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 Agosto 2008
31 Agosto 2008
Dibattito sull’accesso libero a Interactions Magazine
Interactions 5 Il numero di Settembre-Ottobre di Interactions Magazine è stato pubblicato ed inviato a tutti membri di ACM’s Special Interest Group on Computer-Human Interaction (SIGCHI).   

Il resto di noi può accedere a qualche contenuto limitato online (tre articoli di questo numero).

Ora che Interactions è diventata una risorsa di grande valore nell’UX, grazie alla forte guida dei redattori Richard Anderson e Jon Kolko, questa restrizione sembra essere poco aggiornata e controproducente. Almeno per me.

Elizabeth Churchill ed io abbiamo scritto un articolo in cui esponiamo i motivi per cui pensiamo che i contenuti di Interactions Magazine dovrebbero essere aperti, il quale è stato pubblicato sul numero attuale (ed è anche disponibile online):

Nella loro reazione, Richard e Jon lasciano la discussione aperta e non sempre prendono una posizione chiara sull’argomento:

Richard: Ammiro il pensiero che sottolinea sia OLPC sia lo sviluppo agile, così come ammiro il pensiero che sottolinea il pensiero di accesso aperto al contenuto intellettuale, come discusso da Elizabeth Churchill. Ma così come OLPC e lo sviluppo agile hanno i loro limiti, così, anche, l’accesso aperto ce li ha. Non mi pare appropriato per Interactions Magazine, almeno non ancora.

Jon: Le prime due idee sono tentativi non ovvii di risolvere problemi ovvii. La terza - accesso aperto - potrebbe essere un’insolita idea per una non-edizione. Si potrebbe argomentare che interactions magazine dovrebbe costare soldi perchè il contenuto al suo interno vale qualcosa: il contenuto ha valore. Suppongo che potrebbe anche argomentare che la rivista dovrebbe essere gratuita in modo che il valore possa essere condiviso dalle masse. Quale dei due argomenti supporti?

Richard: Nessuno dei due. Il contenuto di interactions vale qualcosa - ha un grande valore, ma questo da solo non significa che la rivista dovrebbe costare dei soldi. E nonostante io e te stiamo lavorando per ampliare la portata e il numero dei lettori della rivista, essa non è intesa per le masse, e si può argomentare che possiamo estendere il raggio della rivista in modo più effettivo se essa costa dei soldi. Il libero accesso ai contenuti di interactions potrebbe diventare appropriato. Infatti, abbiamo già iziato ad aumentare l’accesso in un paio di modi. Il punto è che i problemi complessi non hanno soluzioni semplici, un tema che tratta Don Norman in questo numero.

Voi cosa ne pensate? Per favore unitevi al dibattito aggiungendo i vostri commenti alla fine di qualunque dei due articoli (sì, i commenti sono abilitati!).

E se potete accedere ai contenuti, leggete il resto della rivista, che è ancora una volta un tesoro nascosto.

29 Agosto 2008
Cittadini mobili, clienti mobili
Ofcom Ofcom, il moderatore britannico delle comunicazioni, ha pubblicato oggi un documento iniziale di consulenza stimando come il settore mobile si occupi delle necessità dei cittadini e dei consumatori britannici e ponendo domande sul futuro della competizione e della politica normativa. 

GLi obiettivi di Ofcom per il settore sono di assicurarsi che:

  • i consumatori abbiano la miglior scelta e valore e nel frattempo siano protetti da pratiche inappropriate;
  • l’industria continui a prosperare ed innovare, nel beneficio dei consumatori, impulsata da una vibrante competizione;
  • la normativa si evolva in modo da riflettere i bisogni in mutamento dei cittadini, consumatori e dell’industria.

La consulenza è parte del lavoro di Ofcom per assicurare che la normativa rifletta la realtà del mercato convergente e consideri come la normativa dovrebbe evolvere mano a mano che la scelta di servizi mobili e fissi si espande.

- Comunicato stampa

- Pagina della consulenza

- Interaction executive summary

- Documento di consulenza completo (pdf, 1.3 mb, 166 pagine)

- Blog di mobile communications

- articolo della BBC sul tema

(via Jack Schofield)

27 Agosto 2008
La ricerca etnografica ha dato forma al Classmate PC di Intel
Classmate PC Il design del nuovo Classmate PC di Intel con il suo pieno supporto touchscreen, si basa sulle osservazioni e le ricerche effettuate sul modo in cui i computer vengono usati in vere ambientazioni di aule, scrive ars technica. 

In un video pubblicato da Intel sul suo canale di YouTube, uno degli etnografi dell’azienda descrive alcune delle ricerche che stanno dietro al nuovo design del dispositivo, che è destinato principalmente all’educazione nei mercati emergenti.

27 Agosto 2008
Brazil: inclusione digitale, ma come?
Aprendiz Mentre centinaia di milioni di dollari vengono spesi in progetti di inclusione digitale in Sud America, molti dei programmi iniziano e finiscono con la tecnologia, scrive CNET News (come parte della serie che esplora l’informatica nell’America Latina

L’articolo include alcune considerazioni interessanti sulle strategie per i mercati emergenti di Intel e Microsoft.

Leggi l’articolo

27 Agosto 2008
Partecipazione dell’utente nella conversazione online
Conversation In questa presentazione, Bond Art + Science, un’azienda di New York che si occupa di servizi digitali focalizzandosi sul design di strategie ed esperienza dell’utente, esplora lo stato dell’arte invitando gli utenti a partecipare nella conversazione online. 

In passato, la partecipazione dell’utente nelle pubblicazioni editoriale si limitava a scrivere lettere al redattore. Sulla rete, gli utenti prendono un ruolo attivo nel dare forma al messaggio attraverso i loro commenti e dibattiti.

Bond Art + Science ha visto come i media tradizionali e le pubblicazioni tradizionali invitano, gestiscono e traggono beneficio dalla partecipazione dell’utente ed ha identificato alcuni consigli di buona prassi e alcuni trabocchetti comuni:

  • Come viene chiesto agli utenti di registrarsi per contribuire?
  • Come gesticono i commenti i moderatori del sito per garantire qualità?
  • Quali sono i migliori modi per trattare i commenti degli utenti come contenuti?

Visualizza le slide

(via InfoDesign)

27 Agosto 2008
Libro - Born Digital: Understanding the First Generation of Digital Natives
Born Digital Born Digital: Understanding the First Generation of Digital Natives 

di John Palfrey e Urs Gasser

Basic Books, 2008

Rilegato, 288 pagine

Questo nuovo libro, nato dal progetto digital natives presso il Berkman Center dell’università di Harvard, investiga “cosa significhi crescere nella cultura dei media ed i modi in cui la tecnologia influenzi temi come la privacy, la sicurezza, la proprietà intellettuale, la creazione dei media e lo studio”, (come presentato da Danah Boyd). Ecco il riassunto ufficiale:

Il cambiamento più duraturo apportato dalla rivoluzione digitale non sono ne i nuovi modelli di business ne i nuovi algoritmi di ricerca, ma piuttosto il gigantesco gap generazionale tra quelli nati digitali e non. La prima generazione di “nativi digitali” - bambini che sono nati e cresciuti nel mondo digitale –

sta ora diventando maggiorenni, e presto il nostro mondo verrà rimodellato a loro immagine. La nostra economia, la nostra vita culturale, persino la forma della nostra vita famigliare verano trasformate per sempre. Ma chi sono questi nativi digitali? Quanto sono differenti dalle generazioni precedenti, e che aspetto avrà il mondo che stano creando?

In Born Digital, gli esperti di Internet e tecnologia John Palfrey e Urs Gasser offrono un ritratto sociologico di questa esotica tribù di giovani che possono sembrare, persino per quelli più Vecchio di una sola generazione, sia straordinariamente sofisticati che stranamente ristretti di mentalità. Basandosi sulla recerca originale ed avanzando nuove teorie Born Digital esploa un’ampia gamma di tematiche, da quelle altamente filosofiche a quelle puramente pratiche: cosa significa l’identità per i giovani che hanno dozzine di profili ed avatar online? Dovremmo preoccuparci di questioni di privacy? O addirittura, la privacy per loro è un valore importante? Come si traduce il concetto di sicurezza in un mondo sempre più virtuale? “Stranger-danger” è un vero problema, o un falso allarme?

John Palfrey è Professore Clinico di Giurisprudenza e Direttore Esecutivo del Berkman Center for Internet & Society presso la Harvard Law School. E’ un commentatore abituale nei telegiornali ,CNN, MSNBC, CNBC, Fox News, NPR e BBC. Abita a Cambridge, Massachusetts.

Urs Gasser è un Professore di Giurisprudenza presso l’università di St. Gallen, dove è anche Direttore del Research Center for Information Law, così come un membro del Berkman Center for Internet & Society presso la Harvard Law School. Ha pubblicato e redatto, rispettivamente, sei libri e ha scritto più di cinquanta articoli su libri, leggi, e riviste specializzate. Abita a St. Gallen, Svizzera.

26 Agosto 2008
CrunchGear visita Philips HomeLab
Privacy Il HomeLab presso il centro di ricerca Philips è una casa modello costruita per testare e monitorizzare risposte pratiche alla tecnologia dei prototipi. Trenta telecamere e microfoni registrano i soggetti mentre utilizzano ed interagiscono con prodotti per la casa; dopodichè i ricercatori ripassano le registrazioni per migliorare i prodotti. Il salotto è attualmente impostato per dimostrare ambX, il sucessore di AmbiLight, che estende l’illuminazione da attorno alla televisione a tutto la stanza.

Leggi tutto l’articolo (con video)

26 Agosto 2008
Intervista sulla radio con Dori Tunstall riguardo l’antropologia e il design
Elizabeth Tunstall Qualche giorno fa Dori Tunstall, Professoressa di Antropologia presso l’University of Illinois a Chicago, è stata intervistata sul programma radiofonico Australiano By Design.  

Cosa possono imparare i designer dagli antropologhi?

Il nostro ospite di oggi crede che possano imparare un bel po’. Infatti, ha sposato le due discipline ed è un importante esponente di quello che è conosciuto come antropologia del design.

Lei crede che un design efficiente abbia inizio dall’attenta osservazione della natura umana, che sia il come camminare sui tacchi influenzi il modo naturale di camminare  o come la partecipazione nel processo di design potenzi le comunità emarginate.

Ascolta l’intervista (inizia al min 39:52)

(via Culture Matters)

25 Agosto 2008
Una stanza con vista
Treatment In “A Treatment Room With a View”, il Wall Street Journal tratta dei lavori paziente-centrici nella sanità. 

“Sottoporsi a chemioterapia, trattamenti di radiazioni, MRI, CT scan e simili può risultare già abbastanza sgradevole. Ma spesso, stanze e corridoi tetri e privi di finestre peggiorano solo l’esperienza.

Ora, alcune istituzioni sperano che nel rendere queste aree più attraenti, possano alleviare lo stress, la paura e lo smarrimento dei pazienti, e forse influenzare la loro conizione in positivo. […]

Molti delle innovazioni derivano dal settore emergente del “design basato sull’evidenza”, il quale lega le scelte d design alla ricerca sul com l’ambiente fisico possa influenzare il benessere e sostenere la guarigione. Questo include elementi di design pratico destinati al miglioramento della sicurezza, così come l’utilizzo di caratteristiche puramente estetiche come cascate, giardini ed opere d’arte.”

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via Mark Hurst

24 Agosto 2008
Avvolgere la città in dati ed evitare lo spam urbano incrementato
Urban nerds Russell Davies è preoccupato che “ci ritroveremo in città ricoperte dall’equivalente di flash banner e micrositi.”

“I tecnologi si tengono occupati trasformando edifici in display, o almeno ricoprendoli di elementi di informatica (fisici o tramite varie forme di realtà allargata). Tutto ciò è molto emozionante e profondo con tonnellate di prototipi e schizzi accattivanti, mi ricorda di una prima webiness. Dato che, a meno che non mia sia perso qualcosa, non ci sono molte riflessioni sofisticate riguardo il come questo intersechi il commercio, il marketing e la pubblicità. (E sono molto disposto a credere di essermi perso qualcosa, questo è il perchè questo è un po’ simile ad un viaggio in esplorazione. E ho notato oggi che Adam Green ne parla qui.) La città è già decorata con persuasione, gli schermi stanno già parlando ai telefoni e ai sistemi di trasporto ma non è fatto da esperti di user interface ma da imprenditori in capo ad agenzie pubblicitarie.” […]

“C’è qualche connessione con la (dichiaratamente immatura) nozione di pre-experience design? Quanto sarebbe bello se i dati sparsi per la città fuoriuscissero di nuovo nelle comunicazioni, e se queste comunicazioni aiutassero a spiegare e contestualizzare quei dati.”

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(via AHOi)

24 Agosto 2008
La telefonia mobile fa la differenza nel sostentamento
Microfinance MobileActive scrive su come gli agricoltori nei mercati emergenti stiano usando i cellulari per migliorare il loro sostentamento:  

L’agricoltura è quello che mantiene vive le economie nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo. Tuttavia, i contadini di molti paesi devono affrontare grandi sfide. In un epoca di mercati globali, sono obbligati a migliorare la produzione, migliorare la qualità del raccolto, ed accedere i mercati in brevi archi di tempo. Specialmente i piccoli agricoltori sono tradizionalmente privati di informazione sul meteo ed il raccolto, e lasciati alla mercé degli intermediari, e mancano dell’informazione sul mercato al tempo giusto per contrattare il prezzo migliore. Questo è cambiato con la diffusione della teefonia che connette gli agricoltori con i mercati, il meteo, ed altre informazioni.

I governi, le organizzazioni non governamentali (OGN) ed i donatori internazionale stanno prendendo vantaggio di questa rivoluzione tecnologica per aiutare gli agricoltori ad accedere all’informazione di mercato. Sono convinti che l’accesso low-cost ad i prezzi agricoli possano apportare grandi risutati.

Nonostante l’analfabetismo sia ancora un grosso problema nell’uso di questa tecnologia, l’autore riflette su cosa possa portare il futuro:

“È possibile che mano a mano che i cellulari diventano più simili a piccoli computer in grado di accedere alla rete e ricevere email senza essere fuori portata ed i prezzi dei dati continuano a calare, persino i piccoli agricoltori possano eventualmente iniziare ad essere in grado di approfittare di una trasmissione di informazione più sofisticata. I progetti potrebbero, per esempio, mandare informazione dettagliata tramite e-mail ai contadini al contrario del breve testo concesso dagli SMS”.

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24 Agosto 2008
La tecnologia e la base della piramide
Phone mama Molti nuovi post di Niti Bhan sui dispositivi mobili nei mercati emergenti. Ecco un veloce sommario:  

Access is empowering

16 Agosto

Una riflessione sul report della ricerca di GSM Association sull’impatto economico e sociale delle comunicazioni mobili nei paesi in via di sviluppo, come scritto anche da Business Week, in modo particolare sul soggetto dei cellulari e le donne.

Women and mobile phones

18 Agosto

Un ulteriore riflessione sull’argomento, in parte basato sulla ricerca di Kutoma Wakumuna di Zambia.

The Indian BoP market experience: fact or fantasy?

20 Agosto

Quindi, è vero o no che c’è un mercato redditizio alla base della piramide?

The essence of poverty is the asymmetry of information

20 Agosto

Perchè Nokia sta aprendo un’unità di ricerca a Nairobi?

But what about the people?

21 Agosto

TLa nuova rete, quella sul cellulare, dev’essere centrata attorno all’uomo dall’inizio. Questa è una rivoluzionehe - la Rivoluzione dell’Informazione - che non può essere impulsata dalla tecnologia, ma dev’essere guidata dalle persone che ne hanno più bisogno.

24 Agosto 2008
Elettrodomestici wireless
France Telecom Livebox L’International Herald Tribune scrive che le principali aziende d’informatica “stanno rinnovando le loro attrezzature audio e video per un futuro centrato su internet, un mondo in cui tv, stereo, computer - e persino gli elettrodomestici della cucina come il lavastoviglie ed il frigo - possano comunicare tra di loro su una rete wireless domestica.” 

Per i consumatori, lo sviluppo di una rete wireless domestica richiederà un cambio di mentalità, in quanto i confini tra informatica, intrattenimento domestico e comunicazioni continano a confondersi.

“La principale sfida nel nostro business è la consapevolezza del consumatore,” dice Hans van’t Riet, un senior director della linea di componenti audio wireless Streamium di Philips, i quali trasmettono musica nela casa attraverso una rete WLAN. “La ricerca dimostra che questa è una grande idea. Abbiamo solo una sfida di marketing.”

Beh, quello è un commento dubbio: dato che la gente non lo compra è una sfida di marketing. Sono curioso sulla ricerca a cui fa riferimento.

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24 Agosto 2008
Il futuro del desktop
Minority Report Nova Spivack, fondatore e CEO di Twine, riflette in un intelligente articolo di previsione su ReadWriteWeb sul futuro del desktop, ora che tutto si sta muovendo verso la “cloud”. 

Ecco le sue previsioni:

  • Il desktop del futuro sarà un servizio web ospitato
  • Il browser ingloberà il desktop
  • L’obiettivo del desktop si sposterà dall’informazione all’attenzione
  • Gli utenti passeranno dal comportarsi come bibliotecari a comportarsi come un daytrader
  • Il Webtop sarà più sociale ed influenzerà ed integrerà l’intellingenza colletiva
  • Il desktop del futuro avrà incorporate delle forti capacità di ricerca semantica e sociale
  • Le cartelle verranno rimpiazzate da spazi condivisi interattivi
  • Desktop portatile
  • Desktop intelligente
  • Permessi e politiche aperte e confederate
  • Cloud personale
  • I WebOS
  • Chi possederà più probabilmente il desktop del futuro?

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24 Agosto 2008
Il design per l’emozione ed il flusso
Funnel Trevor van Gorp spiega come il concetto dello psicologo Mihaly Csikszentmihalyi di “flow” possa aiutarti a progettare esperienze web emotive attraversando il sovraccarico di informazione per coinvolgere gli utenti.  

 

Ecco alcune caratteristiche basiche che aiuteranno ad incoraggiare il flusso.

  • Navigazine chiara: Rendere facile per l’utente sapere dove si trova, dove posono andare, e dove sono stati, includendo indicatori come titoli delle pagine effettivi ed indicatori dei link visitati.
  • Feedback immediato: Essere sicuri che tutto quello che riguarda la navigazione, come i link, i pulsanti, ed i menu forniscono feedback veloce ed effettivo. Offire feedback per tutte le azioni dell’utente. Nel caso questo non fosse possibile, fornire un indicatore per attrarre l’attenzione dell’utente menetre aspetta (per esempio, una progress bar).
  • Equilibrare la percezione di impegno con le abilità dell’utente: Dal momento che le capacità degli utenti sono diverse, è vostro compito bilanciare le complessità del design visuale col numero di task e caratteristiche che la gente può usare. Considerare se stiano navigando per svago o per portare a termine un compito. Fate i siti su misura dello scenario d’uso del vostro pubblico: più ricco visualmente per l’uso esperienziale e meno per l’uso mirato ad un obiettivo.

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24 Agosto 2008
Pew report: Nuova generazione di ‘net newsers’ da forma alle abitudini mass-media degli Americani
Latest news Una nuova generazione di giovani utenti della rete istruiti e al passo con la tecnologia stanno dando forma alle abitudini riguardanti i mass-media negli Stati Uniti, con un Americano su 2 che dichiara di non guardare la TV durante la sua giornata tipo e un declino netto tra i lettori dei giornali, secondo una nuova ricerca. 

Il report biennale del Pew Research Center sui cambienti del pubblico delle notizie ha descritto il 13% del pubblico Americano come “net newsers” - utenti web under 35 che leggono più blog politici di quanto guardino i telegiornali, fanno grande affidamento sulle notizie lette durante la giornata sulla rete e hanno un forte interesse nella tecnologia e le novità che la riguardano.

Yahoo, MSN e CNN sono risultati i tre siti di notizie più popolari, anche se gli utenti hanno giudicato i principali siti di mass-media poco credibili.

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24 Agosto 2008
Partecipate nello sviluppo di The Economist online
Behind the curtain The Economist sta arruolando il “potere collettivo dei suoi lettori” per migliorare le sue risorse online, e ha creato “Behind the curtain“, un blog per “dare ai nostri lettori un modo di partecipare in quello che stiamo creando e nel come stiamo creando, e di aiutarci a rendere migliore la nostra idea.”     

Da un po’ qui all’Economist, abbiamo cercato il modo di coinvolgere meglio i nostri lettori per sviluppare il nostro sito. Abbiamo avuto molte idee, e portato avanti alcune poche. Abbiamo introdotto nuove iniziative di ricerca, messo un modulo di feedback sul sito (puoi trovare un link per il modulo in alto e in fondo sulla destra di ogni pagina di Economist.com), fatto dell’user testing sulle nuove caratteristiche e design del sito ed esplorato le cose che solitamente esplora un business per capire come servire meglio le necessità dei suoi clienti. Ma nessuno dei nostri studi apporta del tutto quello che stiamo cercando. Quello che vogliamo è avviare una conversazione con te. […]

La nostra idea riguarda il potere collettivo dei nostri lettori, che è il motivo per cui abbiamo la necessità di iniziare questa conversazione con voi. Perché la nostra meta può essere raggiunta solo se noi tutti condividiamo la stessa idea di dove vogliamo arrivare. E senza dubbio, la nostra idea cambierà  – e sarà per il meglio –

lungo la strada.

24 Agosto 2008
I digital designer riscoprono le loro mani
Adobe designers Il New York Times scrive su come i designer di software mettano le mani su oggetti del mondo reale per imparare a pensare in modo più creativo ed intuitivo, presentando esempi di Adobe e Sketching di Mike Kuniavsky nelle riunioni di Hardware. 

Usare computer per modellare il mondo fisico è diventato sempre più comune; prodotti diversi come automobili ed aerei, medicinali e cellulari vengono concepiti, specificati e progettati quasi completame sullo schermo di un computer. Tipicamente, solo quando queste creazioni sono pronte per la produzione in massa vengono elaborati i prototipi — e spesso non dalla stessa gente che li ha progettati.

I designer e gli ingegneri creativi si stanno ribellando contro la loro alienazione dal mondo fisico.

L’articolo conclude: “Portare le mani umane di nuovo al mondo dei digital designer può avere delle profonde conseguene a lungo termine. I design potrebbero diventare più sicuri, più user-friendly e persino più longevi. Alla fine, il processo di creare cose potrebbe diventare un processo felice.”

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24 Agosto 2008
Come il cellulare danneggia le comunità
Hiker Benjamin Dangl di AlterNet riflette su come l’uso del cellulare sia entrato in tutti gli aspetti della vita quotidiana, indebolendo ironicamente la comunicazione umana di base che è il tessuto di ogni comunità.

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24 Agosto 2008
I dati come materiale di design.
Cholera map Jonathan Follett scrive su come i designer o i ricercatori di UX — saranno al fronte del movimento per gestire la prossima inondazione di dati — e la renderanno non solo disponibile, ma anche facile da capire e da usare per la gente.  

Uno dei nostri lavori come professionisti dell’UX è quello di fornire un contesto a tutti questi dati, rendendo facile agli utenti capire ed interagire con essi. Tuttavia, raramente rientra nei nostri compiti determinare i tipi di dati che stiamo trasmettendo al nostro pubblico. Questo generalmente è la parte del business nell’equazione dello sviluppo del prodotto.

Tuttavia, se cominciamo a considerare i dati non come qualcosa che fluisce attraverso i nostri design e persino detta la loro forma, ma invece come un altro materiale di design, possiamo apportare valore anche alla sfera del contenuto. Quanti più dati diventano digitali–così rapidamente, da impedirci di essere consapevole di tutti–e meno ostacoli ci sono per renderli disponibili per il pubblico, la creatività e gli insight che aiutano i professionisti dell’UX a trovare i dati giusti da incorporare e presentare nelle loro esperienze dell’utente diventeranno sempre più importanti.

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