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 Febbraio 2008
29 Febbraio 2008
Fare i prossimi cellulari popolari potrebbe essere materiale di studio di psicologia
Remade L’International Herald Tribune ha pubblicato un articolo sul perchè sia diventato più importante che mai che i fabbricanti di cellulari capiscano la psiche dei consumatori e il perchè scelgano un modello piuttosto che un altro.

Ma le soluzioni sembrano disparate e non necessariamente corrette. L’articolo descrive come LG Electronics cominci dal chidere ai focus group di tenere un diario, prendendo nota dei sentimenti sulle caratteristiche che preferiscono, e come i dirigenti della LG regolarmente stiano attenti a casa e alle mostre di design cercando tendenze nella cultura popolare; come un partecipante ad un pannello di una recente conferenza industriale abbia suggerito che i produttori di cellulari attingano dalle reti neurologiche dei consumatori, mentre un altro ha detto che bisognere capire i loro bisogni subliminali; e come i designer e i ricercatori della Nokia si siano riuniti qualche settimana fa in un ritiro di tre giorni per discutere il comportamento del consumatore, per poter dire ai dirigenti della Nokia non solo quel che i consumatori vorranno il prossimo anno, ma anche tra 3-15 anni.

Stando ad un commentatore, questo articolo ci mostra quanto siano a corto di idee e distanti i fabbricanti di cellulari.

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29 Febbraio 2008
Ricerca etnografica nello svilupo di dispositivi medici
Observation Stephen Wilcox descrive su Medical Device Link come la ricerca etnografica, quando usata correttamente, possa fornire dati concreti per guidare le scelte di business di un’azienda di dispositivi.

L’utilizzo della ricerca etnografica sta diventando sempre più comune nello sviluppo di dispositivi medici. Tuttavia, la sua relativa onnipresenza fa sorgere un importante quesito: Come può acquisire validità la ricerca etnografica? Per validità intendo il grado di precisione che le scoperte della ricerca raggiungono nello esporre i fatti del mondo reale che si propongono descrivere.

Non sempre si applica la questione della validità alla ricerca etnografica, almeno non a tutte le ricerche a cui viene applicato il termine etnografico. Molte delle cosiddette ricerche etnografiche—forse la maggior parte di esse—sono pensate semplicemente per generare idee, cioè, per stimolare la creatività. Inevitabilmente, quando i componenti dei gruppi di progettazione di dispositivi vanno sul campo ed osservano direttamente come i loro dispositivi ed altri dispositivi vengono utilizzati, si generano opinioni e nuove idee. Questo è certamente un obiettivo ragionevole e produttivo per la ricerca sul campo.

Tuttavia, c’è un altro fine, forse più ambizioso, al quale può venire applicato la ricerca etnografica—per guidare le scelte di business riguardanti lo sviluppo di nuovi prodotti, per esempio, per determinare di quali nuovi dispositivi si ha bisogno, quali caratteristiche dovrebbero avere i nuovi dispositivi, e così via. Quello a cui ammontano le “scelte guida di business”, ovviamente, è fornire informazioni per determinare quanti milioni, o decine di milioni, o persino centinaia di milioni di dollari per la ricerca e sviluppo possono essere spesi nel modo più produttivo.

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28 Febbraio 2008
Lezioni dall’Europa
Lessons from Europe Il Design Council ha pubblicato il resoconto di un tour alla ricerca di fatti per l’Olanda, Danimarca e Finlandia che ha esplorato come l’insegnamento e  l’istruzione inter-disciplinare stiano cambiando la natura del design.

I componenti del tour, accademici e policy maker tra cui il consulente di design  ed specialista sui mercati emergenti Niti Bhan, hanno visitato istituzioni accademiche (Technical University Delft, Design Academy Eindhoven, Technical University Eindhoven, KaosPilots, Aarhus School of Architecture, Workcamp07, University of Art and Design Helsinki, Helsinki School of Creative Entrepreneurship, e Helsinki University of Technology) ed aziende (Philips Design, Designit, Zentropa Workz, Nokia, Kone, e Desigence).

Scarica “Lessons from Europe” (pdf)

27 Febbraio 2008
Donald Norman a Torino il 15 Marzo
Donald Norman Donald Norman è probabilmente uno dei più importanti ospiti del prossimo Piemonte Share Festival, curato da Bruce Sterling.

Norman farà parte di un panello nel pomeriggio di Sabato 15 Marzo intitolato “Manufacturing Future Designs”.

Le diverse conferenze del festival stanno approfondendo su tutti i tipi di variazioni sul tema principale del “manufacturing”: Manufacturing Cultural Projects; Manufacturing the Streets; Dramatic Manufacturing; Manufacturing Intelligence; Manufacturing Robots; A Manifesto for Networked Objects; Manufacturing Digital Art; Manufacturing Future Designs; Manufacturing Consent; e Is Life Manufacturable?

Gli speaker e gli ospiti sono molti, tra cui Montse Arbelo, Andrea Balzola, Massimo Banzi, Luis Bec, Gino Bistagnino, Julian Bleecker, Chiara Boeri, Stefano Boeri, PierLuigi Capucci, Stefano Carabelli, Antonio Caronia, Paolo Cirio, Gianni Corino, Lutz Dammbeck, Luca De Biase, Kees de Groot, Hugo Derijke, Giovanni Ferrero, Fabio Franchino, Joseba Franco, Piero Gilardi, Owen Holland, Janez Jansa, Nicole C. Karafyllis, Maurizo Lorenzati, Mauro Lupone, Giampiero Masera, Motor, Ivana Mulatero, Daniele Nale, Anne Nigten, Donald Norman, Marcos Novak, Gordana Novakovic, Giorgio Olivero, Claudio Paletto, Luigi Pagliarini, Katina Sostmann, Stelarc, Bruce Sterling, Pietro Terna, Franco Torriani, and Viola van Alphen.

27 Febbraio 2008
Libro: We Think - innovazione di massa non produzione di massa
We Think “We Think”, il nuovo libro di Charles Leadbeater, un pensatore sull’innovazione e portavoce della creatività collettiva, è stato appena pubblicato.

Al giorno d’oggi la società non si basa più sul consumo di massa, ma sulla partecipazione innovativa di massa - come risulta chiaro nei fenomeni da Wikipedia, Youtube e Craigslist alle nuove forme di ricerca scientifica e di campagna politica. Questo nuovo modo di ‘We-think’ sta riformando il modo in cui lavoriamo, giochiamo e comunichiamo.

“We-think” tratta su cosa la nascita di questi fenomeni (non tutti hanno a che vedere con internet) significhi per il modo in cui ci organizziamo - non solo nei business digitali ma anche nelle scuole e negli ospedali, nelle città e nelle corporazioni principali. Per il punto dell’economia dell’era industriale era produzione di massa per il consumo di massa, la formula creata da Henry Ford; ma queste nuove forme di collaborazione creativa di massa annunciano l’avvento di un nuovo tipo di società, nella quale la gente vuole essere i giocatori, non gli spettatori.

Questo è un grosso cambio culturale, in quanto in questa nuova economia la gente non vuole beni e i servizi, che vengono loro recapitati, ma gli strumenti che gli permettano di prendervi parte. In “We-think” Charles Leadbeater non solo analizza questi cambiamenti, ma anche come questi ci condizioneranno e come possiamo portarne a termine la maggior parte.

Proprio come, negli ‘80, il suo “In Search of Work” ha predetto l’aumento dell’occupazione più flessibile, qui lui delinea un cambiamento cruciale che ha già degli effetti su tutti noi.

Il libro è stato parzialmente scritto online ed incorpora i commenti dei lettori su una bozza pubblicata sul web a fine 2006.

- Pagina dell’editore
- Pagina di Amazon
- Breve video di animazione

27 Febbraio 2008
Yrjö Sotamaa sulla nuova Innovation University di Helsinki
Yrjö Sotamaa Ho recentemente intervistato il Prof. Yrjö Sotamaa, Presidente dell’University of Art and Design Helsinki.

Sotamaa è l’uomo dietro all’iniziativa di avviare una nuova Innovation University in Finlandia, riunendo tre importanti università finlandesi: l’University of Art and Design Helsinki (TAIK), la Helsinki University of Technology (TKK), e la Helsinki School of Economics (HSE).

L’obiettivo della nuova università, la cui inaugurazione è prevista per Agosto del 2009, è quello di essere una delle principali istituzioni nel mondo in termini di ricerca e di educazione nei settori della tecnologia, gli studi economici e arte e design.

L’iniziativa è una versione più grossa ed ambiziosa del generale approccio multidisciplinario che viene attualmente applicato in alcuni altri importanti centri di educazione. Design-London presso RCA-Imperial creerà un ‘triangolo dell’innovazione’ tra design (rappresentato dal Royal College of Art), ingegneria e tecnologia (rappresentato dall’Imperial College Faculty of Engineering), e business dell’innovazione (rappresentato dall’Imperial’s Tanaka Business School). La Carnegie Mellon University mette gli studenti di design, ingegneria e business in gruppi per lavorare a progetti. E la Rotman School of Management dell’Università di Toronto accopia MBA con gli studenti di design nelle lezioni di sviluppo dei prodotti.

Le lezioni per i 22,000 students saranno in inglese, per attrarre studenti da tutte le parti del mondo (molti dei quali potrebbero finire a lavorare per quella famosa multinazionale finlandese, Nokia, che è uno degli sponsor dell’iniziativa).

Un’altra cosa interessante è la loro scelta radicale per un approccio centrato sull’uomo, multidisciplinare e di prototipazione.

Leggi l’intervista

27 Febbraio 2008
Il design incontra la ricerca
Target research Gain, la pubblicazione di business e design dell’AIGA, pare essersi nuovamente svegliata (dopo un lungo periodo di sonno). Il suo ultimo contributo, intitolato Design Meets Research, è di Debbie Millman e Mike Bainbridge, entrambi di Sterling Brands, una delle aziende principali di indentità dei brand degli Stati Uniti. Millman è inoltre redattore di Gain.

Le ricerche qualitative e quantitative sul mercato spesso ottengono un cattivo rapporto con l’industria del design grafico—e col mondo del marketing in generale. Quelli che si oppongono fortemente alla pratica sostengono che dato che i clienti generalmente si trovano scomodi con i cambiamenti, qualunque tipo di ricerca che indaghi su qualcosa di veramente innovativo o rivoluzionario potrebbe spaventare la gente. Quelli che sono scettici questionano la natura delle dinamiche del comportamento coinvolte nelle ambientazioni di gruppi artificiali. Persino quelli che hanno semplicemente qualche dubbio ammetteranno che la ricerca può trattenere la creatività. […]

[Tuttavia,] c’è un gruppo di consulenti di brand e antropologhi culturali che credono che non sia la ricerca in se il problema. Piuttosto sono il cattivo uso che si fa di questa, il tipo di concetti di design e stimoli che vengono testati, e come i dati siano analizzati spesso da risultare difettosi. Quando utilizzata bene, la ricerca non dovrebbe soffocare la creatività ma piuttosto offrire ai designer ispirazione e concentrazione.

Gli autori poi continuano con una descrizione di alcuni dei perni della moderna ricerca di mercato: ricerca etnografica, focus group, e test online. Per ognuno di essi sono inclusi i vantaggi, le difficoltà e un commento complessivo.

In autunno AIGA organizza la sua Gain: AIGA Business and Design Conference biennale a New York City.

27 Febbraio 2008
Nokia si trasforma dall’interno
Nokia Morph Articolo molto interessante sul sito di BBC news su come Nokia si stia trasformando da fabbricante di dispositivi a azienda di software e servizi che monetizza le sue conoscenze di software attraverso la vendita di dispositivi, e il ruolo strategico della ricerca in questa impresa. Ecco alcune citazioni relazionate col UX:

Dr John Shen, capo del laboratorio Palo Alto Research ha detto che il suo team ha aiutato lo sviluppo della Nokia come azienda di servizi.

“Vediamo l’intersezione tra Internet e mobilità. Nokia è stata un’azienda di dispositivi e quello resterà un business lucrativo per i prossimi anni, però anzichè aspettare a quando si dovrà cambaire, Nokia guarda avanti e stà già cambiando adesso.”

Ha detto che l’obiettivo dell’azienda era una “soluzione totale”  che comprenda hardware e software, ma concentrandosi su un’ “esperienza dell’utente convincente”.

“L’azienda che comprende l’esperienza dell’utente finale avrà un vantaggio”, ha aggiunto. […]

Dr Shen aggiunge: “Quando la tecnologia è sotto i requisiti dell’utente, la tecnologia guida l’industria.

“Ma una volta che passi dall’altra parte verso la corrente principale devi guardare i servizi e l’esperienza dell’utente.

“Il vero obiettivo ora sono le esperienze dell’utente convincenti. Dev’essere guidato dall’esperienza dell’utente invece che dalla tecnologia”.

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26 Febbraio 2008
Ancora provocazioni per il pensiero da parte di UX matters
UXmatters UXmatters continua a sorprendere con i suoi articoli provocanti. Complimenti per l’ottimo lavoro!

Applied empathy: a design framework for human needs and desires
di Dirk Knemeyer (di Involution Studios e presidente di UXnet)
La prima parte della sua sua serie, Applied Empathy, presentava una struttura di design per andare incontro alle necessità e i desideri dell’uomo e definiva cinque Stati dell’Essere che rappresentano i diversi gradi nei quali i prodotti e le esperienze condizionano e motivano la gente nelle loro vite. La seconda parte spiegava le tre Dimensioni del Comportamento Umano e delineava una varietà di necessità e desideri specifici per i quali noi possiamo intenzionalmente progettare prodotti. Questa terza e ultima parte  della serie mostra come molti prodotti ed esperienze conosciuti facciano rifermento a questa struttura di design ed illustra come questa possa essere applicata.

Show and tell: imagining the user experience beyond point, click and type
di Jonathan Follett (presidente di Hot Knife Design)
Più affidabile e permanente della memoria umana, la tecnologia del linguaggio scritto domina come metodo principale usato dagli uomini per trasmettere l’astrazione di idee complesse attraverso lo spazio e il tempo. Adesso la capacità dei software di riconoscere schemi sempre più complessi come le sfumature del linguaggio e le rappresentazioni visive della gente—ci fornisce delle possibilità di interazione uomo/computer che possono ridurre di molto il bisogno di comunicazione testuale.

26 Febbraio 2008
Chris Anderson sulle “freeconomics”
Free! Scrittore per l’Economist, autore di “Long Tail” e attualmente capo redattore di Wired Chris Anderson, è alle prese con un’altra delle sue dirompenti idee di business e si prepara a pubblicare il suo nuovo libro.

“Grazie a Gillette, l’idea di poter fare soldi regalando qualcosa non è più radicale. Ma fino a poco tempo fa, praticamente qualunque cosa “gratuita” era in realtà il risultato di quello che gli economisti chiamerebbero un cross-subsidy: ricevi uno gratis se ne compri un’altro, o ricevi un prodotto gratuitamente se paghi un servizio.

Lungo la decade passata è emerso un nuovo tipo di gratuito. Il nuovo modello non si basa sui cross-subsidies — lo spostare il costo di un prodotto su un altro — ma sul fatto che il costo dei prodotti stessi stiano cadendo velocemente. E’ come se il prezzo dell’acciaio fosse caduto così vicino allo zero da permettere a King Gillette di regalare sia rasoio che lametta, e fare soldi su qualcos’altro. (Crema da barba?)”

Però resta una supposizione dubbia: Google non fornisce gratuitamente il suo spazio per la pubblicità, i prodotti e i servizi pubblicizzati non sono gratuiti, i costi marginali non sono gratuiti (come l’impatto sull’ambiente), e l’”economia” in se implica un qualche tipo di scambio di valore. AdLab lo chiama il manifesto comunista di Chris Anderson.

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25 Febbraio 2008
Il futuro della reputazione
The future of reputation E’ stato pubblicato un nuovo libro (ed è disponibile gratuitamente online) su cosa potrebbe stare accadendo alla nostra privacy e in sostanza alla nostra reputazione in un’era di informazioni personali onnipresenti.

The Future of Reputation: Gossip, Rumor, and Privacy on the Internet
di Daniel J. Solove
Yale University Press, 2007

Brulicante di chat, gruppi di discussione online, e blog, Internet offre opportunità precedentemente inpensabili per l’espressione personale e la comuncazione. Ma c’è un lato negativo nella storia. Una traccia di frammenti di informazione su di noi si mantiene per sempre nella rete, disponibile istantaneamente nella ricerca su Google. Una cronica permanente delle nostre vite private—spesso di dubbia affidabilità e a volte completamente falsa—ci seguira ovunque andiamo, accessibile ad amici, stranei, datori di lavoro, vicini, parenti e chiunque guardi. Questo libro in crescita, colmo di incredibili esempi di pettegolezzi, diffamazioni, e voci su Internet, esplora le profonde implicazioni della rete nel conflitto tra il discorso libero e la privacy.

Daniel Solove, un autorità nella legge della privacy dell’informazione, offre un affascinante resoconto su come Internet stia trasformando i pettegolezzi, il modo in cui diffamiamo gli altri, e la nostra capacità di proteggere la nostra stessa reputazione. Concentrandosi sui blog, le comunità online, cybermob e altre tendenze, lui mostra che, ironicamente, il flusso ininterrotto di informazione sulla rete può ostacolare opportunità di auto sviluppo e libertà. Le tradizionali nozioni di privacy hanno bisogno di essere riviste, sostiene l’autore: a meno che non stabiliamo un equilibrio tra privacy e discorso libero, potremmo scoprire che la libertà di Internet ci rende meno liberi.

(via Demos)

24 Febbraio 2008
I nostri cellulari, noi
Disruptive Thinking Il Washington Post riflette sul cosa significhi che attualmente ci siano un cellulare per ogni due persone sulla Terra.

“Da essenzialmente zero, siamo passati allo spartiacque di più di 3.3 miliardi di cellulari attivi su un pianeta di circa 6.6 miliardi di abitanti in 26 anni. Questa è la più veloce diffusione globale di qualsiasi tecnologia nella storia dell’uomo — persino più veloce del vaccino antipolio.” […]

“Il cellulare è la maniera in cui sta avendo luogo la coesione sociale. Esso stringe i legami tra noi”, dice Ling, un americano che fa ricerca sulle conseguenze sociali della telefonia mobile per la Telenor, l’azienda di telefonia globale di Oslo. […]

“Il cellulare ci permette di creare quella sfera locale” che era il marchio di fabbrica dei villaggi pre-industriali, dice Ling. Le cerchie del cellulare tendono ad essere piccole e piene di gente che “sanno che cosa fai, chi sei, cosa c’è nel tuo frigo. Questa è una forma di essere unito alla società. Ha un effetto socializzante.”

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24 Febbraio 2008
The Art Center Global Dialogues: Disruptive Thinking
Disruptive Thinking Lo stratega dei servizi mobili e collega belga Rudy Dewaele mi ha chiesto di promuovere una prossima conferenza sull’innovazione a Barcellona. Anche se non è direttamente relazionata col design utente-centrico, merita attenzione in quanto importante conferenza sulla previsione e innovazione:

Gli Art Center Global Dialogues: Disruptive Thinking sono una serie di conversazioni sul palco con pensatori internazionalmente riconosciuti in molti settori dei quali le idee e azioni “dirompenti” sfidano le convenzioni, spezzano gli attuali paradigmi, e ispirano cambiamenti positivi nel mondo. Al contrario delle conferenze tradizionali, gli Art Center Global Dialogues accopiano a questi speaker delle influenti figure dei media—tra cui redattori, editori, e giornalisti tenuti in gran considerazione—in degli scambi vitali che incoraggino lo sviluppo di nuove idee.

Il prossimo appuntamento delle serie Disruptive Thinking è il 7 Marzo 2008 al Palau de la Música di Barcellona, un evento co-organizzato da The Art Center College of Design e l’ESADE Business School.

Un allineamento internazionale di pensatori e provocatori internazionali esplorerà sei aree di influenza delle nostre vite quotidiane: il cambiamento climatico, la geopolitica, gli affari, la scienza, la fede e il design.

24 Febbraio 2008
Use8, una nuova associazione dell’esperienza dell’utente
Use 8 Use8 è una nuova associazione (e organizzazione non-profit) con base nella Gran Bretagna che mira a riunire studenti, professionisti, accademici e industrie che siano interessati alla disciplina dell’esperienza dell’utente.

L’associazione istituisce un forum e promuove l’incontro attraverso l’organizzazione di eventi che facciano da ponte tra le diverse comunità e discipline.

Use8 è stata fondata attraverso una collaborazione tra Di8it Ltd e la Beepurple Entrepreneurship Network. Beepurple è un progetto condotto dal Business Services Office dell’University of Brighton e Di8it fornisce design di esperienze dell’utente e servizi di consulenza ai clienti e i partner nel Regno Unito e a livello internazionale. Il coordinatore del progetto è Alfonso Comitini.

Il sito sembra essere incompleto, quindi pare che il progetto sia appena stato avviato.

21 Febbraio 2008
Louis Rosenfeld sulle analitiche del web e l’esperienza dell’utente
Louis Rosenfeld Troppo spesso, gli utenti del web si perdono tra i termini Cerca, Naviga, e Chiedi. Le analitiche del web permetteranno ai designer di creare  esperienze di ricerca veramente integrate, predice l’architetto dell’informazione Lou Rosenfeld in un lungo articolo sugli esperti dell’Adobe Design Center.

“Navigare, cercare, e domandare possono sembrare funzioni discrete, ma non è così che lavora il nostro cervello quando cerchiamo informazione. […]

Navigare, cercare e domandare potrebbero aver luogo all’interno di un unico tentativo di trovare informazione. […]

Sfortunatamente, la maggior parte dei sistemi che progettiamo non sostengono il trovare. Potremmo fare un buon lavoro con  navigare, cercare e domandare. Però abbiamo sbagliato nell’integrarlo bene; perciò i nostri design non riescono ad aiutare agli utenti a spostarsi senza sforzo tra questi diversi aspetti del trovare, mentre invece impongono rigide interruzioni al processo.”

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20 Febbraio 2008
Portare a casa i dispositivi medici
Glucose meter Mentre i dispositivi medici si spostano dagli ospedali alle case, i fabbricanti dei dispositivi devono creare un’esperienza positiva per gli utenti dice Matthew Jordan, direttore di ricerca ed interazione presso l’Insight Product Development, in un lungo articolo su Medical Device Link.

Certe macrotendenze nelle industrie dei dispositivi medici hanno creato un ambiente nel quale è fondamentale che i prodotti facciano un lavoro migliore nel sostenere le necessità dei pazienti. In generale, la popolazione sta invecchiando. La gente vive più a lungo e di conseguenza richiede più cure. Ma gli ospedali e i fisici si sforzano per equilibrare profitto ed eccellenza nei trattamenti. La media della permanenza dei  pazienti è calata considerevolmente durante gli anni ‘90. Le cure si sono spostate dall’ospedale alla casa e dai clinici ai famigliari e ai pazienti stessi.

I progressi nella tecnologia sono stati in grado di sostenere questa tendenza. Con la miniaturizzazione e il rafforzamento dei componenti hardware principali come le pompe, i processorim e i display, i dispositivi sono diventati molto più portatili, e piccoli a sufficienza da poter essere portati a mano, indossati, o trasportati sulla sedia a rotelle.

I pazienti stessi sono cambiati negli ultimi anni. Dato che i pazienti (e la loro famiglia) sono in grado di accedere all’informazione tramite Internet, stanno diventando più informati sulle opzioni di cura - inclusi dispositivi, terapie, e interventi - che possono ricevere per affrontare la loro condizione. I pazienti inoltre partecipano in comunità virtuali o del mondo reale, e quindi sono sempre più potenti ed attivi nelle decisioni che riguardano la loro salute.

Per via di queste macrotendenze nella sanità, i dispositivi medici sono usati sempre più spesso nelle case e sono usati in modo differente rispetto agli ospedali. E’ utile esplorare queste differenze tematiche prima di discutere come i prodotti medici  debbano essere progettati specificamente per l’uso domestico.

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19 Febbraio 2008
Il lato femminile della tecnologia
Woman with mobile phone Il Boston Globe riflette su cosa stia accadendo ora che le donne hanno sempre più influenza in un mondo high-tech che è stato in gran parte construito e maneggiato da uomini, e come questo cambi la tecnologia in se.

Nessuno potrebbe argomentare che i megapixel siano mascolini o che i gigabyte abbiano un genere. Ma mentre gadget e siti web diventano parte integrante della vita vita quotidiana, un mondo high-tech che è stato in gran parte construito e maneggiato da uomini sta ricevendo il tocco femminile.

Le fotocamere digitali, i cellulari e le reti sociali online sembrano essere unisex - ma i sociologi sostengono che ogni prodotto sia cablato in modi subdoli che riflettono le supposizioni culturali dei suoi produttori.

In un mondo tecnologico che è stato dominato dagli uomini, un numero sempre più grande di aziende si stanno accorgendo che “femminilizzare” i loro prodotti - fondamentalmente, nel mettere stile e funzionalità nello stesso piano di potenza e velocità - è buono per gli affari.

“Le donne dicono ‘Senti, ho sempre esigenze sul mio tempo - bambini o mariti o genitori o suoceri . . . non voglio tecnologia che richieda di starci dietro troppo tempo,” ha detto Genevieve Bell, un antropologa presso l’Intel Corp. la quale ha aiutato durante l’ultima decade a spingere l’azienda a considerare i clienti nelle sue scelte di ingegneria. “Rende le donne punti di riferimento interessanti per l’usabilità.”

L’articolo fa riferimento ad uno studio sull’intrattenimento della Nokia, intitolato ‘A Glimpse of the Next Episode’ (comunicato stampa | download), ma contiente anche alcune considerazioni interessanti sulle future interfacce degli utenti.

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19 Febbraio 2008
Interfaccia basato sui gesti per copiare e incollare
Gesture Un recente brevetto della Apple mostra dei simulacri di un pannello di controllo  Mac OS X con opzioni per configurare setting trackpad standard, multitouch basico e multitouch avanzato.

Il brevetto descrive come uno possa personalizzare gesti avanzati per editare azioni come Copia, Taglia, Incolla, Annulla, Seleziona Tutto , Tab, e Canc usando i vostri pollici e due dita.

Apple ha fatto passi piccoli e decisi nell’introdurre l’interfaccia multitouch — prima nell’iPhone e ora nel MacBook Air. Si aspetta già che la Apple estenda la funzione di multitouch basica al resto della loro gamma di prodotti notebook..

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18 Febbraio 2008
Il divertimento risiede nelle interfacce
Donald Norman A quanto pare Donald Norman, il quale sarà a Torino tra meno di un mese, ha appena fatto un accordo con Interactions Magazine per poter pubblicare i suoi contributi online, prima ancora che esca la rivista.

Il suo nuovo articolo piacevolmente scritto tratta dell’inevitabilità dell’aspettare. Ecco una breve citazione:

“Per l’analista, come me, le interfacce sono dove risiede il divertimento. Le interfacce tra la gente, gente e macchine, macchine e macchine, gente ed organizzazioni. Ogni volta che un sistema o un set di attività confina con un altro, dev’esserci un’interfaccia. Le interfacce sono dove sorgono i programmi, dove collidono i fraintendimenti e le supposizioni conflittive. Qualsiasi discrepanza: piani, protocolli di comunicazione, culture, convenzioni, impendenze, schemi di codificazione, nomenclature, procedure. E’ il paradiso dei designer e l’inferno dei professionisti. Ed è dove io preferisco stare.”

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18 Febbraio 2008
Oltre le industrie creative
Innovation Tre pubblicazioni della (il Dipartimento Nationale per le Scienze, Tecnologie e le Arti Britannico) esami il ruolo delle industrie della creatività.

Beyond the creative industries illustra lo stato dell’economia della creatività nel Regno Unito, e misura il suo contributo all’attività economica.

Creating innovation presenta i risultati di una recente importante ricerca sul ruolo delle industrie creative nello stimolare e sostenere l’innovazione nel Regno Unito. La ricerca investiga e quantifica quanto le attività artistiche e creative siano collegate all’economia più ampia.

Making policy for the creative economy spiega cosa significhi per il Regno Unito il cominciare a pensare se stesso come un ‘economia creativa’ piuttosto che un set di ‘industrie creative’.