotto l’intestazione “Seizing the Moment”.
Il primo della serie è del leader nelle applicazioni per cellulari Paul Golding, che riguarda l’esperienza dell’utente dei dispositivi perennemente connessi.
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26 aprile 2009
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Fronteer Strategy, un’azienda di consulenza sulle strategie di gestione con base ad Amsterdam, ha pubblcato un breve paper (6 pagine) sulla co-creazione, in cui sostiene che ci siano quattro tipi di co-creazione e cinque principi guida per qualsiasi tentativo di co-creazione:
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26 aprile 2009
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Da mesi, ho questa tesi in testa: “Ora siamo tutti hacker”, e ne ho avuto la conferma più, più e più volte.
L’ultima conferma giunge dal Institute for the Future, che nel corso degli ultimi sei mesi ha fatto ricerche sul “futuro del fare,” esplorando come le cose del nostro mond possono essere ricercate, inventate, progettate, fabbricate, e distribuite nel coso dei prossimi dieci anni. Al Maker Faire dello scroso weekend, hanno pubblicato i risultati della loro ricerca sotto forma di mappa di conoscenza visuale, riassumendo driver, tendenze, e implicazioni. Scarica la Future of Making Map (via Boing Boing) |
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26 aprile 2009
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Come redattore collaboratore per Interactions Magazine, ho il compito di trovare gente in gamba per scrivere un articolo per la rivista. La mia prima scelta è stata Bruce Sterling. Ui ha accettato e ha scritto un fantastico contributo — molto apprezzato dai redattori — che è stato scelto come articolo di copertina della rivista.
Grazie Bruce. |
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25 aprile 2009
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L’ultimo numero di Interfaces Magazine, una rivista trimestrale pubblicata da Interaction, il gruppo specializzato in HCI della British Computer Society (BCS), è dedicato all’interazione nel mondo reale.
Tabella dei contenuti Download the “Interaction in the real world” Interfaces magazine (via Usability News)d |
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25 aprile 2009
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Ieri, la Commissione Europea ha lanciato una consulenza pubblica sul design e l’innovazione sulla base di un recente documento della Commissione su “Design as a driver of user-centred innovation“.
L’obiettivo della consulenza sul design e l’innovazione è quello di scoprire cosa si potrebbe fare a livello di UE per supportare ulteriormente l’uso dell’innovazione nel design.
Queste sono ottime notizie per tutti i professionisti del design utente-centrico Europei. La consulenza è aperta alle organizzazioni e ai privati, e va avanti fino al 26 giugno 2009. (via Giselle Raulik Murphy of Design Wales) Leggi anche la riflessione di Nicolas Nova sull’argomento. (A proposito, il banner del sito della Commissione Europea è sorprendentemente simile all’immagine standard del desktop Mac OSX). |
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23 aprile 2009
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Cosa cavolo fanno gli antropologi giocando con i cellulari, si chiede Ken Banks, fondatore di kiwanja.net e creatore di FrontlineSMS.
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22 aprile 2009
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L’ultimo giorno della conferenza LIFT è iniziata con una sessione dedicata ai racconti ispiratori di persone che conducono vite e si occupano di progetti straordinari.
Matt Webb Matt Webb (blog) è uno dei responsabili del negozio di design Schulze & Webb, che presta particolare attenzione alla vita sociale delle cose. I progetti comprendono prototipi materiali per Nokia, una strategia Web per la BBC, e un pupazzo elettronico che ci fa avvicinare ai nostri amici. Matt armeggia con le novelle di fizione e i giocattoli web, parla di design e tecnologia, è il co-autore dell’acclamato libro Mind Hacks – Cognitive Psychology for a General Audience – e, se doveste raggruppare i suoi interessi di design in una sola parola, questa sarebbe “cortesia”. Matt ha parlato in merito alla fizione scientifica e al design. Inizia da un libro chiamato World War Z, il miglior romanzo di zombie del secolo XXI. Quando lo leggete, riuscite a dargli un senso scientifico. E’ credibile. Nonostante la stravaganza di alcuni romanzi di fantascienza, è stata mantenuta costante la credibilità, la plausibilità. Nella fizione scientifica ci sono tre cose che devono coadiuvarsi: la natura umana, la società e le cose. Potete osservare le stesse cose nella fisica: pressione, temperatura e volume sono collegati intimamente nell’acqua. La finzione scientifica esplora il prospetto di possibili mondi futuri. Non si può semplicemente inventare un prodotto e aspettarsi che le cose cambino. Anche la società e la natura umana devono cambiare. Quali sono i prodotti che funzioneranno nel panorama di possibili mondi? La ricerca di mercato rappresenta una soluzione. L’economia ne rappresenta un’altra. L’evoluzione è un altro simile modo di esplorare il prospetto di possibili mondi. Questo tipo di pensiero evoluzionario è stato attuato nel processo di design iterativo utilizzato per creare Olinda, un prototipo di radio digitale sociale che Schulze & Webb hanno sviluppato per la BBC. La radio poi evolve in una serie di prototipi ed è finita “dove siamo finiti noi.” Il passato è un altro scenario di mondi possibili, e altrettanto difficile da leggere. Matt pone l’attenzione sull’anti-effettivo: “Cosa se?”. Popper lo spiega in questo modo: provate a immaginare le condizioni alle quali le tendenze della storia in questione sparirebbero. ” Questo è evidente nei telefoni cellulari anti-effettivi, un progetto sviluppato da Nokia nel 2005, che si scioglie a 47 gradi Celsius. Cos’è collegato ai telefoni cellulari, a dispetto di questa violenta evoluzione in forme diverse? Che hanno portato a un approfondimento dei tessuti e dei telefoni, e alle possibilità di modificare il proprio telefono, creando in tal modo l’agognato valore di super accessorio. Per Matt, “il design è un modo per camminare su paesaggi di mondi possibili.” Joerg Jelden Joerg Jelden (blog) un analista di trend presso Trendbuero – Consultancy for Social Change, ad Amburgo e a Pechino. A Trendbuero, Jeorg dà la propria consulenza a società quali eBay, Deutsche Post, O2, OTTo o ECCO, circa le opportiunità di cambiamento sociale. Il suo maggiore campo d’interesse è incentrato attorno alla Network Economy: L’ascesa di internet come cambierà la nostra società? Come muterà il comportamento dei consumatori? Come faremo business in futuro? Quali saranno i nuovi modelli di business che risponderanno a questi cambiamenti? Durante la sua permanenza presso la sede di Trenndbuero in Asia-Zona del Pacifico, a Pechino, Jeorg ha esaminato il “Future of Fake or Fakesumption”. Ha cercato di scoprire perché i falsi hanno un tale successo, cosa fanno di diverso e cosa possono imparare i marchi dall’industria dei falsi. Il progetto verrà pubblicato all’inizio del 2009 e lui ne ha dato un’anteprima al Lift. Joerg ha esordito raccontando una storia sui falsi, ed esponendo alcuni insight di un’intervista che è stata fatta sul modo in cui i tedeschi avvertono i falsi e facendo una descrizione dell’industria dei falsi nel 2009 Ebbene, cosa possiamo imparare dai loro successi? (Autori di falsi) 1. Consumatori: i falsi esprimono qualcosa ai consumatori che gli originali non esprimono, eppure questi consumatori si considerano consumatori di brand. Spiare, far causa e punire questi consumatori potrebbe rivelarsi non essere la migliore idea. Esiste un modo per educare i consumatori invece di dichiararli illegali? Possiamo dare ai consumatori una ragione convincente per spendere molto di più per l’originale? 2. Brand: i falsi espongono veramente la lacuna del brand. Le società sopravvalutano il brand e i brand sovrastimano se stessi. Ma i consumatori non abboccano. La fiducia nei brand è diminuita del 50% negli ultimi 50 anni. I brand si concentrano troppo sui prodotti, ma ciò che fa la differenza sono le relazioni forti. Una delle modalità di affrontare questo è una solidarietà più detreminata. 3. Falsari: Gli originali guardano ai falsi e ne sono ispirati. Tuttavia, i falsari attaccano il brand dall’interno. Trasformano gli originali in falsi. Vendono pezzi falsificati ai produttori, mischiano i falsi agli originali e aprono negozi online per poter vendere direttamente. Così, gli originali non riescono più a trovare i falsi. Perché i brand non collaborano con i migliori falsari? In altri termini, il modo che abbiamo di affrontare il mondo dei falsi ha bisogno di essere riconsiderata. James Gillies James Gillies è a capo della cominicazione al CERN. Nel 2000, ha pubblicato un libro in collaborazione con Robert Cailliau, il primo partner di Tim Berners-Lee nel Web project, e, attraverso questo libro, ha raccontato una storia di internet vista attraverso gli occhi del CERN. Il fatto che il Web sia stato inventato al CERN “non è casuale”. E’ stato chiesto a James di scrivere un racconto sulla storia del Web, quando ha cominciato a lavorare per il CERN nel 1995. La sua presentazione, che è preferibilmente consultabile attraverso il video, narra dei principali fondatori storici – Vannevar Bush (che, nel luglio del 1945 scrisse a proposito del calcolatore Memex), Donald Davies (che ha sviluppato il concept di packet switching) e Louis Pouzin (al quale la rete nazionale di ricerca francese, INRIA, ha commissionato la creazione del primo internet). Ebbene, come si colloca il CERN? E’ sempre stato uno spazio molto aperto e uno spazio di ricerca. Nei primi anni 80, internet era già in nuce. Tim Berners-Lee è approdato al CERN nel 1980 come consulente, con il compito di informatizzare il sistema di controllo dell’acceleratore di particelle. Notò che nessuno dei programmi poteva comunicare con gli altri. Di conseguenza, scrisse un saggio nel quale sosteneva che internet dovrebbe essere un’emulazione su una piattaforma di un computer del modo in cui il nostro cervello funziona. Ha successivamente lasciato il CERN ed è tornato, nel 1989, a mettere in atto la propria visione. Entro Natale del 1990, la rete era attiva e funzionante. Funzionava solamente su Next e consentiva un fluire di collaborazione. Tim ha sempre visto la rete come un mezzo di collaborazione, non come un fluire di informazioni a senso unico. Poi, ci sono stati una serie di sviluppi (il primo browser, il primo server non europeo nel 1991 e la ripresa economica del potenziale della rete, nel 1994). L’opera probabilmente più significativa che il CERN può aver sviluppato istituzionalmente per la rete, si è rivelata il 30 aprile 1993. La rete è diventata di dominio pubblico attraverso l’emissione di un documento legale. James è assolutamente convinto che questo James is absolutely convinced that this single act is the only reason why we have a single web, and not an Apple web, a Microsoft web, etcetera. Another main factor was that all the people James interviewed were altruists in the best sense of the world. In the words of Tim Berners-Lee: “It’s not always what you get out of society, but what you put in.” Natalie Jeremijenko (Note that the video stops a few minutes early, which is a pity.) Natalie Jeremijenko is a new media artist who works at the intersection of contemporary art, science, and engineering. Her work takes the form of large-scale public art works, tangible media installations, single channel tapes, and critical writing. It investigates the theme of the transformative potential of new technologies—particularly information technologies. Specific issues addressed in her work include information politics, the examination and development of new modes of particulation in the production of knowledge, tangible media, and distributed (or ubiquitous) computing elements. Natalie, who started her career at the computer science labs of Xerox Park, has always been concerned with the question what the opportunities for change are that new technologies represent and how might we seize that to build the kind of social change that we want. She introduces the audience to a future where environmental issues are “no longer out there” but right here, in our cities and houses. It is a future where global media and global discourse has crumbled. Whereas environmentalism used to be driven by the “sue the polluter” approach, now the biggest polluters of an urban centre are you and me (because of the city’s many impermeable services). Natalie then introduced us to a different strategy in the light of this transformed environmental discourse. An example is the environmental health clinic which is in the East River, and thereby externalises health (as health is not only internal and pharmaceutical, but external and something that can be shared). Another strategy are the pet tadpoles — named after local bureaucrats whose decisions affect water quality — a species which is very sensitive to industrial contaminants. Finally, she showed the mouse trap that self-administers anti depressants. |
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20 aprile 2009
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20 aprile 2009
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Questa settimana il sito di IdeasProject della Nokia contiene una video intervista con Don Tapscott, e quattro articoli che integrano alcune delle idee presentate fino ad adesso sul sito:
E’ interessante anche questa riflessione sulle comunicazioni virtuali di Valerie Buckingham, la direttrice di marketing tecnologico della Nokia. |
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20 aprile 2009
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AP ha pubblicato un’intervista con Julie Larson-Green, capo di Windows Experience e responsabile di Windows 7, la prossima versione di Windows per PC.
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19 aprile 2009
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Research ICT Africa!, una rete di università e istituti di ricerca da 19 paesi africani, ha un sito con alcuni paper di ricerca e presentazioni interessanti:
Mobile telephony access and usage in Africa (2009) Towards evidence-based policy in Africa: ICT access and usage in 17 African countries (2009) Towards evidence based ICT policy and regulation Vol 1 Paper 2: ICT access and usage in Africa (2008) Towards evidence based ICT policy and regulation Vol 1 Paper 3: eSkills (2008) Towards an African e-Index: telecommunications sector performance in 16 African countries: a supply-side analysis of policy outcomes (2007) Towards an African e-Index: SME e-access and usage in 14 African countries (2006) (via White African) |
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17 aprile 2009
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Lo scorso dicembre, la Usability Professionals’ Association (UPA) ha organizzato la sua prima conferenza Europea, a Torino, ponendo particolare attenzione alla connessione tra usabilità e design.
La conferenza, che ha ottenuto grande successo, è stata presieduta dal presidente di UPA Europe Silvia Zimmerman (che, nel frattempo, è stata eletta presidente di UPA-Global) e dal chair del capitolo italiano Michele Visciola (che è anche presidente di Experientia). La conferenza ha chiaramente avuto un certo impatto sul pensiero globale dell’UPA, come descritto dalla prossima conferenza internazionale UPA a Portland, OR, USA. Non solo l’aspetto e le sensazioni trasmesse dal sito della conferenza globale sono altamente simili a quelli del sito Europeo, ma tre dei relatori invitati sono designer — Dan Saffer (Kicker Studio), Nathan Shedroff (California College of the Arts) e Raphael Grignani (Nokia Design) — con una particolare attenzione al design di interazione e al design esperienziale. Ovviamente, siamo emozionati da questo abbraccio del design alla comunità dell’usabilità e non vediamo l’ora di saperne di più su questa conferenza. |
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17 aprile 2009
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Jeremy Faludi ha compilato — in un articolo su Core77 00 una sintesi sul lavoro del professore e ricercatore BJ Fogg di Stanford nel campo del design convincente, e applica le sue considerazioni al campo della sostenibilità:
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17 aprile 2009
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Elizabeth Goodman della UC Berkeley School of Information ha fatto una presentazione sul passato e il futuro delle tematiche ambientali e HCI presso la recente conferenza CHI:
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Notizie di Experientia
Experientia, la società internazionale di User Experience con sede a
Helsinki, Finlandia. Nella mattinata di oggi, è stato dato
Il 21 luglio 2009, Experientia compie quattro anni. Da quattro amici e
Il 19 marzo, Area onlus, l’organizzazione a sostegno delle famiglie
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