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Nokia Open Studios sono un metodo di ricerca sul design per coinvolgere le comunità delle baraccopoli.
Seconodo il senior design manager della Nokia Younghee Jung, essi erano stati concepiti come una competizione di design comunitaria col tema di ‘progetta il tuo cellulare ideale’, tenutosi in tre comunità di Dharavi (Mumbai, India), Favela Jacarezinho (Rio de Janeiro, Brazil), e Buduburam (Accra, Ghana).
O nelle parole dell’antropologo dell’utente della Nokia Jan Chipchase: “Nonostante quello che potreste intendere per studio, il risultato più prezioso dell’Open Studio non sono i progetti, ma il fornire alla gente una via alternativa di formulare le proprie necessità – nel contesto della loro comunità.” - Presentazion (SlideShare | PowerPoint) |
| ottobre 2008 |
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31 ottobre 2008
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31 ottobre 2008
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L’ultimo report dell’innovatore dell’educazione britannico Futurelab presenta il concetto di giustizia sociale e pratich di design utente centrico nello studio e l’educazione, e guarda a come le teorie per cambiare il mondo si sposano con i metodi per migliorare questi cambiamenti.
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31 ottobre 2008
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Somebody else’s phone è una nuova campagna pubblicitaria della Nokia a Londra che fa un ottimo lavoro descrivendo la vita di un ventenne attraverso i suoi messaggi, MMS e foto. |
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31 ottobre 2008
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29 ottobre 2008
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Alex Soojung-Kim Pang ha scritto una lunga riflessione sul tinkering come modo di conoscere, in seguito a una recente conferenza sullo stesso argomento. ne raccomando vivamente la lettura:
Alex Soojung-Kim Pang è direttore di ricerca presso l’Institute for the Future, un gruppo di esperti nella Silicon Valley. E’ inoltre Associate Fellow presso la Saïd Business School della Oxford University, e Senior Research Scholar presso il programma Science Technology and Society della Stanford University. (via IdeaFestival) |
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29 ottobre 2008
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Ulla-Maaria Engeström (Mutanen) di Social Objects, produttrice di servizi di intrattenimento ed educazione come Thinglink, un codice dei prodotti gratuito per i lavoro creativo, sostiene che affittare sia un concetto molto più sostenibile per il lusso rispetto al possedere:
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28 ottobre 2008
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Un lungo articolo su US News & World Report descrive l’attuale popolarità della personalizzazione di massa:
(via MadeForOne) |
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28 ottobre 2008
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Hubert Guillaud ha scritto di nuovo una breve analisi sul perchè non ha senso che le aziende creino qualcosa come i frigoriferi intelligenti.
La sua principale argomentazione è che nessuno ha bisogno di in dispositivo del genere. Anche se l’articolo in sé è in Francese, gran parte di esso è stato scritto sulla base di materiali scritti in Inglese, tra cui questa visione dell’insieme dei frigoriferi intelligenti sul mercato di Mike Kuniavsky, un breve articolo di Nicolas Nova, e lo studio intitolato “User acceptance of the intelligent fridge: empirical results from a simulation” di Matthias Rothensee. |
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28 ottobre 2008
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Kazys Varnelis, direttore del Network Architecture Lab della Columbia University, ha scritto un bel saggio per la rivista receiver di Vodafone che esplora come la comunicazione mediatica abbia cambiato la nostra nozione di luogo, creando non-luoghi e ora noi sfrecciamo tra ambienti simultanei.
Tuttavia, nel suo saggio, Varnelis evidenzia alcuni pericoli: il fatto che abbiamo collettivamente ceduto ceduto il nostro diritto alla privacy, lo scheggiarsi della rete in micro-pubblicazioni e micro pubblici, la tendenza ad associarci in comunità (nell’immagine: The Big Sort: why the clustering of America is tearing us apart, del giornalista Bill Bishop).
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27 ottobre 2008
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25 ottobre 2008
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Ieri Genevieve Bell, una rinomata antropologa e Direttrice di User Experience presso il Digital Home Group di Intel, ha tenuto una lezione presso la School of Informatics dell’Indiana University. Uno degli studenti del dottorato ha scritto:
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23 ottobre 2008
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La quarta Ethnographic Praxis in Industry Conference (EPIC) annuale ha avuto luogo a Copenhagen, Danimarca, la scorsa settimana.
Come descritta da Lucy Kimbell, EPIC “raduna chi lavora in organizzazioni per cui l’etnografia è centrale alla loro pratica. Che si chiamino designer, antropologhi del design, etnografi, o semplicemente ricercatori. Che lavorino nell sviluppo dei prodotti, nel marketing, nelle strategie, o nei test di usabilità, a seconda dell’organizzazione, le sue pratiche industriali e la sua maturità. EPIC riunisce questi professionisti assieme agli accademici che come me sono interessati ai tipi di dati che vengono raccolti, o piuttosto creati, nell’inseguimento degli obiettivi dell’organizzazione. Oltre agli etnografi di Intel, Microsoft e Yahoo, c’era molta gente del settore pubblico Danese e da consulenze di design e ricerca come IDEO, live|work, e ReD Associates.” Le procedure si possono trovare ora online e rappresentano un ricco tesoro di materiali. |
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23 ottobre 2008
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Lo scorso 23 Aprile, Donald Norman ha tenuto una conferenza presso lo IIT Institute of Design a Chicago sul “Design of Future Things”.
Qualche settimana fa Jeff Howard ha pubblicato una trascrizione di questa conferenza. |
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22 ottobre 2008
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In un lungo post su Core77 oggi, ho investigato quel che comporta il lascito di Interaction-Ivrea.
Effettivamente molto, con gli ex-membri dello staff e laureati lavorando su tutto lo spettro del design. Essi hanno fondato non meno di 26 nuove aziende. Hanno anche creato nuove scuole e programmi di studio, lavorano per rinomate consulenze di design e con i dipartimenti di design ed innovazione di grandi aziende multinazionali, e sono coinvolti nell’insegnamento e la ricerca. |
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21 ottobre 2008
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Nicolas Nova ha pubblicato alcune dritte sulle relazioni tra fantascienza e HCI/interaction design sul suo blog:
Personalmente vorrei aggiungere il lavoro di Bruce Sterling in generale, come grande ispirazione diretta e indiretta per i designer di interazione di tutto il mondo. |
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20 ottobre 2008
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Teemu Arina, il quale parlerà al prossimo Mobile Monday ad Amsterdam, ha pubblicato un lungo saggio sul suo blog riguardo all’argomento “come il cellulare sta cambiando la nostra società.”
(via Smart Mobs) |
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20 ottobre 2008
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Marc Hassenzahl è un Professore di Psicologia Economica ed Interazione Uomo-Macchina presso l’università di Koblenz-Landau. È anche un consulente di usabilità freelance, presidente del Chapter Tedesco della Usability Professionals’ Association, e l’autore di più di 30 paper / capitoli di libri.
Due dei più recenti hanno attirato la mia attenzione: User Experience (UX): Towards an experiential perspective on product quality Questo paper presenta la mia visione personale sull’UX ed i fenomeni relativi. Invece di fornire una solo definizione di UX, ho enfatizzato la sua soggettività, orientamento verso il presente e dinamicità, ed il ruolo centrale del piacere e del dolore. Inoltre, ho fornito un tentativo di spiegare da dove provengono il piacere e il dolore, cioè dalla soddisfazione dei bisogni umani di base. Aesthetics in interactive products: Correlates and consequences of beauty Il presente capitolo focalizza sull’approccio critico allo studio dell’estetica/bellezza. Comincia con un tentativo di definire la bellezza in un modo che si presti al suo studio empirico/quantitativo nel contesto del HCI. Questo è seguito da una recensione della ricerca che affronta i correlati della bellezza concentrandosi sulla relazione tra bellezza ed usabilità. Dopo questo, tre conseguenze della bellezza vengono considerate nel dettaglio, cioè la bellezza come valore aggiunto, la bellezza come modo di raggiungere obiettivi di auto-riferimento e, finalmente, la bellezza come modo per lavorare meglio. Il capitolo finisce con un sommario ed una conclusione. |
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20 ottobre 2008
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Jonathan Follett di Hot Knife Design è uno scrittore prolifico. Il suo ultimo articolo sul numero di Ottobre di UXmatters tratta l’integrazione del fisico e del virtuale nei dispositivi ad input digitale:
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20 ottobre 2008
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| L’attuale edizione della Vodafone Receiver Magazine è dedicata all’ubicazione e al geowebbing, o come scrivono loro: “annotare lo spazio reale digitalmente ed usare il mondo stesso come interfaccia”.
Due autori hanno già contribuito sul tema, e sono previsti altri articoli: di Jonathan Raper (Professore della City University London) Creating maps for everyone and network effects for the data driving them di Sean Gorman |
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20 ottobre 2008
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Notizie di Experientia
Experientia, la società internazionale di User Experience con sede a
Helsinki, Finlandia. Nella mattinata di oggi, è stato dato
Il 21 luglio 2009, Experientia compie quattro anni. Da quattro amici e
Il 19 marzo, Area onlus, l’organizzazione a sostegno delle famiglie
è basato su piattaforma WordPress



















