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 Luglio 2008
17 Luglio 2008
La posizione potrebbe guidare il futuro della semplice SIM card?
SIM card Andrew Grill, un senior executive delle telecomunicazioni britanniche, discute sul futuro del Subscriber Identity Module, meglio conosciuto come SIM card.

“Come strumento che gestisce in modo sicuro l’identità del cliente, la SIM è l’unico elemento del cellulare che possiede effettivamente l’operatore. Il modo in cui l’operatore sceglie di utilizzare la SIM può offrire grande potenziale per guidare le rendite delle applicazioni mobili di prossima generazione. Per un servizio come il social networking, aggiungendo l’elemento della posizione di una persona, la SIM offre una nuova opportunità di fornire effetiva rilevanza alla navigazione di un utente.” […]

“Per migliorare il modo in cui una persona fa uso del social networking sul suo cellulare, la tecnologia di ubicazione recapitata sulla SIM potrebbe giocare un ruolo centrale. Introducendo il desiderio di localizzare in tempo reale il cliente, gli operatori potrebbero potenziare i siti di social networking e fornire agli utenti un servizio contestualizzato migliorato che la maggior parte dei PC non potrebbero offrire. Su un cellulare, questo potrebbe includere aggiornamenti sull’ubicazione o la presenza di una persona, inviare una segnale quando un amico è nelle vicinanze o fornire informazioni specifiche sull’ubicazione quando si crea un account.”

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16 Luglio 2008
Dalle favelas alle cittadine: l’utilizzo del cellulare tra le popolazioni dal reddito basso
Favelas MobileActive scrive su due studi che esplorano come la gente dal basso reddito usi la tecnologia mobile in Brasile e Sud Africa.

Questo incremento dell’uso del cellulare da parte degli utenti dal reddito basso o cosiddetti alla ‘base della piramide’ ha sollevato una serie di domande. La gente dal reddito basso usa la tecnologia mobile in modi diversi rispetto alle controparti dal reddito più alto? Come si possono progettare ed usare i cellulari in modo che siano utili per queste popolazioni? Due nuovi studi–uno sulle favelas in Brasile e l’altro su una cittadina in Sud Africa–cercano di dare una risposta a queste domande.

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16 Luglio 2008
Scienziati: uomini e macchina si fonderanno nel futuro
Transhuman Un gruppo di esperti provenienti da tutto il mondo terranno la prima conferenza sui rischi di catastrofe globale.

Discuteranno a proposito di quello che si dovrebbe fare per evitare che questi rischi diventino realtà che potrebbero portare alla fine sulla Terra della vita umana come la conosciamo.

Durante l’ultimo giorno della Global Catastrophic Risk Conference [presso la Oxford University], gli esperti si concentreranno su quali potrebbero essere le conseguenze involontarie delle nuove tecnologie, come per esempio macchine super-intelligenti che, se mal concepite, potrebbero causare la fine del Homo Sapiens.

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13 Luglio 2008
Changing the Change - un invito all’azione
Changing the Change Ho appena scritto un lungo articolo su Core77 a proposito della conferenza internazionale di tre giorni Changing the Change sul “ruolo e potenziale del della ricerca sul design nella transizione verso la sostenibilità”, che si è appena conclusa qui a Torino.
13 Luglio 2008
L’user-friendliness è una scommessa di mercato sicura?
Yann Gourvennec Yann Gourvennec, capo di internet e media digitale presso Orange Business Services, si chiede se il rendere la vita più facile agli utenti sia una scelta di mercato sostenibile per lo sviluppo di un business.

La premessa dell’articolo mi ha incuriosito ma è stata una lettura deludente. Gourvennec ha semplicemente presentato il tipico ed abusato argomento che dice che l’user-friendliness p soggettiva e personale [davvero?], quindi non puoi realmente misurarla [no?], e di conseguenza non puoi studiare il suo impatto sulle vendite e sulla rendita.

In ogni caso, lui dice, ci sono diversi esempi di prodotti difficili da usare che sono diventati grandi successi commerciali.

Per un sito che ha a che fare con il “marketing visionario”, sarebbe utile un po’ più di visione.

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(via FutureLab)

12 Luglio 2008
Combattere i guasti IT con la ricerca etnografica (podcast)
Hanson Michael Krigsman (CEO di Asuret, Inc.) ha parlato con la Dr.essa Natalie Hanson, un’antropologa ed etnografa aziendale impiegata da SAP. Natalie gestisce un team di 30 persone presso il gruppo Global Business Operations dell’azienda.

Molti fallimenti IT sono radicati in una cultura organizzativa negativa e le relative dinamiche politiche. Per esempio possono esserci degli errori quando dell’informazione critica non viene condivisa all’interno dell’azienda (o persino tra i componenti di un singolo team).

Risolvere questi problemi può essere difficile perché le questioni culturali sono difficili da valutare e trasformare. I metodi di ricerca etnografica offrono un modo di ottenere un insight più profondo delle dinamiche organizzative che contribuiscono ai progetti IT falliti.

Leggi i sommari ed ascolta l’intervista

12 Luglio 2008
Getting people to talk: un video sull’etnografia e le interviste
Nokia co-creation Due studenti laureati all’IIT (Gabriel Biller e Kristy Scovel) hanno messo insieme un divertente video sulle tecniche di intervista sul campo. Il video dura circa 30 minuti.
11 Luglio 2008
Co-creazione presso Nokia
Nokia co-creation Charlie Schick, capo redattore di Nokia Conversations, ha pubblicato un articolo sulla co-creazione presso Nokia:

“Una tendenza che sta rapidamente crescendo qui alla Nokia è quella della ‘co-creazione’, lavorare con gli utenti per creare e migliorare i prodotti. Da un lato può sembrare grossolano distribuire beni incompleti e chiedere aiuto. Allo stesso tempo, è incredibile coinvolgere clienti entusiasti che non solo rendono il prodotto migliore di quanto sarebbe stato se l’avessimo fatto noi da soli, ma che sono anche desiderosi di acquisire il prodotto che hanno aiutato a fare” […]

Nokia Beta Labs è il mio canale preferito per osservare la co-creazione in azione dalla Nokia. Molte applicazione sono state valutate e poi approvate o educatamente accantonate per svariati motivi. Ed è stato divertente vedere un’estensione sempre più attiva per co-creare grandi applicazioni, come Nokia Maps che mira a ridefinire l’utilizzo su cellulare delle mappe. “

Schick fa riferimento anche a “The Leadership Edge“, il nuovo sito di co-creazione dell’ufficio Nokia del CTO (Bob Iannucci) che si occupa degli ingegneri e scienziati di ricerca del Nokia Research Center e degli ingegneri ed architetti dei team di sviluppo di prodotti.

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9 Luglio 2008
Polite, pertinent and… pretty
Polite, pertinent and... pretty Polite, pertinent and… pretty: designing for the new wave of personal informatics” era il titolo di una conferenza tenuta da Matt Jones (Dopplr) e Tom Coates (Yahoo! Brickhouse) presso la recente Web 2.0 Expo a San Francisco.

Riassumere la loro conferenza non è facile, ma farò un tentativo. In ogni caso le 81 slide con annotazioni dei relatori sono disponibili su SlideShare.

Jones e Coates partono dalla premessa che l’informazione stia diventando così pervasiva, onnipresente, localizzata e personalizzata che non solo ci permette di aumentare la nostra consapevolezza, ma anche di utilizzarla costantemente a nostro vantaggio. Questi dati vengono da grossi database, ma anche dai nostri comportamenti. Il nostri dispostivi sentono, registrano e campionano dati, e li condividono con altri dispositivi e con noi ed altra gente. Questo viene chiamato “personal informatics”. Ma questo pone una grossa sfida dell’esperienza dell’utente, che richiede una sofisticata soluzione di design:

“La disciplina dell’informatica si basa sul riconoscimento del fatto che il design di questa tecnologia non è solo una questione tecnica, ma si deve concentrare sulla relazione tra la tecnologia e l’utilizzo nel mondo reale.”

“Cioè, l’informatica progetta soluzioni in un contesto, e tiene conto degli ambienti sociali, culturali ed organizzativi in cui la tecnologia dell’informazione verrà utilizzata.”

Ma concretamente cosa significa questo? Come dovremmo progettare? Jones e Coates propongono “tre pioli su cui appendere alcuni pensieri” e tutti quanti iniziano per P.

Nel definire il concetto di politeness (cortesia)(da intendere come il “ying più morbido per il duro yang della ‘privacy’), loro si appoggiano su pensatori come Adam Greenfield (ed in particolare il suo recente libro “Everyware“), Mimi Ito, Leisa Reichelt, Matthew Chalmers, Anne Galloway ed ovviamente la loro personale esperienza.

La Pertinence (applicabilità) tratta sul “rivelare informazione che sia opportuna ed il più possibile ‘in context’”. Per definire meglio questo, loro si riferiscono alla metafora del ‘ movimento’ che Matt Webb di Schulze & Webb ha descritto di recente ad una conferenza. Webb sostiene che ci stiamo spostando da una rete di ‘luoghi’ a “qualcosa di più simile ad una rete di organismi o meccanismi connessi che si alimentano a vicenda”.

Quindi la questione qui è quella di mostrare piccole parti di informazione nel contesto giusto e al momento giusto, “consegnata in forme sempre più pertinenti, a seconda delle nostre abitudini e contesti”.

E finalmente c’è la prettiness (bellezza):

“Le grandi quantità di informazioni che l’informatica personale genera non solo deve essere chiara e comprensibile per creare leggibilità ed alfabetizzazione in questo nuovo mondo, ma inserirei in questa prima ondata anche la seduttività, per incoraggiare il gioco, l’esperimentazione e l’adozione”.

Quindi qual è il futuro dell’informatica personale? Non stiamo creando il nostro proprio “participatory panopticon” (Jamais Cascio)? O ci stiamo muovendo verso un mondo pieno di “spimes” (Bruce Sterling)? Al momento sono spesso gli artisti ad esplorare i limiti di questo futuro ignoto.

In un lungo post, Alex Steffen di Worldchanging presenta il suo proprio - eccellente - riassunto della conferenza di Jones/Coates, ma porta le loro analisi un passo più avanti connettendole con la sostenibilità ed aggiungendo una quarta P (”Protezione”):

“L’ubiquità e la sostenibilità potrebbero potenziarsi a vicenda. L’ubiquità abilita le storie rivelate, i flussi osservati ed i servizi condivisi rendendo più facile vivere bene con la minima espesa ed il minore impatto ecologico. La sostenibilità, in particolare nella forma dell’urbanismo compatto con innovazione verde, concentra le interazioni umane tra di loro e tra reti di sistemi, rendendo più facile fornire alla vita quotidiana il genere di intelligenza che permette all’informazione di venire raccolta, condivisa e connessa. La rete e la piazza pubblica, come scrisse Castell, sono simbiotici.” […]

” Il PSS [product-service systems] offre enormi potenziali di benefici di sostenibilità. Infatti, direi che diventerà impossibile recapitare una prosperità sostenibile senza l’adozione diffusa di sistemi condivisi. Ma essi possono avere anche degli svantaggi, in quanto il PSS si basa su una connessione più intima con i suoi utenti, e dove quell’intimità non è supportata da una relazione protetta, può risultare in un vero disastro.” […]

“Quindi, aggiungerei una quarta P, “Protection.”

Se dobbiamo interagire in modo intimo con le aziende — in modi che impattano le nostre più profonde scelte di vita — quelle interazioni non solo dovrebbero tenersi in un alto livello di trasparenza e di responsabilità pubblica; devono anche essere salvaguardate in modi formali tramite strutture decisionali che proteggano i diritti di utente della gente coinvolta.”

Steffen continua a sorprendermi con la profondità delle sue idee.

7 Luglio 2008
La comunicazione mobile nel mondo in via di sviluppo - una sfida per il design
Vodafone_receiver_red_bg Neil Clavin ha scritto l’ultimo contributo alla serie di articoli sui mercati emergenti che sono pubblicate su base settimanale sulla rivista Vodafone Receiver.

Nel suo paper Clavin sostiene che per un migliore design, dobbiamo innanzitutto capire le diverse necessità degli utenti in giro per il mondo. Le principali sfide che ha identificato sono: una comunicazione più ricca, strumenti sociali e delle interfacce riconfigurabili.

“Le attuali interfacce e servizi mobili non sono progettate per le regioni del mondo in via di sviluppo - molti utenti hanno difficoltà per leggere e scrivere, alcuni servizi non sono rilevanti ed le lingue native non sono sempre supportate. Molti utenti completano solo le funzioni basiche di chiamare un numero o rispondere ad una chiamata.” […]

“L’attuale esperienza mobile è progettata per una sezione del mondo alfabetizzata che si può esigere interfacce nella propria lingua nativa. Un’altra sezione di utenti ha problemi nel navigare su interfacce basate tu testo ed ha bisogno di rafforzare i legami con le famiglie lasciate indietro.

Per un design di esperienza mobile valido dobbiamo fornire delle interfacce alternative, strumenti sociali ed un miglior supporto per le lingue native. L’esperienza mobile per le regioni in via di sviluppo sarà ricca di comunicazione audio-visiva, di network sociali genuinamente utili e di interfacce riconfigurabili.

Progettare per queste necessità degli utenti produce migliori esperienze anche per i paesi più avanzati. Delle interfacce audiovisive più semplici favoriranno i bambini, gli anziani e gli utenti con difficoltà ad imparare. I social network matureranno da punti di incontro di hipster a strumenti per raggiungere mete significative e progressive. I dispositivi touchscreen diventeranno abbastanza economici per tutti e le lingue delle popolazioni cosmopolite saranno completamente supportati.”

Neil Clavin è un design manager per Vodafone Group User Experience. Egli ha lavorato come designer di esperienza dell’utente per BBC New Media & Technology e come assistente di ricerca per Interaction Design presso il Royal College of Art di Londra, prima di unirsi al Vodafone User Experience Concept Development Team presso Düsseldorf, Germania. Là, guida il concept design per le esperienze di comunicazione mobile, informazione ed intrattimento.

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4 Luglio 2008
From ubiquitous technology to human context (video)
UIA World Congress of Architecture Mercoledì 2 Luglio Nicolas Nova (LIFT lab) ha gestito una sessione presso il World Congress of Architecture di Torino intitolata “From ubiquitous technology to human context - Technology applied to architecture and design: does it solve problems or create needs?”.

I relatori erano Adam Greenfield (Head of Design Direction, Nokia), Jeffrey Huang (Director, Media and Design Laboratory, EPFL, Svizzera) e Younghee Jung (senior design manager, Nokia).

Video: Dopo dieci minuti di sessione, mi sono accorto che non è stato preso alcun provvedimento da parte degli organizzatori per registrare le presentazioni, quindi ho iniziato a registrare tutto da un piccolo dispositivo Nokia N95. Ovviamente la qualità dell’immagine non è un granché ma il suono è piuttosto buono. Ho caricato tutto su Goggle Video: Adam Greenfield, Jeffrey Huang e Younghee Jung.

Mi devo però scusare: innanzitutto con Nicolas per non aver registrato anche la sua sessione - come ho detto, mi sono accorto troppo tardi che gli organizzatori non lo stavano facendo - fortunatamente Nicolas ha pubblicato un riassunto e le slide sul suo blog personale. In secondo luogo anche con Younghee, la cui presentazione è stata registrata solo per metà, in quanto si esaurì la batteria del N95.

Purtroppo la sessione è finita un po’ nel caos. Essendo iniziata tardi, è anche andata avanti per più tempo del previsto e la gente della sessione successiva ha iniziato ha riempire la sala e ad un certo punto ha iniziato a istigare l’ultima relatrice - Younghee Jung - a finire. Una fragile Younghee - durante la cui conferenza ha condiviso un evento personale col pubblico che era molto vicino a lei emozionalmente - improvvisamente ha dovuto riassumere 30 slide in 2 minuti e questo per fortuna non è su video. Forse può ancora mandarci la sua presentazione.

1 Luglio 2008
Frontiers of Interaction
Frontiers Oggi ho partecipato alla conferenza Frontiers of Interaction IV a Torino, la quale — con qualche imput di Bruce Sterling — ha raggiunto un livello abbastanza internazionale.

I relatori di oggi sono stati Jeffrey Schnapp (Stanford Humanities Lab - via video), Ashley Benigno (Global 3G Handset and Application Group presso Hutchison Whampoa Limited), Nicolas Nova (LIFT conference), Bruno Giussani (TED - via video), David Orban (OpenSpime), Bruce Sterling (tra poco sarà conosciuto anche come “Bruno Argento”), Fabrizio Capobianco (Funambol), Adam Greenfield (Nokia), Bruno Mascaro (Sketchin), Elizabeth Churchill (Yahoo!), Stefano Sanna e Roberto Fraboni (beeweeb), Howard Rheingold (UC Berkeley and Stanford University - via video), Roberto Borri e Nico Sica (ITSME).

Tra i partecipanti c’era anche Younghee Jung di Nokia, che parlerà domani presso il World Congress of Architecture, in una sessione sull’”ubiquitous computing and the human context”, assieme a Nicolas Nova, Adam Greenfield e Jeffrey Huang.

Video di tutte le presentazioni sono disponibili online.

La conferenza è stata organizzata da Leandro Agrò (Idearium.org) e Matteo Penzo.