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Servizi pubblici


Sviluppo urbano


Turismo


Cambio sociale


Comunicazione


Digital divide


Mercati emergenti


Partecipazione


Sostenibilità


 maggio 2008
31 maggio 2008
Libro: HCI Remixed
HCI Remixed HCI Remixed – Reflections on Works That Have Influenced the HCI Community
Redatto da Thomas Erickson e David W. McDonald
MIT Press, 2008
Rilegato, 344 pagine
> Tabella dei Contenuti

Sommario

Da più di tre decadi, il settore dell’interazione uomo-macchina (HCI) ha prodotto una ricca e variata letteratura. Sebbene il fulcro dell’attenzione oggi si trovi naturalmente sui nuovi lavori, i vecchi contributi che hanno giocato un ruolo nel dare forma alla traiettoria  e al carattere del settore hanno molto da raccontare. Ai partecipanti a HCI Remixed è stato chiesto di riflettere su un singolo lavoro con almeno dieci anni di antichità che abbia influenzato il loro approccio al HCI. Il risultato è questa collezione di cinquantuno saggi brevi, coinvolgenti ed eccentrici, riflessioni su una serie di lavori in una varietà di forme che segnano l’emergere di un nuovo settore.

Un articolo, una demo, un libro: qualunque di questi può risolvere un problema, dimostrare l’utilità di un nuovo metodom o incoraggiare un cambiamento di prospettiva. HCI Remixed ci offre qualche frammento per capire come questo sia accaduto. I partecipanti considerano dei classici del HCI come lo Sketchpad di Sutherland, la demo di NLS di Englebart, e la Legge di Fitts–e delle perle dimenticate come la NRC Music Machine di Pulfer e il Buco nello Spazio di Galloway e Rabinowitz. Altri riflettono sui lavori tra il classico ed il dimenticato–”The Marks Are on the Knowledge Worker” di Kidd,  “Becoming a Bartender” di King Beach, ed altri. Alcuni partecipanti prendono lavori di discipline vicine–il libro sul design industriale di Henry Dreyfuss per esempio–ed alcuni oscillano in campi più lontani, dall’ipotesi di Gaia di Lovelock e The Death and Life of Great American Cities di Jane Jacobs. Presi nel complesso, i saggi offrono un’introduzione accessibile, vivace e coinvolgente alla ricerca HCI che riflette la diversità delle origini del settore.

O nelle parole di John Thackara:

BED-TIME STORIES FOR GEEKS
Tom Erickson ha pubblicato una collezione di 51 saggi e riflessioni brevi e personali sulla storia dell’interazione uomo-macchina fino all’attualità. Ogni testo riflette su un lavoro – libro, paper, demo – con almeno dieci anni di antichità. Tom mi ha detto che la vede come “una raccolta di fiabe della buonanotte per fanatici del HCI”.

31 maggio 2008
Infonomia TV: video sull’innovazione
Infonomia TV Il network spagnolo di innovazione Infonomia presenta una sezione video (chiamata Infonomia TV) con una serie di interviste in inglese che i lettori di questo blog potrebbero trovare interessanti:

Nicolas Nova: The future of urban computing [5:25]

Nicolas Nova è un ricercatore presso il Media and Design Lab del Swiss Institute of Technology a Losanna ed uno dei redattori della LiftConference annuale a Ginevra. Esperto di esperienza dell’utente e design di interfaccia, la sua ricerca si focalizza sull’urban computing, quindi sul come la gente adoperi l’infrastruttura tecnologica nelle città e negli ambienti urbani. Lui dice che il futuro delle città non sta nella tecnologia ma nelle necessità umane, e in quello che desiderano i cittadini. In questa intervista lui spiega esempi di utilizzi intelligenti dell’urban computing, come “Real-time Rome”, un progetto MIT realizzato nella capitale italiana.

Alberto Alessi: Why real innovation is a question of systematic failure management [12:55]

Lo stabilimento di design italiano ALESSI è un esempio rappresentativo di come le aziende di design Italiane, come Artemide, Flos o Kartell, siano state capaci di reinventarsi costantemente senza perdere fulcro: esplorare l’immaginario della gente ignorando la ricerca di mercato prescrittiva nello sviluppo dei loro prodotti. Per questa video intervista siamo andati nella sede di Alessi a Crusinallo vicino a Milano dove il chief design manager Alberto Alessi ha parlato sulla sua teoria di gestione del design contemporaneo, la bruttezza delle macchine, di come è nato lo spremi limoni di Philippe Stark e del perché l’uovo è l’oggetto più singolare mai “progettato”.

Tom Kelley (IDEO): What has innovation consulting to do with film-making? [6:37]

Tom Kelley, general manager di IDEO ed autore di libri come “The Art of Innovation” e “The Ten Faces of Innovation” è un’autorità mondialmente riconosciuta nella consulenza per l’innvazione. In questa video intervista lui descrive i cambiamenti fondamentali nel business dell’innovazione, l’importanza della collaborazione radicale e del design thinking, spiega cosa hanno a che vedere i progetti di innovazione di IDEO col film-making e perché i CEO ossessionati dal valore delle azioni non manterranno per molto tempo i loro lavori.

Younghee Jung (Nokia): What a Nokia product designer thinks about the iPhone? [4:47]

Nokia, il principale produttore di telefoni cellulari, utilizza la ricerca di design in un approccio quasi antropologico per studiare il comportamento dell’utente per ottenere idee fresche per nuovi prodotti ed applicazioni. Abbiamo parlato col designer di prodotti ed interazione Younghee Jung, a capo di uno dei team di ricerca globale della Nokia, sulle difficoltà di esplorare le tendenze future nella comunicazione mobile, l’importanza del comportamento dell’utente locale ed alla fine lei ha confessato che l’iPhone è stato effettivamente un avvenimento positivo- sia per la Nokia che per il resto dell’industria della telefonia mobile.

Emile Aarts (Philips Research): Innovation by creating products that are “easy to experience” [5:14]

Emile Aarts è il vicepresidente e direttore del programma scientifico presso Philips Research. Nel 1998 lui ha creato l’Ambient Intelligence Vision e nel 2001 lui ha fondato il Philips HomeLab, due iniziative che hanno dato forma al modo in cui la più grande azienda di elettronica in Europa crea attualmente i suoi prodotti.

“Abbiamo assicurato che la separazione tra i diversi dipartimenti non sia rigida coe in precedenza. Abbiamo adottato una visione programmatica sui processi di innovazione, il che significa che abbiamo creato dei veri gruppi multidisciplinari.”

29 maggio 2008
Intervista con l’antropologa del design Anna Kirah
Anne Kirah Anna Kirah è un antropologa del design specializzata nell’innovazione centrata sulla gente. Ha collaborato con molte aziende come Microsoft (dove ha dato un grande contributo al successo di MSN) e Boeing. E’ stata la preside fondatrice della 180º Academy danese ed attualmente sta lavorando come leader di innovazione presso Future Navigator e presso la sua personale azienda di consulenza.

In questa intervista lei condivide le sue considerazioni sull’insegnamento centrato sulla persona ed il pensiero innovativo tra i business manager, sull’usare ambienti virtuali o strumenti Web 2.0 per supportare le esperienze di apprendimento, e sull’apprendimento centrato sulla gente.

Leggi l’intervista (pdf)

29 maggio 2008
Il presidente di ZIBA design sull’autenticità
Sohrab Vossoughi Sohrab Vossoughi, fondatore e presidente di ZIBA Design, ha pubblicato un articolo su Business Week sull’autenticità, con esempi dalla Umpqua Bank, Starbucks, e la catena di abbigliamento Anthropologie.

“I consumatori cercano un significato e un brand di cui possano fidare. Essi sono occupati a lavoro con piattaforme Web 2.0 creando modi di attraversare il brusio alla ricerca di prodotti e servizi che risuonino con integrità e trasparenza; in ua parola, autenticità. Questa ricerca dell’autenticità è un richiamo all’azione per qualsiasi azienda che intenda essere di rilievo nel secolo XXI.”

“Col cambiare del mercato, deve cambiare anche il design. Un singolo prodotto ben progettato non è più che un bell’oggetto senza l’intenzione di un’azienda che si sia presa la briga di capire tre cose: i desideri radicati dei suoi clienti, il suo stesso DNA, e il punto dove i due si incontrano.”"

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29 maggio 2008
Le abitudini sul web si diversificano da cellulare a computer
Yahoo! Business Week scrive sul come gli Americani si rivolgono a siti diversi quando vanno online sul cellulare, rispetto a quando navigano dai loro computer.

“Benvenuti al weekend Web, dove la gente sta passando una parte più grande del proprio tempo online attraverso dispositivi wireless—ed utilizzando un set diverso di siti rispetto alla settimana lavorativa.” [...]

“Ovviamente, la maggior parte della navigazione online avviene tramite PC, ma una ricerca M:Metrics mostra come quando avviene tramite cellulare, ha luogo per lo più nel weekend.” [...]

“Molti degli utenti di cellulare americani affollano una serie di siti diversi tramite palmare.”

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29 maggio 2008
Tim Brown di IDEO sul design thinking su HBR
Tim Brown Harvard Business Review ha pubblicato un lungo articolo di Tim Brown, il CEO di IDEO, sul design thinking.

“Pensare come un designer può traformare il modo in cui sviluppate prodotti, servizi, processi—e persino strategie,” dice Brown.

“L’approccio di Edison è stato un primo esempio di quello che ora viene chiamato “design thinking”—una metodologia che impregna l’intero spettro delle attività riguardanti l’innovazione con un etica di  human-centered. Con questo intendo che l’innovazione è rafforzata da una profonda comprensione, attraverso l’osservazione diretta, di quel che la gente vuole e necessita nelle loro vite e di quello che piace e non piace sul modo in cui determinati prodotti sono fatti, imballati, distribuiti, venduti, e supportati.” [...]

“Più semplicemente, è una disciplina che utilizza la sensibilità e i metodi del designer per andare incontro alle necessità della gente con quel che è flessibile tecnologicamente e quel che una possibile strategia di business può trasformare in valore per il cliente e opportunità di mercato.”

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(via Noise between Stations)

29 maggio 2008
EMweekly /4
EMweekly Mentre Bono e Bill Gates sono i cima alla mia mente quado si tratta di finanziare lo, anche alcuni filantropi meno noti stanno lasciando il loro segno in modo effettivo. Il riservato miliardario neozelandese Christopher Chandler sta supportando una scuola di business mirata specificamente ad allevare imprenditori con idee di business per aiutare i paesi più poveri a lasciarsi alle spalle la povertà. Il Legatum Center per lo Sviluppo e l’Imprenditoria presso il MIT wsarà guidato da Iqbal Quadir, il creatore di GrameenPhone. Il miliardario sudanese Mo Ibrahim ha creato un premio unico, consegno ad un Capo di Stato di una Nazione Africana che dimostri una carriera di buon governo nel corso della sua carica. La Mo Ibrahim Foundation mantiene anche l’Ibrahim Index of African Governance. La donna più ricca della Scozia, Ann Gloag, ha messo in opera il suo acume negli affari per sposare la carità col capitalismo attraverso orfanatrofi autosufficienti ed una nuova carità per donne le cui vite sono state guastate dalle fistole.

“Si tratta di donne che aiutano donne perchè altrimenti non succederà niente se aspettiamo che gli uomini in questi paesi facciano qualcosa. Semplicemente si trovano un’altra moglie. Per loro non ne merita la pena.” [...]
E’ difficile vedere come la Freedom from Fistula Foundation possa emulare il successo commerciale dell’orfanatrofio, ma il capitalismo compassionevole della Gloag ha trovato un modo. Mentre si trovano all’ospedale, le donne ricevono un’educazione basica ed imparano a cucire e ad utilizzare un cellulare.

“Diamo ad ognuna di esse un cellulare e quando lasciano l’ospedale, diventano una cabina telefonica per il loro villaggio,” dice Gloag. “I primi 40$ dollari che guadagnano, li pagano a noi per il cellulare così noi possiamo comprare il prossimo. Dopodiché possono ottenere dei profitti. Basicamente noi diamo loro un business.” Gloag vede le donne come la chiave per cambiare l’Africa.

Le donne stanno sicuramente facendo la differenza e non solo in Africa. Si è creata una cooperativa di donne in Paraguay per comprare cibo in grandi quantità e pertanto facendo bastare i loro budget familiari mano a mano che i prezzi aumentano. Le donne Bahraini disoccupate verranno addestrate per allestire piccole venture imprenditoriali come designer di moda e cucitrici dopo che numerose case tessili sono state recentemente dichiarate in soprannumero. Nel frattempo a Ghana, sono in atto piani per lanciare una banca gestita da donne per contadini rurali, nell’Africa sub Sahariana l’80% del cibo è coltivato da donne ma esse hanno accesso solo al 7% dell’assistenza e al 10% della terra.

I costi in aumento del carburante e dell’energia stanno portando gli operatori di telefonia mobile alla ricerca di soluzioni sostenibili attraverso i mercati emergenti mano a mano che i cellulari stanno diventando una parte critica dell’infrastruttura regionale. Ericsson, Motorola e Grameenphone sono alcune delle aziende con programmi pilota stabiliti in paesi come Namibia, Bangladesh e Indonesia mentre individui come il ‘Mad Austrian’ dimostrano la resistenza della loro visione in Sud Africa.

I Numeri e la crescita sono una parte intensa della conversazione sul mondo in via di sviluppo ed i mercati emergenti. Che si tratti dei sogni del fondatore di FON  Martin Varsavsky di portare su scala industriale la sua base di abbonati per creare una rete wireless mondiale o del tentatico di Alan Moore e Tomi Ahonen di mettere i circa 3 miliardi di utenti di cellulare al mondo in contesto, resta il fatto che i  mercati emergenti come il Medio Oriente e l’Africa saranno i motori della crescita nel futuro.

Espandersi in questi mercati, comunque, non sarà facile in quanto le nazioni in via di sviluppo si pongono degli obiettivi propri come stanno scoprendo marchi come Vodafone e Motorola. Gli imprenditori in Egitto sono ostacolati dalla cultura e dalla mancanza di capitale mentre i Sud Africani hanno a che fare con l’attuale tracollo finanziario della loro nazione. Ma la Cina sembra risoluta da quel che dice questo report di Fast Company.  special report seems to say. Una sbirciata al segreto del loro successo apparentemente non assimilabile?

“Lasciate dormire la Cina,” commento Napoleone, “perchè quando si sveglierà, farà tremare il mondo.” Oggi, la Cina non solo si è svegliata, ma si sta mangiando il mondo a colazione. In pochi anni, è diventata il principale consumatore di legno al mondo — così come di zinco (col 30% della domanida globale), ferro ed acciaio (27%), piombo (25%), alluminio (23%), e rame (22%), assieme al nichel, stagno, carbone, cotone e gomma. L’intero sub-Sahara attualmente usa un ventesimo della quantità di acciaio della Cina. E nonostante la Cina sia il secondo consumatore di petroleo, dopo gli Stati Uniti, sta guadagnando terreno velocemente.

Questo dev’essere un esempio della crescita del resto di cui Fareed Zakaria parla nel suo apprezzato nuovo libro, The Post American world. Dato che la Cina vieta le borse di plastica per proteggere l’ambiente, i consumatori Medio Orientali sono innamorati degli elettrodomestici all’avanguardia. Le ragazze Palestinesi accettano cellulari da possibili fidanzati e gli Etiopi decidono di concedere il loro caffè a Starbucks. Persino il limite del “dollaro al giorno della linea di povertà internazionale è stato elevato ad un dollaro e un quarto. Certamente sono segni del trionfo dello spirito imprenditoriale, come articolato nel libro “Lessons from the Poor” (riassunto).

La recensione della letteratura della ricercatrice Carolyn Wei ha trovato che la maggior parte degli studi sull’influenza dei cellulari sulla cultura giovanile hanno avuto luogo in Occidente, mentre gli studi in altri luoghi si concentrano sull’aspetto prettamente economico, quindi essa ha intrapreso uno studio sul ruolo del cellulare nel facilitare le relazioni romantiche in Bangalore, India. Ecco un frammento,

“Quello che Carolyn ha fatto è prendere questo elemento molto interessante della cultura giovanile — il corteggiamento — ed identificare come i cellulari interagiscono con questi schemi pre-esistenti di interazione,” ha detto Kolko. “La tecnologia non  supera la cultura, non cambia la cultura in sé, ma è una forza che spinge contro gli schemi culturali.”

vi portiamo in un tour sul ruolo del cellulare nel corteggiamento tra gli adolescenti Palestinesi, i giovani Bahraini, i romantici dell’Araba Saudita ed i single Egiziani. Tuttavia non sono tutte rose, come ha scoperto questa giovane donna Kurda, ma le donne nelle culture conservanti cercano di imparare tutto il possibile per mantenere una vita di rispetto e dignità.

EMweekly (edizioni precedenti) è una raccolta di notizie sui Mercati Emergenti curata da Niti Bhan e David Tait (di Emerging Futures Lab).

EMweekly si focalizza su un’ampia selezione di notizie, link e articoli così come analisi e articoli di approfondimento sul mondo in via di sviluppo. Potete leggerlo su Putting People First, o ricevere EMweekly via rss o email.

Gli aggiornamenti sulle notizie dei mercati emergenti riflettono la estesa ricerca e le capacità di Experientia nei mercati di consumatori emergenti nelle nazioni in via di sviluppo come l’Africa Sud Sahariana, e Asia del Sud/Sud Est ecc.

Questa nuova offerta si fonda su una recente collaborazione strutturale tra Experientia e tre specialisti dei mercati emergenti — Niti Bhan (base a Singapore), Claude Martin (base in Francia), e David Tait (base in Sud Africa) — e su un ampio progetto di ricerca in Africa che abbiamo appena portato a termine per una grande azienda di tecnologia.

27 maggio 2008
Libro: Product Experience
Product Experience Product Experience

Redatto da Hendrik N. J. Schifferstein e Paul Hekkert (Dipartimento di Design Industriale, Delft University of Technology, Olanda)
Elsevier Science, 2007

Rilegato

L’esperienza del prodotto riassume la ricerca sull’esperienza emotiva e cognitiva del fare uso di un prodotto. Il libro esplora l’esperienza del prodotto in termini di estetica e design, ergonomia e usabilità, facilitazione delle capacità ed abilità umane del prodotto, valore di intrattenimento, e come l’esperienza del prodotto si estenda oltre il prodotto in sé verso l’associazione col brand, l’esperienza dell’acquisto e l’imballaggio del prodotto.

Il libro contiene prospettive da una varietà di discipline in psicologia, business, arte, e ingegneria per capire pienamente i diversi componenti importanti nell’esperienza del prodotto. L’esperienza del prodotto inizia con i giudizi estetici e del valore che sono mitigati dall’ambiente e dall’uso, e poi ulteriormente alterati dalla memoria, l’associazione col brand e la relazione che uno sviluppa col prodotto.

In contrasto con altri libri, il libro in considerazione assume un punto di vista molto ampio, possibilmente all-inclusive, sul come la gente esperimenta i prodotti. Di conseguenza esso colma i vuoti tra le diverse aree all’interno della psicologia (per esempio percezione, cognizione ed emozione) e collega queste aree ad altre aree applicate della scienza, come il design del prodotto, l’interazione uomo-macchina ed il marketing.

Concepito per ricercatori con interesse nelle interazioni uomo-prodotto, il libro piacerà a psicologi, ingegneri, e professionisti negli affari interessati a capire pienamente l’esperienza del prodotto. Con copertura dei fattori umani, affetti, percezione, design industriale, ingegneria, processo delle informazioni, ergonomia, psicologia industriale-organizzativa, psicologia ambientale, business e marketing, comunicazione, ed innovazione del prodotto, il libro contiene una grande quantità di informazioni su un tema troppo ampio da comprendere facilmente attraverso la ricerca primaria in una sola disciplina. Dalla mira internazionale , il libro include ricerche dagli US, Canada, GB, Olanda, Svezia, Finlandia, Giappone, e Germania.

Contenuti

Preliminary, TOC, Preface, Introduction (H.N.J. Schifferstein & P. Hekkert)

Part I: From the human perspective

IA. Senses

1. On the visual appearance of objects (Harold T. Nefs)

2. The tactual experience of objects (M.H. Sonneveld and H.N.J. Schifferstein)

3. The experience of product sounds (R. van Egmond)

4. Taste, smell and chemesthesis in product experience (Armand V. Cardello and Paul Wise)

5. Multisensory product experience (H.N.J. Schifferstein and C. Spence)

IB. Capacities & skills

6. Human capability and product design (John Clarkson)

7. Connecting design with cognition at work (David D. Woods and Axel Roesler)

8. Designing for expertise (Axel Roesler and David D. Woods)

Part II: From the interaction perspective

9. Holistic perspectives on the design of experience (Gerald C. Cpuchik and Michelle C. Hilscher)

IIA. The aesthetic experience

10. Product aesthetics (P. Hekkert and Helmut Leder)

11. Aesthetics in interactive products: correlates and consequences of beauty (M. Hassenzahl)

IIB. The experience of meaning

12. Meaning in product use – a design perspective (Stella Boss and Heimrich Hanis)

13. Product expression: bridging the gap between the symbolic and the concrete (T.J.L. van Rompay)

14. Semantics: meanings and contexts of artefacts (Klaus Krippendorff and Reinhart Butter)

IIC. The emotional experience

15. Product emotion (P.M.A. Desmet)

16. Consumption emotions (Marsha L. Richins)

IID. Specific experiences and approaches

17. Product attachment: design strategies to stimulate the emotional bonding to products (Ruth Mugge, Jan P.L. Schoormans, and Hendrik N.J.Schifferstain)

18. Crucial elements of designing for comfort (Peter Vink and MIchiel P. de Looze)

19. Co-experience: product experience as social interaction (Katja Battarbee and Ilpo Koskinen)

20. Affective meaning: the Kansei Engineering approach (Simon Schutte, Jorgen Eklund, S. Ishihara, and M. Nagamachi)

Part III: From the product perspective

IIIA. Digital products

21. The useful interface experience: the role and transformation of usability (John M. Carroll and Helena M. Mentis)

22. The experience of intelligent products (David Keyson)

23. The game experience (Jeroen Jansz)

IIIB. Non-durables

24. Experiencing food products within a physical and social context (Herbert Meiselman)

25. The mediating effects of the appearance of nondurable consumer goods and their packaging on consumer behavior (Larry Garber, Eva M. Hyatt, and Unal O. Boya)

IIIC. Environments

26. Office experiences (Christina Bodin Danielsson)

27. The shopping experience (Ann Marie Fiore)

Closing reflections (H.N.J. Schifferstein and P. Hekkert)

27 maggio 2008
Handbook of Mobile Communications Studies
Handbook of Mobile Communications Studies Handbook of Mobile Communication Studies

Redatto da James E. Katz

Postfazione di Manuel Castells

MIT Press, 2008

Rilegato, 486 pagine

Sommario

La comunicazione mobile è diventata ampiamente diffusa e persino onnipresente. E’ provatamente la nuova tecnologia più affermata e di più rapida adozione al mondo: più di una persona su tre nel mondo possiede un cellulare. Questo volume offre una visione esaustiva delle conseguenze culturali, famigliari, ed interpersonali della comunicazione mobile nel globo. Degli importanti studiosi analizzano l’effetto della comunicazione mobile in diversi parti della vita, dalla relazione tra l’alfabetizzazione e le carateristiche testuali dei cellulari all’uso delle suonerie come forma di scambio sociale, dal “consumo ambizioso” delle famiglie di classe medie in India alla credenza in alcune zone dell’Africa e dell’Asia che i cellulari possano comunicare con i morti.

I partecipanti esplorano i modi in cui la comunicazione mobile influnza profondamente i tempi, la struttura, e il processo della vita quotidiana in giro per il mondo. Essi discutono l’impatto della comunicazione mobile sulle reti sociali, altre strategie di comunicazione, forme tradizionali di organizzazione sociale, ed attività politiche. Considerano quanto velocemente le tecnologie miracolose diventano ordinarie o persino necessarie–e come la tecnologia ordinaria diventi misteriosa o persino miracolosa. I capitoli non tengono conto di tematiche sociali e regioni geografiche; evidenziano l’uso da parte dell’elite e delle masse, funzioni utilitarie ed espressive, e conseguenze politiche ed operative. Presi insieme, i capitoli dimostrano come la comunicazione mobile abbia influenzato la qualità della vita sia in ambienti esotici che ordinari, e come abbia occupato sempre più spesso un ruolo centrale nella vita della gente in giro per il mondo.

Sull’autore

James E. Katz è Presidente del Dipartimento di Comunicazione presso la Rutgers University e direttore degli Center for Mobile Communication Studies. E’ l’autore di Magic in the Air: Mobile Communication and the Transformation of Social Life e co-autore di Social Consequences of Internet Use (MIT Press, 2002).

Il libro contiene più di 30 partecipazioni, tra cui capitoli scritti da Jan Chipchase (Nokia Research), Jonathan Donner (Microsoft Research India), Howard Rheingold, e Carolyn Wei (Google).

26 maggio 2008
Report britannico: Coinvolgimento degli Utenti nei Servizi Pubblici
PICNIC Qualche settimana fa il Public Administration Select Committee (PASC) del parlamento britannico ha pubblicato la prima perizia parlamentare sull’idea di “coinvolgimento dell’utente” nei servizi pubblici, che vedono come “potenzialmente un nuovo modello di consegna di servizi pubblici che promette migliori servizi e maggior soddisfazione per gli utenti.”

“L’idea del “coinvolgimento dell’utente” copre la semplice consulta con gli utenti del servizio ad un capo dello spettro fino ai servizi “diretti dagli utenti” o “impulsati dagli utenti” dall’altro. I servizi guidati dagli utenti sono quelli in cui la gente ha effettivamente qualche tipo di controllo egstionale, o più spesso finanziario, della consegna del servizio (come budget individuali nelle cure sanitarie o sociali), o persino partecipare nella preparazione del servizio loro stessi.” [...]

“Il Committee ha concluso che realizzare servizi pubblici di alta qualità, significa conferire potere e coinvolgere gli utenti dei servizi tanto quanto indirizzare le loro necessità. E’ importante per il Governo promuovere una cultura dei servizi pubblici di lavoro con la gente per assicurare che risulti personalizzazione in servizi pubblici eccellenti.”

- Leggi il comunicato stampa

- Scarica il report (pdf, 420 kb, 37 pagine)

26 maggio 2008
Putting People First è media partner di PICNIC 2008
PICNIC Experientia/Putting People First è stato invitato a diventare un media partner di PICNIC 2008.

Pensato come una serie di eventi – una conferenza di alta classe, seminari e workshop – PICNIC si terrà ad Amsterdam quest’anno dal 24 al 26 di settembre ed attrarrà migliaia di menti creative da tutto il mondo.

Nel corso dei prossimi mesi vedrete regolarmente su questo sito contenuti relazionati con PICNIC, i quali potrete trovare anche su questa pagina speciale PICNIC sul nostro blog.

Ovviamente, andrò ad Amsterdam e non vedò l’ora di incontrare qualcuno di voi là.

24 maggio 2008
Il consiglio antropologico di Genevieve Bell alla cermonia della consegna delle lauree della Berkeley
Genevieve Bell La scorsa settimana Genevieve Bell, un’ antropologa di massimo rispetto e Direttrice dell’Esperienza dell’Utente all’interno del Digital Home Group dell’Intel, ha tenuto il  discorso della consegna delle lauree del 2008 presso la UC Berkeley School of Information.

Lei l’ha riempito con un “consiglio antropologico” sul come affrontare il mondo come un progetto sul campo.

“Ma sto consigliando un tipo diverso di apertura e vulnerabilità. Uno che vi coinvolga e vi decentralizzi, che non richieda che voi siate al centro dell’attenzione o di un network sociale. Questo genere di vulnerabilità, o di umiltà, porta con sé grazia.

Mantenete la vostra capacità di sorprendervi – questo richiede lavoro ma è un’altra parte importante del come essere al mondo e un’altro consiglio antropologico che vi dò. Esperimentare sorpresa è veramente una buona cosa in quanto segna i momenti in cui incontriamo cose che non rientrano nella nostra visione del mondo.  Si tratta di quando le nostre supposizioni vengono rivelate più chiaramente, permettendoci di andare oltre ad esse.”

Scarica il testo del suo discorso (pdf, 9 pagine)

24 maggio 2008
Portando i designer su nuove frontiere
Personal TV Jeff Parks e Chris Baum di Boxes and Arrows si sono trovati con diversi dei relatori e gli organizzatori della conferenza Adaptive Path a San Francisco: MX San Francisco: Managing Experience through Creative Leadership, che ha avuto luogo tra il 20 e il 22 Aprile.

Il risultato è una serie di podcast che forniscono un ulteriore approfondimento sugli argomenti rivelati dalle sessioni.

I podcast includono interviste con Richard Anderson (redatore capo di Interactions Magazine), Björn Hartmann (redattore capo, Ambidextrous magazine), e Michael Recchiuti (sulla cioccolata e l’esperienza dell’utente), così come una tavola rotonda con Adaptive Path e Boxes and Arrows (Chris Baum, Brandon Schauer, Sarah Nelson, Henning Fischer, e Ryan Freitas).

24 maggio 2008
Antropologia del design: come può contribuire alla vostra pratica del design?
Elizabeth Tunstall Design Anthropology porta la ricerca sull’utente ad un livello completamente nuovo. La Dr.Essa Elizabeth Tunstall spiega in un saggio sul Think Tank dell’Adobe Design Center come questo settore emergente possa aiutare a ridefinire il design esplorando cosa significhi essere umano.

L’antropologia del design cerca la risposta alla domanda di come i processi e gli artefatti del design definiscano cosa significhi essere umano. Esplora un’ampia gamma di interessi relazionati con la pratica del design: come le interfacce possono essere sviluppate in base ai valori dell’imparare collettivo contro lo studio individuale; come l’adozione di tecnologie possa portare col tempo a maggiori uguaglianze e disuaglianze sociali; e come non solo le parole ma anche i significati dietro alle parole cambino quando progetti per una cultura piuttosto che per un’altra. Queste sono tutte questioni di un contesto umano che sta diventando sempre più complesso. L’antropologia del design è il settore che vi aiuta a sentirvi sicuroi sulle vostre scelte di design mostrandoti le ramificazioni globali delle comunicazioni, artefatti ed esperienze passate, presesti e potenziali mentre influenzano il contesto umano.

L’antropologia del design non mette enfasi diverse sui valori, o il design, o l’esperienza, che sono il dominio rispettivamente della filosofia, la ricerca accademica e della pscicologia. Piuttosto, l’antropologia del design si focalizza sui temi interconnessi tra i tre, ricorrendo a pratiche ibride. I risultati dell’antropologia del design includono affermazioni che forniscono una maggiore comprensione  della natura umana così come delle comunicazioni, prodotti ed esperienze progettate.

Leggi tutto l’articolo

(Date un’occhiata anche a questo articolo di John Thackara sul design e il futuro del viaggiare.)

22 maggio 2008
EMweekly /3
EMweekly Erik Simanis e Stuart Hart hanno appena reso disponibile il Base of the Pyramid Protocol – Toward Next Generation BoP Strategy(PDF) edizione 2008 che fornisce l’ultima descrizione di un nuovo approccio ai business di co-creazione con partner nelle comunità di basso reddito. Include anche esperienze sul campo col Protocol in Africa ed India che coinvolgono aziende come SC Johnson and DuPont. Il BoP Protocol™ è un processo di incubazione di business pionieristico che permette alle corporazioni multinazionali (MNCs) di generare nuove opportunità di business alla Base della Piramide. Potrebbe essere di interesse anche un articolo di Stuart Hart e Clayten Christensen che dimostra come il BoP costituisce il laboratorio ideale per incubare nuove, dirompenti tecnologie pulite.

Il ricercatore ethnographic Stuart Henshall ha recentemente passato una settimana a Mumbai, India con il collega Dina Mehta, studiando la cultura del cellulare in India. Dina ha raccolto una selezione di osservazioni di Stuart durante la sua permanenza. In particolare, l’Emerging Indian Middle Class e l’influenza del China phone meritano di essere letti. Sempre tra le novità, la casa di ricerca etnografica Indiana CKS ha appena rilasciato l’Emerging Economies report ricoprendo non solo l’India ma anche altri mercati emergenti in via di sviluppo come Indonesia e Sud Africa.

I cellulari e la loro influenza sullo sviluppo sociale ed economico nella base della piramide nei mercati emergenti sono globalmente noti. Questa settimana è stato rilasciato un report dalle NU e la Vodafone Foundation intitolato Wireless Technology for Social Change: Trends in NGO Mobile Use che ricopre 11 studi di casi di utilizzo innovativo della tecnologia mobile effettuati da gruppi che lavorano per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Questa settimana è stato pubblicato anche Going wireless: Dialing for development (PDF) di David Lehr. A differenza del report precedente, questo si concentra più su modelli di business sostenibili per l’utilizzo del cellulare e mira a “imprenditori sociali; innovatori tecnologici, agenzie di sviluppo economico; provider di servizi e venture commerciali emergenti.”

Micro è l’argomento del giorno nei mercati emergenti. Un eccellente articolo di opinone su NextBillion.net cita l’ultimo libro di CK Prahalad, The New Age of Innovation (recensione),

“oggi, anziché un piccolo gruppo di gente seduta a pensare all’innovazione, potete avere tre miliardi di persone che non solo sono micro-produttori e micro-consumatori, ma anche micro-innovatori…chiunque ha l’opportunità di contribuire all’innovazione.”

nel frattempo la Banca Mondiale prevede che il mobile banking trasformerà la microfinanza, provocando l’eccitazione tra gli imprenditori mentre i dibattiti sull’argomento spingono il The Economist a chiederci “E’ accettabile trarre profitto dai poveri?

I modelli di business intesi per i mercati di consumatori emergenti vengono progettati per le condizioni e i vincoli inerenti la regione o modellati su quelli che sono emersi organicamente. Nel 2007, Nokia Siemens Networks ha lanciato Village Connection, un sistema di network che consente un modello di business innovativo attraverso il quale gli operatori possono portare servizi di telefonia mobile a basso costo in aree remote – il quale è stato appena premiato con un premio “Excellence in Innovation” – con due programmi pilota, uno nel sud dell’India e un altro in Tanzania. Vodafone Tanzania ha appena annunciato che collegheranno il rurale col suburnano per la prima volta attraverso la griglia GSM dei villaggi di prova.

Altri modelli di business emergenti notati questa settimana includono una cooperativa di burro di shea di grande profitto a Ghana, un chiosco di cellulari alimentato a pedali nell’America Latina, cibo economico ed igienico nelle strade di Calcutta e per concludere su questo argomento, una lettura d’obbligo è la serie di cinque parti di Al Hammond sul tema dell’ordinare i modelli di business nella BoP.

Social networking asiatico? Trascurati dalle voci che girano, questi siti hanno creato scalpore nei loro paesi con le loro caretteristiche innovative, dice Norman Lewis, mentre la BBC ci indica le opportunità di lucro in India. Nel frattempo, China Mobile sta cercando aiuto nell’esperienza dell’utente da Nokia Siemens Network per poter rimanere competitiva nell’esplosione del mercato wireless in Cina. Una citazione dall’articolo di Norman Lewis ne sottolinea la necessità,

E’ importante riconoscere che gli imprenditori Asiatici sono giunti a queste opportunità attraverso la necessità piuttosto che attraverso una pianificazione conscia. Gli operatori Asiatici hanno molto in comune con le loro controparti Occidentali. Così come gli operatori di telefonia mobile in Occidente non avevano previsto che i messaggi di testo sarebbero diventati un servizi in grado di generare profitto, ma hanno imparato a trovare il modo di trarne il massimo vantaggio, gli operatori Asiatici sono stati costretti ad inventarsi soluzioni che richiedessero qualche innovazione.

La chiave è stata lo sviluppo di piattaforme per micro-pagamenti. La necessità è stata la madre dell’invenzione. Gli impulsi radicati nel coinvolgimento dei giovani con i media digitali in Asia sono stati catturati e monetizzati in modi che pochi immaginarono avessero funzionato. Il fatto che un’azienda di istant messaging Cinese possa mostrare profitti di 245 milioni di $ all’anno in un paese dove il 75 per cento degli utenti di internet guadagna meno di 2.000 RMB/mese (meno di 300 $ al mese) mostra quanto sia forte questo desidero di espressione di sé, riconoscimento, status e comunicazione in Asia.

Se c’è una lezione da imparare qui è che se le necessità degli utenti sono collocate al centro dei servizi, e questo resta il fulcro dell’innovazione, si possono costruire possibili business per il futuro.
[...]
Ma anche se i provider di servizi Asiatici fossero capitati per caso sui loro modelli di business, le loro esperienze sono importanti per la futura evoluzione di questi servizi intorno al mondo.

Un’altro esempio interessante di sito di social networking, questa volta la piattarforma è il cellulare, che ha catturato l’occhio è la Buzzcity di Singapore col loro myGamma. Nuovi siti emergenti di social networking sono visti come sfide serie per i simili di MySpace e Facebook. Ovviamente, dovranno pianificare le loro strategie iPhone presto! Date un’occhiata alla provenienza della crescita di myGamma – solo gli USA spiccano come mercato NON emergente nei dieci paesi principali!

Nel complesso, i principali dieci mercati hanno procurato due miliardi di ad, che hanno rappresentato una crescita annuale del 800 per cento. Ecco dove sono collocati gli USA nel mercato mondiale di BuzzCity:

1. Indonesia : 654 milioni (+ 13328%)
2. India : 577 milioni (+ 1522%)
3. Sud Africa : 426 milioni (+ 418%)
4. USA : 132 milioni (+ 917%)
5. Kenya : 79 milioni (+ 424%)
6. Romania : 57 milioni (+ 446%)
7. Bangladesh : 53 milioni (+ 305%)
8. Cina : 37 milioni (+ 6053%)
9. Brunei : 35 milioni (+ 221%)
10. Pakistan : 35 milioni (+ 814%)

EMweekly (edizioni precedenti) è una raccolta di notizie sui Mercati Emergenti curata da Niti Bhan e David Tait (di Emerging Futures Lab).

EMweekly si focalizza su un’ampia selezione di notizie, link e articoli così come analisi e articoli di approfondimento sul mondo in via di sviluppo. Potete leggerlo su Putting People First, o ricevere EMweekly via rss o email.

Gli aggiornamenti sulle notizie dei mercati emergenti riflettono la estesa ricerca e le capacità di Experientia nei mercati di consumatori emergenti nelle nazioni in via di sviluppo come l’Africa Sud Sahariana, e Asia del Sud/Sud Est ecc.

Questa nuova offerta si fonda su una recente collaborazione strutturale tra Experientia e tre specialisti dei mercati emergenti — Niti Bhan (base a Singapore), Claude Martin (base in Francia), e David Tait (base in Sud Africa) — e su un ampio progetto di ricerca in Africa che abbiamo appena portato a termine per una grande azienda di tecnologia.

20 maggio 2008
Libro in uscita sull’”high end”
Future High Tide of High End Qualche setimana fa siamo stati contattati da Marco Bevolo di Philips Design il quale cercava qualche opinione anticipata sul libro che sta scrivendo assiame a Stefano Marzano (anche lui di Philips Design), Dr. Howard R. Moskowitz e Alex Gofman (presidente e vice-presidente di Moscowitz Jacobs Inc.). Ci hanno spedito una copia della bozza per una prima reazione.

Il libro, che ha il titolo provvisorio di “Future High Tide of High End” e verrà pubblicato da Wharton School Publishing, fornisce una comprensione socio-culturale e centrata sulla gente del concetto di lusso — più nello specifico prodotti di prestigio per le masse (che loro chiamano “High End”) — con l’obiettivo di fornire insight e guida per lo sviluppo dei business futuri in questo settore.

Reso possibile da circa settanta conversazioni, contributi ed interviste con esperti dell’industria, leader di pensiero d opinionisti, il libro è piuttosto unico nel suo approccio, e destinato a diventare d’obbligo per chiunque concepisca, sviluppi e metta in commercio prodotti e servizi ‘High End’.

Un fulcro sull’interazione delle tendenze sociali, visioni di design, e profonda comprensione della gente, permette agli autori di proporre una serie di considerazioni interessanti, tra cui un nuovo concetto per il futuro dell’industria basato sull’esperienza, così come una serie di strumenti con cui creare e capire nuove offerte di prodotti e servizi ‘High End’.

Per capire quale sarà l’anima del High End nel futuro prossimo, gli autori introducono anche un metodo esperimentale, il Rule Developing Experimentation (RDE) — con gente che deve valutare coppie di scenari futuri, e l’analisi statistica successiva dei dati ottenuti per capire quali idee sottostanti sono i veri elementi motori. I risultati vengono poi presentati su un originale studio basato su questo metodo, che è stato condotto in quattro nazioni (US, GB, Cina e Italia) con più di 500 utenti finali, tutti appartenenti a fasce di reddito moderatamente alte.

Il libro, che attualmente è in fase di redazione avanzata (in parte sulle basi del nostro feedback), verrà pubblicato prima della fine dell’anno. Gli autori ci hanno detto che presto pubblicheranno dell’altro materiale sul loro sito (come un sommario, una tabella dei contenuti, un campione di un capitolo, ecc.), in modo che anche i lettori possano contribuire con le loro considerazioni e suggerimenti.

Una piccola nota di chiusura è di orgoglio: questo è il primo articolo pubblicato sul libro in uscita. Marco ha detto che sarebbe felice se venisse dalla sua città natale (Torino) e lo stesso vale per noi.

20 maggio 2008
Video delle conferenze PSFK
Interactions PSFK è un’azienda di tendenze globali ed innovazione che si occupa anche di organizzare conferenze in diverse parti del mondo. Si possono trovare online video di oltre quaranta presentazioni di queste conferenze. Ecco la mia selezione:

Allan Chochinov on the Dumbest Smartest Design Problem
Presso la PSFK Conference New York 2008, Allan Chochinov (Core77) ha dato una  lezione pratica sulla strategia ed il pensiero creativo. La gente spesso afferma che il vero valore non si trovi nella risposta che forniamo, ma nella domanda che poniamo. Bene, cosa succede quando facciamo una domanada estremamente stupida nella speranza di impulare l’innovazione? Per la verità, molto.

Grant McCracken on Pattern Recognition
Presso la PSFK Conference New York 2008, Grant McCracken (MIT) spiega l’importanza dell’ispirazione, fornendo una struttura per raccogliere, monitorare e reagire alle tendenze e idee nella cultura e negli affari.

Hugh MacLeod on Wine 2.0
In questo video di 28 minuti, dalla PSFK Conference London 2007, tra le altre cose, , Hugh MacLeod descrive come una piccola azienda vinicola del Sud Africa abbia scosso un’industria con un approccio web 2.0.

Regine Debatty on What Happens When Artists Mess Around With Technology
In questo video di 28 minuti dalla PSFK Conference London 2007, Regine Debatty di We Make Money Not Art descrive come gli artisti del giorno d’oggi esplorino l’elettronica, i bit digitali, e persino le cosiddette “tecnologie emergenti” come le biotecnologie o le nanotecnologie; e spiega perchè dovrebbe importarci.

Jeremy Ettinghausen on How To Build Innovation Into A Brand
Presso la PSFK Conference London 2007, Jeremy Ettinghausen di Penguin ha parlato delle sfide di reinventare un brand tradizionale per un’era digitale.

Mike Butcher on How Digital Media Screwed the Media Business
Questo video di 20 minuti della PSFK Conference London 2007 presenta il giornalista Mike Butcher mentre parla di come i proprietari di media siano in competizione per la sopravvivenza con le aziende di tecnologia che mettono il potere di pubblicare nelle mani del ‘pubblico’.

Niku Banaie Gives Twenty-Five Signals for Change
Presso la PSFK Conference London 2007, Niku Banaie di Naked Comminications parla sul come la comprensione dei bisogni umani basici possa mantenere i tuoi impiegati, clienti ed amici più contenti, freschi ed in salute.

Timo Veikkola on a Vision Of The Future
Questo video di 20 minute della PSFK Conference London 2007 mostra la presentazione di Timo Veikkola, Future Strategist presso Nokia, Vision of our Future. Dato che il design è un riflesso della società, come possiamo visualizzare il futuro attraverso tendenze, osservazione ed intuizione informata. Quali valori, attitudini e comportamenti di oggi daranno forma al nostro futuro?

George Murphy on Brand Experience
Presso la PSFK Conference New York 2007, George Murphy (Fitch) ha parlato sul creare ambienti per sviluppare interazione di valore tra consumatori e brand.

Allan Chochinov on The Perfect Storm
Presso la PSFK Conference New York 2007, Allan Chochinov (Core77) parla sul come la capacità del web di condividere idee abbia forzato uno spostamento improvviso verso il consumo dell’idea di un prodotto piuttosto che del prodotto in se? Che impatto fa questo sul design e sullo sviluppo di un prodotto?

19 maggio 2008
Nuovo paper di Demos: UK Confidential
UK Confidential Demos, il think tank britannico per la “democrazia quotidiana”, ha pubblicato il suo ultimo dossier sulla privacy.

“La trasformazione delle nostre vite sociali e l’aumento delle innovazioni sulla sorveglianza e la tecnologia ci hanno portato a pensare la privacy sia nel mezzo di una morte pubblica. Ma la privacy non sta morendo, e non possiamo neanche permettere che ciò accada.

La privacy protegge una serie di valori profondamente significativi di cui nessuna società può fare a meno; tratta dei legami e delle relazionioni che tracciamo tra di noi, le comunità e le istituzioni. La privacy sembra essere minacciata perchè la nostra percezione del suo significato è cambiata radicalmente. Questa raccolta sostiene che noi riceviamo la cultura della privacy che meritiamo. Il nostro appetito per una società connessa significa che dobbiamo ancora determinare se ci importa ancora la nostra privacy.

Questi saggi esplorano le sfide e le realtà sottostanti della privacy in una società aperta, e dibattono per un nuovo accordo tra l’individuo e la società; il pubblico e lo stato; il consumatore e il business. Per raggiungere questo, abbiamo bisogno di una partecipazione collettiva nel negoziare i termini e le condizioni della privacy del ventunesimo secolo.

La raccolta include contributi di Jonathan Bamford, Peter Bazalgette, Chris Bellamy, Peter Bradwell, Gareth Crossman, Simon Davies, Peter Fleischer, Niamh Gallagher, Tom Ilube, Markus Meissen, Perri 6, Charles Raab, Jeffrey Rosen, Robert Souhami, Zoe Williams e Marlene Winfield.”

Scarica il paper (pdf, 580 kb, 184 pagine)

19 maggio 2008
Podcast di Alcatel-Lucent sulle tendenze degli utenti ed i millennial
Alcatel-Lucent icon Podtech ha bubblicato delle interviste audio con il senior staff di Alcatel-Lucent sulle loro considerazioni a proposito dell’esperienza utente-centrica, in quanto da forma alle loro applicazioni e soluzioni.

Exploiting end-user trends to create value with sticky services – The “Me” network for the “We” experience [12:43]
L’industria delle comunicazioni sta esperimentando l’esplosione del fenomeno “Me-We”! I clienti vogliono servizi “Me” che siano personalizzati, facili da usare e focalizzati sulle loro necessità. Allo stesso tempo vogliono quello che noi chiamiamo l’esperienza “We”, accesso ad i loro amici e le loro comunità sociali come Myspace, Facebook e YouTube. Come possono indirizzarsi i provider di servizi a queste nuove dinamiche di mercato e tendenze degli utenti, aumentare la loro rendita, creare valore e mantenere l’attaccamento dei clienti?
John Giere, Chief Marketing Officer, Alcatel-Lucent spiega come il Service Delivery Environment (SDE) sia la risposta per creare il network “Me” per l’esperienza “We”.
Ulteriori informazioni: Articolo: The “Me” Network for the “We” Experience

Bell Labs Human Factors [06:33 - Inclusa trascrizione]
Alcatel-Lucent è impegnata ad aiutare gli operatori a trasmetter un’esperienza dell’utente superiore. Una delle forme di aiutare è quella di ottente una comprensione intima del comportamento dell’utente finale ed il gruppo del Bell Labs Human Factors è uno dei molti gruppi all’interno di Alcatel-Lucent che si occupa di quello. Il gruppo è composto da Ph.D. con una media di più di 15 anni di esperienza professionale nell’usabilità che lavorano per capire le influenza cognitive, sociali e comportamentali nella comunicazione; per coltivare una serie di profili e scenari che prediranno i bisogni e gli abiti dei giovani d’oggi e della forza lavoro di domani; e per progettare e creare aplicazioni coinvolgenti ed intuitive, basate sulla ricerca e la comprensione della comunicazione umana, mentre vanno incontro alle necessità degli utenti.
Cheryl L. Coyle, Ph.D., guida il gruppo Alcatel-Lucent Bell Labs Human Factors presso New Jersey, USA.
Ulteriori informazioni: www.alcatel-lucent.com/usercentric

The Rise of the Millennials [07:42]
Molti considerano i “Millennials” il prossimo grande mercato per i servizi di comunicazione. Connessi e consapevoli, i Millennial sono circa 234 milioni di persone al mondo e sono il prossimo grande segmento di mercato che i provider di servizi devono seguire. I Millenial hanno lo stesso peso degli appartenenti al Baby Boom, e continueranno ad esercitare un’influenza  sul mercato per i decenni a venire. I Millennial vogliono servizi personalizzati e flessibili, e sono disposti a pagare per loro. Per il 2011 rappresenteranno un mercato di circa 10 miliardi di USD. Per andare incontro a queste richieste e trarre beneficio da questo segmento di mercato, i provider di servizi avranno bisogno di una infrastruttura di network che trasmetta alla prossima generazioni servizi IP ed offra servizi personalizzati. Questo aiuterà loro a mantenere i clienti esistenti, attrarre dei nuovi ed aumentare il loro ARPU.
In questo podcast, Jay Peterson, VP di Global Market Development per servizi utente-centrici per Alcatel-Lucent, parla su chi sono i Millennials, perchè dovrebbero importare ai provider di servizi e come Alcatel-Lucent possa aiutare ai provider di servizi ad indirizzarsi a questo particolare segmento di mercato.
Ulteriori informazioni: Whitepaper: The Rise of the Millennials

Il sito di Alcatel-Lucent contiene anche una pagina con link a paper di ricerca che fornisce insight dettaglito sulle necessità ed il comportamento degli utenti finali per aiutare agli operatori a trasmettere un’esperienza dell’utente superiore.

18 maggio 2008
Programma danese per l’innovazione impulsata dall’utente
Danish programme for user-driven innovation Il Danish programme for user-driven innovation (sommario Inglese) mira a rafforzare la diffusione di metodi di innovazione impulsata dall’utente, ed a contribuire a far aumentare la crescita nelle aziende partecipanti, la soddisfazione nei clienti e/o l’efficienza nelle istituzioni pubbliche partecipanti.

Il programa dovrebbe anche risultare nello sviluppo di nuovi prodotti, servizi e concetti. Finalmente, il programma dovrebbe aumentare le qualifiche degli impiegati per renderli partecipi dei processi di innovazione nelle aziende e nelle istituzioni pubbliche partecipanti.

Il programma, che ha un budget annuale di 100 milioni di DKK (13.4 milioni di euro o 20.9 milioni di USD) e dura quattro anni, dal 2007 al 2010, è amministrato da Danish Enterprise and Construction Authority, che è parte del Ministero dell’Economia danese.

Le attività sono raggruppate in tre aree: strategica, regionala, e altre aree importanti.

L’ impegno strategico riguarda tre ampie aree tematiche: (1) aree dove la Danimarca ha particolari qualità di business (per esempio tecnologia dell’ambiente e dell’energia, costruzioni, sanità, design e alimentari); (2) tematiche inter-settoriali relazionate con problemi sociali con potenziale di mercato promettente (per esempio costruzioni che risparmino energia, o la lotta contro l’obesità); e (3) aree di benessere, in particolare quelle dove il cittadino interagisce col settore pubblico (per esempio cura dei bambini e degli anziani e setorre sanitario). Sono attualmente in corso quindici progetti:

  • Indoor climate and quality of life – ulteriori informazioni in Danese
  • Service renewal in practice – user-driven service innovation in small artisanal companies – ulteriori informazioni in Danese
  • Accessible packaging for the elderly and the functionally impaired – ulteriori informazioni in Danese
  • Innofood – employee and user driven innovation in value chains – ulteriori informazioni in Danese
  • User-driven mobile community – ulteriori informazioni in Danese
  • User-driven innovation and communication of textile qualities – ulteriori informazioni in Danese
  • The future’s interactive convenience store – ulteriori informazioni in Danese
  • Future waste systems – ulteriori informazioni in Danese
  • Coherent patient process – ulteriori informazioni in Danese
  • A good life for the elderly – ulteriori informazioni in Danese
  • The healthy way – ulteriori informazioni in Danese
  • Lead user-based entrepreneurship (in collaborazione con Lego e MIT) – ulteriori informazioni in Danese
  • New product development with lead users (in collaborazione con Grundfos e MIT) – ulteriori informazioni in Danese
  • Intelligent utility – ulteriori informazioni in Danese
  • User-driven innovation and strategic design – ulteriori informazioni in Danese | Inglese

Desinova è il nome di quest’ultimo progetto, uno studio storico, sistematico e longitudinale del design strategico e dell’innovazione co-creativa nei servizi che è in corso ora in Danimarca. Si conta che i risultati del progetto abbiano implicazioni globali per l’innovazione nell’industria e nella società civile.

Gli obiettivi del progetto Desinova sono:

  • generare tre progetti di innovazione di servizi di successo;
  • rendere le aziende di servizi partecipanti più capaci di innovare nei servizi;
  • sviluppare un Service Innovation Model che spieghi come co-creano con successo il personale delle aziende di servizi, gli strateghi, la gente che si occupa di marketing, i designer, gli antropologhi e gli utenti;
  • per evolvere la raccomandazioni di politica nei business, l’educazione e la ricerca.

L’impegno regionale assicura che la conoscenza e l’esperienza con metodi per l’innovazione impulsata dall’utente viene distribuita attraverso il paese. Gli attori regionali in ognuna delle sei regioni geografiche organizzano un progetto annuale nelle regioni:

  • Copenhagen Innovation Center (Regione della Capitale) – ulteriori informazioni in Danese | Inglese
  • Handicaps – a knowledge resource to better aids (Regione del Jutland Centrale) – ulteriori informazioni in Danese
  • Tele home care – chronic patients and the collaborating health services (Regione del Nord Jutland) – ulteriori informazioni in Danese
  • Healthy meals for hospital patients (Regione del Sud della Danimarca) – ulteriori informazioni in Danese
  • Bornholm’s harbour – the hidden treasures (Isola di Bornholm) – ulteriori informazioni in Danese
  • User-driven innovation in value chains (Regione di Zealand) – ulteriori informazioni in Danese

La terza area di impegno copre applicazioni dai progetti che trattano con qualsiasi altra tematica, business ed istituzione importante, non coperta dagli impegni strategici o regionali, come la 180º Academy e il Copenhagen Institute of Interaction Design.

Ulteriori informazioni:

- Presentazione di Dorte Nøhr Andersen, Capo di Division, Danish Enterprise and Construction Authority – (pdf)

- Presentazione di Lars Bo Jeppesen, Direttore, Danish User-Centered Innovation Lab, Copenhagen Business School – (pdf)