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 Ottobre 2007
31 Ottobre 2007
Philips Design dichiara di aver trovato la chiave per capire i mondi virtuali
Philips in Second Life Ben lungi dallo scomparire, come alcuni resoconti dei media sembrano indicare, la Philips Design è convinta che ci sia molta attenzione rivolta agli spazi virtuali immersivi, come Second Life, dato che il dialogo con i residenti dei mondi virtuali rivela quello che le aziende possono ottenere oltre le pubbliche relazioni e le attività di branding.

“L’Esperienza di Co-Creazione in Secon Life di Philips Design ha dato come risultato una montagna di informazioni su quali siano i valori e le motivazioni della gente in un ambiente immersivo virtuale. Il dialogo tra Philips Design e il cosiddetto ‘Philps Design Friends Group’ mostra che i residenti di Second Life hanno un interesse sopra la media nella partecipazione interattiva e nelle attività di co-creazione. I risultati delle ricerca sociale hanno anche rivelato come la comunicazione e le regole non scritte della partecipazione usate negli spazi virtuali stanno portando alla gente a diventare più socievoli nelle loro vere vite. Il feedback delle aziende e degli stakeholder mostra un elevato interesse da parte dei business di entrare in questi mondi per una moltitudine di ragioni. Questo può essere caratterizzato come una Seconda Ondata di implicazione dei Business. L’obiettivo si sta quindi spostando sull’incontro con la gente, sulla collaborazione interna ai business, su esperienze del brand migliori, e più interessi da una perspettiva da Business a Business.”

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30 Ottobre 2007
Il mobile banking deve superare i dubbi degli utenti
Mobile banking Il San Jose Mercury News scrive sul perchè molti utenti hanno bisogno di convincersi che il mobile banking è conveniente e sicuro.

“I residenti di South Bay Curtis McGovert, Dave Ritter e Leon Mendiola hanno almeno tre cose in comune. Possiedono telefoni cellulari. Hanno come banca la Wells Fargo. E non si sono accorti di avere un ATM nelle loro tasche che possono utilizzare per effettuare le loro operazioni bancarie quando e dove vogliono.

Facciamo pure che siano quattro le cose che hanno in comune: per quanto suoni intrigante “mobile banking”, nessuno di loro muore dalla voglia di provarlo. Non ne sentono il bisogno oppure temono che sia vulnerabile ad attacchi da hacker.

E’ qui la sfida per le banche. Devono far vedere agli utenti che usare i cellulari per controllare i bilanci, trasferire soldi e tenere d’occhio le loro finanze è facile e conveniente.”

Anche se è un buon articolo di introduzione all’argomento, non contiene alcun riferimento all’Africa, dove il mobile banking è decollato in modo spettacolare e dove i servizi di mobile banking sono molto più innovativi rispetto a quelli della Bay Area.

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30 Ottobre 2007
Ricercare l’ignoto
Query the obscure Ottenere una migliore comprensione delle domande è di massima priorità nell’industria della ricerca.

Quando si tratta di ricerche comuni che si ripetono milioni di volte come “Britney Spears” o “Veicoli Ibridi”, restituire i risultati, o le pubblicità, più appropriate non è difficile. Ma cosa succede quando le richieste sono eccezionalmente rare e possono non essere ripetute più di una volta? Chiaramente, queste domande sono infinitamente più difficili da capire per il motore di ricerca.

Andrei Broder, Ricercatore Universitario e Vice Presidente di Search Technology and Computational Advertising, e un gruppo di ricercatori di Yahoo! hanno cominciato a studiare questo problema. Il loro lavoro è delineato nel Robust Classification of Rare Queries Using Web Knowledge, apparso nel SIGIR 2007.

Per affrontare la questione, il gruppo Yahoo! ha proposto una metodologia per l’uso dei risultati di ricerca, così come dell’informazione disponibile in rete, come fonte di conoscenza esterna. A questo punto hanno mandato domande rare ad un motore di ricerca ed hanno supposto che la maggior parte dei risultati più alti erano rilevanti per la ricerca. Categorizzare questi risultati ha permesso al gruppo di classificare la domanda originale con molta precisione.

I risultati hanno confermato definitivamente che utilizzare la rete come depositario della conoscenza del mondo apporta preziose informazioni sulla ricerca, e permette la sua corretta classificazione. “Abbiamo scoperto che la miglior fonte di informazione per capire cosa sono queste ricerche rare è guardare i risultati della ricerca,” spiega Broder. “Se guardi ogni pagina risultante come un voto sull’argomento della ricerca, scopri che la maggior parte tende ad essere corretta anche se poi le pagine individuali si sbagliano.”

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27 Ottobre 2007
Un ‘wow’ prolungato
Brandon Schauer Brandon Schauer di Adaptive Path ha appena pubblicato un articolo intelligente e ricco di informazioni sul”The Long Wow”, un approccio guidato dall’esperienza e il design al soddisfare i clienti attraverso la costruzione di una fedeltà al cliente genuina, stesa e duratura. Descritto con le parole di Brandon:

“E’ risaputo che le grandi esperienze sono puntualizzate da un momento di ‘wow’, quando il prodotto o servizio delizia, anticipa n cliente. La Good Grips Angled Measuring Cup della OXO innesca questo momento di wow. Una serie di segni angolati sulla tazza ti permettono di misurare velocemente i liquidi per una ricetta senza dover smettere di cucinare per piegarti a vedere. All’improvviso una piccola parte della tua vita è più semplice, perchè OXO ha ragionato attentamente sul modo in cui cucini. Questa piacevole sorpresa risuona perchè sembra fatta su misura per le tue necessità.”

Leggi l’intero articolo

(tramite il blog Satisfaction )

27 Ottobre 2007
Dott07 diventa globale con Ezio Manzini
Ezio Manzini Sempre facente parte del Dott07 festival di cui ho parlato prima oggi c’è il Creative Communities Award. Il relatore invitato è stato Ezio Manzini, professore di design industriale presso il Politecnico di Milano e autore di Sustainable Everyday.

Leggi la trascrizione del discorso di Manzini (disponibile presso il sito del Dott)

27 Ottobre 2007
IMS e design utente-centrico
IMS Un tema scottante nel mondo dell’ingegneria delle telecomunicazioni è il IP Multimedia Subsystem (IMS). L’IMS è un’impalcatura architettonica per il recapito di multimedia internet protocol (IP) ai cellulari e agli utenti sui fissi.

Gli utenti possono collegarsi alla rete IMS in vari modi, di cui tutti utilizzano lo standard Internet Protocol (IP). I terminali IMS diretti (come i telefoni cellulari, i palmari e i computer) possono registrarsi direttamente su una rete IMS, persino quando si aggirano per altre reti o paesi. Sono suppartati gli accessi fissi (come i modem per cavo, Ethernet, DSL), gli accessi mobili (W-CDMA, CDMA2000, GSM, GPRS) e gli accessi wireless (WLAN, WiMAX). Altri sistemi di telefonia come il semplice servizio telefonico, H.323 e i sistemi non compatibili con l’IMS VoIP, sono supportati attraverso dei gateway.

Martin Sauter accenna ad alcuni dei servizi che ci si può aspettare. Il suo abbozzo si centra principalmente sui servizi di voce e business.

Relazionato in qualche modo con tutto questo c’è il seguente articolo sulle nuove offerte del servizio Verizon.

Presso Experientia abbiamo creato alcuni scenari centrati sulla gente sulle implicazioni di questa tecnologia per un importante provider di telecomunicazioni.

E’ tutto coperto da NDA, in ogni caso sappiamo che l’IMS sarà una cosa grossa e che avrà bisogno di scenari utente centrici molto più subdoli, raffinati e rilevanti di quelli attualmente disponibili per assicurarsi che tutti questi investimenti abbiano un senso per la gente (e di conseguenza per i business che si estendono verso loro).

27 Ottobre 2007
ComDays07 / Stefana Broadbent: Le 20 persone con cui comunichiamo
Stefana Broadbent Bruno Giussani scrive su una recente conferenza tenuta dall’antropologa di Swisscom Stefana Broadbent su come la gente utilizzi realmente la tecnologia. Il discorso è stato tenuto in occasione della conferenza 6th Communication Days presso Bienne, Svizzera.

Leggi l’articolo

27 Ottobre 2007
Il futuro della presenza
Movement Il Dott07 festival, curato da John Thackara, e avente luogo presso la città inglese di NewcastleGateshead, si trova adesso nei suoi ultimi giorni. Uno degli eventi consisteva in una serie di dibattiti su una varietà di argomenti, tra cui energia, cibo salute, movimento e scuole.

Il dibattito sul movimento è partito dal presupposto che il movimento di persone e beni attorno al mondo consumi grandi quantità di materia, energia, spazio e tempo - la maggior parte di questi non rinnovabili. Le domande che ci si pone sono: Dovrebbe quindi concentrarsi lo sviluppo sostenibile sulle città, dove risulta più fattibile dissociare il progresso economico dall’intensità dei mezzi di trasporto? O ci sono forme di assicurare che le comunità rurali abbiano accesso ai servizi utilizzando in modo più intelligente le risorse dei mezzi di trasporto? E ancora, potrebbero abilitarsi nuove forme di turismo sostenibile attraverso l’accesso a beni territoriali e culturali già esistenti?

La sessione è cominciata col discorso di Anthony Townsend, direttore di ricerca presso l’Institute of the Future in Palo Alto, California, il quale ha appena pubblicato l’intera presentazione online.

La conferenza di Townsend è stata seguita da una recensone del progetto Move Me del Dott07, che ha studiato il potenziale per trasformare l’efficenza delle risorse di trasporto in un paesino, Scremerston, in Northumberland, ed attraverso un esame di tre progetti Dott07 - Sustainable Tourism, Welcomes e Mapping the Necklace.

27 Ottobre 2007
Il California College of the Arts lancia un MBA in Strategia del Design
MBA in Design Strategy Riconoscendo la crescente importanza del design ed il suo impatto nel mondo del design, il California College of the Arts (CCA) ha lanciato un nuovo programma di Master of Business Administration (MBA) in Strategia di Design il primo nel suo genere negli Stati Uniti. Stabilita la data di inaugurazione all’autunno del 2008, il suo innovativo programma metterà insieme studi di design, finanza e gestione organizzativa in un curriculum unico mirato a fornire agli studenti strumenti e strategie per indirizzarsi al complesso mercato del giorno d’oggi.

CCA Il rettore Stephen Beal dichiara, “Il nostro obiettivo è quello di creare un centro che sintetizzi design e business e di formare la prossima generazione di leader in un mondo del business costantemente in cambiamento.”

Il college spera di attrarre studenti da entrambi i mondi del business e del design. I leader di queste industrie si rendono conto che l’innovazione effettiva richiede acume in entrambi i campi. In un discorso recente, Bruce Nussbaum di Businessweek ha dichiarato, “I dirigenti e i manager devono saper pensare in termini di design per fare i loro lavori. I dirigenti devono essere designer e utilizzare le loro metodologie per portare avanti le aziende.” Tim Brown, direttore esecutivo di IDEO e membro del consiglio di consulenza del programma, commenta, “Il business è una potente forza di cambiamento nel mondo, e i designer non hanno mai avuto così tanto l’occasione di creare un impatto positivo di quanto non abbiano oggigiorno nell’influenzare quel che fa il business. Quanto più i designer se ne intenderanno di business, più decisivi saranno.”

Nathan Shedroff è stato designato presidente dell’innovativo programma del CCA. Shedroff è un pioniere nell’experience design, un approccio che comprende molteplici sensi e studia le caratteristiche comuni a tutti i media che rendono le esperienze un successo; lui lavora anche nei settori in relazione del design e del design dell’informazione. Come consulente di business, lui aiuta le aziende a costruire migliori e più significative esperienze per i loro clienti. Shedroff insegna e tiene conferenze a livello internazionale, e ha scritto ampiamente sui temi del design e del business. E’ autore di Experience Design 1 del 2001, e nel suo ultimo libro, Making Meaning: How Successful Businesses Deliver Meaningful Customer Experiences (co-scritto con due membri della consulenza strategica della Silicon Valley) esplora come le aziende possono creare prodotti e servizi mirati ad evocare dei significati agli occhi del loro pubblico e dei loro clienti.

L’approccio del programma comprende prestazione, strategia, innovazione ed incoraggiamento ad un cambiamento sociale significativo e sostenibile. Il curriculum combina lezioni e seminari nella strategia di business, sviluppo organizzativo, gestione della comunicazione, leadership, imprenditoria e sostenibilità con studi pratici e progetti sponsorizzati che mettono la teoria in pratica in una dinamica esperienza di gruppo. Sono utilizzati molteplici media ed approcci per studiare le necessità dei clienti e del mercato, escogitare soluzioni effettive e comunicare le opportunità attraverso un ampio raggio di stakeholder.

Per offrire la massima flessibilità ai professionisti, il programma si svolge in cinque week-end di quattro giorni una volta al mese dedicati all’istruzione e l’interazione, con studii online collegati tra le residenze. Il programma permette a partecipanti di tutti gli Stati Uniti di mantenere le loro carriere e nel frattempo restare in contatto con i membri del team, della facoltà e dello staff del programma.

Il programma ha uno spazio dedicato allo studio presso il campus di San Francisco per studenti locali della CCA. Sono anche disponibili installazioni per l’elaborazione di modelli, negozi di metalli e legno, dei tagliatori laser, una macchina per l’elaborazione di prototipi 3D e studii per editare media digitale, film, video e suono.

22 Ottobre 2007
Seul nominata ‘Capitale Mondiale del Design’ per il 2010
World Design Capital Seul è stata designata come la “Capitale Mondiale del Design 2010″ dal Consiglio Internazionale di Società del Design Industriale durante l’ultimo giorno del suo congresso a San Francisco, Sabato, riporta il Times di Corea.

La nomina della capitale è stata proposta dal Presidente del consiglio Peter Zec al fine di “promuovere l’utilizzo del design per incoraggiare lo sviluppo sociale, economico e culturale delle città del mondo.”

Torino è stata nominata la Capitale Mondiale del Design pilota [2008], ma Seul è stata scelta come la prima ufficiale. Seul avrà il ruolo di capitale mondiale del design per un anno.

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- Links: ICSID | World Design Capital | Torino 2008, World Design Capital

21 Ottobre 2007
Il Serious Games Institute mostra applicazioni per il mondo reale
Serious Games Institute
L’Istituto Serious Games di Coventry, Inghilterra, dice di essere uno dei primi posti a dedicarsi ad aiutare i business ad aumentare le proprie operazioni utilizzando i mondi virtuali per la formazione, la comunicazione e le pianificazioni di emergenza.

“Molto è stato fatto del potenziale di Second Life come ambiente di intrattenimento, marketing o persino di finanziamento al terrorismo. Ma l’Istituto Serious Games, un centro per lo sviluppo di applicazioni “serie” delle tecnologie dei video game e dei mondi virtuali per i business, le agenzie di sicurezza ed altri utenti, dice dice di essere uno dei primi posti a dedicarsi ad aiutare i business ad aumentare le proprie operazioni utilizzando i mondi virtuali per la formazione, la comunicazione e le pianificazioni di emergenza.

L’istituto, il quale è affiliato con l’Università di Coventry e fondato in parte da un ufficio di sviluppo economico regionale, ha una manciata di inquilini pronti a prendere residenza a Novembre. Vuole operare come un “incubatrice”, aiutando queste aziende a crescere, e nello stesso tempo fare da perno per il networking e la ricerca. […]

Coventry, situata in quello che una volta era il centro industriale dell’Inghilterra, può sembrare una località improbabile per un istituto dedicato alle tecnologie d’avanguardia. La guglia della Cattedrale di Coventry, la quale spicca sul paesaggio di uffici postindustriali, è sopravvissuta al bombardamento tedesco del 1940. Le fabbriche di automobili, che una volta erano la spina dorsale dell’economia dell’area, sono sopravvissute poche decine di anni in più, ma adesso la maggior parte è chiusa.

Ma Wortley ha detto che l’industria dell’automobile ha anche lasciato un’eredità di design industriale, che adesso sta essendo applicata all’istituto.”

Leggi tutto l’articolo (International Herald Tribune)

20 Ottobre 2007
Participle, un nuovo tipo di iniziativa sociale
Hilary Cottam Hilary Cottam, Designer Britannica dell’anno 2005 ed ex-direttrice di RED [sito-archivio], l’ormai chiusa unità d’innovazione del Consiglio del Design Britannico, è al giorno d’oggi una dei partner fondatori di Participle, una nuova iniziativa sociale che si occupa del design della prossima generazione di servizi pubblici, con particolare attenzione nei grandi ed apparentemente intrattabili problemi sociali del XXI secolo.

Gli altri due co-fondatori di Participle sono Charles Leadbeater, il pensatore ed innovatore internazionalmente riconosciuto, e l’autore del libro We-Think, e Colin Burns, designer ed ex-direttore esecutivo dell’IDEO London. L’iniziativa è supportata da NESTA, dove Participle ha i suoi uffici.

Participle progetta servizi pubblici che forniscano soluzioni sistemiche non solo per i persistenti problemi di disuguaglianza, povertà e marginalità, ma anche ai ‘nuovi’ problemi risultanti dai cambiamenti demografici, dai nuovi stili di vita e dalla scarsezza dità risorse globali: malattie croniche a lungo termine, studiare culture oltre quelle proposte dalle scuole, nuovi approcci al crimine ed alla sicurezza, nuovi approcci alla collaborazione comunitaria e all’isolazione sociale e nuovi sistemi di energia. Un breve presentazione è disponibile da scaricare (pdf, 560 kb, 3 pagine).

La metodologia di Participle è quella del transformation design (pdf), un’approccio ibrido che combina metodologie centrate sulla gente con il pensiero di politiche sistemiche:

“Cominciamo dall’individuo, sbloccando un set unico di considerazioni e motivazioni, che poi applichiamo sul complesso dei problemi sistemici a cui stiamo cercando una risposta.

Il nostro approccio ibrido comporta anche dei test e delle modalità di misurazione diverse. Noi applichiamo rapidamente i nostri pensieri allo sviluppo di ‘prototipi’. I prototipi sono diversi dai progetti pilota: vengono effettuati modelli di servizi sviluppati in situ, i quali vengono poi sottoposti a test e migliorati in cicli veloci, sempre in situ. Questo approccio riduce il rischio e tende a produrre nuovi servizi che funzionano e anche significative idee per nuove politiche.

Il nostro approccio ibrido e il nostro punto di partenza centrato sulla persona ci permette di lavorare oltre gli esistenti servizi di base, adoperando con efficienza una più vasta gamma di risorse e contribuendo così allo sviluppo di soluzioni per l’intero sistema accessibili.”

In un’intervista che ho condotto settimana scorsa, Hilary ha detto:

“In una situazione in cui un inglese su cinque ha una malattia cronica sarà più importante pensare a come iniziare a progettare nuovi servizi che abbiano a che fare con i comportamenti della gente, le emozioni e gli stili di vita ed aiutarli a prevenire l’insorgenza di una malattia cronica o almeno a gestire al meglio quella malattia nella vita quotidiana. […]

Quello che conta veramente è che possiamo portare davvero velocemente i concetti all’azione attraverso un processo di design. Il modo in cui i designer fanno prototipi ed i modelli dimostrativi molto velocemente in tempo reale, è molto diverso dal tradizionale approccio con progetti pilota nel mondo della politica, dove i modelli sono spesso costruiti in un ambiente artificiale, che in genere non da risultati molto soddisfacenti.”

Una versione completa dell’intervista con Hilary, che ha un passato nelle scienze sociali e che ha lavorato per la Banca mondiale, sarà pubblicato a breve nel sito di Torino World Design Capital.

Dato il grave stato della sanità nel Regno Unito, Participle ha molto lavoro da fare.

20 Ottobre 2007
Forbes Magazine sulla nostra mancanza di previsione
The Future Forbes Magazine presenta un grosso resoconto speciale sul futuro e si chiede come mai la gente semplicemente non è troppo brava a predire il futuro e le previsioni restano per lo più cieche.

L’edizione è piena di articoli che spiegano questa mancanza di capacità di previsione, ma presta scarsa attenzione alla ricerca contestuale, alla pianificazione basata sullo scenario o al valore concreto della previsione strategica per le aziende. In ogni caso ecco alcune interviste che mi sono piaciute. Non sono sul futuro, ma sull’adesso:

David Brin (link)

“Certamente mi aspettavo che, ormai, gli strumenti online per conversare, lavorare, collaborare e discutere fossero diventati molto più utili, sosfisticari ed efficaci di quanto lo siano effettivamente. So di essere quasi l’unico a pensarla così, ma tutti quei avatar patinati ed i network video e sociali nascondo una trivializzazione del interazione, trascinandola al livello di grugniti di una frase, flirt e ROTFL [rolling on the floor laughing - rotolarsi dalle risate], in un’epoca in cui abbiamo bisogno che le discussioni e le argomentazioni siano più effettive che mai.

Tutti stanno ancora sfregando roccie tra di loro, mentre si vantano dei colori. Nel frattempo, metà dei trucchi che usa normalmente un essere umano, nella conversazione in carne ed ossa, non sono ancora stati provati online.”

Esther Dyson (link)

“Quello che è successo (anche se non posso dire di essere comletamente sorpresa) è che una nuova generazione di utenti ha un’attitudine completamente differente nei confronti dei dati personali. Loro non si preoccupano molto della privacy; loro semplicemente suppongono di poter controllare i loro dati personali(anche se possono sbagliarsi su questo). Sono più interessati a distribuirli ampiamente, stabilendo la propria presenza sulla rete. Se l’e-mail è per comunicare, una transazione tra due (o più) gente, la ” presenza” è lì (su un profilo online), disponibile ogni momento per i tuoi amici. Poi se loro vogliono una risposta, ti contattano in qualche modo (ma normalmente non tramite e-mail).”

19 Ottobre 2007
Gates vuole far sentire la sua presenza
Bill Gates La ricerca sulla presenza è una delle applicazioni centrate sulla gente più interessanti per il futuro. In ogni caso non sono del tutto convinto che questo nuovo approccio della Microsoft sia quello giusto:

Chiunque abbia mai usato un programma di messeggi istantanei ha visto l’idea basica di presenza. Quella piccola barra dello status che indica “disponibile”, “assente” o “a pranzo” è la tua presenza-la comprensione del computer di come e sotto quali termini tu sei disponibile.

Al giorno d’oggi, quell’informazione è immagazzinata nel computer, però è per lo più finta dalla gente. Potresti vedere che lo status di una persona è occupato, quindi mandi loro un e-mail chiedendo loro di chiamare anzichè seccargli con un messaggio istantaneo. Oppure, vedi che qualcuno è disponibile sul cellulare, quindi sai che sono fuori dall’ufficio e mandi loro un SMS.

Ma Bill Gates ha spinto la gente all’interno di Microsoft a fare più uso di quell’informazione. I computer dovrebbero essere in grado di intraprendere azioni per conto loro in base alla presenza di un utente. Essenzialmente, dice, il computer come un “agente intelligente”, basicamente l’assistente personale che molti di noi vorrebbero avere. Se il computer riesce a determinare, basandosi su un calendario dell’utente, che lei ha solo un’ora alla scrivania, può fissare le priorità di una serie di compiti, e-mail e voice mail che sembrino essere i più urgenti basandosi su quelle che sa che siano le sue priorità.

Cosa succederebbe se invece la presenza fosse arricchita da cose come informazione sull’ubicazione e se fossero anche rese indipendenti dall’applicazione e dal dispositivo?

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19 Ottobre 2007
Libro: “Authenticity” di Gilmore e Pine
Authenticity James Gilmore e Joe Pine, autori del bestseller del 1999 “The Experience Economy“, hanno appena pubblicato un nuovo libro “Authenticity: What Consumers Really Want”.

Abstract

Artificiale. Falso. Disonesto. Inautentico. I tuoi clienti usano qualcuna di queste parole per descrivere ciò che vendi–o come lo vendi? Se è così, benvenuto al club. Sommersi da falsi e da sofisticate imitazioni, la gente sta vedendo sempre di più il mondo in termini di vero o falso. Preferirebbero comprare qualcosa di vero da qualcuno genuino pittosto che qualcosa di falso da un disonesto. Quando decidono di comprare, il consumatori giudicano l’autenticità dell’offerta (e dell’azienda) quanto-se non di più-il suo prezzo, la qualità e la disponibilità.

In “Authenticity,” James H. Gilmore e B. Joseph Pine II sostengono che per riuscire le aziende rivali devono abbracciare, gestire ed eccellere nell’interpretare l’autenticità. Attraverso gli esempi di diverse industrie, dei settori del governo, nonprofit, educazione e religioso, gli autori mostrano come gestire la percezioe di autenticità dei clienti attraverso:

  • riconoscere come i business “fingono”;
  • fare appello ai cinque diversi tipi di autenticità;
  • stabilire come essere “se stessi” e quello che dici di essere; ed
  • elaborare ed applicare strategie di business per dimostrare autenticità

Il primo ad esplorare cosa significhi realmente l’autenticità per i business e come le aziende debbano approcciarla meditatamente ed accuratamente, questo libro è d’obbligo per qualunque organizzazione che miri a soddisfare la crescente domanda di autenticità da parte del cliente.

Recensione del Publishers weekly (copiato da here)

Questo rivelatore ma farraginoso volume dice alle aziende di rimanere “autentiche verso se stesse” o, come minimo di apparire genuine, sostenendo che “in un mondo riempito costantemente di esperienze intenzionalmente allestite … i clienti scelgono di comperare o non comperare basandosi su quanto autentica percepiscano un’offerta.” Tutto quello che forma l’identità dell’azienda-dal nome e le pratiche ai dettagli dei suoi prodotti-condiziona la percezione di autenticità dei clienti. Giocolando con i concetti filosofici, studi approfonditi di casi ed slogan, Gilmore e Pine (The Experience Economy) si inguaiano con un capitolo titolato “Falso, Falso, E’ Tutto Falso”, il quale sventra l’intera idea di autenticità: “Nonostante dichiari “vero” e “autentico” nella confezione del prodotto, niente nei business è veramente autentico. Tutto è artificiale, falso.” L’argomento è inaspettato e forse brillante-anche se confuso, dal momento che la maggior parte di Authenticity sostiene che i business dovrebbero sforzarsi non solo di apparire autentici ma anche per diventarlo. Gli schemi, matrici e parti evidenziate del libro lo rendono ancora più confusionario, mentre il consiglio degli autori (”le tue offerte di business devono diventare vere”) diventa una ricerca spirituale. Eppure la prosa è rapida e colloquiale, e il libro è pieno di spunti di riflessione e provocazioni, e può ispirare ad alcuni esecutivi a tenere conto di come i clienti considerino la loro azienda. (Nov.)

- Pagina del Publisher | Pagina Amazon
- Scarica tabella dei contenuti e primo capitolo (pdf, 170 kb, 12 pagine)

17 Ottobre 2007
Design Reaktor Berlin
Design Reaktor Berlin Il Design Reaktor Berlin iè un progetto di ricerca multi-disciplinare dell’Universität der Künste Berlin (UdK) e dell’Università delle Arti di Berlino. L’obiettivo è quello di incoraggiare la cooperazione innovativa tra le aziende piccolo-medie e i designer, per poter studiare strategie e prospetti per località post-industriali, prendendo Berlino come esempio.

In una serie di workshop di due settimane tenutasi quest’anno, i collegamenti esperimentali tra scambi, materiali, tecnologie ed strumenti forniti da 52 aziende hanno prodotto centinaia di idee. Dopo una stima della loro fattibilità e del potenziale del mercato, 52 prodotti sono stati sviluppati in cooperazione con le aziende coinvolte.

Il sito di Design Reaktor contiene una galleria con i risultati, alcuni dei quali sono pronti per la produzione mentre altri sono più speculativi.

Due prodotti che chiamano particolarmente l’attenzione sono il Garden Gun di Jakob Diezinger, Markus Dilger e Rayk Sydow (che non richiede particolari spiegazioni) e la Music Drop di Noa Lerner, un minuscolo riproduttore di musica a forma di goccia. La goccia contiene una canzone che può essere riprodotta una solo volta.

In modo interessante, a parte la Music Drop, i 52 design appaiono essere prodotti stand-alone. Non sono state sviluppate né esperienze né servizi.

(tramite Marketing & Strategy Innovation Blog e Guerrilla Innovation)

17 Ottobre 2007
La comunicazione è il re e la presenza un principe
Mobile phone presence Un lungo articolo sul blog Telco 2.0 intitolato “Il dilemma della Nokia: amico o nemico dell’operatore?” ha alcuni passaggi interessanti sulla presenza ed i dispositivi mobili. Ecco un passaggio:

“Presso la conferenza interna di direzione del pensiero della Nokia presso Helsinki circa due anni fa c’era stato Andrew Odlyzko, matematico e filosofo di Internet, a spiegare le dinamiche future di Internet e della banda larga. Una parte centrale delle sue tesi è quella che la comunicazione è il re; il contenuto è secondario. Quando faccio una foto ai miei figli nello zoo, e la condivido con i miei parenti, quella è comunicazione, non contenuto.

Douglas Galbi (un economista del FCC (Federal Communications Commission)) porta il modello un passo oltre, con tre modi basici di comunicazione: presenza (la sensazione che un’altra persona è con te, come legame sociale); raccontare storie (che include la narrativa di un gioco, i testi e le emozioni di una canzone, o le scene di un film); e il semplice trasferimento di informazioni (voglio un taxi! com’è il tempo domani?).

La “presenza” (che include anche spettegolare al telefono mentre torni verso casa, non solo le icone smiley) è quello per cui gli utenti si sono dimostrati più disposti a pagare.

Leggi tutto l’articolo (la parte interessata inizia dopo l’intestazione “Content is king”)

(tramite il blog All about Mobile Life)

17 Ottobre 2007
E’ stato annunciato il programma della conferenza LIFT08
LIFT08 Bruno Giussani scrive sulla conferenza stampa che ha annunciato il programma della conferenza LIFT08:

La conferenza LIFT08 avrà luogo per la terza volta a Ginevra, Svizzera, dal 6 all’8 Febbraio 2008. La struttura principale del programma è stata presentata stasera in un bar alla moda nel centro di Ginevra dal organizzatore Laurent Haug ed il produttore esitoriale Nicolas Nova.

Ancora una volta, come l’anno scorso, sembrano essere portati nello scovare nuove voci e speaker con cose interessanti da raccontare. Il programma è strutturato in “tracce” tematiche, quattro al giorno durante giovedì 7 e venerdì 8. Mercoledì, una pre-conferenza presenterà una serie di workshop a tema. Giovedì sera ci sarà l’ormai tradizionale fondue per più di 500 persone. Assieme alle principali conferenze ci sarà una specie di spazio “blogcamp” per le discussioni e le presentazioni non programmate, così come uno spazio dedicato al design, l’arte ed i giochi.

Ecco un veloce riassunto delle principali tracce:

  • Internet nella società — Con Jyri Engestrom (ha appena venduto la piattaforma di microblogging Jaiku a Google), Jonathan Cabiria (sugli ambienti virtuali e le inclusioni sociali) ed altri.
  • User experience — Con due antropologhi tecnologici, Younghee Jung (Nokia, Tokyo) e Genevieve Bell (Intel, Seattle) e Paul Dourish dell’UC.
  • Storie — Con l’imprenditore Rafi Haladjian ed altri.
  • Un’occhiata sull’Asia — Con Marc Laperrouza, uno specialista di nuove tecnologie nella Cina, Heewon Kim, un ricercatore Coreano sugli adolescenti e le reti sociali, ed altri.
  • Nuove Frontiere — Con “cyborg” Kevin Warwick, Henry Markram il quale sta cercando di simulare il funzionamento delle cellule cerebrali, e Holm Friebe a proposito delle nuove forme di cooperazione e sul lavoro collaborativo.
  • Giochi — Con Robin Hunicke (il quale ha lavorato su giochi per la Nintendo Wii) sulle tendenze nei giochi, ed altri.
  • Web e le aziende — Con David Sadigh e David Marcus sul come la rete stia sconvolgendo le pratiche di lavoro.
  • Previsione — Con i ricercatori del futuro Scott Smith (Changeist) e William Cockayne (Stanford) ed il designer Nokia Francesco Cara.

Haug ha anche annunciato che LIFT si sta esportando all’Asia: dopo un riuscito evento d’inaugurazione qualche settimana fa in Seul, Corea del Sud, stanno pianificando un intero LIFTAsia per il Settembre del 2008, sempre a Seul.

Sono molto contento nel vedere che Genevieve Bell, Paul Dourish e Francesco Cara sono tra gli speaker.

15 Ottobre 2007
La ricerca etnografiche delle case Giapponesi attira l’attenzione
Bruno Marzloff Phil Keys scrive su Tech On a proposito di come le aziende Giapponesi attirino l’attenzione dei partecipanti verso la loro ricerca presso la “Ethnographic Praxis in Industry Conference (EPIC2007),” un evento riguardante la ricerca etnografica nelle aziende.

Alla conferenza c’erano programmi riguardanti le ricerche condotte dalla Fujitsu Ltd., Hakuhodo Inc. e la filiale americana di Ricoh Co. Ltd., Ricoh Innovations Inc.

Leggi tutto l’articolo

15 Ottobre 2007
I migliori 100 blog utente-centrici
Virtual Hosting Virtualhosting.com ha pubblicato una lista dei migliori 100 blog utente-centrici, che fornisce “il più recente e il meglio nel settore centrato sulla gente del design”.

I siti selezionati trattano anche di temi come l’accessibilità, standard wed e la creazione di interfaccia.

Sono felice di dire che anche questo blog è compreso nella lista.