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L’ultimo libro di Nathan Shedroff, Design is the Problem: The Future of Design Must Be Sustainable, è stato appena pubblicato da Rosenfeld Media, e probabilmente diventerà uno dei più importanti libri sul tema del design, sulla pratica del design, e sulla sostenibilità.
Fitto di consigli estremamente pragmatici, argomentazioni persuasive, e calorosi inviti all’azione, il libro di Nathan è una lettura imprescindibile per tutti i designer, gli studenti di design, gli economi, gli studenti di economia, gli specialisti dell’innovazione, e gli avvocati di tutte le categorie. In occasione della sua pubblicazione (e congiuntamente al nostro esclusivo saggio, il capo redattore di Core77 Allan Chochinov si è seduto con Nathan… beh, l’email era più sostenibile, essendo su coste opposte) per chiacchierare del libro, delle sfide sul percorso, della cultura degli affari, e delle incredibili opportunità per i designer oggi. |
| marzo 2009 |
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31 marzo 2009
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31 marzo 2009
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Ben Fullerton ha scritto un articolo sul numero di marzo/aprile di Interactions magazine, sulla Co-creazione nel Service Design. Fullerton pone particolare attenzione al progetto “Make It Work” per il consiglio comunale di Sunderland e al tentativo di live|work di collaborare al design di un programma per i disoccupati a lungo termine.
Ex-designer presso live|work, Ben è stato attivo nell’insegnare il service design negli Stati Uniti, parlando alla Berkeley iSchool e Adaptive Path, facilitando workshop e registrando un podcast con Jennifer Bove. (via Design for Service) |
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31 marzo 2009
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Due nuove interviste su IdeasProject della Nokia:
Cheap sensors are transformative Metadata makes the Internet usable |
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27 marzo 2009
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Dave Zuvernik, senior user research specialist del gruppo Mobile and Devices di Adobe XD ha proposto un modello a cinque dimensioni – core, sociale, contestuale, cloud, e multi-screen – per creare esperienze mobile convincenti:
Date uno sguardo a questo post sul design di esperienza sostenibile di Andrea Mangini, Lead Experience Designer di Adobe. |
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25 marzo 2009
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25 marzo 2009
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Chris Dannen di Fast Company riflette sul perché gli Americani non facciano uso del mobile banking.
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24 marzo 2009
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Il sito di Microsoft Research è stato ridisegnato recentemente e contiene qualche bella intervista:
Danah Boyd è stata intervistata da Microspotting, un blog di Microsoft che descrive alcuni degli dipendenti più validi dell’azienda:
Ci piace il suo nuovo libro “I am the empire”. |
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24 marzo 2009
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24 marzo 2009
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Qualche settimana fa, il Sonos Multi-Room Music System, un sistema musicale wireless che permette agli amanti della musica di ascoltare tutta la musica che desiderano, è stato insignito del premio iF product design 2009 d’oro, per la sua innovazione centrata sulla gente, e Sonos mi ha contattato per parlarne, su Putting People First.
Dal momento che, in genere, preferiamo scrivere dell’approccio utilizzato per creare prodotti, ho chiesto loro di fornirmi qualche informazione in più sull’innovazione centrata sull’utente, sulla metodologia, sul processo di design e sull’interfaccia dell’utente. E così hanno fatto. Ampiamente! Guardate il pdf allegato, scritto da Mieko Kusano, senior director di product management (e designer): Sullo stesso sito di Sonos, potete leggere delle brevi interviste con Kusano, sulla filosofia alla base del design dei prodotti, e con Rob Lambourne, direttore dell’esperienza dell’utente, il quale spiega come il suo team abbia progettato l’interfaccia dell’utente. O guardate alcuni dei racconti dei clienti di Sonos. Grazie, Kaity. |
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20 marzo 2009
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Gabriel White, direttore di interaction design di Punchcut a San Francisco, ha dichiarato che il contesto è il re del design di cellulari e delle tecnologie informatiche location-aware, lo scorso settembre nel corso della conferenza di quattro giorni Web Directions South in Australia.
Ho visto la presentazione solo ora, quindi, eccola, un po’ in ritardo:
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19 marzo 2009
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19 marzo 2009
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Rik Myslewski di The Register scrive a proposito della realtà potenziata sui dispositivi cellulari:
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19 marzo 2009
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Il numero di Marzo di Metropolis è focalizzato sui prodotti col tema del Buon Design.
Diversi degli articoli si adeguano ai temi trattati in questo blog: What is good design?
Within the Product of No Product Product Panic: 2009 Rekindling the Book (via Designing for Humans) |
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19 marzo 2009
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19 marzo 2009
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Secondo il nuovo report di Nielsen “Global Faces and Networked Places.”due terzi della popolazione mondiale di Internet visita siti di social networking o blog, occupando quasi il 10% del tempo dedicato alla navigazione in rete.
Se i dati raccolti nel periodo di tempo che va dal dicembre 2007 al dicembre 2008 rappresentano un indice della tendenza, tale percentuale è destinata ad aumentare, dal momento che il tempo speso per i social network e per i siti di blog aumenta in misura tre volte maggiore rispetto al tasso di crescita complessivo di internet. “I social network stanno diventando una parte sostanziale dell’esperienza globale online,” questo è il commento di John Burbank, AD di Nielsen Online. “Mentre i due terzi della popolazione globale online ha già accesso ai siti di appartenenza a una comunità, l’intensa aggregazione e la migrazione del tempo non danno segni di rallentamento.” Più tempo per la comunità Anche il tempo trascorso sui siti di social network sta aumentando: nel 2008, in tutto il mondo, l’attività in “Member Communities” è stata di un accesso ogni 15 minuti, ora è di uno ogni 11 minuti. In Brasile, la media è di uno ogni quattro e nel Regno Unito uno ogni sei minuti. Non solo per i giovani Anche se i social network hanno esordito fra un pubblico giovane, col passare del tempo sono diventati più mainstream. Non è stata una sorpresa scoprire che il pubblico si è ampliato ed è ora più adulto. Questo cambiamento è stato inizialmente capitanato da Facebook, la cui crescita maggiore si è riscontrata fra le persone dai 35 ai 49 anni (+24,1 milioni). Dal dicembre 2007 sino al dicembre 2008, a Facebook si sono iscritti quasi il doppio di utenti di età compresa fra i 50 e i 64 (+13,6 milioni) che utenti sotto i 18 anni di età (+7,3 milioni). |
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19 marzo 2009
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In un lungo post Roxanna Samii scrive sul suo blog a proposito del ruolo del cellulare nei paesi in via di sviluppo, più in particolare nella regine del Gash Barka in Eritrea. |
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17 marzo 2009
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17 marzo 2009
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Business Week racconta di come aziende come General Electric, Nokia, e altre ancora stiano invertendo il tradizionale processo secondo il quale i prodotti vengono creati nei paesi ricchi e ri-confezionati per quelli emergenti.Leggi l’articolo |
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17 marzo 2009
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Nel corso degli ultimi mesi, Franco Papeschi e Tory Dunn del Vodafone User Experience team si sono dedicati al lavoro su una serie di principi e linee guida volte a sostenere la formazione di servizi di imprese sociali etici e sostenibili.
Sono stati ulteriormente ispirati dal progetto KashKlash, un forum e progetto web aperto, incentrato sulle economie alternative in un futuro post-denaro.
Ora hanno pubblicato le loro considerazioni iniziali sul sito di KashKlash ed hanno invitato gli interessati a participare alla discussione. |
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17 marzo 2009
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“Cos’è uno stile di vita sostenibile? Come diverrebbero le nostre vite quotidiane se ci decidessimo a modificare alcune delle nostre abitudini? Come possiamo ridurre il nostro impatto ambientale senza abbassare i nostri standard di vita?”
Un nuovo libro, edito da Francois Jegou ed Ezio Manzini (con un capitolo di John Thackara al suo interno) tenta di rispondere ad alcune di queste domande. Collaborative Services: Social Innovation and Design for Sustainability propone svariati scenari: car-sharing su richiesta, sistemi di micro-noleggio di strumenti tra vicini di casa, atelier di cucito condiviso, ristorante casalingo, servizio di consegna tra utenti che si scambiano i beni… Gli scenari mostrano come queste attività quotidiane potrebbero essere svolte da servizi strutturati, che fanno affidamento a una maggiore collaborazione tra individui. Jeff Howard di design for Service approfondisce: Si tratta di una ricerca di 200 pagine fatta da Francois Jegou ed Ezio Manzini, che ci presenta un mosaico di 24 iniziative di comunità. Anche se queste organizzazioni differiscono negli obiettivi e negli attori, possiedono caratteri in comune: sono tutte state volute da gruppi di persone che collaborano per la co-creazione di valori comunemente riconosciuti. Per questo motivo, le chiameremo comunità di collaborazione: produzione e servizi basati su un approccio paritario, rapporti imperniati sulla collaborazione e di conseguenza basati su un alto grado di fiducia reciproca. La produzione e i servizi dove i valori prodotti hanno origine da qualità relazionali, ad esempio relazioni personali dinamiche, furi dala realtà di tutti i giorni. I case study di questi servizi di collaborazione sono stati raccolti a Milano, Parigi, Eindhoven, Utrecht, Colonia, Glasgow ed helsinki, e fanno tutti parte di sei grandi categorie: ° Servizi incentrati sulla famiglia – organizzati all’interno di una casa, combinando le abituali attività domestiche con gli eletrodomestici disponibili. ° Alloggio in una comunità – basati su una particolare struttura abitativa, che permetta di condividere risorse domestiche e assistenza reciproca. ° Case allargate – in base alle quali la condivisione delle attività domestiche viene fornita da infrastrutture collettive, situate nelle vicinanze. ° Comunità elettive - all’interno delle quali i membri si organizzano e trovano sinergie per aiutarsi l’un l’altro. ° Associazioni di servizi – sono dei workshop dove dei dilettanti appassionati condividono le loro capacità e la loro attrezzatura. ° Reti di accesso diretto – tramite le quali i cittadini si organizzano per comprare direttamente dal produuttore. <!– /* Font Definitions */ @font-face {font-family:”Cambria Math”; panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4; mso-font-charset:0; mso-generic-font-family:roman; mso-font-pitch:variable; mso-font-signature:-1610611985 1107304683 0 0 159 0;} @font-face {font-family:Calibri; panose-1:2 15 5 2 2 2 4 3 2 4; mso-font-charset:0; mso-generic-font-family:swiss; mso-font-pitch:variable; mso-font-signature:-1610611985 1073750139 0 0 159 0;} /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal {mso-style-unhide:no; mso-style-qformat:yes; mso-style-parent:”"; margin-top:0cm; margin-right:0cm; margin-bottom:10.0pt; margin-left:0cm; line-height:115%; mso-pagination:widow-orphan; font-size:11.0pt; font-family:”Calibri”,”sans-serif”; mso-ascii-font-family:Calibri; mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-fareast-font-family:Calibri; mso-fareast-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri; mso-hansi-theme-font:minor-latin; mso-bidi-font-family:”Times New Roman”; mso-bidi-theme-font:minor-bidi; mso-fareast-language:EN-US;} .MsoChpDefault {mso-style-type:export-only; mso-default-props:yes; mso-ascii-font-family:Calibri; mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-fareast-font-family:Calibri; mso-fareast-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri; mso-hansi-theme-font:minor-latin; mso-bidi-font-family:”Times New Roman”; mso-bidi-theme-font:minor-bidi; mso-fareast-language:EN-US;} .MsoPapDefault {mso-style-type:export-only; margin-bottom:10.0pt; line-height:115%;} @page Section1 {size:595.3pt 841.9pt; margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; mso-header-margin:35.4pt; mso-footer-margin:35.4pt; mso-paper-source:0;} div.Section1 {page:Section1;} –> < ![endif]–>
Vi segnalo anche la precedente pubblicazione Creative communities | People inventing sustainable ways of living. (via Doors of Perception) |
Notizie di Experientia
Experientia, la società internazionale di User Experience con sede a
Helsinki, Finlandia. Nella mattinata di oggi, è stato dato
Il 21 luglio 2009, Experientia compie quattro anni. Da quattro amici e
Il 19 marzo, Area onlus, l’organizzazione a sostegno delle famiglie
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