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 luglio 2008
29 luglio 2008
P&G opta per il design thinking
Olay Business Week scrive su come Procter & Gamble stia usando il design thinking per risolvere complicati problemi di business. Nelle parole di Cindy Tripp, direttrice di marketing presso P&G Global Design: 

“Il processo analitico che utilizziamo solitamente per fare il nostro lavoro—capire il problema e le alternative; sviluppare diverse idee; e fare un controllo finale col cliente—viene rovesciato. Invece, i metodi di design insegnano: C’è un’opportunità da qualche parte nelle vicinanze; bisogna usare un contesto dei consumi più ampio per informare sull’opportunità; ottenere una grande quantità di idee fresche tramite il brainstorming; e co-creare e reiterare utilizzando prototipi di bassa risoluzione con quel cliente.”

L’articolo cita olayforyou.com come un esempio eccellente di questo genere di inquadratura.

“L’esperienza è semplice ma tuttavia trasmette una profonda comprensione della miriade di fattori che compongono le vostre necessità specializzate. Analizzando le vostre risposte, il sistema mette insieme velocemente un set di suggerimenti su misura per un trattamento progettato per andare incontro alla vostra età e desideri.” [...]

“Con questo apparentemente piccolo miglioramento, Olay si differenzierà in un mercato molto complesso e competitivo; ridurrà il tempo in cui capisce e può costruire nuove soluzioni per le aspettative dei suoi clienti; e costruirà un databse che permetterà a P&G di raggiungere direttamente i suoi clienti su una base personale (che è una rarità per le aziende di prodotti per il consumo).”

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29 luglio 2008
Ricercatori aiutano a definire il social networking di prossima generazione
Faculty Summit La prossima generazione di social network fornirà alla gente più strumenti per definire piccole comunità online in modo che imitino il mondo reale, hanno detto dei ricercatori accademici, come riportato da Nancy Gohring di IDG News Service a Macworld.    

“Una cosa molto incompleta negli strumenti sociali che abbiamo attualmente è il contesto ed i limiti ed il senso di con chi vorrei condividere cosa”, ha detto Liz Lawley, direttrice del laboratorio per social computing presso i Rochester Institute of Technology. Molti siti di social-networking costringono gli utenti a far parte di una grande comunità, o li obbligano a scegliere se qualcuno sia un amico o meno, senza altre sottigliezze per definire quel rapporto, ha notato.

“La gente vuole creare villaggi e vengono costretti in città. Questo sta creando una grande tensione nelle interazioni sociali”, ha detto. Lawley ed altri ricercatori hanno parlato all’annuale Faculty Summit di Microsoft Research, un evento che raduna accademici, impiegati del governo e ricercatori Microsoft per discutere sui nuovi settori della ricerca sulla scienza dei computer.

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28 luglio 2008
L’usabilità dei navigatori satellitari verrà presto migliorata?
SatNav Chiaramente c’è qualcosa che non va: 

Circa 300.000 automobilisti hanno avuto un incidente per colpa di un navigatore satellitare, ha scoperto il Mirror.

Circa 1.5 milioni di conducenti hanno improvvisamente svoltato in modo pericoloso o illegale nel traffico seguendo le sue indicazioni.

E cinque milioni sono stati guidati nel lato sbagliato di una strada a senso unico.

Non ho idea di come uno possa procurarsi questi dati, ma sì, pare proprio che ci sia un problema. Ora TomTom, un produttore olandese di sistemi di navigazione, ha assunto Ken McAlpine, il quale ha lavorato in precedenza per Apple, come senior vice president product design.

Ken McAlpine è un professista nel settore dell’ingegneria con 27 anni di esperienza nel design, produzione, e project management di prodotti per il consumo. McAlpine è stato in precedenza direttore di ingegneria con Apple Inc, con sede al ufficio principale di Cupertino, California. McAlpine è stato coinvolto nello sviluppo di, tra altri prodotti, il MacMini, AppleTV e iPhone. Inoltre, McAlpine ha guidato i team di ingegneria dei laptop Apple, responsabili della gestione dell’ingegneria, della gestione del programma, del design dei circuiti elettronici e del supporto di tutti i prodotti laptop Apple. McAlpine asrà il responsabile del design e l’usabilità dei prodotti all’interno della divisione PND di TomTom assicurando che l’esperienza dell’utente sia consistente su tutte le piattaforme TomTom.

(via DdUX)

25 luglio 2008
Pubblicazione sul design di servizi
Service Design Questo articolo ha già qualche mese ma l’ho scoperto solo adesso:  

Avendo indentificato il Service Design come una nuova tematica importante per il supporto del design nelle aziende, SEEdesign ha sviluppato una serie di attività extra tra cui workshop e sessioni di tirocinio su questo argomento. Il materiale sviluppato lungo i 3 anni di progetto è stato ora raccolto in una pubblicazione scaricabile, che può essere utilizzata da aziende (nei settori di servizi e produzione) e dai provider di supporto di design. Design Wales l’azienda di consulenza sul design di servizi Engine hanno creato la pubblicazione in inglese ed alcuni partner di SEEdesign hanno tradotto il materiale affinché venga utilizzato nei loro rispettivi paesi. Questa iniziativa dimostra l’impegno del programma per migliorare il supporto del design fornito per le aziende Europee affrontando lo sviluppo di nuove discipline come il design di servizi.

Scarica la parte 1

Scarica la parte 2

24 luglio 2008
Video recenti su Fora TV
Fora TV Fora TV (cioè “YouTube dell’uomo che pensa”) ha alcuni video che meritano di venire guardati:  

Clay Shirky: Here Comes Everybody

Aspen Institute – 06 Luglio 2008

Clay Shirky parla del suo ultimo libro Here Comes Everybody, sul modo in cui la gente si organizza senza strutture formali in risposta ad eventi catalizzanti.

Clay Shirky on social networks and the Obama campaign

Aspen Institute – 06 Luglio 2008

Clay Shirky parla del software sociale, tra cui il sistema utilizzato durante la campagna presidenziale di Barack Obama, Egli nota il modo in cui i membri della comunità si sono organizzati in risposta al supporto di Obama per la legislazione del 2008 Foreign Intelligence Surveillance Act.

Clay Shirky on Social Networks like Facebook and MySpace

Aspen Institute – 06 Luglio 2008

Il professore della NYU Clay Shirky parla di Facebook, Friendster ed altro software di socializzazione.

Danah Boyd on social networks and immersive environments

Aspen Institute 04 Luglio 2008

L’antropologa delle comunità online parla dei modi in cui i giovani usano i siti di social networking per contattare i loro amici e presentarsi online. Boyd confronta i social network come MySpace agli ambienti immersivi come Second Like. Parla anche della trasportabilità.

Danah Boyd on how teens interact online

Aspen Institute – 04 Luglio 2008

Danah Boyd parla dei modi in cui i giovani usano i siti di social networking per contattare i loro amici e presentarsi online. Ella parla delle varie tecniche che gli adolescenti utilizzano per parlare ed interagire online.

Craig Barrett: Technology the Human Impact

Aspen Institute – 30 Giugno 2008

In un’intervista con l’amministratore dell’Aspen Institute e capitalista imprenditoriale John Doerr, Craig Barrett, presidente di Intel, discute sull’intersezione di tecnologia e società.

23 luglio 2008
Crowd-sourcing l’e-car
Electric car eCars – Now!” è una comunità online finlandese che mira ad applicare l’approccio collettivo intrapreso dai collaboratori online come gli autori di Wikipedia per cominciare a trasformare le macchine a benzina usate in macchine ad elettricità, col primo lancio previsto per quest’anno. 

Il forum in finlandese [ora anche in inglese e svedese] dichiara di essere il primo del suo genere al mondo, e vuole fornire un’alternativa a quello che i suoi membri percepiscono come un fardello nelle industrie del petroleo e dell’automobile.

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23 luglio 2008
Siti di social networking riguardanti la salute
Trusera Ci sono un bel po’ di nuovi siti di social networking riguardanti la salute: 

Daily Strength

Healia

HopeCube

ICYou

iMedix

I’m Too Young for This

MDJunction

MedHelp

SugarStats

TauMed

Trusera

TuDiabetes

WEGOHealth

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23 luglio 2008
In tre anni…
Experientia Tre anni fa abbiamo fondato Experientia. Da allora è stato un viaggio emozionante.   

In tre anni abbiamo lavorato con alcune delle migliori aziende nel settore ed anche con alcune delle migliori persone.

Eccoli in orfine alfabetico:

I nostri cleinti

Alcatel-Lucent (France, Spain), Area Association (Italy), Arits Consulting (Belgium), AVIS (Italy), Barclays (Italy, UK), Blyk (Finland, UK), Cittadellarte (Italy), City of Genk (Belgium), Condé Nast (Italy), Conifer Research (USA), CSI (Italy), CVS-Pharmacy (USA), Design Flanders (Belgium), Deutsche Telekom (Germany), Expedia (UK), Facem (Italy), Fidelity International (UK), Finmeccanica (Italy), Flanders in Shape (Belgium), Haier (China), Hewlett Packard (India), IEDC-Bled School of Management (Slovenia), IKS-Core Consulting (Italy), Istud Foundation (Italy), Kodak (USA), LAit (Italy), Last Minute (UK), Max Mara (Italy), Media & Design Academy (Belgium), Microsoft (USA), Motorola (USA), MPG Ferrero (Italy), Nokia (Denmark, France, Finland), Research in Motion (Canada), Samsung (Italy, Korea, UK), Swisscom (Switzerland), Tandem Seven (USA), Torino World Design Capital (Italy), Voce di Romagna (Italy), Vodafone (Germany, Italy, UK), e Whirlpool (UK).

I nostri collaboratori (stagisti, consulenti e staff)

Sven Adolph, Ana Camila Amorim, Andrea Arosio, An Beckers-Vanderbeeken, Josef ‘Yosi’ Bercovitch, Enrico Bergese, Niti Bhan, Elena Bobbola, Janina Boesch, Giovanni Buono, Donatella Capretti, Manlio Cavallaro, Gaurav Chadha, Dave Chiu, Raffaella Citterio, Sarah Conigliaro, Piermaria Cosina, Marco Costacurta, Laura Cunningham, Regine Debatty, Stefano Dominici, Saulo Dourado, Tal Drori, Dina Mohamed El-Sayed, Marion Froehlich, Giuseppe Gavazza, Valeria Gemello, Michele Giannasi, Young-Eun Han, Vanessa Harden, Yasmina Haryono, Bernd Hitzeroth, Juin-Yi ‘Suno’ Huang, Tom Kahrl, Erez Kikin-Gil, Ruth Kikin-Gil, Helena Kraus, Francesca Labrini, Alberto Lagna, Shadi Lahham, Jörg Liebsch, Cristina Lobnik, Maya Lotan, Ofer Luft, Davide Marazita, Claude Martin, Camilla Masala, Myriel Milicevic, Kim Mingo, Emanuela Miretti, Massimo Morelli, Peter Morville, Muzayun Mukhtar, Giorgio Olivero, Pablo Onnias, Hector Ouilhet, Christian Pallino, Giorgio Partesana, Magda Passarella, Romina Pastorelli, Danilo Penna, Andrea Piccolo, Rachelly Plaut, Laura Polazzi, Laura Puppo, Alain Regnier, Enza Reina, Anna Rink, Michal Rinott, Silvana Rosso, Emanuela Sabena, Vera de Sa-Varanda, Craig Schinnerer, Fabio Sergio, Manuela Serra, Sofia Shores, Massimo Sirelli, Natasha Sopieva, Yaniv Steiner, Riccardo Strobbia, Victor Szilagyi, David Tait, Beverly Tang, Akemi Tazaki, Luca Troisi, Raymond Turner, Haraldur Unnarsson, Ilaria Urbinati, Carlo Valbonesi, Marcello Varaldi, Giorgio Venturi, Anna Vilchis, Dvorit Weinheber, Alexander Wiethoff, Junu Joseph Yang, e Mario Zannone.

I nostri partners

Amberlight, Design for Lucy, Fecit, Finsa, Flow Interactive, Foviance, Italia 150, Launch Institute, Prospect, Savigny Research, Syzygy, Torino World Design Capital, UPA, URN, Usability Partners International, Usercentric, UserFocus, User Interface Design, e UXnet.

I nostri amici (non nominati in precedenza)

Nik Baerten, Valerie Bauwens, Toon Berckmoes, Ralf Beuker, Marco Bevolo, Daniella Botta, Stefana Broadbent, Francesco Cara, Jan Chipchase, Allan Chochinov, Elizabeth Churchill, Gillian Crampton-Smith, Regine Debatty, Federico De Giuli, Jesse James Garrett, Adam Greenfield, Hubert Guillaud, Wilfried Grommen, Laurent Haug, Bob Jacobson, Marguerite Kahrl, Anna Kirah, Simona Lodi, Peter Merholz, Bill Moggridge, Donald Norman, Nicolas Nova, Bruce Nussbaum, Laura Orestano, Vittorio Pasteris, Gianluigi Perotto, Carlo Ratti, Hans Robertus, Bruce Sterling, John Thackara, Joannes Vandermeulen, Lowie Vermeersch, Judy Wert, e Younghee Yung.

Grazie a tutti!

Pierpaolo Perotto, Mark Vanderbeeken, Michele Visciola e Jan-Christoph Zoels

The Experientia partners

PS. Siamo in continua ricerca di grandi talenti! Attualmente cerchiamo interaction designer, communication designer, information architect, IT staff, consulenti di usabilità, ecc.

22 luglio 2008
L’impatto di internet sul comportamento dei clienti
internet influence Matt Rhodes, capo dei servizi per clienti presso FreshNetworks, scrive a proposito di uno studio che studia, segue, e misura l’impatto di internet sul comportamento dei consumatori attraverso tre paesi europei (GB, Francia e Germania), e suggerisce che internet sia due volte più influente della televisione ed otto volte più influente dei media stampati. 

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(via FutureLab)

20 luglio 2008
2008 Tribalization of Business Study
Tobs2008 Le comunità online stanno proliferando mano a mano che le aziende mirano ad imbrigliare la saggezza collettiva e le idee dei loro impiegati, clienti, ed altri componenti per innovare più velocemente, ridurre costi, e creare le relazioni che faranno crescere i loro business e rinforzare i loro profitti. 

I Beeline Labs, Deloitte e la Society of New Communications Research hanno prodotto “2008 Tribalization of Business Study“, il primo studio nel suo genere per imparare dalle prime esperienze di più di 140 organizzazioni sul come gesticono le comuità, misurando il successo, ed apportando benefici al business. L’inchiesta e le interviste hanno esaminato le iniziative delle comunità online in un mix di aziende business-to-business e business-to-consumer, così come non-profit, con comunità che vanno dai meno di 100 membri a più di 10.000 membri.

Il Wall Street Journal ha recentemente pubblicato una reazione al report, intitolata “Why most online communities fail” (trad. Perché fallisce la maggior parte delle comunità online?):

“Il 35% delle comunità online studiate hanno meno di 100 membri—–, meno del 25% hanno più di 1.000 membri – nonostante il fatto che circa il 60% di questi business hanno spento più di un milione di dollari nei loro progetti di comunità.”

(via FreshNetworks e FutureLab)

20 luglio 2008
Nairobi, la prossima Palo Alto?
Nairobi Il New York Times scrive sullo sviluppo di software per dispositivi mobili nei mercati emergenti attraverso un bell’articolo su quello che sta attualmente accadendo in Kenya: 

“Mentre gli ingegneri negli Stati Uniti ricoprono di attenzione i cellulari lussuosi che ostentano caratteristiche da laptop, in Kenya ci sono 10 milioni di cellulari low-end. Altri milioni vengono usati altrove in Africa. Miglioramenti a quel genere di cellulari basici possono venire esperimentati in modo economico a Nairobi, e dato che i designer sono disabituati alla banda stretta, si trovano a loro agio scrivendo programmi compatti adatti a dispositivi minuscoli.”

“La prospettiva di sposare i cellulari low-end con internet sta portando Nairobi all’attenzione degli stranieri che si domandano se la città emergerà come banco di prova delle tecnologie future. Una possibilità intrigante è il trasmettere la programmazione della televisione locale sui cellulari.”

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18 luglio 2008
Il rinascimento guidato dalla tecnologia dell’antropologia
Newsbox Mano a mano che le nostre vite vengono esposte a sempre più tecnologia, e le aziende si interessano sempre di più di come la tecnologia ci influenzi e come noi interagiamo con essa, gli antropologhi si sono ritrovati ad essere sempre più richiesti. Ken Banks di Kiwanja.net ci fornisce alcuni contenuti: 

“La crescita esplosiva dei proprietari di celluari nel mondo in via di sviluppo è ampiamente dovuta ad un vibrante mercato del reciclaggio e all’arrivo degli economici cellulari da 20$, ma anche, in parte, agli sforzi dei fabbricanti di cellulari. Gli antropologhi al servizio delle aziende come Nokia passano sempre più tempo cercando di capire cosa potrebbe voler la gente della cosiddetta “base della piramide” da un cellulare.”

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(via textually.org)

18 luglio 2008
Story Bank – usare il cellulare per condividere storie in un villaggio dell’India
StoryBank Per gli ultimi due anni, David Frohlich e Matt Jones hanno lavorato insieme su StoryBank (movie), un progetto che permette alle persone analfabete di costruire un deposito di contenuti audio-visuali tramite i cellulari con fotocamera.  

Vodafone Receiver magazine ha pubblicato il loro report da Budikote, un villaggio nell’India rurale, come parte della sua serie dedicata ai mercati emergenti.

“Il progetto StoryBank, sviluppato su una regione rurale Indiana, ha cercato modi di usare i cellulari per permettere ai paesani poveri in tecnologia di partecipare e trarre beneficio dalla crezione di contenuti e dalle attività di condivisione. Tralasciando completamente il paradigma di internet basato sul testo, il progetto sta esplorando come i cellulari con fotocamera ed una biblioteca di storie digitali (lo story-bank) possano venire utilizzati per ampliare le inziative esistenti nel raggio della comunità.”

David Frohlich è il direttore del Digital World Research Centre e professore di Interaction Design presso l’Università di Surrey, dove egli lavora sulle future tecnologie per la fotografia, l’alfabetizzazione e la comunicazione. Prima di unirsi a Digital World, Frohlich, che ha un PhD in psicologia, ha passato 14 anni come Senior Research Scientist presso i laboratori Hewlett Packard, un tempo dedicato alle interfacce tangibili, il design dei nuovi media, ed il digital divide.

Matt Jones è tornato dalla Nuova Zelanda al Galles per aiutare a sistemare il Future Interaction Technology Lab presso la Swansea University. Come docente presso il FIT Lab egli esplora gli aspetti delle interazioni uomo-macchina del mobile ed ubiquitous computing così come il design socialmente inclusivo ed impattante. Recentemente ha co-scritto Mobile Interaction Design (Wiley 2006).

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18 luglio 2008
Switching on: Connecting the world
Switching On A maggio di quest’anno, il Guardian weekly ha pubblicato uno special report di 5 pagine per la giornata mondiale delle telecomunicazioni e l’informazione sul come le nuove tecnologie stiano migliorando le vite della gente in giro per il mondo, con particolare enfasi nelle nazioni in via di sviluppo.  

Gli articoli focalizzano sul concetto di leapfrogging e di educazione a distanza, con articoli di approfondimento sull’Africa e l’India.

17 luglio 2008
L’esperienza slow suit
byBiella Qualche giorno fa ho fatto parte di un pannello presso la Camera del Commercio di Biella

Biella è una piccola città dell’Italia del Nord, che si è arricchita grazie alla sua industria tessile, e che ora deve affrontare un nuovo mercato globale che non è più così favorevole. Alcune aziende sono riuscite a cavarsela abbastanza bene – Ermenegildo Zegna è un esempio – mentre molte altre sono in difficoltà.

La città sta cercando di farsi notare – a livello globale – come località dai tessuti eccellenti. La loro campagna di marketing gira attorno all’”arte dell’eccellenza“.

Quindi nel nostro pannello ho interrogato il pubblico su cosa potrebbe significare il concetto di “slow” per i tessili. Cosa potrebbe essere slow fashion? Come si può applicare il concetto di slow thinking all’indstria tessile, un ramo molto importante dell’industria italiana del design? Come possiamo trasformarla in una leva per la sostenibilità (quando spesso la moda è l’esatto opposto)?

Uno dei membri del pubblico Paola Fini, mi ha scritto a proposito di una nuova azienda che ha avviato – in parte ispirata dal mondialmente famoso artista biellese Michelangelo Pistoletto e la sua Cittadellarte – cercando di dare una risposta a queste domande.

byBiella si occupa della creazione tradizionale degli abiti, con una speciale esperienza slow. L’intero processo di selezionare la stoffa, scegliere lo stile e predere le misure è fatto a casa del cliente. L’abito su misura – ovviamente prodotto in Italia con grande attenzione alla qualità della stoffa ed ai dettagli – viene poi elaborato in quattro settimane.

Inoltre, in modo simile a Slow Food, byBiella enfatizza la cultura del vestire e delle’eleganza, come un equilibrio tra l’interno e l’esterno, con l’individuo al cuore delle attività dell’azienda.

Sembra una grande iniziativa, che o posso solo applaudire, tuttavia mi piacerebbe sentire di più riguardo la sostenibilità e vedere una maggiore componente descrittiva (specialmente sul sito il quale non mi ha fatto sentire parte di una visione che vorrei condividere, supportare e promuovere ad altri).

Cosa implica “slow” per il non così high end dell’industria tessile? byBiella è un concetto completamente valido, ma è anche un’azienda che offre prodotti “slow” che probabilmente sono fuori portata per la maggior parte della gente. Cosa potrebbe significare slow fashion per budget più modesti?  Come apportare l’eccellenza, il senso di qualità, e la purezza naturale così pervasiva a Biella, nei prodotti testili che sono alla portata di una parte di popolazione più ampia, come i bambini, adolescenti o giovani adulti – come  Slow Food ha fatto con eccellenti prodotti alimentari locali?

Non ho la risposta, ma queste domande devono essere affrontate con urgenza. Abbiamo bisogno di più gente come Paola Fini a Biella.

17 luglio 2008
design mind 8
design mind Due articoli su design mind, la rivista online e cartacea di frog design, meritano di essere evidenziati su questo blog: 

555 Million Subscribers & Counting
Col crescere della compezione nel mercato del cellulare in Cina, saranno le dinamiche culturali a determinare chi emergerà.

“Il successo richiede una profonda conoscenza delle dinamiche culturali in continuo cambiamento del paese, dove l’aumento della ricchezza, il crollo delle tradizionali relazioni familiari, ed una popolazione che sta invecchiando hanno creato un set unico di necessità degli utenti.”

Calculated Design
In difesa dell’analisi quantitativa: un nuovo appello alla ricerca per il design integrato.

“L’etnografia crolla nel momento in cui non chiediamo più solo profondità dell’informazione, ma anche larghezza. Chiunque abbia faticato per condurre un grande studio etnografico attraverso multipli fusi orari può dirvi questo di prima mano. Mentre l’etnografia facilita la generqzione di idee in relazione ad utenti e scenari di utilizzo specifici, ci lascia senza indizi riguardo a quale tra questi soddisferanno un pubblico più ampio. Finalmente, abbiamo bisogno di metodi complementari che misurino in modo più efficiente e che convalidino il nostro lavoro in un modo che i clienti possano capire. La ricerca quantitativa è quello di cui abbiamo bisogno.”

17 luglio 2008
Invecchiare in Gran Bretagna
Ageing Se siete interessati agli anziani, questa settimana sono stati pubblicati due studi interessanti in Gran Bretagna. 

Il primo report, “Living in the 21st century: older people in England” (comunicato stampascarica lo studio) presenta un importante studio longitudinale (316 pagine) sulla realtà dell’invecchiare in Gran Bretagna. Esso tratta dell’occupazione, il benessere materiale e la povertà, la salute la qualità di vita e l’indipendenza.

(via FutureLab)

Il secondo studio, intitolato “Don’t stop me now – Preparing for an ageing population“, (comunicato stampa - scarica lo studio) illustrare quanto siano impreparate le amministrazioni comunali britanniche nei confronti della popolazione che invecchia.

“Il report ha chiesto a degli anziani ‘acquirenti misteriosi’ di identificare le sfide quotidiane che devono affrontare nell’accedere ai servizi comunali. Essi si sono rivolti a 49 consigli chidendo una serie di domandeed hanno trovato che la maggior parte dei consigli hanno bisogo di migliorare il modo in cui forniscono informazione a proposito di aree chiave come il volontariato, tempo libero, opportunità di apprendimento e trasporto.”

17 luglio 2008
Philips lancia in India il primo sistema di monitoraggio di pazienti ‘progettato per i mercati emergenti’
Philips SureSigns VM3 Press release:

Hyderabad, India – Royal Philips Electronics (NYSE: PHG, AEX: PHI) ha annunciato oggi una serie di nuovi monitor per pazienti portatili che provvedono un mezzo affidabile ed allo stesso tempo accessibile di osservare e prendersi cura dei pazienti. Ora disponibile per i provider che si occupano di sanità in India, il nuovo Philips SureSigns VM3 il primo monitor per pazienti della Philips progettato per i mercati emergenti.

Con un reddito pro capite in aumento e l’adozione di nuovi stili di vita, i servizi sanitari in India stanno cambiando velocemente. Per andare incontro alla crescente domanda di cure di qualità, la gente delle aree urbane ha assistito alla costruzione di nuovi ospedali e le strutture satellite associate, mentre altri cercano cure presso piccole case di cura o cliniche. [...]

I monitor per pazienti high-end sono fuori portata per molte cliniche piccole e medie, obbligando i dottori ad applicare trattamenti basati esclusivamente sui sintomi visibi. In alcune occasioni questo significa aspettare che le condizioni del paziente peggiorino prima di cambiare trattamento. Con l’accesso ad una strumentazione di monitoraggio più abbordabile, i clinici hanno l’abilità di osservare i segnali vitali di un paziente e di effettuare decisioni più informate ed opportune sul trattamento del paziente.

Fondato su una forte tradizione e su un’industria leader nel monitoraggio dei pazienti, il Philips SureSigns VM3 offre ECG, respirazione e ossimetria del polso in un monitor compatto che aiuta a provvedere una cura di qualità in quasi qualsiasi ambiente clinico. Esso offre la misurazione ed il monitoraggio dei segni vitali in un sistema facile da usareche può essere adoperato in diversi dipartimenti degli ospedali, le case di cura, le pratiche private e le cliniche rurali, così come nelle ambulanze e nelle strutture mobili.

Leggi tutto il comunicato stampa

17 luglio 2008
Riflessioni su ‘Subject to Change’
Subject to Change A quanto pare Nadyne Mielke, ricercatrice sull’esperienxa dell’utente presso il Macintosh Business Unit di Microsoft non è stata così impressionata dal nuovo libro di Adaptive Path Subject To Change: Creating Great Products & Services for an Uncertain World: Adaptive Path on Design.

“Sono rimasta delusa quando ho ricevuto la mia copia pre ordinata. Con a malapena 160 pagine, ero scettica che potesse offrire molto approfondimento.

Leggendo, ne ho avuto la conferma. Gran parte del libro non è altro che pubblicità per Adaptive Path. Gli studi dei casi sono troppo brevi per imparare qualcosa da essi. L’unico caso veramente approfondito è quello delle nuove bottiglie su ricetta di Target, che sono state trattate più in profondita in troppi altri libri.

Gli otto capitoli del libro sono pieni di brevi sezioni; molti di loro sembrano essere interventi di un blog. Sono messi insieme curando poco il contenuto o il contesto. Il settimo capitolo, una scorretta discussione sullo sviluppo agile, è completamente inutile. Il libro sarebbe potuto essere molto migliore se gli autori avessero preso il tempo e lo sforzo necessario per considerare meglio i loro argomenti e scrivere un lavoro più coeso.

Se riuscite ad andare oltre i numerosi difeti del libro, ci sono alcuni segmenti interessanti. Purtroppo, le parti utili comprendono meno del 10% del libro.”

Personalmente considero il libro più una guida di introduzione per la gente non ancora famigliare con il settore, piuttosto che un manuale per i professionisti dell’UX, il che potrebbe spiegare la sua reazione.

Post originale

17 luglio 2008
Podcast: Hello everybody… Clay Shirky a Demos
Clay Shirky Demos, il gruppo di esperti britannico per la democrazia quotidiana, ha tenuto una conversazione con Clay Shirky qualche giorno fa.

Egli ha conversato con il socio di Demos e CEO di School of Everything Paul Miller, trattando delle idee proposte da Here Comes Everybody: The Power of Organizing Without Organizations, il suo libro sugli effetti sociali della tecnologia (vedi anche questo post di PPF).

Stando agli organizzatori, “è stata una conversazione affascinante, che ha trattato le promesse dei nuovi tipi di comunicazione di gruppo, community policing, relazioni internazionali, attraverso il ‘surplus cognitivo‘ avviato da una generazione che potrebbe starsi allontanando dalla televisione.”

Scarica il podcast