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 novembre 2008
30 novembre 2008
State lasciando una scia digitale. E la privacy?
Privacy Il New York Times scrive sulle questioni di privacy neile nostre abitudini di comunicazione digitale:

“Un vasto mare di informazione digitale viene registrato da una rete ancora più fitta di sensori, dai cellulari alle unità GPS alle etichette nelle targhette degli uffici, che catturano i nostri movimenti ed interazioni. Insieme all’informazione già raccolta dalle sorgenti come il Web e le carte di credito, i dati sono la base per un settore emergente chiamato intelligenza collettiva.

Appoggiata dalle nuove tecnologie e la veloce incursione di Internet in ogni angolo e fessura della nostra vita, l’intelligenza cllettiva offre potenti capacità, dal migliorare l’efficienza della pubblicità al fornire alle comunità nuovi metodi di organizzazione.

Ma persino i suoi professionisti si rendono conto che, se adoperati male, gli strumenti dell’intelligenza collettiva potrebbero creare un futuro Orwelliano a livelli che il Grande Fratello potrebbe solo sognare.”

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29 novembre 2008
I social media nelle società chiuse
closed societies Ethan Zuckerman, un ricercatore sull’impatto delle tecnologie dell’informazione nei paesi in via di sviluppo, scrive sul suo blog circa una recente discussione tra esperti, organizzata dall’Open Society Institute, sui nuovi media nelle società autoritarie.

La discussione è inizata dalla premessa che la nostra comprensione degli effetti dei media online sulla società “si basino ampiamente sulla ricerca nelle società aperte, specialmente negli Stati Uniti. Ma ci sono molti meno lavori sugli effetti dei nuovi media in altre parti del mondo, specialmente nelle società chiuse, e gran parte del lavoro svolto è incompleto e qualche volta impreciso.”

A parte Zuckerman, tra gli esperti c’erano John Kelly, fondatore di Morningside Analytics, che ha parlato della sfera pubblica emergente nella rete e ha presentato le sue mappe dei social network online in Iran, Egitto, Russia e China; Evgeny Morozov, che sta scrivendo un libro su Internet nei paesi autoritari; e Porochista Khakpour, uno scrittore Iraniano-Americano che ha discusso su come la diaspora Iraniana usi Internet.

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(via Worldchanging)

29 novembre 2008
Recensione libro: Born Digital
Born Digital Alcuni mesi fa ho annunciato la pubblicazione del libro Born Digital: Understanding the First Generation of Digital Natives di John Palfrey e Urs Gasser.

Il libro, che è nato dal progetto digital natives presso il Berkman Center dell’Università di Hardvard, investiga “cosa significhi crescere in una cultura mediaticae i modi in cui la tecnologia influenza temi come privacy, sicurezza, proprietà intellettuale, creazione dei media e studio”.

In una lunga recensione del Washington Monthly dal titolo “Open Society – The rules of the digital era aren’t clear, even to the generation that has grown up in it“, Doron Taussig sostiene che digitalizzazione significa cambio sociale.

“Vivere online è quasi vivere permanentemente in pubblico, e non è chiaro se la gente abbia capito questo.”

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(via AlterNet)

28 novembre 2008
“Il brevetto verrà considerato una limitazione dei diritti umani.”
KashKlash “Il brevetto verrà considerato una limitazione dei diritti umani.”

“Non ci sono imbroglioni perché nel mio sistema imbrogliare è l’attività più positiva.”

“I residenti scorretti vengono incolpati di negligenza e mandati a vivere in comunità ‘finanzialmente attive’”

“[Ci sarà] una varietà infinita di nuovi valori di ricchezza che renderanno l’economia informale estremamente superiore all’attuale cultura senza senso dei soldi.”

Queste sono alcune citazioni della gente che sta compilando il questionario anonimo di KashKlash (vedi anche qui). Potete vedere i risultati qui.

Il questionario è ancora aperto e ci vogliono solo cinque minuti per compilarlo. Per favore dateci un’occhiata.

E se avete Facebook, potete anche andare qui.

27 novembre 2008
Conferenza Deep Search
Deep Search Deep Search è stata una conferenza sulle implicazioni sociali, culturali e politiche della ricerca, che ha avuto luogo l’8 Novembre 2008 Vienna.

Tutti i video sono online

(via InfoDesign)

25 novembre 2008
Le migliori politiche di design sono locali
Shaping the Global Design Agenda Una recensione della conferenza Shaping the Global Design Agenda di Mark Vanderbeeken (Experientia) e Marcia Caines (Cluster)

I giorni che seguono le elezioni Americane sono chiaramente un periodo di riflessione. I giornali e le riviste sono piene di articoli di riflessione, e le conferenze cercano di definire le nuove agende e direzioni verso cui indirizzare il nostro mondo.

Il World Economic Forum ha radunato circa 700 leader del pensiero globali a Dubai per un summit su alcuni dei temi più importanti dell’agenda globale.

La scorsa settimana una conferenza internazionale a Torino aveva un obiettivo molto più ristretto, e ha cercato di definire quello che costituisce una buona politica di design.

L’evento, organizzato da Torino 2008 World Design Capital in collaborazione con Michael Thomson, direttore di Design Connect (Londra), giunge in un periodo in cui sta emergendo a livello internazionale un’importante discussione sulla politica del design e l’innovazione.

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24 novembre 2008
Ricerche sull’Europa digitale
Phone money Due importanti report riguardanti gli stili di vita digitali in Europa sono stati pubblicati la scorsa settimana.

EIAA Mediascope Europe 2008 (comunicato stampasommario esecutivo) vi racconta tutto quello che volete sapere sul perchè la gente usa cose digitali. E’ particolarmente utile se volete sapere cosa fa online la gente tra i 25 e i 34 anni. I maggiori di 35 sono raggruppati in ‘altro’.

Il report International Communications Market 2008 di Ofcom (comunicato stampascarica report) è molto più approfondito e tratta anche di paesi non Europei. Non dimenticate di controllare i “Key Points”.

(via 50-Plus Marketing e Marketing & Strategy Innovation Blog)

24 novembre 2008
Tecnologie intelligenti e facili da usare per ampliare la vita indipendente degli anziani
Episodic memory Comunicato stampa:

IBM ha annunciato una collaborazione con i partner dell’Unione Europea per sviluppare una nuova tecnologia che aiuterà a supportare l’attività durante invecchiamento e a prevenire il declino della cognizione nella popolazione anziana.

Basato sull’elaborazione e ragionamento audio-visivo, il progetto “HERMES Cognitive Care for Active Aging” svilupperà una combinazione di soluzioni basate sulla casa e sul cellulare per aiutare agli anziani a combattere la riduzione naturale delle capacità cognitive. Il progetto di tre anni comprende un’attenzione particolare nello sviluppo di un’interfaccia che sia confortevole per gli utenti avversi alla tecnologia.

Il progetto HERMES mette insieme esperti che vanno dalla gerontologia ed elaborazione del discorso, all’integrazione di hardware e design utente-centrico per raggiungere l’obiettivo comune di supportare la cognizione dei più anziani.

Leggi il comunicato stampa

24 novembre 2008
La nascita del cittadino sensore
Citizen Science L’attuale numero della rivista Receiver di Vodafone — sullo spazio e la posizione — è uno dei migliori fino ad ora. Ogni settimana gli editoi invitano un pensatore a contribuire con un saggio sull’argomento, e questa settimana l’onore è andato a Anne Galloway.

Anne Galloway (blog) ha recentemente concluso un PhD in sociologia e antropologia presso la Carleton University, Ottawa, Canada, che coinvolgeva uno studio etnografico sul design di tecnologie mobili e pervasive (scarica la tesi). Lei è interessata alle connessioni tra le pratiche tecnologiche, spaziali e culturali, e la sua attuale ricerca esplora il design come attività sociale e culturale e si chiede come si progettino le relazioni sociali e culturali.

Nel suo contributo (scritto in stile accademico) lei da uno sguardo da vicino ai progetti di mappatura e percezione delle comunità, e indica sia le opportunità che le sfide per l’attivismo rese possibili dalle tecnologie locative.

Leggi l’articolo

Un paper relazionato è “Mobile Publics and Issues-Based Art and Design.” Apparso in Sampling the Spectrum, redatto da Barbara Crow, Michael Longford e Kim Sawchuck, Toronto: University of Toronto Press, 2008.

22 novembre 2008
La antropologa Genevieve Bell diventa la pensatrice residente di Adelaide
Genevieve Bell Adelaide, Australia ha un programma Thinker in Residence che “porta i principali pensatori del mondo a vivere e lavorare in Adelaide per assistere allo sviluppo strategico e la promozione del Sud dell’Australia.”

[Oppure, quel che le città e le regioni devono fare per attrarre la "classe creativa".]

L’attuale ospite di Adelaide è la Dott.essa Genevieve Bell, un’antropologa ed etnografa Australiana, attualmente direttrice dell’esperienza dell’utente del Digital Home Group dell’Intel Corporation.

Dureante la sua residenza, Bell esaminerà cosa fa la gente con la tecnologia, quali sono le sue aspirazioni e frustrazioni, cosa vuole fare da grande la gente, e come introdurre la tecnologia in questo. Lei dice che internet, TiVo e i cellulari ci stanno dando più preoccupazioni di prima e che la genre sta ancora cercando di capire i problemi e i limiti.

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22 novembre 2008
Scegliere un cellulare assomiglia molto a scegliere un fidanzato
Live Questo titolo piuttosto inusuale è in realtà una citazione di Younghee Jung, una senior design manager presso Nokia, la quale viaggia per il mondo per conto dell’azienda per studiare come la gente interagisce con la tecnologia.

Younghee è stata intervistata dal sito Canadian Woman.ca per un articolo che inizialmente si proponeva di capire cosa significasse fare design per le donne, ma alla fine ha riguardato il design in generale.

“Non puoi generalizzare quello che le donne vogliono perché devi sempre considerare i compromessi. Se ho bisogno o mi piacciono le funzioni, probabilmente trascurerò le dimensioni. Scegliere un cellulare assomiglia molto a scegliere un fidanzato. Non puoi guardare solo un aspetto del prodotto—lui può anche essere bello, ma magari ha qualché problema di personalità. Un cellulare è qualcosa con cui ti svegli e ti addormenti.” [...]

Anche se possono usare i prodotti nello stesso modo degli uomini, iniziare dalle ispirazioni delle donne per il product design può essere più utile nel creare un dispositivo che funzioni ugualmente bene in diversi ambienti. Fattori come la facilità di utilizzo, anche se importante per entrambi i sessi, possono diventare più raffinati attraverso il crogiuolo dei doppi ruoli della donna nella società, nel modo in cui bilancia lavoro e vita famigliare, e ha bisogno che la sua tecnologia funzioni bene in entrambi i casi. “Quando si tratta di ispirare una soluzione di design, quello che pensano le donne è un punto di partenza molto interessante”, dice Jung. “Se è buono per le donne, è buono anche per gli uomini”.

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21 novembre 2008
Service Design nel turismo
Live DIT-Design in Tourism è un progetto Europeo per o sviluppo di strumenti adatti per l’utilizzo quotidiano all’interno dell’industria del turismoan EU-funded project to develop tools suitable for everyday use within the tourism industry and to promote service design competencies from terminology to strategies and concepts.

Il progetto non è stato – fino ad ora – comunicato molto bene (il sito ha diverse pagine vuote), ma c’è un libro in lavorazione e uno dei capitoli è finito ed è forte. Molto forte. Tuttavia non ha molto a che fare con il turismo.

Nel articolo di 19 pagine, lo stratega di design del CID Group e futurista Jari Koskinen (sito) sostiene una visione completamente nuova sul turismo:

“Benessere e sicurezza sono mega-tendenze associate con l’innovazione e il design di servizi. Le fiosofie di vita Slow-city e slow-food sono tendenze globali. Ci sono molte opportunità naturali per rallentare in un ambiente autentico e naturale in Finandia e Estonia. L’aumento dinamico del turismo del benessere e principalmente una questione di marketing – la necessità esiste già.”

Koskinen, che ha chiaramente una mentalità eclettica riguardo a tutto, assume un punto di vista decisamente Finladese, ed effettua alcune connessioni degne di nota: Alvar Aalto e Naomi Klein, Hilary Cottam (Participle) e il Finland Futures Research Centre, un libro pubblicato nel 1923 (“Scientific Advertising” di Claude Hopkins) e la disciplina del design di interazione, la croce rossa finlandese e la fabbricazione digitale.

Mi piace molto questo testo. L’articolo è di natura concettuale, con un approccio interdisciplinare, ed è sempllcemente una lettura altamente rinfrescante e intellettualmente stmolante:

“Riguardo al design, la concettualizzazione e la crescente complessita del lavoro è ovvia. La quantità di lavoro manuale e attività artistica diminuiscono quando la proporzione del concept design e sviluppo strategico richiedenti un know-how più versatile aumentano.

Il tema di questo articolo, il design di servizi, è essenzialmente intrecciato con la concettualizzazione e la crescente complessità. Nell’evoluzione della competenza, c’è un cambiamento graduale da design del prodotto al design del servizio. Questo cambiamento può essere capito attraverso i cambiamenti apparenti nelle strutture sociali. Il settore dei servizi è in uno stato du crescita dinamica in Europa.”

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(via InfoDesign)

21 novembre 2008
L’impatto del cellulare in giro per il mondo
Discussion Una serie di tre parti su Radio France International ha esaminato l’impatto della tecnologia mobile in giro per il mondo. Le trascrizioni si possono trovare online e – se leggete Francese – la loro lettura è altamente consigliata.

Il primo programma (sito alternativo) presenta la natura essenziale del cellulare in Africa.

L’alto costo di utilizzare un cellulare in Africa è il centro del secondo programma (sito alternativo). Gli Africano spendono dal 6 al 10% del loro reddito mensile sul cellulare. Cosa fanno per potersi permettere questo?

L’ultimo programma (sito alternativo) vede l’Africa come un ambiente altamente innovativo per l’utilizzo del cellulare, con molti servizi — banking, micro-finanza, informazione sul mercato, attivismo politico, giornalismo — che sono ancra marginali nelle economie più sviluppate.

La serie è stata prodotta in collaborazione con l’Atelier des Médias, la comunità web di RFI.

(via kiwanja.net)

21 novembre 2008
La tecnologia mobile sta mostrando il meglio dell’innovazione di base Africana
Texting book Ken Banks discute in un articolo su PCWorld che la tecnologia mobile sta mostrando il meglio dell’innovazione di base Africana.

“Gli Africani non sono i destinatari passivi di tecnologia che molti crredono che siano. Molti dei servizi di telefonia mobile più eccitanti ed innovativi di oggi sono emersi come il risultato dell’utilizzo ingegnoso da parte degli indigeni. Servizi come “Call Me” — dove gli utenti di molte reti Africane possono mandare un determinato numero di messaggi gratuiti al giorno quando non hanno più credito per chiedere a qualcuno di chiamarli — sono il risultato di gente che faceva “squilli” ai loro amici (in altre parole, chiamandoli e mettendo giù il telefono per indicare che volevano parlare).”

Conclude che anche quando hanno a che fare con società indigene, le soluzioni ICT dovebbero “cercare di contruire sulle procedure e tradizioni esistenti, e non semplicemente assumere che una soluzione nuova e moderna sia migliore e debba rimpiazzare tutto quello che c’era prima”.

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20 novembre 2008
Working through Screens
Working through screens “Working through Screens: 100 ideas for envisioning powerful, engaging, and productive user experiences in knowledge work” è un punto di riverimento per i team di product design che si occupano della creazione di nuove o migliorate applicazioni per il lavoro di ragionamento. Scritto per essere utilizzato durante le prime, conversazioni formative, fornisce ai gruppi un ampio raggio di considerazioni per istaurare la direzione complessiva e le priorità per i loro strumenti sullo schermo. Con centinaia di domande ed esempi fittizi per la ricerca clinica, scambi finanziari, e architettura, questo volume può aiutare i designer a esplorare nuove direzioni innovative per i loro prodotti.

“Working through Screens” è disponibile in tre formati, ognuno dei quali è disponibile gratuitamente attraverso la licenza creative commons (Attribution-NonCommercial-ShareAlike).

1. “Idea Cards” molto riassuntive .pdf (consigliate per un’occhiata veloce!)

2. libro .pdf di 143 pag

3. Libro completo di 121 pagine .html

Guarda / Scarica il libro

(via UXnet)

20 novembre 2008
Pubblicazioni recenti di Donald Norman
Donald Norman Donald Norman ha pubblicato diversi articoli/saggi sul suo blog:

People are from earth, machines are from outer space [Interactions 2008 column]

People are from earth. Machines are from outer space. I don’t know what kind of manners they teach in outer space, but if machines are going to live here in our world, they really need to learn to behave properly. You know, when on Earth, do as the earthlings do. So, hey machines, you need to become socialized. Right now you are arrogant, antisocial, irritating know-it-alls. Sure, you say nice things like “please” and “thank you,” but being polite involves more than words. It is time to socialize our interactions with technology. Sociable machines. Basic lessons in communication skills. Rules of machine etiquette. Machines need to show empathy with the people with whom they interact, understand their point of view, and above all, communicate so that everyone understands what is happening.It never occurs to a machine that the problems might be theirs. Oh no. It’s us pesky people who are to blame.

Signifiers, not affordances [Interactions 2008 column]

One of our fundamental principles is that of perceived affordances: that’s one way we know what to do in novel situations. That’s fine for objects, but what about situations? What about people, social groups, cultures? Powerful clues arise from what I call social signifiers. A “signifier” is some sort of indicator, some signal in the physical or social world that can be interpreted meaningfully. Signifiers signify critical information, even if the signifier itself is an accidental byproduct of the world. Social signifiers are those that are relevant to social usages. Some social indicators simply are the unintended but informative result of the behavior of others. Social signifiers replace affordances, for they are broader and richer, allowing for accidental signifiers as well as deliberate ones, and even for items that signify by their absence, as the lack of crowds on a train platform. The perceivable part of an affordance is a signifier, and if deliberately placed by a designer, it is a social signifier.

CNN designers challenged to include disabled

I’m on a campaign to make assistive devices aesthetically delightful – without impairing effectiveness and cost. Why are things such as canes, wheelchairs so ugly? I urge the skilled industrial designers of this world to revolutionize this arena. Perhaps the Industrial Design Society of America (IDSA) and the equivalent design societies all over the world ought to sponsor a design contest. The best design schools should encourage design projects for assistive devices that function well, are cost effective (two aspects that are often left out of design schools) as well as fun, pleasurable and fashionable (aspects that are absent from more engineering- or social-sciences -based programs). There are many groups at work in this area: simply do a web search on the phrases “inclusive design” or “universal design” or “accessible design”. They do excellent work, but the emphasis is on providing aids and assistance, or changing public policy. All that is both good and essential, but I want to go one step further: add aesthetics, pleasure, and fashion to the mix. Make it so these aids are sought after, fashionable, delightful, and fun. For everyone, which is what the words inclusive, universal, and accessible are supposed to mean. Designers of the world: Unite behind a worthy cause.

The psychology of waiting lines

This is an abstract for a PDF file, “The Psychology of Waiting Lines.” Waiting is an inescapable part of life, but that doesn’t mean we enjoy it. But if the lines are truly inescapable, what can be done to make them less painful? Although there is a good deal of practical knowledge, usually known within the heads of corporate managers, very little has been published about the topic. One paper provides the classic treatment: David Maister’s The Psychology of Waiting Lines (1985). Maister suggested several principles for increasing the pleasantness of waiting. Although his paper provides an excellent start, it was published in 1985 and there have been considerable advances in our knowledge since then. In this section, I bring the study of waiting lines up to date, following the spirit of Maister’s original publication, but with considerable revision in light of modern findings. I suggest eight design principles, starting with the “emotions dominate” and ending with the principle that “memory of an event is more important than the experience.” Examples of design solutions include double buffering, providing clear conceptual models of the events with continual feedback, providing positive memories and even why one might deliberately induce waits. These principles apply to all services, not just waiting in lines. Details will vary from situation to situation, industry to industry, but the fundamentals are, in truth, the fundamentals of sociable design for waiting lines, for products, and for service.

>> Check also this related CNN story

Sociable Design – Introduction

This is an abstract for the attached PDF file, “Sociable Design“. Whether designing the rooftop of a building or the rear end of a home or business appliance, sociable design considers how the design will impact everyone: not just the one, intended person standing in front, but also all the rest of society that interacts. One person uses a computer: the rest of us are at the other side of the desk or counter, peering at the ugly rear end, with wires spilling over like entrails. The residents of a building may never see its roof, but those who live in adjoining buildings may spend their entire workday peering at ugly asphalt, shafts and ventilating equipment. Support for groups is the hallmark of sociable technology. Groups are almost always involved in activities, even when the other people are not visible. All design has a social component: support for this social component, support for groups must always be a consideration.

Sociable design is not just saying “please” and “thank you.” It is not just providing technical support. It is also providing convivial working spaces, plus the time to make use of them. Sociable technology must support the four themes of communication, presentation, support for groups, and troubleshooting. How these are handled determines whether or not we will find interaction to be sociable. People learn social skills. Machines have to have them designed into them. Sometimes even worse than machines, however, are services, where even though we are often interacting with people, the service activities are dictated by formal rule books of procedures and processes, and the people we interact with can be as frustrated and confused as we are. This too is a design issue. Design of both machines and services should be thought of as a social activity, one where there is much concern paid to the social nature of the interaction. All products have a social component. This is especially true of communication products, whether websites, personal digests (blog), audio and video postings mean to be shared, or mail digests, mailing lists, and text messaging on cellphones. Social networks are by definition social. But where the social impact is obvious, designers are forewarned. The interesting cases happen where the social side is not so obvious.

20 novembre 2008
Nokia progetta il futuro
Curtis Alastair Curtis, il principale designer della Nokia, parla sulle sue ispirazioni nel design, i prossimi dispositivi Nokia e come i teenager Indiani influenzeranno il futuro della mobilità, in un intervista pubblicata su Forbes.com.

Come principale designer della Nokia, un ruolo che il veterano dell’azienda detiene dal 2006, lui influenza l’aspetto e la sensazione dei milioni di cellulari che il gigante delle comunicazioni finlandese produce ogni anno.

Curtis descrive il suo ruolo come promotore “dell’uso intelligente della creatività” all’interno della Nokia. Lui dice che si sente privilegiat a lavorare in un’industria che si muove velocemente–il suo team ha appena completato il primo abbozzo del portfolio del 2010–ma accentua anche l’importanza di fare qualcosa bene.

Leggi l’intervista

20 novembre 2008
Quasi la metà degli utenti di tecnologia hanno bisogno di aiuto con i nuovi dispositivi
PEW_logo Una nuova ricerca dal Pew Research Center’s Internet & American Life Project mostra che quasi la metà degli utenti di tecnologia hanno bisogno di aiuto con i nuovi dispositivi.

Molti incontrano problemi con le loro connessioni internet, computer o cellulari. Mano a mano che i gadget diventano più importanti per la gente, diminuisce la pazienza quandol e cose si rompono.

Il 48% degli utenti di tecnologia normalmente hano bisogno dell’aiuto degli altri per configurare nuovi dispositivi o capire come funzionano. Molti utentit di tecnologia incontrano problemi con i loro cellulari e connessioni internet, ed altri gadget. Questo, spesso porta a impazienza e frustrazione quando si cerca di sistemarli.

- Leggi tutto l’articolo

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20 novembre 2008
Pubblicato report su una ricerca triennale sui giovani
Digital youth Un progetto di ricerca di tre anni che esplora come i ragazzi usino media digitale nelle loro vite quotidiane ha appena pubblicato il suo report.

Kids’ Informal Learning with Digital Media: An Ethnographic Investigation of Innovative Knowledge Cultures” è un progetto di collaborazione fondato dalla John D. and Catherine T. MacArthur Foundation, e svolto dai ricercatori della University of Southern California e University of California, Berkeley.

Lo studio ha utilizzato diversi team di ricercatori per intervistare più di 800 giovani ed i loro genitori e per osservare i teenager online per più di 5000 ore.

Potete trovare le principali considerazioni sotto, ma Mizuko Ito, unricercatore del dipartimento di informatica dell’Università di California, Irvine, che è stato anche il principale ricercatore dello studio, ha anche fornito il suo background personale.

- Report: Sommario| White paper | Report completo | Comunicato stampa e video

- Recensioni: The New York Times | Mercury News

20 novembre 2008
Perché la ricerca digitale è importanti nei tempi difficili finanziari
eDigitalResearch Michelle Fuller, Direttore presso eDigitalResearch, scrive sul Financial Times riguardo all’esperienza dell’utente nell’online banking:

Con lo spostarsi del settore bancario verso la consolidazione, è importante che i clienti vengano capiti, e premiati per la loro lealtà. Con la stima dell’ufficio britannico di statistica nazionale che  quasi la metà della popolazione britannica fa online banking, il ruolo del sito nel percorso del cliente non è mai stato più importante per i finanziatori.

Il nostro miglior consiglio è che le banche seguano gli esempi di alcuni dei grandi giganti online che seguiamo. Quando guardiamo alcuni dei nostri retailer commerciali online meglio valuati, i loro siti sono ben otimizzati, aggiornati regolarmente e contengono contenuti chiari e una forte usabilità.

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(via Usability News)