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 Settembre 2007
28 Settembre 2007
Arrivano gli spime
Bruce Sterling Bruce Sterling si trova a Torino, città in cui abiterà fino al marzo 2008 con la moglie Jasmina Tesanovic, autrice e produttrice cinematografica.

Lui si trova qui su invito della Regione Piemonte per assolvere il ruolo di curatore del Piemonte Share Festival (marzo 2008).

La scorsa notte ha presentato la versione italiana del suo libro “Shaping Things” con una lettura ed una discussione pubblica.

Ha mostrato al pubblico intervenuto alla lettura un video molto appassionante su come sarà il mondo degli “spime”.

Tra coloro che sono intervenuti alla discussione vi sono Andrea Bairati (Assessore della Regione Piemonte), Luca De Biase (caporedattore di Nòva 24 /Il Sole 24Ore) e Claudio Germak (Politecnico di Torino - Word Design Capital Torino 2008) . La conferenza è stata moderata da Simona Lodi e Chiara Garibaldi (Share Festival).

Sebbene gli argomenti trattati siano stati molteplici, penso che il più interessante sia stato quello relativo alla sfida — per noi, per questa regione ed anche per Bruce: se Bruce abbia ragione in merito alla sua previsine circa gli spime e l’intero cambiamento di pensiero e cosa comporterà questo, e quale potrà essere la posizione italiana nel nuovo paradigma sociale, economico e culturale.

Spero che nei prossimi sei mesi, le persone di Torino, grazie agli input ed alle idee di Bruce, possano cominciare ad identficare alcune risposte al quesito.

Continua.

28 Settembre 2007
Il museo si trasforma in luogo di interazione delle persone
Local Projects Il Print Magazine approfondisce l’attività di Local Projects, un’azienda che sta trasformando il museo in un luogo in cui la gente possa interagire con l’informazione e con altre persone.

Quando Jake Barton, presidente 34enne dell’azienda in questione dedita al design d’interazione, pensa a ciò che una mostra può fare, lui considera sempre il District Six Museum della Città del Capo, in Sud Africa. Il museo documenta lesportazione forzata di più di 60.000 residenti di un quartiere di persone di razza mista dichiarato appartenente a soli bianchi nel 1966, e racconta la storia di quelle rimozioni. Nei primi anni ‘90, quando reclamare la terra non era un’opzione, il museo portò il tema pubblicamente agli occhi della gente attraverso mostre e dibattiti; di conseguenza, l’organizzazione del museo ha aiutato i residenti ad applicarsi per far loro restituire la terra. Trasformare e sanare una comunità attraverso lo storytelling inclusivo è , agli occhi di Barton, l’obiettivo dei musei del XXI secolo. In questi giorni, ha avuto molti motivi per ragionare su questo: in aprile ha ricevuto insieme ad altre sei persone sue dipendenti la commissione di copregettazione della mostra permanente del World Trade Center Memorial Museum.”

Scegliendo Local Projects, il direttore ha investito in un nuovo genere di museo che pone al primo posto l’interattività, abbandonando la presentazione di informazioni secondo una logica top-down. Local Projects insiste sulla popolarità delle voci—le mostre fungono da una sorta di conversazione piuttosto che da depositarie di fatti autoritari. “Il museo sta cominciando ad evolversi in agente di cambiamento sociale,” afferma Barton. “E questo si riscontra nel numero di persone che frequentano il museo e nella modo di operare dei musei stessi come spazi per il dialogo della comunità. Noi stiamo tentando di rendere visibili persone diverse ad altre attraverso lo storytelling space.”

Local Projects progetta installazioni high-tech ed interattive e mostre che creano un’esperienza di connessione all’ambiente circostante per clienti vari, siano essi nonprofit o commerciali.

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28 Settembre 2007
Trasformare i viaggi in autobus in un’esperienza più piacevole e produttiva
Smart bus stop “Da Boston al Brazil, urbanisti e guru dei trasporti stanno reinventando le possibilità di realizzare umili motorbus, impiegando la ‘mobilità smart’ high-tech per sfidare la supremazia delle automobili — allo scopo di far rivivere i terreni comunali urbani,” scrive il Boston Globe.

Il pensiero più innovativo si sta oggi concentrando sul miglioramento dell’esperienza dei passeggeri, anzichè sulla più complessa questione relativa alla circolazione più rapida di autobus nell’affollata zona urbana. Ma gli urbanisti, armati di global-positioning poco cari e della tecnologia dei computer, sperano di conseguire questi obiettivi apparentemente modesti in modo da migliorare i viaggi in autobus, trasformandoli in un’esperienza più piacevole e produttiva.

Con i costi del petrolio e con la crescente preoccupazione della popolazione per l’ambiente, alcuni funzionari pubblici del trasporto percepiscono l’occasione di una sfida alla supremazia dell’automobile.

[…]

“Più si accentua la comunicazione tra i cittadini, più forte diviene il giardino urbano,” said Federico Casalegno, an MIT sociologist who led the team that developed the futuristic bus stop prototype.

Al centro del nuovo pensiero vi è il concetto che molti urbanisti chiamano “smart mobility” — che cosiste nell’integrare un flusso di persone con un flusso di informazione. Mentre le aziende di trasporto hanno storicamente interpretato i passeggeri come cifre che altro non chiedono che essere trasportate da un punto all’altro, il futuro del trasporto vede i passeggeri come partecipanti attivi di un gruppo informativo costantemente in evoluzione. Il sistema di trasporto dovrebbe condividere più informazioni possibili con i passeggeri — come scorre l’autobus, quando è atteso l’arrivo del prossimo mezzo di trasporto pubblico. Dovrebbe dare accesso alle informazioni del mondo esterno — dalle news internazionali, alle e-mail, ai dati relativi ai quartieri attraverso cui il mezzo passa. I passeggeri, dal canto loro, dovrebbero essere invogliati a condividere informazioni con il sistema e, se vogliono, con gli altri passeggeri.

“Il concetto generale consiste nell’incrementare le connessioni tra persone, posti, e sistemi di trasporto,” sostiene Casalegno, direttore del Mobile Experience Laboratory presso il MIT. “Non dovrebbe trattarsi solo di spostarsi da un punto A ad un punto B.”

- Leggi la storia
- Presentazione (SlideShare)
- sito web del progetto del MIT | sito web del progetto del corso del MIT (con video)

28 Settembre 2007
Una rivoluzione del settore mobile sta avvenendo nei paesi in via di sviluppo
Phone use in Africa La mobile platform sta assitendo ad una rivoluzione nei paesi in via di sviluppo — come la vita delle persone — con l’Africa adesso più avanzata rispetto al resto del mondo per quanto concerne il mobile banking. Le sfide dell’esperienza dell’utente stanno cominciando solo ora ad essere indirizzate.

Qualora si desiderasse tenere il passo sullo sviluppo di tale settore, sarebbe utile consultare queste storie risalenti solamente all’ultima settimana:

Un recente reportspeciale sul Business Week tratta di come i telefoni cellulari stiano accendendo speranze e crescita dell’economia nelle nazioni emergenti e non. Il report analizza in particolare l’impatto micro- e macro-economico di questo sviluppo, e cosa questo comporti per gli imprenditori locali ed i maggiori operatori mobili. Il report inoltre mostra un online extra sull’utilizzo del telefono cellulare oda parte di artigiani e commercianti nell’India rurale, una sintesi grafica ed uno slideshow;

Il Reuters dedica spazio ad una storia sul boom del beeping in Africa, quali sono le pratiche sociali, e come questo fenomeno stia spingendo gli operatori mobili ad innovare i propri servizi;

Un post sul blog di Vodafone R&D Betavine relativo al servizio Mukuru Kash che come Paypal immagazzinerà i crediti pagati loro oline per poi fornire un voucher che può essere fornito come pagamento al distributore di benzina;

Il prossimo: colmare il digital divide, un post recente di Niti Bhan, in cui sviluppa un quadro completo sullle attività volte a colmare i digital divide tra coloro che dispongono di tecnologia digitale e coloro che invece non la posseggono, e si chiede cosa accadrebbe se tutte le persone dei paesi in via di sviluppo potessero accedere ad internet dai loro dispositivi mobili;

In un post recente sul mobile banking, Barbara Ballard di Little Springs Design ci guida attraverso tre blog su questo tema: Mobile Banking (news ed analisi di Brandon McGee, VP incaricato di mobile banking), Mobile Money & Banking, e Mobile Banking, il blog di Hannes van Rensburg, CEO di Fundamo, fornitore di mobile banking provider nel Sud-Africa.

Da notare che tutti i lavori di ricerca sull’utente di Jan Chipchase ed altri sembrano avere ripagato: Nokia domina il settore del mobile handset in India con una straordinaria quota di mercato del 74%.

28 Settembre 2007
Un pc per i contadini? La Cina si concentra sui digital divide.
Lenovo computer Il Christian Science Monitor rifersce come i produttori di computer cinesi abbiano raggiunto il vasto mercato rurale con semplici strumenti e centri di assistenza locali.

Lenovo, il più grande produttore mondiale di computer nonchè celeberrima marca in Cina, ha scelto la Langfang, città del nord-est della Cina, appunto, per il “lancio dell’assalto alla frontiera di sviluppo vendite dei pc – costituita dagli abitanti dei villaggi nei paesi in via di sviluppo – ed ha iniziato a colmare i digital divide che separano gli abitanti della città da quelli delle zone rurali”.

“Per attirare i contadini nel mondo high-tech, i manager di Lenovo vogliono provare a rendere i loro prodotti [$199] robusti e semplici da usare .”

L’interfaccia utente è molto particolare:

“Le ambizioni di Lenovo di seguire questo trend consiste nella realizzazione di un computer della dimensione di una scatola di cioccolatini connesso ad uno schermo televisivo, controllato da una tastiera touchpad e tasti che consentono un controllo remoto.

In questo modo utilizzare un computer sarà simile a guardare la televisione – un’esperienza più familiare ai contadini cinesi dell’utilizzo del computer.

Controlli semplici portano l’utente alla possibilità di fruire di una vasta varietà di funzioni dall’educazione online e servizi di intrattenimento ai portali informativi sull’agricoltura, oltre a consentire di scegliere siti specifici, inviare e-mail o messaggi istantanei.”

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28 Settembre 2007
Picnic07: l’antropologa di Swisscom sul perchè tutto si sposti in secondo piano
Stefana Broadbent L’antropologa della Swisscom Stefana Broadbent [vedi anchequesti post precedenti] ha parlato ieri in occasione della conferenza Picnic07 di Amsterdam, mentre Bruno Giussani era lì per assistere al suo discorso:

“L’antropologa Stefana Broadbent parla dei trend nel settore dell’intrattenimento e della comunicazione. Con il suo team composto da esperti di sociologia e psicologia, lei osserva le persone da vicino e raccoglie una serie di dati(diari, bookmark, playlist, e chiedono alle perosne di tenere dei logbook relativi alla comunicazione e all’utilizzo dei media, ecc). Stefana è una straordinaria oratrice che consente di tenere in vita il mito della tecnologia.”

Secondo Giussani, l’antropologa ha presentato una mole di dati apparentemente disconnessi tra loro che puntavano tutti verso la medesima direzione: non ci sono sostituzioni - qualsiasi altro elemento è in più. “Ci sono tantissimi media, dispositivi e canali. Ciò che accade è che tutto sta passando sullo sfondo, tutto sta divenendo carta da parati. [… C’è] un flusso costante di “canali di interazione aperti”.

“Ma a questo punto si solleva un problema: l’intera industria sta cercando di abbandonare la routine. L’intero settore dell’ICT deve conferire alle persone il controllo totale e lasciarle libere di scegliere ciò che vogliono ascoltare, guardare, e così via: VOD, registratori HDD, archivi IPTV, podcast, videocast, stazioni radio personalizzate, layout skin, ecc.

Ma gli utenti si limitano al multitask se non chiediamo loro tutta la loro attenzione. La scelta uccide la routine e richiede attenzione — nel momento in cui si sceglie ci si impegna in quella scelta — e questo sposta l’attività in primo piano; avere il controllo di qualcosa comporta l’essere attivamente focalizzato su quella cosabeing in control means being actively focused.”

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27 Settembre 2007
Claritas segmenta la popolazione statunitense
Claritas Challis Hodge afferma che la conclusione di Claritas si sostanzia nell’individuazione di ben 66 tipi di persone che vivono nei sobborghi, nelle città e nelle aree rurali degli USA.

E’ possibile vedere la presentazione sulla presente ricerca qui. Chi vive negli Stati Uniti può vedere il proprio quartiere in base ad uno zip code per trovare quali segmenti vivono vicino alla propria porta di casa.

Per coloro che non avessero tempo di consultare il sito web riportiamo alcuni esempi.

La Cerchia dei Vincitori
I giovani, con genitori benestanti appartenenti a tale segmento di ‘arricchiti’ amano frequentare corsi di golf e boutique sofisticate. Il loro televisore al plasma è sempre sintonizzato su Nickelodeon, ma questo non riesce a trattenere i ragazzi dal viaggiare.
Il reddito familiare si aggira sui $102,213
Si concentrano a Broomfield County, Colorado (Broomfield)
  Il Paese di Dio
Questi rifugiati urbani hanno abbandonato il paese per cercare uno stile di vita più rilassante. Sebbene viaggino frequentemente per lavoro, il piacere è una priorità. Leggono la rivista Skiing, guidano una Toyota Land Cruisers, e si sintonizzano su Outdoor Life Network.
Il reddito medio è di $83,827 circa
Si concentrano a Teton County, Wyoming (Jackson)
  Elite della Seconda Città Second City Elite
Questo popolo di mezza età dalla saggia cultura senza figli si concentra su se stesso con più computer, grandi televisioni, ed un’impressionante collezione di vini. Leggono la rivista Inc., guardano Washington Week, e girano per la città con una Toyota Avalons.
Il reddito medio della famiglia si aggira sui $74,375
Si concentrano a Dallas County, Texas (Dallas)
25 Settembre 2007
Universitià, design, esperienza dell’utente ed innovazione
UIAH La Finlandia sta pianificando di fondere inseme tre università specializzate in business, design e tecnologia in un’unica università di innovazione a partire dal 2009.

Un articolo su Finnfacts afferma che “l’obiettivo è quello di realizzare una università di alto livello capace di competere con le migliori università straniere e costituire un interessante collaboratrice per le stesse.”

L’iniziativa di riunire le capacità dell’a href=”http://www.uiah.fi/english”>Università di Arte e Design, della Scuola di Economia e amministrazione d’Impresa e dell’Università di Tecnologia di Helsinki è stata realizzata da Yrjö Sotamaa, il rettore dell’università di arte e design, nell’autunno 2005.

Sotamaa enfatizza “Credo fermamente che la competitività della Finlandia nel futuro possa essere costruita sull’abilità di combinare in modo eccellente le capacità affermate in diversi settori per realizzare innovazioni e attività di successo”.

“Grandi conoscenze meramente tecniche non sono sufficienti per realizzare innovazioni di successo. Sono necessarie anche le migliori abilità di design e business. Il significato di esperienza e di usabilità connesse alla tecnologia ne trarranno grande beneficio.”

Un discorso di Sotamaa alla conferenza sull’innovazione organizzata dall’iniziativa all’avanguardia “Better by Design” in Nuova Zelanda può essere scaricato qui (pdf, 3.8 mb, 101 slide). Nel discorso Sotamaa discute il necessario cambiamento di pensiero per le aziende che vogliano realmente trarre beneficio dall’approccio guidato dal design, afferma inoltre che è importante spostare il concetto di design dalla concezione di “bello ma non utile” o “dietro l’angolo”, alla percezione di approccio profondamente coinvolto nella vita del business di ogni giorno e capace di apportare benefici economici quando strategicamente applicato.

La scuola di design di Sotamaa ha organizzato lo scorso mese la conferenza “User Experience Plus - Progettare Prodotti ed Interfacce Divertenti 2007“, con cinque rilevanti temi:

  • Azione qualificata, focalizzato sulla ricca interazione e sul design per le abilità delle persone;
  • Nuova lussuria, inerente nuovi prodotti e servizi innovativi che causano Emozioni;
  • L’estetica dell’interazione, su come l’interaction design stesso possa dar forma a esperienze coinvolgenti, con la fornitura di inviti intriganti, ad esempio, piuttosto che attraverso disturb costruttivi, piacevoli sorprese, o notevoli esperienze;
  • Illusione nell’interazione: se l’interazione è il terreno sul quale si costruisce l’esperienza, la domanda fondamentale è come progettare queste fondamenta dell’esperienza in modo che l’esperienza stessa divenga divertente;
  • Interazione sociale sui progetti ed i loro effetti di breve e lungo termine.

Sono disponibili anche alcuni video di conferenze.

Infine, lo scorso gennaio ha visto l’inizio della Scuola di Imprenditoria Creativa di Helsinki (HSCE), che è stata vista come un primo passo verso l’università dell’innovazione. Come riporta il sito web, HSCE fornisce programmi su misura per stimolare il pensiero creativo come base per lo sviluppo di prodotti, servizi ed esperienze nuovi ed innovativi rivolti al consumatore.

Nel frattempo in Gran Bretagna, NESTA sta esplorando anch’esso il tema delle università e dell’innovazione ed ha appena pubblicato un breve paper su come assicurarsi che i risultati della ricerca incoraggino l’innovazione.

(in parte via Niti Bhan)

25 Settembre 2007
Una ricerca etnografica per progettare un migliore dispositivo per l’osteoporosi? Certamente!
Osteoporosis Diagnosis Device Oggi, Cooler Solutions, azienda di innovazione di prodotti operante nel settore dell’healthcare e del benessere, ha annunciato lo sviluppo di componenti per un nuovo dispositivo di test osseo che rivoluzionerà la valutazione del rischio della fraturra di ossa.

In collaborazione con i migliori ricercatori dell’Università Health Network di Toronto (UHN), Cooler Solutions riprogetterà le componenti e implementerà la costruzione di nuovi dispositivi per la misurazione della forza delle ossa nei pazienti affetti da osteoporosi. L’analizzatore medico (MRTA) offrirà una modalità di diagnosi e di prevenzione dell’osteoporosi più accurata ed economica. Il prodotto in questione, MRTA, è portatile e non invasivo progettato per misurare le proprietà meccaniche delle ossa (resistenza ed elasticità) e per quantificare la “durezza” delle ossa.

Lavorando insieme agli stakeholder presso l’UHN, i designere gli ingegneri di Cooler Solutions svilupperanno la tecnologia già esistente dell’MRTA per implementarla in un prodotto user-friendly, economico e commercialmente fattibile. Cooler lavorerà per migliorare le performance e l’accuratezza del prodotto, potenziando l’esperienza dell’utente come dell’operatore. Attraverso una ricerca etnografica orientata all’utente condotta da Cooler, le esperienze di paziente ed operatore con il dispositivo condurranno a doluzioni finali di design.

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24 Settembre 2007
Howard Rheingold e Mark Earls sulla collaborazione di massa
Howard Rheingold Poche settimane fa la dotazione per l’innovazione britannica NESTA ha organizzato un evento sulla collaborazione di massa.

Gli speaker ch evi hano preso parte sono Howard Rheingold (UC Berkeley, Università di Stanford, Scuola di Annenberg per la Comunicazione e Istituto delle Tecnologie Creative; ed autore di ‘Smart Mobs‘) e Mark Earls (autore di ‘Folla: Come cambiare il comportamento della massa dominando la nostra vera natura‘), scrittori che esaminano e sfidano le tradizionali concezioni di cambiamento e di cooperazione del comportamento della massa.

L’evento è stato concepto come inizio di una conversazione su come ottimizzare il potenzilae impatto sociale della networked technology, ed il suo impatto dovrebbe essere concepito in quanto cooperazione di massa per l’innovazione del Regno Unito ed oltre.

I webcast dell’intero evento sono adesso disponibili sul nuovo sito web di NESTA.

24 Settembre 2007
Risultati del benchmark dell’UE sull’esperienza dell’utente di servizi pubblici online
I2010_eeurope_logo Ogni anno, l’Indagine di Benchmark dell’UE valuta la qualità dei servizi pubblici in Europa. Per la prima volta, l’indagine guarda anche all’esperienza dell’utente nell’accesso a servizi pubblici online, riconoscendo il ruolo sempre più rilevante del tema, ed ha trovati vari risultati.

Dal comunicato stampa:

“La ricerca esamina tre elementi ritenuti rilevanti nell’esperienza dell’utente: la misura di un’identità elettronica legalmente riconosciuta e sicura, se il servizio potressee essere raggiunto attraverso canali alternativi quali i call center, i chioschi, i telefoni mobili, la TV e i siti web in conformità alle Linee Guida Internazionali dell’Accessibilità. L’insieme dei risultati per tale indicatore è molto vario, e raggiunge il 19%, con Austria, Bulgaria e Norvegia con un punteggio superiore al 30%. Il risultato più sorprendente è che solo il 5% di siti web esplicita il riferimento alle linee guida internazionali di accessibilità (WAI).

I portali nazionali vanno meglio. Analizzando la quantità di servizi pubblici fruibili dal portale, la presenza di opzioni personalizzate, la facilità di navigazione, e la capacità di adattare la presentazione del sito alle necessità dei diversi utenti (aziende vs. cittadini, in merito a eventi della vita o a strutture dell’amministrazione). Il resto del punteggio del 75% dimostra che i governi nazionali considerano il portale nazionale come una delle pietre angolari del piano di eGovernment.”

Comunque lo steso report pone qualche appunto (a pagina 27) sulla valutazione ottimistica dell’esperienza dell’utente di portali nazionali:

“Concludiamo affermando che i portali nazionali sono ben sviluppati in quanto gateway utente-centrici per i punti di fornitura del servizio pubblico.

Al livello dei servizi transazionali stessi, le agenzie, la fornitura di e-service è organizzata inizialmente attorno ai bisogni dell’organizzazione istituzionale piuttosto che ai bisogni dell’utente.

L’indagine, condotta per conto della Commissione Europea dai consulenti Capgemini, ha esaminato ben 14.000 siti web relativi a 20 servizi pubblici di base nei 27 Stati Membri dell’Unione Europea più Norvegia, Islanda, Svizzera e Turchia. Nel 2007 la sofisticazione oline dell’offerta di servizi pubblici ha raggiunto il 76%, mentre il 58% dei servizi pubblici analizzati sono interamente fruibili online.

L’Austria si posiziona per prima sia per fruibilità interamente online che per sofisticazione, cn un punteggio di, rispettivamente 100% e 99%. Il Portogallo ha fatto i maggiori progressi dal 2006, mentre Malta e Slovenia sono tra i migliori paesi ad aver accolto l’eGovernment e l’offerta di servizi pubblici online e quindi sono al top dei paesi in tale ambito nel 2007.

- Leggi il comunicato stampa
- Scarica il report (pdf, 15 mb, 123 pagine)

24 Settembre 2007
Donald Norman sull’importanza dei bisogni insoddisfatti
Donald Norman Donald Norman ha scritto qualche articolo per ACM Interactions che ha inserito nel suo sito web (ma che non ho ancora trovato nella rivista Interactions ancora):

Riempire i vuoti di maggiore necessità
“Noi abbiamo bisogno di più bisogni insoddisfatti, non meno. Quante volte gli studi etnografici senza fine si sono uniti con i gruppi di sesign hanno condotto a prodotti non desiderati, non necessari, superflui e insensibili verso l’ambiente? Quante volte è meglio lasciare insoddisfatti tali bisogni? Perchè dobbiamo precipitarci a riempire i vuoti essenziali della nostra vita?”

C’è un’automobile nel futuro di HCI - seconda parte
“L’indistria dell’automobile ha necessariamente bisogno di essere guidata dai bisogni delle persone. Già molta gente esperta lavora all’interno delle aziende, ma soffre gli stessi problemi affrontati negli scorsi decenni da aziende di elettronica e di computer. Questa è un’arena importante, una in cui le abilità di design utente-centrico sono essenziali. Ma il successo giungerà solo quando le nostre discipline potranno fornire manager esperti che sanno come lavorare con più discipline, con ingegneri, designer (stilisti), produttori, esperti di marketing, ed ovviamente con il management più elevato. Dovrebbe esserci un’automobile nel futro dell’HCI: ma per far si che accada ciò il problema più rilevante sembra essere costituito dal management, politiche, e diplomazia.”

21 Settembre 2007
I robot spengono gli anziani cittadini giapponesi
ifbot Probabilmente con l’applicazione dei principi di design utente-centrico si sarebbe potuta prevenire questa sconfitta:

I dispositivi high-tech ed i robot futuristici che il Giappone aveva sperato potessero andare essere d’aiuto nella fase di invecchiamento della popolazione ha fatto presa sugli anziani, che secondo le previsioni costituiranno il 40% della popolazione a metà del secolo.

“Molte persone (anziane) non sono interessate ai robot. Loro vedono i robot troppo complicati e poco pratici. Vogliono essere liberi di girare per casa, fare il bagno, andare in bagno, tutto qui” dice Ruth Campbell, un’assistente sociale geriatrica presso l’Università di Tokyo.

La produzione giapponese ha dovuto quindi apprendere duramente che gli anziani vogliono prodotti quotidiani adatti ai loro bisogni — facilità di lettura per coloro che hanno problemi di vista, grandi tasti per persone con tremore alle mani e suoni chiari per coloro che soffrono di problemi all’udito.

Leggi la storia [Reuters]

19 Settembre 2007
La Francia ed i suoi telefonini
The French and their mobiles Pochi giorni fa, ho tradotto un articolo dal giornale francese Le Monde su una ricerca francese in merito all’ “uso collettivo del cellulare”.

L’Associazione Francese di Operatori Mobili ha adesso pubblicato l’intero studio (pdf, 630 kb, 156 pagine), ed un comunicato stampa/sintesi di tre pagine.

Per vari motivi ho deciso di dedicare il tempo necessario alla traduzione dell’intera sintesi:
- Lo studio è molto interessante ed i risultati significativi, nuovi e altamente innovativi;
- E’ conosciuto ben poco sulla ricerca antropologica francese sulla tecnologia mobile;
- Persite una vasta copertura del mondo anglosassone e solo piccoli tentativi realizzati da altri paesi.

tradurre lo studio stesso va purtroppo ben oltre le mie capacità quindi spero che la stessa Associazione Francese di Operatori Mobili si occuperà di rendere lo studio disponibile in lingua inglese - potete fare la medesima richiesta alla stessa associazione contattandola tramite e-mail all’indirizzo info@afomobiles.org.
 

LE PRINCIPALI CONCLUSIONI DEL NUOVO STUDIO SOCIOLOGICO SULLA TELEFONIA MOBILE IN FRANCIA 2007

L’Associazione Francese di Operatori Mobili (AFOM) ha chiesto al Discours and Pratiques studio di condurre uno studio sulla telefonia mobile nella società francese nel 2007.

Cinque ricercatori di scienze dell’informazione e della comunicazione [sociologia, scienza dell’informazione, scienza della comunicazione, filosofia e letteratura], tutti membri di GRIPIC (il gruppo di ricerca della CELSA school), ha lavorato sullo studio per sei mesi, conducendo 100 inteviste in profondità, e osservazioni antropologiche in varie località (Parigi e suoi sobborghi, Marsiglia, Strasburgo, Creuse e varie località sciistiche) e situazioni.

I ricercatori hanno provato a comprendere le modalità di “fare ed essere” che accompagna l’uso del telefonino nelle strade, nei cafè, nei ristoranti, nei giardini pubblici, nelle stazioni ferroviarie, negli appartamenti come nelle case di vacanza, nelle aziende, nelle librerie e nei mezzi di trasporto: il tutto senza ricadere nelle tradizionali categorizzazioni sociali. Per cogliere la dimensione simbolica del telefono cellulare, la ricerca ha anche coperto aree ancora non coinvolte in tale tipologie di ricerche: i film, la televisione e la letteratura.

Lo studio è stato guidato da Anne Jarrigeon e Joëlle Menrath, due ricercatori già coinvolti nel precedente studio di GRIPIC sulla telefonia mobile nella società francese, realizzato tra il 2004 ed il 2005.

I punti principali dello studio del 2007 sono:
 

1. Il telefonino non è più uno strumento d’uso personale. Nel 2007 si è integrato in pratiche collettive sia in famiglia che tra amici.

I telefonini sono sempre più oggetti che circolano all’interno di un gruppo. Il proprietario non è più il solo a toccarlo, controllarlo ed utilizzarlo.

I telefonini possono consentire gli scambi basati sull’ammontare di credito lasciato prima della fine del mese ed in base agli orari dedicati alle chiamate gratuite. Ciò può portare ad una scelta collettiva degli operatori, dei piani tariffari e delle carte prepagate, con il solo obiettivo di ottimizzare i costi di un gruppo.

All’interno della famiglia, il cellulare rinforza il ruolo asimmetrico ed il carattere della relazione genitori-figli: mentre i genitori non si preoccupano dei soldi quando chiamano i figli, i figli provano a mettere da parte i soldi, facendo squilli ai genitori in attesa che loro li richiamino.

Il telefonino dei ragazzi è gestito conguntamente. Se ne occupano i genitori, sopratutto le madri, che lo utilizzano come un’opportunità di scambio ed un modo per i ragazzi di imparare a gestire un budget finanziario.

All’interno di un gruppo di amici, i cellulari servono a definire ruoli ed affinità. E’ possibile trovare l’esperto come l’utente con difficoltà, il “banchiere” che ha sempre un po’ di credito, ed il “borrower” che chiede sempre di poter inviare sms o minuti per chiamate (senza mai ricambiare).

Oltre queste regole, i cellulari creano relazioni esclusive con coloro le cui telefonate si basano spesso sulle offerte di tariffe e sulla loro compatibilità.
 

2. I francesi hanno relazioni ambivalenti e in mutamento con il loro cellulare. Nel 2007, i telefonini si son trasformati da oggetti personali a transitori, da intimi a visbili.

Se il telefonino è un “oggetto di firma” cui la persona può attaccarsi emozionalmente e attraverso cui può rispecchiare la propria identità, è anche un “oggetto transitorio” da cui l’utente può facilmente staccarsi, perchè dopo tutto è un dispositivo che i giovani utenti vedono giugerà alla fine perchè sostituito con un nuovo modello, rotto, perso oppure rubato.

Se il telefono cellulare è un’intima “scatola nera” in cui la persona immagazzina gli archivi di una vita intera (contatti, sms, foto…), è anche:

  • per adulti, l’album che riunisce tutte le foto in passato conservate nel portafoglio, ed un oggetto in cui conservare i segreti da intrusioni esterne (ad esempio da un partner che possa ascoltare i messaggi o controllare l’elenco delle chiamate effettuate…),
  • per gli adolescenti, il luogo in cui riporre le collezioni personali (immagini, toni di chiamata, …), che è possibile condividere e mostrare come un museo.
     

3. Si sono consolita nuove convenzioni sociali attorno al telefonino.

Una chiamata può facilmente essere interrotta (”Adesso devo andare”, “Non ti sento più”, “Mi si sta scaricando il cellulare”, “Sono arrivato”). Con un telefono cellulare, porre fine ad una telefonata è consentito senza per questo essere considerati scortesi.

Chiamare qualcuno sul cellulare significa lasciarlo libero di rispondere o meno. E’ uno mezzo di comunicazione che viene sempre più visto come uno strumento non-intrusivo di reperibilità.

Nuove regole si stanno affermando anche sul campo monetario, in merito ai “limiti di spesa”, o “prendere il tab” come al ristorante, o all’ineducazione dell’estendere la durata della conversazione in quanto la telefonata è gratuita.
 

4. L’uso del cellulare è governato più da esempi che da regole o divieti.

Oggigiorno ci sono molte regole che proibiscono l’uso del cellulare come al lavoro, negli spazi pubblici o a scuola. Spesso queste regole non sono seguite.

In molti contesti che sono controllati (ufficio, treno, sala d’attesa…), l’utilizzo è auto-regolato in base a ciò che le persone considerano tollerabile e appropriato.

A scuola, il cellulare si aggiunge ad una serie di strumenti che non riguardano la lezione e che portano divertimento e distrazione, sostituiscono altri mezzi di distrazione più tradizionali già usati in passato. Costituiscono un’altra sfida per gli insegnanti che vogliano mantenere l’attenzione degli alunni.

Confisca sembra la sanzione più efficace a scuola anche se l’utente del telefono confiscato non è il proprietario (perchè spesso il cellulare circola nel gruppo) ed anche se i genitori si oppongono alla sanzione perchè impedisc loro di raggiungere i figli (incluso - per alcuni - nel corso della lezione).

Perchè le regole spesso non sono seguite, il comportamento esemplare è spesso più efficace di una proibizione. Quando qualcuno decide di non usare il proprio cellulare in vacanza, a cena, durante meeting o con la famiglia, si riesce a dissuadere più facilmente le persone dall’utilizzo.

Tuttavia molti comportamenti esemplari richiedono una costante vigilanza perchè qualsiasi uso del cellulare diviene velocemente divario su cui gli altri prendono vantaggio.
 

5. Molte linee di pensiero sociologico e filosofico riguardano i comportamenti osservati ed i risultati riscontrati nel corso dello studio.

Mentre i cellulari spesso sono presentati come oggetti tipici di una società individualista, nella realtà si osserva un diffuso comportamento collettivo e collaborativo riguardante tale dispositivo di comunicazione, sia in famiglia che tra amici.

Pur essendo interpretato spesso come capace di generare una bolla che isola la persona impegnata nella conversazione dalle persone che la circondano, in realtà è stata riscontrata la diffusione di comportamenti di persone che intervengono nella telefonata, che interrompono colui che chiama o di interpellarlo su qualcos’altro.

Mentre il cellulare è spesso dipinto come uno strumento che serve a colmare vuoti e lacune, si osservano numerose situazioni in cui questo oggetto fornisce la possibilità di agire e reagire, consente di immortalare un’esperienza e di portare un valore aggiunto a ciò che l’esperienza è in realtà, consentendo di descrivere bene e con piacere.

Inoltre il telefonino è spesso, anche al di fuori della ricerca degli esperti, menzionato in una discussione sul comportamento improprio le persone intervistate non ne parlano e osservano sempre meno segni di esasperazione o di imbarazzo nella vita pubblica.
 

6. Il cellulare è visto come un “mezzo medio” che consente foto amatoriali e realizzazione di filamti.

Le immagini sul telefonino sono viste come immagini precarie, spesso di qualità incerta, da non stampare e da non condividere. Queste immagini riprendono sempre una descrizione di qualcosa da vedere. Servono a creare ricordi ed a provare che quacuno era veramente presente all’evento di cui si parla (ad esempio un concerto o una sfilata di celebrità…).

Le immagini sono integrate all’interno di numerosi framework di referenza che precedono la telefonata: il giornalismo di ogni giorno e la propria vita, immagini familiari spontanee si contrappongono a divertimenti forzati, il sensazionalismo che viene fuori nel tentativo di fissare azioni brevi, chiari, efficienti e d’impatto.

Più scene spettacolari può innalzare sfide che inducono al grottesco, al divertente, al macabro, o persio alla violenza.Questo è il fenomeno che guida i videos gag, gli MTV Jackass ed i cosidetti ’snuff movies’. Le aggressioni filmate sul cellulare sono una delle più recenti espressioni di questo (sebbene l’espressione ‘happy slapping’ non è stata utilizzata dagli intervistati nello studio).
 

I nostri amici diInternetActu, che pure riportano di questo studio, sottolineano la conclusione degli autori della ricerca “il cellulare del 2007 non è proprio come è il cellulare nel 2007:

“La sua presenza massiccia e apparentemente irreversibile in tutte le sfere della vita potrebbe far pensare che i suoi utilizzi possano essere banalizzati o neutralizzati. Nessuno di questi può essere osservato. […] Mentre i suoi utilizzi convenzionali sono più stabili di quanto non lo fossero nel 2005, adesso sono condivisi con nuovi utilizzi che sono collegati a nuove tecnologie di cui gli utenti si appropriano, o creati da loro stessi nella pratica quotidiana.

[…] Ciò che colpisce è che il cellulare non è esploso sotto l’effetto dell’aggiunta di nuove funzionalità, ma continua ad avere per le persone il senso di telefono, anche se lo utilizzano per i più vari motivi. ma va ben oltre questo. Il cellulare non è stato concepito come un arma di Swiss Army di funzioni aggregate, ma è stato reinventato in ogni utilizzo come un ‘oggetto completamente concepito’: un dispositivo per scrivere i messaggi, una fotocamera, un sistema di voice mail… Si tratta di un oggetto dotato della capacità di metamorfosi. Da quanto visto nel contesto di altri dispositivi, il telefonino sembra essere oggi parte di una più vasta collezione [o ‘ecosistema’] di dispositivi di comunicazione, che include altri dispositivi […]. La ricerca sugli effetti del cellulare sugli altri sembra assumere oggi una rilevanza maggiore di uno studio su come ottimizzare le performance e la complementarietà dei diversi strumenti.”

19 Settembre 2007
Ferrari sull’importanza della comprensione del consumatore
Antonio Calvosa l’utente ha un sensore inconscio dell’ambiente“: questo è il titolo del discorso tenuto da Antonio Calvosa (Ferrari S.p.A.) presso la conferenza Ubicomp ad Innsbruck, Austria.

Sintesi:
Il discorso aderisce alla visione che si propone di portare benefici alla quotidiana esperiena dell’utente attraverso prodotti ed ambienti specifici, la cui realizzazione richiede l’adozione di sistemi collaborativi, diffusi e pervasivi che fuggano l’approccio computer-centrico tipico della tecnologia. L’idea dell’utente come sensore inconscio dell’ambiente sarà presentata congiuntamente alle possibilità offerte da sistemi adatti ad una particolare esperienza dell’utente utente, come, ad esempio, guidare veicoli dalle elevate prestazioni. L’esempio del Team di Innovazione della Ferrari sarà presentato come caso di studio di un gruppo multidisciplinare che, rispondendo alle necessità dell’azienda e alle tendenze della ricerca, si propone come attivo nella realizzazione di direzioni della ricerca e nella agevolazione dello sfruttamento del mercato dei nuovi paradigmi e delle nuove conquiste tecnologiche. Tutto questo sarà presentato attraverso una serie di iniziative nell’area dell’adeguamento pervasivo e diffuso.

Antonio Calvosa, incaricato della conduzione del progetto del Team di Innovazione della Ferrari, è incaricato di apportare all’azienda conoscenze su future ed emergenti tecnologie, capaci di giocare un ruolo rilevante nel processo di arricchimento dell’esperienza Ferrari. Ha sviluppato una serie di collaborazioni internazionali con le principali istituzioni, di cui la maggiorparte con la Commissione Europea. In particolare, l’attenzione è stata ripagata con l’identificazione e lo sfruttamento di nuovi concetti per le future interfacce uomo-macchina.

Antonio Calvosa è co-autore di una serie di brevetti della su interfacce uomo-macchina per la Ferrari e di un brevetto per la microscopia elettronica presso Philips Research. Laureato con lode in Ingegneria Elettrica presso il Politecnico di Milano ha anche ricevuto il ‘Diplome d’Ingenieur’ presso l’Ecole Supérieure d’Electricité (Paris, France) tra i Top Manager Industriali per il Programma Europeo. Ha conseguito, anche un master nella Fisica delle nanostrutture presso Paris XI (Orsay, Francia).

Come affermato da Rachel Hinman di Adaptive Path, che ha assistito alla presentazione,

Calvosa ha incoraggiato il pubblico a “…muovere la mente fuori dal laboratorio – e portarla ad immaginare come comunicare la tecnologia all’utente nella vita di ogni giorno.”

Ha anche spiegato come alla fine bisogna sempre pensare all’utente finale e porre le persone al centro di ciò che si fa.. Ha portato a tal proposito l’esempio della doccia Revolution Moen realizzata dalla Design Continuum Inc.

“Moen Revolution è un esempio di ingegneria del prodotto basata sul design. Noi abbiamo lavorato in modo inverso per progettare il funzionamento interno al fine di migliorare l’esperineza della doccia.”

Ha sottolineato che i bisogni dell’utente sono stati la guida del design e dello sviluppo di tale prodotto - non la tecnologia o l’ingegneria.

18 Settembre 2007
Suicidio di Facebook: la fine della vita virtuale
Facebook Il Times, giornale britannico, ha dedicato un lungo articolo sul perchè gli utenti del popolare sito online di networking Facebook stiano cominciando ad eliminare il loro profilo online.

Vorrei aggiungere che l’articolo si focalizza su un utilizzo altamente personale di Facebook, e non si occupa del fatto che adesso il social networking dei professionisti è sempre più utile. Anche io ho un profilo Facebook, che uso solo per motivi professionali, e devo ammettere che non sono completamente convinto del suo valore.

“Inaugurato nel 2004 da Mark Zuckerberg, studente di Harvard, Facebook è adesso il tredicesimo motore di ricerca più utilizzato al mondo, con due milioni di membri in Gran Bretagna e 150.000 nuovi iscritti al giorno. L’offuscamento della popolarità dei Friends Reunited a causa dei media, passa a mala pena un giorno senza che la stampa parli del sito e dei suoi problemi di sicurezza relativi ai profili ed alla loro accessibilità da motori di ricerca come Google, o della restrizione mossa a Facebook da parte del 70% di aziende britanniche, tra cui British Gas e Lloyds TSB.

Considerato più popolare presso la classe media e tra gente più adulta di molti altri siti di social networking, come ad esempio MySpace e Bebo, Facebook ha recentemente effettuato un passaggio da una strategia di nicchia verso una più orientata alla massa. Allora perchè le persone decidono di realizzare trappole virtuali per i loro colli online?”

Nell’articolo The Times fornisce una serie di possibili risposte:

E’ facile essere fraintesi: ci sono molteplici spunti su siti come questo. Non è possibile cogliere il tono di voce, le espressioni facciali o il linguaggio del corpo, quindi l’interpretazione del messaggio può essere fraintesa e rendersi complicata.

I profili online non sono molto significativi: Realizzare il proprio profilo su Facebook è un modo attraverso cui gli individui si identificano, rendendoli importanti e caricandoli di significato. Ma questo atteggiamento pò indurre a disappunto quando ci si rende conto che la loro esistenza su internet è veramente insignificante. Si possono creare amicizie fittizie o conoscere gente che non si vorrebbe conoscere.

“Raramente trascorro del tempo con altre persone di presenza”: in genere le persone hanno una ristretta cerchia di amici veri. Se senti il bisogno di entrare in contatto con qualcuno del passato, devi chiederti perchè lo fai. Potrebbe essere indicativo di un problema o di infelicità o di voler ristabilire il ricordo di te più giovane. Ma molti realizzano che questa non è una soluzione, così proveranno a vivere e risolvere da soli i propri problemi.

Ritornare alla vita reale: Altri utenti dicono di aver concluso la loro vita nel mondo virtuale per molteplici motivazioni e di aver ricominciato la vita reale.

Quando le cose diventano personali si diventa vulnerabili: Il fatto che non sia possibile vedere o sentire le persone rende più semplice rivelare se stessi.

L’articolo si conlude con una guida all’uso di Facebook.

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18 Settembre 2007
La diffusione di camere digitali porta ai raggazzi più documentati che mai
Children San Jose Mercury News guarda alle sfide associate al materiale di foto e video digitali dei nostri bambini.

“Grazie a dispositivi di registrazione digitali poco costosi e di facile utilizzo - fotocamere digitali, videocamere, telefonini con videocamera - i ragazzi di oggi stanno divenendo la generazione più documentata che sia mai esistita, in quanto genitori, parenti ed amici sono sempre pronti a immortalare il primo, ilsecondo ed il centesimo sorriso.

Ma tutta questa documentazione può avere un prezzo, se i genitori tropo impegnati nella realizzazione e mantenimento dell’archivio digitale si perdono il piagere di godersi il momento.

E poi, le generazioni future avranno mai il tempo di guardare CD contenanti centinaia di migliia di foto, e se ce l’hanno comunque il singolo ricordo si perde in un mare di memorie documentate?

E se il lettore viene a mancare o il software cambia, rendendo le foto illeggibili per i computer di domani? Il CD funzionerà ancora? Provate a pensare a quegli 8mm di bobine di filmati senza proiettori per poterli visualizzare.”

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18 Settembre 2007
Adattare la tecnologia all’utente
Lovie Smith Chicago Sun-Times ha pubblicato un breve articolo su come l’etnografia possa far sì che il prodotto venga utilizzato appropriatamente.

“Quando Lovie Smith chiama il gioco dalla linea laterale durante la partita dei Bears, la telecamera mostra che sta conversando con un headset Motorola.

Motorola paga una quota per fornire headset ai coach della National Football League, quindi è importante, non solo che questi handset funzionino bene ma anche che sembrino confortevoli agli occhi di tutti coloro che in quel momento stanno guardando la televisione.

La pratica dell’etnografia è stata inserita nei piani strategici della Motorola per raggiungere questi obiettivi.

L’etnografia è un’area dell’antropologia che studia le attività umane e le interazioni attraverso l’implementazione di rigorose metodologie sul campo. Nella fase di sviluppo dei prototipi di headset, Motorola ha coinvolto le firme di product design Herbst LaZar Bell di Chicago ed i suoi studiosi di etnografia per studiare come i coach interagivano con la nuova tecnologia.”

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17 Settembre 2007
Quando il cuore del propro partner lascia una traccia rivelatrice
Unhappy gli americani ed i francesi non sono così diversi alla fine, almeno fino a quando si parla del ruolo della tecnologia.

Dopo che il giornale francese Le Monde ha trattato del comportamento di controllo nelle coppie in merito ai cellulari, l’International Herald Tribune ha anch’esso trattato il tema, sebbene - francamente - non fornisce interessanti insight:

“Il business della rottura ha preso un andamento Orwelliano, con prove digitali come messaggi e-mail, tracce di siti web visitati e registrazioni telefoniche, adesso sono divenuti strumenti abitualmente presenti nelle cause di divorzio.

Gli amanti disprezzati rubano il BlackBerry dell’altro. Gli sposi sospettosi accedono all’account e-mail del proprio partner. Caricano il software di sorveglianza sul PC di famiglia, talvonda scoprendo scioccanti adulteri.

Avvocati divorzisti cercano continuamente dati sugli avversari dei propri clienti, spesso ingaggiando investigatori con strumenti digitali forensi sofisticati di curiosare nei computer delle famiglie.”

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17 Settembre 2007
Il diploma del Politecnico di Singapore in experience design
Singapore Polytechnic's diploma in experience design Il Politecnico di Singapore offre un nuovo corso di laurea in Experience Design (Interaction & Product) di tre anni.

Descrizione:

Agli studenti verranno trasmesse le abilità di design creativo supportate da una solida conscenza di tecnologia e arte.

Il corso è un programma di design specializzato che si focalizza sulle culture, sui business e sulle tecnologie contemporanei di coinvolgimento, esplorando nuove strategie per la generazione di idee di design ed utilizzando sia media digitali che fisici. Queste idee vengono poi realizzate con strumenti innovativi, innovazioni tecnolgiche invenzioni e competenza.

Il corso è progettato per supportare l’iniziativa del Governo di produrre specialisti di molte discipline che siano dotati di abilità per comprendere il design, processi tecnologici, ed imprese per incentivare la crescita dell’industria creativa.

Lo scopo del programma far divenire gli studenti dei Experience, Product ed Interaction Designer, capaci di realizzare prodotti e servizi creativi, le esperienze a questi legate, per le culture contemporanee.

Questo obiettivo viene perseguito attraverso la comprensione dell’esperienza dell’utente, l’immaginazione delle nuove opportunità, l’attività di testing e di prototipazione di idee, la determinazione ed applicazione di nuovi materiali, processi e tecnologie appropriati, la progettazione e produzione di nuove esperienze interattive ed imprese.

L’intera lista di corsi e discipline può essere consultata qui.

Il Politecnico di Singapore ha lanciato anche un nuovo Centro di Experience Design [privo di sito web]. Singapore Radio International ha pubblicato una breve intervista a Liang Lit How, direttore del centro.

Sono curioso di ascoltare se Niti Bhan, che è appena andato a Singapore, ha alcuni insight su queste iniziative.