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NOTIZIE SULL’EXPERIENCE DESIGN, SUL DESIGN UTENTE-CENTRICO E SULL’INNOVAZIONE

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 febbraio 2009
11 febbraio 2009
Progettare politiche centrate sulla gente: come può il design utente centrico aiutare i servizi pubblici?
Ampersand Nick Marsh di Engine Service Design osserva come il design centrato sull’utente può aiutare i servizi pubblici.

Come possiamo far sì che i pazienti in condizioni croniche riescano a prendersi cura di se stessi in modo migliore? Come inseriamo partner di altri settori, come le associazioni di beneficenza e persino le famiglie, nel nostro sistema di trasmissione dei servizi? Come appoggiamo la responsabilità individuale dell’esito del servizio? Quali strutture politiche supporteranno al meglio le pratiche innovative? Come possiamo fare di più con meno?

Man mano che ci avviciniamo alla seconda decade del XXI secolo, le sfide si fanno significative e urgenti. Le nostre autorità locali tradizionali e le strutture dei servizi pubblici nazionali – focalizzati sulla distribuzione predisposta centralmente e progettata più di 60 anni fa per uno scenario diverso di problematiche sociali – non sono stati costruiti per far fronte a questi problemi. Abbiamo bisogno di nuovi approcci per capire la gente e i suoi bisogni e successivamente tradurre queste scoperte in servizi operativi e politiche di sostegno.

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11 febbraio 2009
Trasformarsi in un’azienda guidata dall’esperienza del cliente
Peter Merholz Peter Merholz, partner fondatore e presidente di Adaptive Path, scrive ora la rubrica “Experience Matters” per il rinnovato HarvardBusiness.org in cui cerca di “scindere le cose che hanno importanza per noi, per gente che sa poco o nulla di ciò che facciamo, ma senza i quali fondamentalmente non avremmo successo.”

Il primo articolo, “Becoming a customer experience-driven business,” è stato appena pubblicato online:

“L’esperienza del cliente è un atteggiamento mentale aziendale. Non è qualcosa che un’azienda compra, è qualcosa che un’azienda diventa.

L’esperienza del cliente fa riferimento alla totalità dell’esperienza che un cliente ha con un’azienda, tramite tutti i canali e i punti di contatto.”

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(via Adaptive Path blog)

10 febbraio 2009
Conferenza di Jan-Christoph Zoels presso il National Institute of Design dell’India
NID Il partner di Experientia Jan-Christoph Zoels si trova attualmente ad Ahmedabad, in India, per un progetto.

Tuttavia, ha trovato il tempo per una conferenza informale presso il famoso National Institute of Design, programmata per mercoledì 11 Febbraio alle 17:15.

“Unitevi a noi per la sessione Baatein con Jan-Christoph Zoels mercoledì alle 17:15, presso l’auditorium. Per favore, siate puntuali per assistere a come le nuove forme di media interattivi possano creare meraviglie dal forte valore funzionale.

Jumping jack flash – new forms of interactions

Questa conferenza presenta alcune delle principali tendenze e idee di design per le nostre interazioni con i dispositivi, i servizi o le applicazioni. Con un numero sempre crescente di dispositivi in grado di supportare media consapevoli della posizione o media contestuali, come interagiremo con essi, come ne sceglieremo i contenuti, come navigheremo o riusciremo a connettere molteplici fonti di informazione? La presentazione esplora le interfacce gestuali, tattili e altri generi di interfaccia sensoriali per una molteplicità di applicazioni.

Jan-Christoph Zoels è un responsabile del design dell’ esperienza dell’utente presso Experientia, con base a Torino. Fino a poco tempo fa è stato professore associato presso l’Istituto di Interaction Design di Ivrea, dove ha condotto i workshop di innovazione delle aziende chiamati Applied Dreams.

Nel suo lavoro, Jan-Christoph si focalizza specificamente sull’esperienza della gente di servizi di telefonia cellulare, sulle applicazioni e sull’utilizzo della tecnologia di informazione per sostenere la semplicità.

In precedenza, è stato direttore dell’architettura dell’informazione per Sapient (New York), e senior designer presso il Sony Design Center USA. È titolare di quattro brevetti. Ha insegnato presso la Rhode Island School of Design, Jan van Eyck Academy a Maastricht, Samsung’s Innovative Design Laboratory a Seoul, e Domus Academy, Milano.”

10 febbraio 2009
Intervista con John Knight, user experience manager presso Vodafone
John Knight John Knight, direttore di esperienza dell’utente presso il team UE Design Development della Vodafone è stato intervistato da Giles Colborne di cxpartners.

“Una delle cose che ho imparato è che spesso pensiamo troppo al design di interfacce. Se si progetta un’interfaccia,  tendenza a metterci troppe cose, pensate ai bottoni ed all’aspetto, persino il caso di utilizzo (se legato ad un interfaccia) può portarvi a sovraccaricare l’esperienza dell’untente. L’interfaccia è il punto finale e non dobbiamo dimenticarcelo. L’esperienza – tutte le funzioni tecniche e le interazioni che volete veramente progettare – questo non viene visto dagli uteti ed è la cosa più difficile e preziosa che possiamo progettare come professionisti dell’esperienza dell’utente.”

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(via UsabilityNews)

9 febbraio 2009
Dan Ariely riguardo un nuovo tipo di economia
Dan Ariely IdeasProject, un eccellente sito della Nokia, ha intervistato l’economista comportamentale, collaboratore del Media Lab MIT e autore di best-seller, Dan Ariely.

Ariely  ha detto che le tecnologie web, come le telecamere, possono permettere agli individui di scavalcare i sistemi finanziari tradizionali e partecipare direttamente in transazioni quali ipoteche e prestiti finanziari. Supponendo di poter creare un meccanismo in grado di stabilire fiducia e garanzie legali, Dan vede il potenziale per la rapida nascita di un nuovo genere di economia.

Ariely ha anche definito i requisiti necessari per facilitare l’accesso remoto alle transazioni; tra i quali una buona tecnologia per credito, delle garanzie e un linguaggio legale.

Dan Ariely è l’autore del best-seller Predictably Irrational: The Hidden Forces That Shape Our Decisions, (HarperCollins).

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- Leggi la trascrizione

Sempre tra le novità di IdeasProject c’è un’intervista con il sostenitore dell’imprenditoria nel Terzo Mondo Iqbal Quadir sul mobile banking e sulle opportunità di comunicazione globale.

Se volete altre informazioni, date un’occhiata al discorso di Quadir presso TED 2008 e a un reportage sul suo lavoro in Bangladesh.

8 febbraio 2009
Perché i computer non possono uccidere i post-it
Infoscraps I ricercatori MIT  sostengono che i computer devono diventare tanto facili da usare quanto quei fogliettini adesivi gialli.

Gli impiegati che lavorano negli uffici sono come l’elettricità: Quando vogliono ottenere qualcosa, seguono la stada che offre meno resistenza.

Questo è il motivo per cui, dicono i ricercatori MIT, i post-it continuano a fiorire su ogni superficie dei moderni uffici, nonostante tutti quei costosi computer pronti e disposti all’uso.

David Karger aiuta a condurre un gruppo presso il MIT, esplorando il modo in cui la gente lavora coi computer. Un recente paper scritto dal suo gruppo racconta l’attrazione dei “frammenti di informazione” come i post-it, che – dice Karger – sono effettivamente degli strumenti di raccolta dati quasi perfetti. Sono accessibili e facili da usare, e traggono vantaggio dalla capacità del cervello di ricordare la posizione di un oggetto nel mondo tridimensionale.

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7 febbraio 2009
Video di UX Week 2008
UX Week Nel corso degli ultimi mesi, Adaptive Path ha caricato video dell’ultimo UX Week che ha avito luogo ad Agosto 2008.

Donald Norman conversa con il presidente e fondatore di Adaptive Path Peter Merholz
Autore e co-fondatore del Nielsen Norman Group

Scott Griffith riguardo all’esperienza di car sharing presso Zipcar (riassunto)
Presidente e CEO di Zipcar

Dennis Wixon riguardo la sfida dell’innovazione emozionale (riassunto)
Manager del gruppo di ricerca sull’utente presso Microsoft Surface

Dave Wolf riguardo un prototipo di democrazia nel XXI secolo (riassunto)
Vice-presidente di Synergy

Dan Saffer riguardo il progettare per i gesti e il tatto (riassunto)
Direttore di experience design Adaptive Path

Bruce Sterling riguardo l’esperienza dell’utente nei Bacani
Scrittore di fantascienza, saggista di design, e critico della rete

Jennifer Bove e Ben Fullerton riguardo a quello che rende memorabile l’esperienza del servizio (riassunto)
Jennifer Bove, vice presidente di esperienza dell’utente preso HUGE, e Ben Fullerton, designer di interazione presso IDEO

Audrey Chen riguardo The Daily Show (riassunto)
Senior Information Architect presso Comedy Central

Aaron Powers riguardo l’interazione uomo-robot interaction (riassunto)
Ingengere di Software Human-Robot Interaction presso iRobot

Jay Torrence e Sarah B. Nelson riguardo i Neo-Futuristi (riassunto)
Jay Torrence, direttore artistico della compagnia di teotro dei Neo-Futuristi, e Sarah B. Nelson, stratega di design presso Adaptive Path

Jane McGonigal riguardo il design di giochi e il futuro della felicità (riassunto)
Game designer e pronosticatore del futuro

Rod Naber e Dan Levine riguardo Current TV (riasunto)

Dan Albritton riguardo ai videogiochi su grossi display, con cellulari come controller
Co-founder, Megaphone

Aurora panel riguardo il futuro del web browser (riassunto)
In seguito al lanciamento di Aurora, è stata condotta da Leah Buley una discussione sul progetto presso UX Week by Leah Buley. Tra i partecipanti c’erano Dan Harrelson, Julia Houck-Whitaker e Jesse James Garrett di Adaptive Path, Alex Faaborg di Mozilla Labs,e il futurista  Jamais Cascio.

Buona visione (e grazie, Adaptive Path).

5 febbraio 2009
Service thinking
Hillerod L’azienda britannica di consulenza sul design di servizi live|work ha pubblicato un ottimo manifesto sul service thinking:

“Abbiamo identificato tre imperativi chiave dei servizi, che devono essere presi in considerazione se vogliamo creare importanti servizi che migliorino le cose per la gente, le aziende e la società.

Il primo imperativo è collocare la gente nel cuore dei servizi. Se tentiamo di produrre un servizio senza la partecipazione del cliente, questo stesso servizio non sarà in grado di soddisfare quel cliente o di raggiungere il suo potenziale. Dobbiamo trovare i modi di ri-coinvolgere la gente nei servizi che usa.

Il secondo imperativo è quello di creare network che abilitino i servizi. I servizi sono sempre stati delle reti; una rete ferroviaria, una rete telefonica, persino il servizio religioso fa parte di una rete sociale. Attualmente possediamo tecnologie dell’informazione così potenti che le reti di servizi sono realizabili in tutti i settori.

Il terzo imperativo è installare la sostenibilità come linea di base. In questo caso stiamo parlando di una tripla linea di base di sostenibilità economica, sociale e ambientale. Ci aspettiamo che i servizi siano a nostra disposizione tutto il tempo – che si tratti della connessione telefonica o di un intervento chirurgico – e ci sentiamo persi quando non è così. Fondamentalmente, il Service Thinking è la continua considerazione di come andiamo incontro alle nostre necessità collettive senza attingere troppo dalle nostre risorse umane e naturali.”

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(via InfoDesign)

5 febbraio 2009
David Orban sull’innovazione spime ed i suoi dilemmi
David Orban David Orban, fondatore di WideTag, Inc. (OpenSpime) e consulente presso la nuova Singularity University, è intervenuto di recente a TechnoArk in Svizzera.

Il suo riepilogo:

Quando vi preparate a trasformare in realtà qualcosa che è stato sognato da uno scrittore di fantascienza, Bruce Sterling nel nostro caso, dovete fare attenzione a ponderare svariati fattori. Da una  parte, avete la libertà di interpretare la visone originale quasi in qualsiasi modo preferiate, dato che non c’è nessuno a dirvi che vi sbagliate. D’altra parte, non siete nella posizione di immaginare un futuro destinato a non trasformarsi mai in realtà, come farebbe uno scrittore di fantascienza. Si suppone che voi portiate un messaggio che è proprio a contatto con la realtà. Forse ampliandola, o stringendola verso gli obiettivi stabiliti, tuttavia devono esistere modi per dimostrare che il vostro piano è eseguibile. E poi farlo!

Una conseguenza delle innovazioni che presentiamo, e del modo aperto e trasparente in cui ne parliamo alle conferenze e ne scriviamo sul nostro blog o sull’account twitter di OpenSpime, è che la gente arriva da noi con commenti, critiche e suggerimenti molto ben accetti, che di conseguenza, ovviamente, influenzano il nostro modo di pensare e di mettere in atto le nuove generazioni di idee che nel frattempo sviluppiamo.

Guarda il video

5 febbraio 2009
Il progetto Tribal Futures di RCA Design Interactions per Vodafone
Tribal Futures Matt Jones scrive su un breve progetto al quale ha lavorato lo scorso novembre con gli studenti del corso di Design Interactions presso la RCA,in collaborazione con il gruppo di User Experience della Vodafone.

Le istruzioni erano volutamente abbondanti e intenzionate ad allontanarci dal pensiero del cellulare. Il titolo era “Tribal Futures”, e richiedevano al gruppo di:

“… focalizzarsi sull’aspetto mondano e sugli estremi del nostro comportamento all’interno di gruppi e proporre interventi di design per supportare, sovvertire e celebrare le nostre connessioni tribali. Vi incoraggiamo a estrapolare le attuali tendenze nelle tecnologie cellulari, sociali e altre, in termini di fallimenti e di successi, ed esaminare quali potrebbero essere le conseguenze volontarie e non delle tecnologie.”

potete trovere un breve riepilogo del lavoro sul  blog di Matt Magical Nihilism.

Tutti i progetti si possono trovare su http://beta.interaction.rca.ac.uk/ft/ ed hanno tenuto il blog de progetto usato per la ricerca e il work-in-progress (con i commenti disabilitati) su http://beta.interaction.rca.ac.uk/futuretribes/ per mostrare alcuni dei processi, lungo il percorso.

5 febbraio 2009
David Kelley di IDEO vince il premio Edison per l’innovazione
David Kelley Il primo Aprile, il fondatore di IDEO David Kelley verrà premiato con l’Edison Achievement Award dai Thomas Edison Papers presso la Rutgers University per i suoi “contributi pioneristici al design di prodotti, servizi ed esperienze per i consumatori d’avanguardia , così come per il suo sviluppo di una cultura innovativa che ha un ampio impatto.”

Fast Company ha usato questa opportunità per dedicare una serie di articoli a David e ad IDEO:

Ideo’s David Kelley on “design thinking”
David Kelley, fondatore della casa di design Ideo e della Stanford d.school, stava conducendo un’esistenza incantata. Poi ha sentito un’angoscia.

17 career lessons from IDEO’s David Kelley
David Kelley è ben noto per la sua applicazione intelligente del design thinking a molti problemi intrattabili della vita. Meno noto è che lui è anche un autentico esperto in suggerimenti sulla vita, carriera e l’importanza di non essere un vigliacco.

Why a bowling shirt made me love David Kelley
È stata una slide di Power Point di Ettore Sottsass con una camicia da bowling che ha fatto che Jim Hackett, CEO di Steelcase, volesse conoscere David Kelley.

Ideo’s newest design projects (slideshow)
Sotto il fondatore David Kelley, Ideo ha ricevuto più di 1.000 brevetti dal 1978 e 346 premi di design dal 1991. Ecco alcuni dei molti progetti dell’azienda.

3 febbraio 2009
Cosa diavolo è il design di esperienza dell’utente??!!
Jesse James Garrett Audio intervista con Jesse James Garrett, presidente e co-fondatore di Adaptive Path.

Alcuni lo descrivono come il processo di rendere le cose facili e piacevoli da utilizzare. Altri lo descrivono come l’insieme degli elementi che colpiscono la percezione che una persona ha di un prodotto o sistema. Jesse James Garrett dice che è un po’ come recarsi al primo appuntamento importante.

Per quelli che non ne hanno mai sentito parlare: Vi sorprenderà quanto riguardi le vostre vite.

Per coloro che lo conoscono bene: che ci crediate o meno, la complessità resa semplice. Finalmente, saprete cosa rispondere quando qualcuno, in ascensore, vi domanda di che cosa vi occupate.

(via InfoDesign)

3 febbraio 2009
Libro: Mobile Technologies – From Telecommunications to Media
Mobile Technologies Mobile Technologies – From Telecommunications to Media
Redattori: Gerard Goggin; Larissa Hjorth
ISBN: 978-0-415-98986-2 (rilegato) 978-0-203-88431-7 (elettronico)
Serie: Routledge Research in Cultural and Media Studies
Anteprima di Google

Sommario

Alla luce delle nuove forme di software, interfacce, usi delle culture, e pratiche associate col media cellulare, questa collezione investiga i diversi modi in cui i media del cellulare si stanno sviluppando in diversi ambienti culturali, linguistici, sociali e nazionali. Consideriamo le promesse e le politiche del cellulare ed il suo ruolo nelle relazioni dinamiche sociali e di genere configurate nei confini tra le sfere pubbliche e private. In cambio, il contributori rivedono le politiche culturali e tecnologiche del cellulare. La collezione è genuinamente interdisciplinare, così come di raggio internazionale, con contributori e studi dalla Cina, Giappone, Corea, Italia, Norvegia, Francia, Belgio, Gran Bretagna ed Australia.

Tabella dei Contenuti

Part I: Reprising Mobile Theory
1. “The Question of Mobile Media”- Gerard Goggin and Larissa Hjorth
2. “Intimate Connections: The Impact of the Mobile Phone on Work Life Boundaries” – Judy Wajcman, Michael Bittman and Jude Brown
3. “Gender and the Mobile Phone” – Leopoldina Fortunati

Part II: Youth, Families, and the Politics of Generations
4. “Children’s Broadening Use of Mobile Phones” – Leslie Haddon and Jane Vincent
5. “Mobile Communication and Teen Emancipation” – Rich Ling
6. “Mobile Media and the Transformation of Family” – Misa Matsuda
7. “Purikura as a Social Management Tool” – Daisuke Okabe, Mizuko Ito, Aico Shimizu and Jan Chipchase

Part III: Mobiles in the Field of Media
8. “Mobile Media on Low-Cost Handsets: The Resiliency of Text Messaging among Small Enterprises in India (and Beyond)” – Jonathan Donner
9. “Innovations at the Edge: The Impact of Mobile Technologies on the Character of the Internet” – Harmeet Sawnhey
10. “Media Contents in Mobiles: Comparing Video, Audio and Text” – Virpi Oksman
11. “New Economics for the New Media” – Stuart Cunningham and Jason Potts
12. “Domesticating New Media: A Discussion on Locating Mobile Media” – Larissa Hjorth

Part IV: Renewing Media Forms
13. “Back to the Future: The Past and Present of Mobile TV” – Gabriele Balbi and Benedetta Prario
14. “Net_Dérive: Conceiving and Producing a Locative Media Artwork” – Atau Tanaka and Petra Gemeinboeck
15. “Mobile News in Chinese Newspaper Groups: A Case Study of Yunnan Daily Press Group” – Liu Cheng and Axel Bruns
16. “Re-inventing Newspapers in a Digital Era: The Mobile E-Paper” – Wendy Van den Broeck, Bram Lievens and Jo Pierson

Part V: Mobile Imaginings
17. “Face to Face: Avatars and Mobile Identities” – Kathy Cleland
18. “Re-imagining Urban Space: Mobility, Connectivity, and a Sense of Place” – Dong-Hoo Lee
19. “These Foolish Things: On Intimacy and Insignificance in Mobile Media” – Kate Crawford
20. “Mobility, Memory and Identity” – Nicola Green

(via Jonathan Donner)

Notate il capitolo 7.

1 febbraio 2009
Nuovo report: I cellulari come piattaforme media nel sud globale
The Promise of Ubiquity Il report Promise of Ubiquity è stato commissionato da Internews Europe per aiutare ai media a capire il potenziale, le incredibili sfide ed i pericoli di rifiutarsi di cambiare. Che genere di servizi di informazione possono portarsi oggi e nei prossimi cinque anni sul cellulare? Il cellulare è possibile come canale di informazione anche quando molti dei nuovi utenti potrebbero essere analfabeti? Potrebbero esserci poche risposte corrette, ma l’autore John West fornisce una mappa sul come orientarsi attraverso il nuovo mondo della telefonia mobile. West propone una lista di domande utili e di suggerimenti pratici che sono emersi fino ad adesso.

Attraverso interviste con i leader del settore – ingegneri e designer di software, giornalisti, e uomini di affari – il libro esamina le tendenze attuali e future, dal predominio degli SMS al Web su cellulare, e consiglia approcci su come i punti di vendita di mesia possono negoziare con gli operatori delle reti e su quali servizi offrire.

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