![]() |
Business Week scrive su come Procter & Gamble stia usando il design thinking per risolvere complicati problemi di business. Nelle parole di Cindy Tripp, direttrice di marketing presso P&G Global Design:
L’articolo cita olayforyou.com come un esempio eccellente di questo genere di inquadratura.
|
| luglio 2008 |
|
29 luglio 2008
|
|
29 luglio 2008
|
|
![]() |
La prossima generazione di social network fornirà alla gente più strumenti per definire piccole comunità online in modo che imitino il mondo reale, hanno detto dei ricercatori accademici, come riportato da Nancy Gohring di IDG News Service a Macworld.
|
|
28 luglio 2008
|
![]() |
Chiaramente c’è qualcosa che non va:
Non ho idea di come uno possa procurarsi questi dati, ma sì, pare proprio che ci sia un problema. Ora TomTom, un produttore olandese di sistemi di navigazione, ha assunto Ken McAlpine, il quale ha lavorato in precedenza per Apple, come senior vice president product design.
(via DdUX) |
|
25 luglio 2008
|
![]() |
Questo articolo ha già qualche mese ma l’ho scoperto solo adesso:
|
|
24 luglio 2008
|
![]() |
Fora TV (cioè “YouTube dell’uomo che pensa”) ha alcuni video che meritano di venire guardati:
Clay Shirky: Here Comes Everybody Aspen Institute – 06 Luglio 2008 Clay Shirky parla del suo ultimo libro Here Comes Everybody, sul modo in cui la gente si organizza senza strutture formali in risposta ad eventi catalizzanti. Clay Shirky on social networks and the Obama campaign Aspen Institute – 06 Luglio 2008 Clay Shirky parla del software sociale, tra cui il sistema utilizzato durante la campagna presidenziale di Barack Obama, Egli nota il modo in cui i membri della comunità si sono organizzati in risposta al supporto di Obama per la legislazione del 2008 Foreign Intelligence Surveillance Act. Clay Shirky on Social Networks like Facebook and MySpace Aspen Institute – 06 Luglio 2008 Il professore della NYU Clay Shirky parla di Facebook, Friendster ed altro software di socializzazione. Danah Boyd on social networks and immersive environments Aspen Institute 04 Luglio 2008 L’antropologa delle comunità online parla dei modi in cui i giovani usano i siti di social networking per contattare i loro amici e presentarsi online. Boyd confronta i social network come MySpace agli ambienti immersivi come Second Like. Parla anche della trasportabilità. Danah Boyd on how teens interact online Aspen Institute – 04 Luglio 2008 Danah Boyd parla dei modi in cui i giovani usano i siti di social networking per contattare i loro amici e presentarsi online. Ella parla delle varie tecniche che gli adolescenti utilizzano per parlare ed interagire online. Craig Barrett: Technology the Human Impact Aspen Institute – 30 Giugno 2008 In un’intervista con l’amministratore dell’Aspen Institute e capitalista imprenditoriale John Doerr, Craig Barrett, presidente di Intel, discute sull’intersezione di tecnologia e società. |
|
23 luglio 2008
|
![]() |
“eCars – Now!” è una comunità online finlandese che mira ad applicare l’approccio collettivo intrapreso dai collaboratori online come gli autori di Wikipedia per cominciare a trasformare le macchine a benzina usate in macchine ad elettricità, col primo lancio previsto per quest’anno.
Il forum in finlandese [ora anche in inglese e svedese] dichiara di essere il primo del suo genere al mondo, e vuole fornire un’alternativa a quello che i suoi membri percepiscono come un fardello nelle industrie del petroleo e dell’automobile. |
|
23 luglio 2008
|
|
23 luglio 2008
|
|
|
22 luglio 2008
|
![]() |
Matt Rhodes, capo dei servizi per clienti presso FreshNetworks, scrive a proposito di uno studio che studia, segue, e misura l’impatto di internet sul comportamento dei consumatori attraverso tre paesi europei (GB, Francia e Germania), e suggerisce che internet sia due volte più influente della televisione ed otto volte più influente dei media stampati.
(via FutureLab) |
|
20 luglio 2008
|
![]() |
Le comunità online stanno proliferando mano a mano che le aziende mirano ad imbrigliare la saggezza collettiva e le idee dei loro impiegati, clienti, ed altri componenti per innovare più velocemente, ridurre costi, e creare le relazioni che faranno crescere i loro business e rinforzare i loro profitti.
I Beeline Labs, Deloitte e la Society of New Communications Research hanno prodotto “2008 Tribalization of Business Study“, il primo studio nel suo genere per imparare dalle prime esperienze di più di 140 organizzazioni sul come gesticono le comuità, misurando il successo, ed apportando benefici al business. L’inchiesta e le interviste hanno esaminato le iniziative delle comunità online in un mix di aziende business-to-business e business-to-consumer, così come non-profit, con comunità che vanno dai meno di 100 membri a più di 10.000 membri. Il Wall Street Journal ha recentemente pubblicato una reazione al report, intitolata “Why most online communities fail” (trad. Perché fallisce la maggior parte delle comunità online?):
(via FreshNetworks e FutureLab) |
|
20 luglio 2008
|
|
18 luglio 2008
|
![]() |
Mano a mano che le nostre vite vengono esposte a sempre più tecnologia, e le aziende si interessano sempre di più di come la tecnologia ci influenzi e come noi interagiamo con essa, gli antropologhi si sono ritrovati ad essere sempre più richiesti. Ken Banks di Kiwanja.net ci fornisce alcuni contenuti:
(via textually.org) |
|
18 luglio 2008
|
![]() |
Per gli ultimi due anni, David Frohlich e Matt Jones hanno lavorato insieme su StoryBank (movie), un progetto che permette alle persone analfabete di costruire un deposito di contenuti audio-visuali tramite i cellulari con fotocamera.
Vodafone Receiver magazine ha pubblicato il loro report da Budikote, un villaggio nell’India rurale, come parte della sua serie dedicata ai mercati emergenti.
David Frohlich è il direttore del Digital World Research Centre e professore di Interaction Design presso l’Università di Surrey, dove egli lavora sulle future tecnologie per la fotografia, l’alfabetizzazione e la comunicazione. Prima di unirsi a Digital World, Frohlich, che ha un PhD in psicologia, ha passato 14 anni come Senior Research Scientist presso i laboratori Hewlett Packard, un tempo dedicato alle interfacce tangibili, il design dei nuovi media, ed il digital divide. Matt Jones è tornato dalla Nuova Zelanda al Galles per aiutare a sistemare il Future Interaction Technology Lab presso la Swansea University. Come docente presso il FIT Lab egli esplora gli aspetti delle interazioni uomo-macchina del mobile ed ubiquitous computing così come il design socialmente inclusivo ed impattante. Recentemente ha co-scritto Mobile Interaction Design (Wiley 2006). |
|
18 luglio 2008
|
![]() |
A maggio di quest’anno, il Guardian weekly ha pubblicato uno special report di 5 pagine per la giornata mondiale delle telecomunicazioni e l’informazione sul come le nuove tecnologie stiano migliorando le vite della gente in giro per il mondo, con particolare enfasi nelle nazioni in via di sviluppo.
Gli articoli focalizzano sul concetto di leapfrogging e di educazione a distanza, con articoli di approfondimento sull’Africa e l’India. |
|
17 luglio 2008
|
![]() |
Qualche giorno fa ho fatto parte di un pannello presso la Camera del Commercio di Biella.
Biella è una piccola città dell’Italia del Nord, che si è arricchita grazie alla sua industria tessile, e che ora deve affrontare un nuovo mercato globale che non è più così favorevole. Alcune aziende sono riuscite a cavarsela abbastanza bene – Ermenegildo Zegna è un esempio – mentre molte altre sono in difficoltà. La città sta cercando di farsi notare – a livello globale – come località dai tessuti eccellenti. La loro campagna di marketing gira attorno all’”arte dell’eccellenza“. Quindi nel nostro pannello ho interrogato il pubblico su cosa potrebbe significare il concetto di “slow” per i tessili. Cosa potrebbe essere slow fashion? Come si può applicare il concetto di slow thinking all’indstria tessile, un ramo molto importante dell’industria italiana del design? Come possiamo trasformarla in una leva per la sostenibilità (quando spesso la moda è l’esatto opposto)? Uno dei membri del pubblico Paola Fini, mi ha scritto a proposito di una nuova azienda che ha avviato – in parte ispirata dal mondialmente famoso artista biellese Michelangelo Pistoletto e la sua Cittadellarte – cercando di dare una risposta a queste domande. byBiella si occupa della creazione tradizionale degli abiti, con una speciale esperienza slow. L’intero processo di selezionare la stoffa, scegliere lo stile e predere le misure è fatto a casa del cliente. L’abito su misura – ovviamente prodotto in Italia con grande attenzione alla qualità della stoffa ed ai dettagli – viene poi elaborato in quattro settimane. Inoltre, in modo simile a Slow Food, byBiella enfatizza la cultura del vestire e delle’eleganza, come un equilibrio tra l’interno e l’esterno, con l’individuo al cuore delle attività dell’azienda. Sembra una grande iniziativa, che o posso solo applaudire, tuttavia mi piacerebbe sentire di più riguardo la sostenibilità e vedere una maggiore componente descrittiva (specialmente sul sito il quale non mi ha fatto sentire parte di una visione che vorrei condividere, supportare e promuovere ad altri). Cosa implica “slow” per il non così high end dell’industria tessile? byBiella è un concetto completamente valido, ma è anche un’azienda che offre prodotti “slow” che probabilmente sono fuori portata per la maggior parte della gente. Cosa potrebbe significare slow fashion per budget più modesti? Come apportare l’eccellenza, il senso di qualità, e la purezza naturale così pervasiva a Biella, nei prodotti testili che sono alla portata di una parte di popolazione più ampia, come i bambini, adolescenti o giovani adulti – come Slow Food ha fatto con eccellenti prodotti alimentari locali? Non ho la risposta, ma queste domande devono essere affrontate con urgenza. Abbiamo bisogno di più gente come Paola Fini a Biella. |
|
17 luglio 2008
|
![]() |
Due articoli su design mind, la rivista online e cartacea di frog design, meritano di essere evidenziati su questo blog:
555 Million Subscribers & Counting
Calculated Design
|
|
17 luglio 2008
|
![]() |
Se siete interessati agli anziani, questa settimana sono stati pubblicati due studi interessanti in Gran Bretagna.
Il primo report, “Living in the 21st century: older people in England” (comunicato stampa – scarica lo studio) presenta un importante studio longitudinale (316 pagine) sulla realtà dell’invecchiare in Gran Bretagna. Esso tratta dell’occupazione, il benessere materiale e la povertà, la salute la qualità di vita e l’indipendenza. (via FutureLab) Il secondo studio, intitolato “Don’t stop me now – Preparing for an ageing population“, (comunicato stampa - scarica lo studio) illustrare quanto siano impreparate le amministrazioni comunali britanniche nei confronti della popolazione che invecchia.
|
|
17 luglio 2008
|
![]() |
Press release:
|
|
17 luglio 2008
|
![]() |
A quanto pare Nadyne Mielke, ricercatrice sull’esperienxa dell’utente presso il Macintosh Business Unit di Microsoft non è stata così impressionata dal nuovo libro di Adaptive Path Subject To Change: Creating Great Products & Services for an Uncertain World: Adaptive Path on Design.
Personalmente considero il libro più una guida di introduzione per la gente non ancora famigliare con il settore, piuttosto che un manuale per i professionisti dell’UX, il che potrebbe spiegare la sua reazione. |
|
17 luglio 2008
|
![]() |
Demos, il gruppo di esperti britannico per la democrazia quotidiana, ha tenuto una conversazione con Clay Shirky qualche giorno fa.
Egli ha conversato con il socio di Demos e CEO di School of Everything Paul Miller, trattando delle idee proposte da Here Comes Everybody: The Power of Organizing Without Organizations, il suo libro sugli effetti sociali della tecnologia (vedi anche questo post di PPF). Stando agli organizzatori, “è stata una conversazione affascinante, che ha trattato le promesse dei nuovi tipi di comunicazione di gruppo, community policing, relazioni internazionali, attraverso il ‘surplus cognitivo‘ avviato da una generazione che potrebbe starsi allontanando dalla televisione.” |
Notizie di Experientia
Experientia, la società internazionale di User Experience con sede a
Helsinki, Finlandia. Nella mattinata di oggi, è stato dato
Il 21 luglio 2009, Experientia compie quattro anni. Da quattro amici e
Il 19 marzo, Area onlus, l’organizzazione a sostegno delle famiglie
è basato su piattaforma WordPress





















